VALDITARA - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che:
il Ministro in indirizzo, con proprio decreto 16 aprile 2012, n. 71, ha definito i criteri e le modalità per l'assegnazione del Fondo di finanziamento ordinario (FFO) delle università statali e dei consorzi interuniversitari, e ha attribuito ai consorzi interuniversitari risorse complessivamente pari a 40 milioni di euro;
una quota parte dei 40 milioni di euro, e per la precisione 10.550.000 euro, viene assegnata dal decreto ministeriale ai consorzi interuniversitari al preciso scopo di incentivare e supportare progetti di fusione, accorpamento, aggregazione e incorporazione tra due o più consorzi da avviarsi entro la fine del 2012 e da completarsi entro la fine del 2013, e ciò allo scopo di razionalizzare e mettere a sistema i servizi offerti dai predetti consorzi, assicurando l'integrazione dei servizi informativi e infrastrutturali e la completa fruibilità delle relative basi informative;
il decreto stabilisce altresì che i progetti di fusione dei consorzi che intendono avvalersi del contributo di incentivazione, corredati da proposta di assetto dei nuovi organi di governo e di gestione, nonché delle situazioni patrimoniali e dei conti economici come risultanti alla data del 31 dicembre 2011, dovranno essere predisposti dagli organi di governo dei consorzi medesimi entro il 30 settembre 2012;
i rispettivi organi di governo hanno già predisposto nello scorso mese di maggio 2012 un progetto di fusione per incorporazione dei consorzi CILEA e CASPUR nel consorzio CINECA; secondo il progetto, il confluimento di CILEA E CASPUR in CINECA sarebbe finalizzato a conseguire economie di scala, miglioramenti della performance e maggiore flessibilità, nonché a valorizzare le competenze e le professionalità oggi esistenti nei singoli consorzi creando una nuova entità consorziale che diverrà riferimento unico a livello nazionale per: 1) servizi di calcolo scientifico e alte prestazioni al mondo accademico e della ricerca, 2) servizi innovativi e ad alto contenuto tecnologico per il Ministero, per il mondo dell'alta formazione e per la scuola, 3) attivazione di processi di trasferimento tecnologico verso il sistema produttivo e le pubbliche amministrazioni;
in base a quanto riportato nel progetto di fusione, la nuova entità consorziale sarà il risultato di una razionalizzazione delle attività, avrà una struttura snella e attenta ai costi e sarà governata dallo statuto del CINECA; il progetto di fusione di cui alla precedente premessa e stabilisce che saranno salvaguardati i posti di lavoro attualmente impiegati nei diversi consorzi e che, ove possibile e fatti salvi i criteri di economicità, verrà anche assicurata la continuità dei rapporti contrattuali attivi e passivi attualmente in corso;
alcune organizzazioni sindacali hanno espresso il timore che per il personale attualmente in forza ai consorzi CASPUR e CILEA il trasferimento dal contratto di lavoro attuale al nuovo contratto CINECA potrebbe richiedere prima il licenziamento e poi la successiva riassunzione;
l'intero processo di fusione dovrà essere supervisionato dal Ministero,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno confermare con un preciso impegno del Ministero e del Governo l'intenzione di garantire il mantenimento dei livelli occupazionali attualmente esistenti nei rispettivi consorzi;
se non intenda attivare in tempi rapidi un tavolo nazionale tra i consorzi, le organizzazioni sindacali e gli altri soggetti coinvolti, che affronti non solo gli aspetti giuridici riguardanti la regolamentazione e l'armonizzazione delle diverse forme contrattuali in essere nei consorzi CASPUR e CILEA con quelle vigenti presso il CINECA, chiarendo le modalità di passaggio del personale dagli attuali consorzi alla nuova entità, ma anche le questioni di diretta e immediata attinenza con l'impiego dei lavoratori, prima tra tutte la dislocazione delle nuove sedi e gli eventuali trasferimenti di personale.
