nel sito Eni, e in altri siti della provincia di Crotone, del pari come per il caso di Gela (Caltanissetta), con massiccia presenza di amianto in matrice friabile e compatta, l'Inail non ha rilasciato ai lavoratori esposti all'amianto il certificato di esposizione ex art. 13, comma 8, della legge n. 257 del 1992, per rivalutare la loro posizione contributiva con il coefficiente 1,5 per l'intero periodo lavorativo, che avrebbe permesso loro di maturare anticipatamente il diritto a pensione;
l'Inail di Crotone non ha rilasciato le certificazioni ai lavoratori esposti all'amianto per tutto il periodo e ha determinato la necessità di accertamenti e procedimenti giudiziari tutt'ora pendenti presso il tribunale di Crotone e la Corte di appello di Crotone;
del pari, per il petrolchimico di Gela, ove l'amianto è stato sequestrato dalla Magistratura, sia nel mese di luglio 2011, sia negli ultimi periodi, come è confermato da articoli di stampa;
l'Osservatorio nazionale amianto ha da tempo sollevato questi temi e questi problemi, tanto è vero che il sequestro di amianto nel sito gelese è stato possibile soprattutto grazie al puntuale esposto depositato dai lavoratori e/o cittadini iscritti all'Osservatorio, con l'assistenza legale dell'avvocato Ezio Bonanni che ne è presidente nazionale;
gli altri siti Eni hanno ricevuto l'atto di indirizzo ministeriale e tutti i lavoratori che vi sono stati esposti hanno maturato il giusto diritto a pensione, mentre sono discriminati i lavoratori di Crotone e quelli di Gela;
la Direttrice dell'Inail di Caltanissetta in un recente articolo apparso nel giornale "La Sicilia" del 12 giugno 2012 ha affermato che il mancato riconoscimento dei benefici contributivi se non per il periodo fino al 1991, per il sito di Gela, è dovuto al mancato inserimento negli atti di indirizzo ministeriali;
i siti Eni di Gela e di Crotone sono stati costruiti con la stessa tecnica e gli stessi macchinari, e con la stessa presenza di amianto di quei siti per i quali l'atto di indirizzo è stato rilasciato;
è da considerare come emblematico che Contarp Inail Sicilia, a quanto risulta all'interrogante, sostenga che l'amianto sia scomparso la notte di capodanno tra il 1991 e il 1992, quando invece ad un'ispezione della Procura della Repubblica all'interno del petrolchimico di Gela ne sono state trovate decine di tonnellate;
invece i benefici contributivi devono essere attribuiti per tutto il periodo di esposizione all'amianto, tanto più dopo la sentenza TAR Lazio n. 5750/09, che ha accolto il ricorso dell'avvocato Ezio Bonanni formulato per conto dell'Osservatorio nazionale amianto e di molti lavoratori;
per il giorno 11 luglio 2012 l'Osservatorio nazionale amianto ha organizzato una manifestazione della legalità, per denunciare con maggior forza questa situazione inammissibile e intollerabile di ingiusta discriminazione;
i siti del crotonese e del gelese hanno anche altri agenti patogeni, e con rischio per tutta la popolazione;
l'avvocato Ezio Bonanni, in qualità di presidente nazionale dell'Osservatorio, ha formalizzato la costituzione di parte civile nel processo penale pendente presso la Procura di Crotone a carico dei direttori e dirigenti dell'Eni, e ha promosso molteplici azioni giudiziarie, tuttora in corso;
l'amianto non è stato ancora rimosso a Crotone come a Gela,
si chiede di sapere:
se il Governo sia a conoscenza di quanto sopra;
quali iniziative intenda intraprendere per la difesa del territorio, dell'ambiente, della salute pubblica e per il ristabilimento della legalità.
(4-07739)