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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 746 del 19/06/2012


DE TONI - Ai Ministri dello sviluppo economico e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che l'intera zona della val Camonica si caratterizza per la presenza di siti ad elevato valore ecologico e paesaggistico: il Parco nazionale dello Stelvio, paesaggi e monumenti naturali d'importanza nazionale o regionale o di rilevanza per le fonti idriche, come il ghiacciaio dell'Adamello, siti di interesse comunitario (SIC), zone di protezione speciale (ZPS), torbiere, siti Natura 2000, presenti sia all'interno che all'esterno del parco regionale dell'Adamello, biotopi di importanza nazionale e regionale, pianure alluvionali, aree di riproduzione importanti, tratti fluviali interessati da deflussi residui ovvero da una popolazione ittica e di crostacei di rilevanza nazionale, zone per la protezione dell'acqua potabile;

considerato che:

in val Camonica sono già presenti centinaia di captazioni su torrenti e affluenti del fiume Oglio, oltre ad una decina di grandi invasi per l'accumulo di acqua ad uso idroelettrico. Inoltre vi è la presenza di due tra le centrali idroelettriche sotterranee più grandi d'Europa, oltre ad altre decine di centrali idroelettriche. Dal 2011 ad oggi risultano essere state già rilasciate almeno 80 concessioni per derivazioni e captazioni, e che un altro centinaio di richieste sia stato presentato da società private. Tali istanze riguardano captazioni da effettuarsi lungo l'asta del fiume Oglio e dei suoi affluenti, anche attraverso la realizzazione di tubature che attraversino i centri abitati di Edolo e Temù (Brescia);

in data 7 settembre 1991 è stata sottoscritta dagli Stati alpini di Austria, Francia, Germania, Italia, Liechtenstein, Principato di Monaco, Slovenia, Svizzera e dalla Comunità europea la "Convenzione delle Alpi", con l'obiettivo di garantire una politica comune per l'intero arco alpino, un territorio sensibile e complesso i cui confini sono determinati da fattori naturali, economici e culturali che raramente coincidono con le frontiere degli Stati nazionali. Con la Convenzione si vuole valorizzare il patrimonio comune delle Alpi e preservarlo per le future generazioni attraverso la cooperazione transnazionale, le amministrazioni territoriali e le autorità locali, coinvolgendo la comunità scientifica, il settore privato e la società civile;

la Convenzione delle Alpi è stata ratificata con legge 14 ottobre 1999, n. 403. Con legge 5 aprile 2012, n. 50, si è inoltre provveduto all'autorizzazione alla ratifica e all'ordine di esecuzione di numerosi protocolli di attuazione della Convenzione internazionale per la protezione delle Alpi, concernenti le foreste montane, la pianificazione territoriale e lo sviluppo sostenibile, la difesa del suolo, la protezione della natura e la tutela del paesaggio nonché l'ambito dell'energia;

l'articolo 4 del protocollo di attuazione della Convenzione delle Alpi del 1991, nell'ambito dell'energia, sottolinea la partecipazione degli enti regionali e locali al processo di attuazione delle politiche energetiche al fine di garantire concertazione e collaborazione. Il medesimo protocollo raccomanda, nelle premesse, l'uso razionale dell'energia e l'uso sostenibile delle risorse idriche;

nelle raccomandazioni n. 11, n. 12 e n. 13 delle linee guida comuni per l'uso del "piccolo idroelettrico" nella regione alpina, definite nell'ambito della piattaforma per la gestione dell'acqua, si afferma che al fine di assicurare la trasparenza e trovare soluzioni che tengano conto dei diversi interessi in gioco, le opinioni dei principali portatori di interesse debbano essere adeguatamente considerate attraverso procedure partecipate. Riguardo all'esigenza di tutelare lo spazio alpino rispetto alla produzione idroelettrica, si sottolinea come l'attuale livello di sfruttamento sia significativo. Laddove rimangono poche aree finora non utilizzate nell'ambito di un perimetro più vasto, ad esempio un bacino fluviale, una provincia o un cantone, la salvaguardia di tali zone viene definita auspicabile. A tali fini, nell'ambito della strategia regionale può essere considerata l'individuazione di aree deliberatamente tenute libere da qualsiasi sfruttamento, al fine di evitare un impatto irreversibile, e tale decisione dovrà costituirsi sulla base di un'ampia partecipazione dei portatori di interesse coinvolti;

considerato, inoltre, che:

all'interrogante non risulta essere stato predisposto, allo stato attuale, il bilancio idrico concernente il bacino idrografico della valle dell'Oglio, dalle sorgenti sino al lago d'Iseo, elemento che sicuramente garantirebbe una chiara pianificazione del territorio;

la situazione ha provocato la protesta di singoli cittadini, nonché di numerosi comitati ed associazioni della zona, su tutti Legambiente, Italia nostra e l'Osservatorio territoriale di Edolo, i quali denunciano lo sfruttamento selvaggio del territorio e la presentazione di richieste di concessione per l'attività di captazione anche nelle zone in cui le amministrazioni comunali hanno proposto, o stanno per proporre, nuovi parchi comunali o aree di produzioni agricole sperimentali e di qualità,

si chiede di sapere:

quali azioni i Ministri in indirizzo intendano porre immediatamente in essere, per quanto di propria competenza, al fine di tutelare il territorio della Valle Camonica, oggetto negli ultimi anni di un attacco speculativo senza precedenti da parte di alcune società private operanti nel settore energetico;

se e quali iniziative intendano intraprendere al fine di effettuare un monitoraggio della situazione esistente, assicurando, con le amministrazioni interessate, una rigida programmazione degli interventi che sia frutto di una visione globale, non approssimativa ed occasionale;

se e quali azioni intendano porre in essere al fine di riconoscere, intervenendo ove necessario anche dal punto di vista legislativo, maggiori poteri alle amministrazioni locali, nell'ambito della procedura di individuazione delle aree su cui realizzare gli impianti.

(4-07746)