(4-07759)
LANNUTTI - Ai Ministri dell'economia e delle finanze, dello sviluppo economico e della giustizia - Premesso che:
Siram SpA è un'azienda di servizi energetici e multitecnologici che si rivolge al mercato della sanità, dell'amministrazione pubblica, dell'industria, del terziario e del residenziale;
Siram SpA è controllata dai gruppi francesi Veolia (66 per cento) ed Edf (33 per cento);
considerato che:
come riporta un lancio dell'AgenParl del 20 giugno dal titolo "Appalti: Siram SpA a gonfie vele con le gare pubbliche", Siram SpA si aggiudica ingenti gare pubbliche di appalto ed in particolare: la Siram SpA a fine maggio 2012 si è aggiudicata il lotto 7 della maxigara Consip da un miliardo di euro per gli immobili pubblici, per un massimale di oltre 50 milioni di euro; sempre a maggio 2012 la Siram SpA si è aggiudicata il 30 per cento dell'appalto per la gestione del patrimonio immobiliare dell'Inps dal valore complessivo di 44 milioni di euro; a marzo 2012, si è aggiudicata l'appalto per la gestione dei servizi energetici dell'Ospedale maggiore di Parma per un importo di oltre 100 milioni di euro;
recentemente, inoltre, come si legge sull'articolo del quotidiano "Il Centro" del 20 giugno 2012 intitolato "Commissione del Senato indaga su due appalti dell'Asl di Pescara" un appalto della Asl di Pescara per la gestione integrata del servizio energia, vinto da Siram SpA per un valore di oltre 3 milioni e mezzo di euro, è arrivato all'attenzione della Commissione di inchiesta sull'efficacia e l'efficienza del Servizio sanitario nazionale del Senato;
risulta all'interrogante che ci sono fatture che ammontano a decine di milioni di euro e che non sono state ancora pagate da Siram SpA a varie imprese italiane che, a causa dei ritardi, rischiano la chiusura,
si chiede di sapere:
se al Governo risulti l'apertura di indagini su attività legate a Siram SpA da parte degli organi inquirenti di Parma, Avellino o Treviso;
quali siano gli orientamenti del Governo in merito alle fatture non pagate da Siram SpA e alla situazione di crisi delle aziende creditrici;
quali siano le sue valutazioni sull'operato dei vertici di Siram SpA ed in primis del direttore generale Giovanni Pontrelli;
se al Governo risulti che, a metà marzo 2012, Siram SpA si attestava fuori mercato con tariffe il 30 per cento superiori rispetto ai ai migliori concorrenti e rispetto alle tariffe Consip.
(4-07760)
DE ANGELIS - Al Ministro dello sviluppo economico - Premesso che la gestione e la realizzazione dei porti turistici italiani appartenenti alla rete pubblica è affidata alla società Italia Navigando SpA la cui proprietà risulta ripartita tra l'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa SpA (pubblica) e società Mare 2 Srl (privata);
premesso altresì che a quanto risulta all'interrogante:
a tutt'oggi la rete dei porti di Italia Navigando SpA comprende le seguenti realtà infrastrutturali: 1) porti turistici esistenti: Marinara (Ravenna), marina di Procida, marina di Capri, marina di Brindisi, marina Torre Vado, marina Tricase, marina di Policoro, marina di Roccella, marina Villa Igiea, cala dei Normanni, marina di Portisco, Teulada marina; 2) porti turistici in progetto: Trieste porto lido, porto della Concordia (Fiumicino), capo d'Anzio, marina Vigliena, Diamante, marina di Balestrate;
dal sistema informativo della Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura (CCIA) di Roma si evince che è stato di recente depositato un progetto di scissione della società Italia Navigando SpA;
la scissione viene dichiarata rientrante nel quadro della ricomposizione societaria del gruppo facente capo all'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa SpA, in accordo con le disposizioni contenute nell'art. 1, commi 450 e 461, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria per il 2007), con la direttiva del Ministro dello sviluppo economico del 27 marzo 2007, nonché nel piano di riordino predisposto (anche per la parte concernente Italia Navigando SpA) dal Consiglio d'amministrazione dell'Agenzia;
il piano di riordino è stato approvato dal Ministro con decreto del 31 luglio 2007;
l'operazione di scissione de quo è stata successivamente autorizzata dallo stesso Ministro, ai sensi e per gli effetti di quanto previsto dal decreto ministeriale 18 settembre 2007, con nota dell'11 novembre 2011 prot. 22081;
