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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 746 del 19/06/2012


GASPARRI (PdL). Signora Ministro, colleghi, credo che il suo intervento odierno abbia confermato che il problema c'era, è consistente e dovrà essere affrontato con urgenza e con gli approfondimenti necessari. Il Gruppo del Popolo della Libertà ritiene pregiudiziale individuare soluzioni chiare e trasparenti a questa problematica per tutti i passaggi supplementari che nelle prossime ore e nei prossimi giorni il Parlamento dovrà affrontare.

Nei giorni scorsi, Ministro, lei ha fatto una serie di affermazioni, ha dato un po' di numeri; mi chiedo cosa sarebbe successo ad un non tecnico, ad un politico, se avesse affrontato, nel modo con cui l'ha affrontato questo Governo, un tema così delicato, che riguarda la vita e la sofferenza di migliaia e migliaia di persone. Non abbiamo quindi esitato ad apprezzare la disponibilità ad un immediato confronto parlamentare, che ci ha consentito oggi di apprendere una serie di cifre, di elementi, di dati e propositi, che approfondiremo, signora Ministro. Prima anche il senatore Sacconi ha dimostrato come non ci sia solo la platea degli esodati o salvaguardati, come ora vengono ribattezzati, ma come le problematiche siano molto ampie, e tutte le riforme previdenziali - confermiamo e rivendichiamo la necessità di una riforma delle pensioni - comportano difficoltà nella transizione.

Ricordo che alcune legislature fa il Governo di centrodestra fece una riforma che introduceva il cosiddetto scalone; poi arrivò un Governo di sinistra che destrutturò quella riforma, scaricando enormi costi, per quella scelta errata del Governo Prodi, sulle casse pubbliche, ma si discuteva appunto delle transizioni.

Riteniamo dunque ci sia stata approssimazione e scarsa attenzione anche alle ragioni del Parlamento, che molti dei nostri senatori avevano esposto con uno spirito di grande collaborazione, signora Ministro. È stata superiore la generosità del nostro Gruppo verso il Governo rispetto alla competenza del Governo nell'utilizzare il nostro apporto. Lo vorrei sottolineare con chiarezza, e lo dico anche alla luce delle decisioni che si dovranno prendere.

Lei sa benissimo che in questo ramo del Parlamento la riforma del lavoro è stata approvata; ora lei ha a che fare con l'altro ramo del Parlamento, e mentre parliamo si succedono le dichiarazioni, come quella del Presidente di Confindustria, che ha definito la legge una «boiata», ma che tuttavia la ritiene necessaria. Siamo sempre sull'orlo di questo cratere della necessità di approvare una serie di misure, della necessità e dell'urgenza di misure concordate in Europa, nel G8, nel G20. E noi abbiamo offerto con generosità il nostro consenso, ma ci chiediamo quali saranno le soluzioni. Il discorso è di natura mondiale, planetaria, ma intanto facciamo la nostra parte. Abbiamo dato con generosità, soprattutto qui al Senato, consenso alla riforma delle pensioni, così come alla riforma del mercato del lavoro, denunciandone però limiti e problemi. Esigiamo delle soluzioni. Studieremo i numeri e i dati che lei ci ha riportato.

Ci è sembrata improvvida la polemica che ha visto scaricare sull'INPS, o non si sa su chi, le responsabilità: i numeri vanno analizzati, e non vanno criminalizzati. C'è stata arroganza nell'affrontare, in molti tratti, questo dibattito. Ripeto: c'è una necessità di un confronto sociale, sindacale, che noi abbiamo praticato, quando siamo stati al Governo. E allora, pur accettando tutte le critiche alla politica, questa ha la consapevolezza del confronto sociale e democratico, che è una esigenza quotidiana che un Governo tecnico non può sottrarsi dall'affrontare. (Applausi dal Gruppo PdL).Credo sia questo il senso vero del dibattito odierno, alla luce delle cifre e degli impegni che lei ha annunciato. Noi lo abbiamo fatto quando abbiamo avuto questa responsabilità.

