DE LILLO - Ai Ministri dello sviluppo economico, dell'economia e delle finanze e della giustizia - Si chiede di sapere:
se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza che i soci di controllo, costituiti per lo più da anonimi fondi di diritto estero, della società per azioni denominata Seat Pagine gialle, quotata presso la borsa di Milano, hanno proposto all'assemblea ordinaria e straordinaria del 12 giugno 2012 la manleva da ogni responsabilità degli organi sociali rispetto alle attività di gestione ordinaria e straordinaria e che l'assemblea ha approvato la delibera a maggioranza malgrado che l'avvocato Ugo Scuro, del Foro di Roma, in rappresentanza degli azionisti di minoranza, avesse rilevato l'illegittimità della proposta;
se siano a conoscenza del fatto che tale decisione è stata assunta, inoltre, unitamente a quella di un progetto di ristrutturazione dei debiti insoddisfatti dalla società, per l'ammontare di circa 3 miliardi di euro, che comporta, oltre ad un notevole sacrificio del sistema del credito nazionale, l'avvicendamento nel controllo proprietario, per circa il 90 per cento del capitale, del principale obbligazionista, un altrettanto anonimo fondo di diritto lussemburghese rispondente al nome di "Lighthouse";
se siano a conoscenza del fatto che la prospettiva degli azionisti di minoranza, che attualmente rappresentano oltre il 50 per cento del capitale, consiste quindi nel sostanziale esproprio della titolarità azionaria. Tale circostanza, unitamente alla vicenda della società, che, in seguito alla scissione da Telecom, ha subito varie successive operazioni di acquisizione con indebitamento, e al crollo di circa 150 volte dell'originaria quotazione di borsa, provoca un notevole allarme sociale per il numero degli azionisti coinvolti dalle perdite (circa 300.000 secondo la stampa specializzata) e per la consistenza delle perdite subite (vari miliardi di euro sempre secondo la stampa specializzata, considerata l'originaria quotazione di borsa di circa 7 euro per azione e l'attuale di circa 0,04 centesimi di euro);
se siano a conoscenza del fatto che, essendo la società, per la natura dell'attività svolta, depositaria di dati esclusivi e capillari del tessuto economico italiano, questi stessi dati nella prospettiva del controverso avvicendamento proprietario diverrebbero appannaggio esclusivo di un anonimo e incontrollabile fondo di diritto estero: la materia presenta, quindi, anche un delicato aspetto di protezione di dati sensibili e di tutela del tessuto economico nazionale;
se intendano assumere interventi immediati di propria competenza a tutela degli azionisti di minoranza e dell'economia nazionale. Soltanto un'efficace azione preventiva può, infatti, evitare ulteriori danni agli azionisti di minoranza, la cui annunciata azione collettiva potrebbe essere vanificata dalla nazionalità estera dei fondi di investimento.
(2-00491)