l'operazione, secondo quanto dichiarato, mira a razionalizzare la struttura delle partecipazioni dell'Agenzia anche al fine di agevolare la semplificazione della operatività societaria di Italia Navigando SpA, tenuto conto che la società è stata implementata, a partire dall'avvio di un crescente numero di società di scopo per la realizzazione di diverse iniziative portuali. Si ritiene più efficiente raggiungere tale obiettivo attraverso la ripartizione, fra società scissa e società beneficiaria, delle partecipazioni ai capitali delle società possedute, in maniera tale da favorirne il funzionamento ed accelerare il suo sviluppo, e dunque, in definitiva, incrementarne la competitività grazie al più agile funzionamento della struttura;
viene infine dichiarato che la scissione sarebbe coerente con il piano di riordino predisposto dal Consiglio d'amministrazione dell'Agenzia e con gli obiettivi di rilancio dell'attività sociale, nonché funzionale all'accelerazione che si intende imprimere alle attività di sviluppo della società;
tra gli elementi patrimoniali attivi e passivi assegnati alla società beneficiaria (Nuova Italia Navigando SpA) come da piano di scissione depositato alla CCIA risultano assegnati: Campania Navigando Srl partecipata al 100 per cento; Porto Fiorito SpA partecipazione al 31.50 per cento; Marine di Napoli Srl in liquidazione partecipazione al 50 per cento; Teulada Navigando Srl partecipazione al 51 per cento; Stintino Navigando Srl partecipazione al 51 per cento; Bocca di Puglia SpA partecipazione al 23.67 per cento; Capo d'Anzio SpA partecipazione al 39 per cento; Marinagri Resort SpA partecipazione al 18.87 per cento; Diamante Blu Srl partecipazione al 32.65 per cento; Marina di Balestrate Navigando Srl partecipazione al 51 per cento,
si chiede di sapere:
se siano state operate le necessarie attività di controllo e verifica da parte del Ministero sull'operazione societaria;
quali siano stati i criteri di assegnazione delle quote di partecipazione delle diverse società rispettivamente alla Italia Navigando SpA ed alla beneficiaria Nuova Italia Navigando SpA;
in cosa si configuri l'interesse pubblico nella scissione societaria effettuata a fronte di un'evidente moltiplicazione degli organi societari e di una lievitazione delle spese di gestione;
quali siano le strategie di sviluppo nel settore dei porti turistici che le due nuove società intendono perseguire;
quali siano i rapporti patrimoniali tra i soci iniziali di Italia Navigando SpA e cioè tra l'Agenzia nazionale per l'attuazione degli investimenti e per lo sviluppo di impresa SpA e Mare 2 Srl a scissione avvenuta;
se l'operazione non sia funzionale a chiudere il contenzioso milionario con la Mare 2, ipotesi che emerge sia dall'ultimo controllo della Corte dei conti sia dalla smentita che l'Agenzia ha inviato a un quotidiano nei giorni scorsi.
(4-07761)
LANNUTTI - Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali, della salute e dell'economia e delle finanze - Premesso che:
in un comunicato del 10 maggio 2012 l'Enpam dichiara testualmente: «A partire da aprile dello scorso anno la Fondazione ha riportato in casa la gestione degli immobili rinunciando a darla in appalto a gestori privati. L'incarico è stato affidato a Enpam Real Estate srl, di cui Enpam è socio unico e che è presieduta da Alberto Oliveti. Così facendo, nel 2011 la Fondazione Enpam ha già risparmiato 2,5 milioni di euro rispetto all'anno precedente»;
tuttavia, pur risultando effettivamente dal mero confronto tra il bilancio consuntivo 2010 e quello 2011 una variazione di spesa per la voce "fabbricati da reddito" da 48,6 a 46,1 milioni di euro (pag. 80 del bilancio consuntivo della Fondazione Enpam 2011), il citato comunicato di cui sopra omette di esporre una serie di informazioni e di dati indispensabili per conoscere il reale andamento della spesa in questione;
infatti, a fronte dell'asserita riduzione di spesa sono significativamente cresciute la spese della Enpam Real Estate per le voci "costo del lavoro", passata da 187.000 euro del 2010 a 1.087.728 euro del 2011 (pag. 5 del bilancio al 31 dicembre 2011 della Enpam Real Estate e pag. 158 del bilancio consuntivo della Fondazione Enpam 2011) e "costi per servizi", passati da circa 2 milioni di euro del 2010 a 2,7 milioni di euro del 2011 (pag. 5 del bilancio al 31 dicembre 2011 della Enpam Real Estate- pag. 158 del bilancio consuntivo della Fondazione Enpam 2011);
