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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 746 del 19/06/2012


DE LUCA Cristina (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). Signora Presidente, signora Ministro, onorevoli colleghi, innanzitutto desidero ringraziare il Ministro per l'informativa puntuale che ha voluto darci, che ci rasserena rispetto al clima di questi giorni. Infatti, la vicenda che investe gli esodati è un tema estremamente delicato che, per il rimbalzo di numeri e di informazioni, ha evidenziato tutta la sua urgenza e drammaticità.

Non ha aiutato e non aiuta, in un momento delicato per il Paese dove la preoccupazione per il proprio futuro è la cifra dominante negli italiani, assistere a questa incertezza che rischia di provocare soltanto tensioni, così come testimoniano i vari episodi che si sono susseguiti in alcune parti di Italia a cominciare da Roma.

La rilevanza della questione era nella massima evidenza del Gruppo Per il Terzo Polo:ApI-FLI già nel corso dell'esame della riforma del mercato del lavoro, quando in Commissione ed in Aula se ne delineava l'urgenza. In quelle sedi abbiamo sottolineato con forza la necessità di porre attenzione alle condizioni di disagio dei lavoratori e delle lavoratrici, di tutti, senza distinzione alcuna, che a seguito dell'entrata in vigore della riforma delle pensioni del 2011 sono privi di reddito o di altre forme di sostegno al reddito o di trattamenti pensionistici.

Con l'intenzione di segnalare l'importanza del tema e la necessità di agire con urgenza tutti i membri della Commissione - desidero ricordarlo - hanno firmato un ordine del giorno che sollecitava il Governo ad affrontare rapidamente e con chiarezza la questione.

Ci rendiamo perfettamente conto che l'individuazione della platea dei soggetti interessati è un'operazione complessa perché sotto questa dizione - e ce lo ricordava molto bene il Ministro - rientrano categorie di lavoratori con situazioni di partenza molto differenti. Ma se ad essere coinvolti sono uomini, donne, e quindi le loro famiglie, occorre bandire fughe in avanti sui numeri, che sono dannose e generano soltanto incertezze.

Le informazioni discordanti di questi giorni hanno creato ansie e nuove paure nell'opinione pubblica, già preoccupata per gli effetti inesorabili ed implacabili della recessione, che è in corso, e che ci accompagnerà per tutto il 2013, come rilevano gli osservatori internazionali più autorevoli.

Il balletto delle cifre e delle fonti cui abbiamo assistito nelle ultime settimane non aiuta. Non aiuta perché amplifica i toni della polemica politica, già aspri, e soprattutto distoglie Governo e Parlamento dall'unico impegno che dovrebbe vederli impegnati in prima linea: progettare la crescita per portare l'Italia fuori dalle secche della recessione. È anche rischioso perché avvilisce i soggetti interessati e genera sfiducia nell'operato del Governo da parte dell'opinione pubblica.

Pur comprendendo la complessità di definire i numeri, il disallineamento sulle cifre degli esodati che viene dall'INPS, ente vigilato dal Ministero del lavoro, non ha certo giovato alla necessità di un coordinamento responsabile su una materia delicata, con buona pace dei criteri in base ai quali i dati sono stati elaborati e, forse, delle procedure informative che dovrebbero governare i rapporti tra Ministero ed INPS.

Occorre perciò mettere un punto fermo e ci sembra che quanto oggi è stato detto in Aula sia un primo importante passo in avanti. Noi come Gruppo Per il Terzo Polo:ApI-FLI lo avevamo già chiesto a chiare lettere nel corso del dibattito in Senato sulla riforma del lavoro. Lo ribadiamo oggi con forza, con quella forza che viene dalla drammatica urgenza di intervenire.

Si tratta certamente di un problema tecnico e per questa via chiediamo che siano esattamente individuate le categorie che compongono la platea dei soggetti interessati, perché dietro le parole «esodati», «cessati», «prosecutori volontari» ci sono storie, travagli personali, c'è la dignità da salvaguardare di gente che ora si sente abbandonata; chiediamo che siano indicati e spiegati con chiarezza i criteri adottati per l'individuazione dei soggetti interessati, rispettando criteri di equità, in considerazione della vigenza del periodo transitorio tra la vecchia e la nuova norma sulle pensioni; chiediamo, infine, che siano indicati la tempistica degli interventi e l'ammontare delle risorse che complessivamente saranno destinate. In proposito desideriamo sottolineare che le politiche di bilancio non debbono e non possono essere un alibi per non affrontare in maniera equilibrata questo problema.

Siamo consapevoli che le soluzioni non sono agevoli per la complessità della materia. Tanto meno, però, è pensabile rimandare o dilazionare gli interventi perché vincolati dalla pressione delle politiche di rigore sui conti pubblici.

Siamo fiduciosi delle aperture responsabili del presidente Monti e di quanto lei, Ministro, ci ha detto oggi e delle piste di lavoro che ci ha indicato.

Per la soluzione delle posizioni da tutelare e per la complessità della materia, chiediamo a lei e al Governo di convocare subito un tavolo tecnico con le parti sociali per condividere modi, tempi e risorse per la risoluzione del problema. In tal senso apprezziamo la sua proposta di un tavolo permanente.

Chiediamo che la soluzione adottata sia oggetto di una informazione chiara al Paese. Riteniamo che un messaggio di questo tipo sia importante per allentare l'ansia e la preoccupazione, purtroppo spesso alimentate e fomentate da un sistema mediatico distorto che semplifica alcune complessità.

Abbiamo bisogno di dare un segnale forte alla gente che lo Stato c'è e che le scelte che si stanno facendo, pur quanto difficili, sono per il bene di tutti. (Applausi dai Gruppi Per il Terzo Polo:ApI-FLI e UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI. Congratulazioni).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore D'Alia. Ne ha facoltà.