Sosteniamo questo Governo, votiamo a favore di misure che spesso si rivelano imprecise ed approssimative. Lei stessa, signora Ministro, oggi, nel suo ampio intervento, ha offerto degli spunti in questo senso, perché - lo ha detto anche lei - la fretta, la rapidità, la crisi che scandisce in maniera drammatica i nostri giorni, le nostre ore, non sempre ci accompagnano verso decisioni perfette. Bene, ben venga il tempo dell'autocritica, il tempo del confronto.

Ma le dico anche un'altra cosa: attenzione a quello che fa il Parlamento. Giorni fa abbiamo votato a favore di un ordine del giorno che impegnava il Governo ad emanare un regolamento per il personale appartenente al comparto sicurezza entro il 30 giugno; siamo alle soglie di quella data. Mi dicono che il Governo non vorrebbe tenere conto di quell'ordine del giorno. Attenzione: noi confermiamo il sostegno al Governo, ma se il Governo dovesse ignorare le decisioni del Parlamento, il Parlamento farà sentire chiara la sua voce, la sua volontà, la sua presenza. (Applausi dal Gruppo PdL). Lo dico in ore in cui ancora una volta ci si chiede rapidità di decisione perché a breve si terrà il Vertice europeo, e abbiamo di fronte diverse scadenze.

Noi - e mi rivolgo anche alla Presidenza del Senato - insisteremo affinché non si voti il provvedimento sul lavoro, se la Camera deciderà di farlo, prima del Vertice europeo, perché vogliamo che nelle Aule del Parlamento si discuta di ciò che il Popolo della Libertà ha proposto - lo faranno anche altri Gruppi, immagino - a proposito di unione politica, di unione fiscale, di unione bancaria. Noi non possiamo ratificare tutto perché l'indomani c'è un vertice. La democrazia è fatta di confronto, di discussione e di libertà di opinione! (Applausi dal Gruppo PdL).

Noi abbiamo fatto la nostra parte in questi mesi, e noi più di altri, perché un Governo ha fatto un passo indietro (non devo ripercorrere qui la storia che tutti ben conosciamo). Quindi abbiamo dimostrato in ogni sede, interna ed internazionale, il nostro senso di responsabilità. Abbiamo preso atto degli errori compiuti, che il Governo riconosce, della necessità di porvi riparo e dello stato di necessità che permane, ma a partire dalle prossime ore vogliamo continuare a discutere, a dire la nostra. Poi, quando la democrazia affiderà ad altri la rappresentanza, altri si faranno carico di questo dovere. Ma noi ci sentiamo pieni, nella nostra responsabilità, nel nostro ruolo di rappresentanti del popolo, e il popolo, che ha a che fare con il lavoro, con la crescita, con le pensioni, con tutti i drammi che oggi sono stati richiamati, ci chiede un momento di chiarezza.

Le difficoltà ci sono, nessuno le nega; i sacrifici vanno affrontati, ma vanno affrontati con equità, e non deve essere soltanto la logica del rigore ad imporsi. Poi tutti parlano di crescita, ma se ci fosse la ricetta magica l'avremmo tutti già applicata. Invece abbiamo visto che i tecnici non solo incontrano le difficoltà che anche la politica ha avuto, ma forse a volte ne incontrano anche di più numerose, perché non hanno quella consuetudine al dialogo, al confronto con le forze sociali e politiche.

Noi richiamiamo il Governo soprattutto su questo versante, e lo facciamo in ore in cui ci si chiedono altre prove di responsabilità. Noi siamo cittadini di questa Repubblica, amiamo l'Italia, siamo rappresentanti del popolo e quindi abbiamo doveri maggiori. Non ci siamo sottratti a nessun dovere, ma anche il Governo faccia altrettanto, perché i drammi sociali richiedono meno arroganza e più equità. (Applausi dal Gruppo PdL. Congratulazioni).