inoltre, il conto economico preventivo della Fondazione Enpam per il 2012 prevede un accantonamento per la voce "spese per fabbricati da reddito" che supera i 52 milioni di euro, a fronte dei 46 sostenuti nel 2011, circostanza, questa, che fa fondatamente ritenere che la riduzione delle spese per il 2011 sia un dato non strutturale ma solamente congiunturale, derivante dal mero rallentamento delle procedure amministrative di spesa in connessione con lo start up della nuova gestione affidata alla Enpam Real Estate, con conseguente ribaltamento nell'esercizio 2012 di spese che altrimenti sarebbero state sostenute nel 2011;
a ciò si aggiunge un dato ulteriore: la posizione debitoria della Enpam Real Estate si è aggravata dal 2010 al 2011 per quasi 7 milioni di euro per "debiti verso fornitori" (pag. 4 del bilancio al 31 dicembre 2011 della Enpam Real Estate e pag. 157 del bilancio consuntivo della Fondazione Enpam 2011);
è chiaro quindi che l'asserita operazione di risparmio di 2,5 milioni di euro si è tradotta in una mera traslazione di costi dal bilancio della Fondazione Enpam a quello della Enpam Real Estate, dagli esiti alquanto incerti se non probabilmente negativi;
d'altra parte, con la creazione della Enpam Real Estate - che ha autonomia meramente formale, ma costituisce in termini economici solo una divisione operativa della Fondazione - si è anche determinata una artificiosa duplicazione di ruoli e posizioni in capo a componenti del Consiglio di amministrazione della Fondazione Enpam, che cumulano anche la carica di componenti del Consiglio di amministrazione dell'Enpam Real Estate e i relativi compensi;
in particolare le spese per gli organi (Consiglio di amministrazione e Collegio sindacale) dell'Enpam Real Estate, come si evince dal consuntivo 2011 della predetta società, sono state pari a euro 1.143.626 a fronte di euro 893.169 dell'esercizio 2010; parallelamente le spese per gli organi della Fondazione, a fronte di euro 3.960.621 risultanti dal bilancio consuntivo 2010, paiono in crescita inarrestabile, in quanto nel 2011 ammontano a euro 4.326.010 (bilancio consuntivo della Fondazione Enpam, pag. 78) e sono stimate in euro 5.310.000 nel preventivo economico per il 2012;
tale dato è ancor più sconcertante se si pensa all'andamento negli anni della spesa in questione: nel 1988 la spesa era pari a 310.900.484 lire, equivalenti a 337.029 euro (dato che tiene conto dell'inflazione monetaria intervenuta nel frattempo); nel 1998 - a poca distanza dalla privatizzazione avvenuta nel 1995 - la spesa era di 1.859.435.575 lire, equivalenti a 1.304.112 euro (dato anche questo che tiene conto dell'inflazione monetaria intervenuta nel frattempo);
oltre alla duplicazione artificiosa di incarichi, sussistono casi come quello del dentista Pietro Malagnino, vicepresidente dell'Enpam, che cumula anche la carica di Vicepresidente dell'Associazione degli enti previdenziali privati (Adepp) e soprattutto di componente del Consiglio di amministrazione di Enel Green Power, titolo al quale la Fondazione partecipa con un investimento di 100 milioni di euro e registra una perdita, ai valori di borsa del 20 giugno 2012, di oltre 25 milioni di euro;
né d'altra parte l'andamento gestionale dell'Enpam, anche alla luce delle recenti iniziative della magistratura penale, pare giustificare tale generosità degli organi nei confronti di se stessi,
si chiede di sapere:
quali componenti del Consiglio di amministrazione e del Collegio dei sindaci della Fondazione Enpam risultino cumulare con tale carica quella di componenti del Consiglio di amministrazione e del Collegio dei sindaci dell'Enpam Real Estate e quali importi ciascuno di essi abbia percepito per tali incarichi;
se tra tali componenti risultino esservi anche quelli di nomina ministeriale;
se, oltre al caso di Malagnino, risultino sussistere altre situazioni di cumulo di incarichi in società per azioni partecipate dagli enti privatizzati, e quale sia l'entità dei compensi percepiti dagli stessi;
se il Governo intenda assumere iniziative di indirizzo nei confronti degli enti previdenziali privatizzati volte a garantire una policy in merito alle duplicazioni di incarichi e agli incarichi plurimi rivestiti dai componenti degli organi di vertice degli enti di cui si tratta, anche attraverso la pubblicazione di una banca dati che permetta agli iscritti alle casse di previdenza privatizzate di conoscere l'esatta entità dei compensi erogati ai componenti degli organi stessi;
quali iniziative intenda assumere, anche attraverso i componenti di nomina ministeriale del Consiglio di amministrazione e del Collegio di sindaci della Fondazione Enpam, per assicurare che i processi di comunicazione istituzionale avvengano nel rispetto della trasparenza, completezza e correttezza dell'informazione ai propri iscritti.
(4-07762)
LANNUTTI - Ai Ministri dell'istruzione, dell'università e della ricerca, dell'economia e delle finanze e dello sviluppo economico - Premesso che:
vi è molta attenzione sulle imminenti nomine alle società partecipate dall'Agenzia spaziale italiana (Asi), Altec e Cira;
l'attesa è tanto maggiore sul Cira che in questi ultimi anni ha avuto una gestione fortemente discutibile, come più volte è stato posto in evidenza anche da altri atti di sindacato ispettivo presentati dall'interrogante (4-05490, 4-07423, 4-05231);
come si apprende dalla lettura di un articolo pubblicato su "Corriereconomia" del 21 giugno 2012, il ministro Profumo ha inviato a suo tempo una lettera al Presidente dell'Asi Saggese in cui si richiamava l'opportunità di procedere alla nomina degli organi delle società partecipate Cira ed Altec mediante una selezione ed al tempo stesso era stata posta in evidenza l'opportunità che non vi facessero parte il presidente ed i consiglieri d'amministrazione dell'Asi. Ma Profumo chiedeva pure che la scelta del presidente del Cira avvenisse «attraverso appositi bandi pubblici», considerando che «questa procedura consente di garantire la piena applicazione del principio di trasparenza e di poter effettuare le designazioni selezionando nell'ambito di un'ampia rosa di candidature, valutate in base all'elevata e qualificata professionalità»;
scrive ancora Sergio Rizzo: «Il perché è presto detto. Presidente del Cira è lo stesso Saggese, che si sta apprestando a confermare se stesso per un altro mandato. Magari non c'entrano nulla le polemiche piovute nei mesi scorsi sull'attuale gestione dell'Asi, oggetto nel 2011 di una ustionante relazione della Ragioneria generale dello Stato. Comunque al ministro la nomina di Saggese alla presidenza del Cira decisamente non va giù. Purtroppo però su quella nomina non può mettere formalmente bocca, perché le nomine delle società controllate dall'Asi sono di competenza dell'Agenzia. Si limita quindi a un suggerimento. Autorevolissimo, visto che l'Agenzia dipende dal suo ministero»;
continua l'articolo: «Il messaggio è chiaro: basta con furbizie e conflitti d'interessi. La risposta che gli arriva è altrettanto chiara (...) Anziché un bando pubblico si fa una commissione presieduta dal presidente del consiglio tecnico scientifico dell'Asi, Mariano Bizzarri e coadiuvata da Sveva Iacovoni, moglie di Pierluigi Di Palma, vicesegretario generale del ministero della Difesa nonché consulente legale della medesima Agenzia. Il comitato sforna una terna di candidati per la guida del Cira, da sottoporre (...) al consiglio di amministrazione dell'Asi di cui è presidente Saggese. Chi sono i tre? Giovanni Bertolone, già attualmente consigliere di amministrazione del Cira, proveniente dalla Finmeccanica. Luigi De Magistris, ex direttore dell'Asi e anch'egli fino al 31 maggio scorso consulente della stessa Agenzia con la seguente missione: "Sorveglianza, elaborazione di pareri, valutazioni programmatiche concernenti nuove linee di attività, con particolare riferimento a progetti a carattere applicativo e industriale". E anche lui: Saggese. Che rientra così in partita» senza il rispetto «dei suggerimenti del ministro Profumo, della trasparenza e dei bandi pubblici. Il Corriereconomia ha proposto nelle scorse settimane di selezionare i vertici delle authority con bandi europei, evitando in tal modo le solite pestilenziali ingerenze partitiche. Questa, a maggior ragione, dovrebbe essere regola generale anche per la scelta dei manager di molte imprese pubbliche ora lottizzate. La vicenda Cira può essere un importante spartiacque: ecco perché Profumo non deve mollare»;
in risposta all'articolo del "Corriere" il presidente Saggese in una nota diffusa sul sito dell'Asi l'11 giugno, risponde scrivendo al giornalista: «Ho avuto modo di leggere il suo articolo su Corriere Economia del 4 Giugno e, nutrendo una estrema diffidenza nella possibilità di un ravvedimento della stampa, anche in casi di evidente scorrettezza nella proposizione delle informazioni, ho deciso di affidare le mie riflessioni ad una lettera aperta pubblicata sul sito dell'Agenzia Spaziale Italiana. Mi rendo perfettamente conto che lei è una icona della lotta alla "casta" ed una firma di prestigio del Corriere della Sera, ma intavolare un contraddittorio è doveroso per quanti hanno voluto inviarmi attestazioni di stima e solidarietà. Il suo articolo, poi, non è certo fonte di sue informazioni dirette, visto che non ho mai avuto il piacere di incontrarla, nonostante le avessi manifestato la mia disponibilità, e al Ministero di riferimento (MIUR) lei non ha mai chiesto di essere ricevuto. Ritengo pertanto che le sue informazioni derivino da quelli che sono comunemente chiamati "dossier", che le vengono proposti da persone che immeritatamente godono della sua fiducia. Poiché, in questo caso, la persona è, da me e da coloro che frequentano l'ASI, facilmente identificabile, mi permetta, senza offesa, di continuare il colloquio con lei, ben sapendo che in realtà mi sto rivolgendo a lui. All'interno dell'articolo sono utilizzate espressioni con una pervicacia che tende a far diventare vere cose assolutamente false, mediante la mera ripetizione delle stesse. In particolare non mi stancherò di ripetere che nella mia carriera non sono mai stato assistente di alcuno e che, nel caso di Finmeccanica, dove sono stato per tre anni, il mio ruolo era quello di "Senior Vice President per il Coordinamento delle attività spaziali", oltre che Presidente del Consiglio di Amministrazione di AVIO. Non esiste alcun braccio di ferro con il Ministro Francesco Profumo, ma anzi una cordialità spesso espressa in pubblico e una condivisione degli obiettivi dell'ASI, emersa in ambito di colloqui internazionali svolti al massimo livello. Il Ministro ha inteso estendere a tutti gli Enti Pubblici di Ricerca una sua indicazione sulla trasparenza dell'assegnazione degli incarichi. Le lettere sono state inviate personalmente ai Presidenti con differenti risultati: alcuni le hanno ignorate, altri le hanno conservate privatamente, mentre io ho inteso distribuirla ai Consiglieri e mi sono adoperato per osservarne lo spirito (...). Il CIRA è una Società Consortile per Azioni in cui un mio predecessore, in coordinamento con il CNR, ottenne che l'ASI avesse la maggioranza azionaria al fine di assicurare all'ASI stessa un laboratorio di sviluppo che l'ASI, ente pubblico di ricerca, non possedeva. Questa scelta è stata necessaria per poter mantenere in mani pubbliche le conoscenze strategiche sviluppate in molti campi senza cedere diritti di proprietà intellettuale all'estero. Mi rendo conto che sono concetti tecnici, ma sono sempre disponibile a spiegarli in dettaglio. Da quella data, circa quindici anni fa, il Presidente dell'ASI è stato anche il Presidente del CIRA ed il ruolo del presidente è quello della rappresentanza verso l'esterno e della determinazione delle strategie, mentre la gestione dei due enti è affidata ai rispettivi Direttori Generali. Non esiste quindi alcun conflitto di interessi anzi esiste una sinergia perché il CIRA non riceve risorse per le sue ricerche dall'ASI, ma da una legge speciale che risale a più di un ventennio, la legge PRORA, oltre che dalle attività sul mercato libero. L'unificazione delle presidenza ha consentito di poter presentare il CIRA in ambiente internazionale, e di recente tre dei maggiori enti della NASA (NASA Ames, NASA Dryden e JPL), nella persona dei loro Direttori hanno ricevuto i vertici del CIRA che ora vanta un contratto di mezzo milione di dollari per l'utilizzo dei suoi impianti da parte di NASA Ames mentre ulteriori accordi sono in preparazione; questa cortese attenzione della NASA non sarebbe certo stata possibile per il CIRA, o un qualunque laboratorio italiano, con una differente presidenza. Per quanto riguarda i risultati della mia gestione, potrà trovare nel sito una presentazione che illustra come siano stati ottenuti, dal CIRA, premi prestigiosi per la ricerca all'interno di un quadro economico enormemente migliorato: il fatturato è quasi raddoppiato, gli utili sono stabili a 10 Milioni di euro per anno e sono stati inseriti 40 nuovi laureati, su un organico di circa trecento addetti. Ma torniamo alla selezione per il Presidente; la mia partecipazione è stata coordinata con il Ministro che non solo non ha inteso escludermi, ma oggi non ha identificato alcun candidato in grado di sostituirmi e il Consiglio di Amministrazione dell'ASI ripeterà la ricerca di candidati nel prossimo futuro, non intendendo io avvalermi di un confronto limitato: farò anzi tesoro del suo suggerimento ed emetterò un bando il più ampio possibile. Lei poi dimentica di citare che oltre al professor Bizzarri, professore della Sapienza di Roma e presidente del Consiglio Tecnico Scientifico dell'ASI, vi erano come membri della commissione di valutazione, l'ex rettore del Politecnico di Milano ed un Generale dell'Aeronautica, tutte persone con esperienza più che decennale nel settore spaziale; se la cosa le sembrasse limitata, vedrà nel il prossimo concorso un allargamento della commissione. La dott.ssa Jacovoni è stata, con piena soddisfazione della commissione, la segretaria, senza ruolo di partecipante nelle scelte, ma purtroppo il suo sodale ha con detta dottoressa un cattivo rapporto. Identificare poi una seria professionista per il tramite del rapporto matrimoniale, mi sembra una caduta di stile non degna di lei. Anche i risultati dei lavori della commissione sono stati da lei riportati in maniera scorretta, semplicemente perché i lavori, come programmato, si sono conclusi dopo la stesura del "dossier". Spero avrà poi modo di spiegarmi, se lo vorrà, perché dovrei autoescludermi dalla competizione, visto che le due presidenze sono per legge compatibili (...) e visto che credo che il lavoro da me svolto non abbia precedenti nel settore. Mi lasci credere che la sua onestà intellettuale, in cui credo fermamente, sia tale da poter prendere in seria considerazione un confronto diretto senza pregiudizi ideologici e senza "dossier" precostituiti»;
considerato che:
i dati pubblicati sul sito dell'Asi a proposito del Cira riportano che la società nel 2010 avrebbe registrato un utile di bilancio pari a 11.244.807 euro;
al tempo stesso, nella lettera di precisazione del Presidente dell'Asi, nonché Presidente del Cira, al giornalista del "Corriere della Sera" si allega un quadro confortante sull'andamento gestionale del Cira (2009-2012);
tutto ciò parrebbe in contrasto con le posizioni dei ricercatori del Cira, lettere sindacali, atti di sindacato ispettivo parlamentare, articoli di stampa e di vari blog che hanno messo in evidenza la difficile situazione del Cira, per cui tra l'altro è andata a monte la recente selezione per il rinnovo degli organi direttivi;
comunque, a giudizio dell'interrogante, le affermazioni contenute nel commento palesano lo stridente contrasto tra quanto precisato nella lettera del Ministro inoltrata all'Asi il 12 aprile 2012 sui criteri di governance e le considerazioni esposte dal Presidente dell'Asi nella lettera al "Corriere della Sera";
l'Asi, pur essendo dotata di autonomia, è sempre un ente vigilato dal Ministero dell'istruzione, università e ricerca e come tale non dovrebbe sottrarsi ad indicazioni cogenti del Ministro sulla governance dell'ente;
considerato inoltre che:
mentre non si sono ancora sopite le polemiche sul precedente bando dell'Asi per il rinnovo delle cariche di alcune società partecipate è già stato pubblicato un nuovo bando con il termine della presentazione delle domante al 31 luglio 2012;
vi sono alcune variazioni "tecniche" rispetto al precedente bando annullato parzialmente almeno per la parte riguardante gli incarichi al Cira;
infatti la nuova selezione non solo riguarda le nomine al centro aerospaziale di Capua (Caserta) ma anche una poltrona di consigliere d'amministrazione della società e-Geos lasciata vacante in quanto il suo componente è stato nominato Presidente di Altec;
sarebbe stato emesso un bando il più ampio possibile, proprio in ossequio alla deliberazione del Consiglio d'amministrazione dell'Asi che ha ritenuto che le candidature selezionate all'esito del bando n. 9/2012 non abbiano offerto un'alternativa adeguata all'attuale gestione del Cira. A giudizio dell'interrogante sarà interessante conoscere durante il mese di agosto la composizione della Commissione di valutazione,
si chiede di sapere:
se nel rapporto tra ente vigilante e ente vigilato sia legittimo disattendere i suggerimenti del primo e se questo atteggiamento abbia trovato una motivazione;
quali iniziative il Governo voglia adottare al fine di assicurare in ogni caso, anche con interventi normativi, che si dia seguito alle linee di indirizzo dettate dal Ministero competente affinché le designazioni avvengano tra soggetti diversi da quelli che fanno già parte del Consiglio di amministrazione, in qualità di Presidente o Consigliere, dell'Agenzia stessa, procedendo alle designazioni attraverso appositi avvisi pubblici;
se non intenda assumere, nelle opportune sedi di competenza, iniziative al fine di verificare, alla luce di quanto dichiarato dal presidente Saggese e contestato da più tempo dai ricercatori del Cira, lettere sindacali, atti di sindacato ispettivo parlamentare, articoli di stampa e di vari blog che hanno messo in evidenza la difficile situazione del Cira, la reale situazione gestionale e contabile dello stesso;
se in agosto la Commissione di valutazione, visto l'annullamento sia pure parziale del bando precedente, sarà ampliata ed in tal caso prevederà anche per quanto riguarda il Cira componenti designati dal Centro nazionale delle ricerche e dalla Regione Campania come stabilito nello statuto del Cira;
se non ritenga che sia necessario, anche nel rispetto della lettera del Ministro vigilante sui criteri di governance delle società partecipate, che sia indetta una selezione anche per la Presidenza della società e-Geos proprio al fine di considerare tutte le società al medesimo livello.
(4-07763)
BUTTI - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:
il Pubblico registro automobilistico (PRA), gestito dall'Automobile Club d'Italia (ACI), si occupa di certificare la proprietà delle autovetture immatricolate sul territorio italiano ed è stato istituito con regio decreto-legge 15 marzo 1927, n. 436;
la Motorizzazione civile detiene un analogo registro che certifica la proprietà di un'auto dal momento dell'immatricolazione e dell'assegnazione di una targa ad ogni veicolo;
in Italia c'è quindi, da una parte, il registro della Motorizzazione civile che, sin dalla sua costituzione, ha curato l'immatricolazione dei veicoli rilasciando il libretto di circolazione e la targa dell'auto e, dall'altra, il PRA che registra la proprietà dei veicoli considerati "beni mobili registrati" e quindi oggetto di "ipoteca";
il proprietario di un autoveicolo è quindi tenuto a disporre della carta di circolazione, che comprova - tra l'altro - il possesso del veicolo e viene rilasciata dalla Motorizzazione civile e del certificato di proprietà rilasciato dall'ACI;
concretamente, si assiste ad una duplicazione di strutture e di produzione di atti che rendono più complicate e soprattutto costose le procedure per i cittadini;
infatti la Motorizzazione civile ed il PRA svolgono compiti che in altre Nazioni sono accentrati in una sola funzione. Ne è riprova il fatto che entrambi ricorrono all'Archivio nazionale veicoli (ANV) per ottenere i dati necessari alle attività di rispettiva pertinenza;
si è lungamente ed in diverse sedi affrontato il tema dell'abolizione del PRA e della realizzazione delle targhe personali, finora senza esito;
nel gennaio 2012 la Corte dei conti ha diramato un comunicato stampa che contiene dati molto significativi;
per quanto riguarda la gestione finanziaria, la Corte dei conti segnala che l'ACI ha risentito della crisi del mercato automobilistico che ha comportato una contrazione delle entrate derivanti dalla gestione del PRA, con un disavanzo nel 2009 di 7,1 milioni di euro e nel 2010 di oltre 14 milioni di euro. I dati relativi all'esercizio 2011 confermano il permanere di un trend negativo a causa della consistente riduzione dei volumi di formalità gestiti dall'Ente,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno valutare l'abolizione del PRA, procedendo contestualmente all'accentramento delle funzioni presso la Motorizzazione civile.
(4-07764)