la Fondazione per lo sviluppo sostenibile, da quattro anni, elabora le stime sulle emissioni di gas serra dell'anno appena trascorso. Dalla lettura del dossier risulta, come già in passato, che anche per quest'anno si registra un sostanziale allineamento dell'Italia con gli obiettivi fissati dal protocollo di Kyoto. È del tutto evidente che tale fatto, per molti impensabile fino a qualche anno fa, non deve essere un invito a sedersi, ma è un incentivo a sostenere lo sviluppo di una green economy italiana;
dal dossier emerge che le emissioni di gas serra in Italia nel 2011, dopo il modesto rimbalzo registrato nel 2010, tenendo conto dei meccanismi flessibili e dell'assorbimento da parte delle foreste, sono calate del 7,4 per cento rispetto al 1990, a fronte del target di diminuzione del 6,5 per cento, con un valore pari a circa 478,7 Mt Co2eq, circa 5 milioni di tonnellate al di sotto del target medio annuo per l'Italia fissato da protocollo, pari a 483,5 Mt;
tra il 1990 e il 2011 le quantità di CO2eq emessa sia per unità di PIL che di consumo energetico finale sono diminuite rispettivamente del 21 per cento e del 17 per cento. Se al PIL prodotto nel 2011 si applicasse l'intensità carbonica registrata anche solo nel 2008, si avrebbero 27-28 Mt CO2eq in più rispetto al dato reale. La crisi economica ha, quindi, certamente inciso sulle emissioni complessive di gas serra, ma meno degli effettivi miglioramenti conseguiti dall'efficienza energetica e dallo sviluppo delle energie rinnovabili;
è troppo presto per fare valutazioni attendibili per il 2012 - vista la recessione in atto, dato che si è in attesa dell'emanazione dei nuovi decreti sulle energie da fonti rinnovabili, che potrebbero avere impatto sulla produzione da tali fonti, visto che sono molto incerti i dati sui consumi di carburanti nell'autotrazione - quindi è ancora presto per fare un consuntivo reale sul periodo 2008-2012 (periodo della verifica prevista dal protocollo di Kyoto). Tuttavia, se fosse confermata, come prevedibile, un'ulteriore riduzione di emissioni di gas serra anche nel 2012, si sarebbe vicini al target di Kyoto, o di poco sopra: sicuramente al di sotto come media degli ultimi 4 anni, anche se, probabilmente, non sarà pienamente assorbito il picco del primo anno del quinquennio, quello del 2008;
premesso inoltre che sarebbe attualmente in discussione al CIPE la nuova delibera che aggiornerebbe e integrerebbe il Piano nazionale per la riduzione delle emissioni di gas serra, approvato nel 2002. Tale proposta di nuova delibera CIPE non prenderebbe in considerazione l'assorbimento da parte delle foreste, mentre per le emissioni del settore ETS, anziché riportare i dati reali e noti, trascriverebbe i valori, ben più alti e costanti nel tempo, dei permessi assegnati agli impianti arrivando così a definire una distanza complessiva dall'obiettivo di Kyoto per l'Italia di addirittura 124 Mt CO2eq nel quinquennio, ossia una media di circa 25 Mt CO2eq per anno, costruendo così una riduzione delle emissioni, su base 1990, solo dell'1,5 per cento invece del 6,5 per cento richiesto dal protocollo di Kyoto,
si chiede di sapere se quanto esposto corrisponda al vero e perché nella proposta della delibera in discussione al CIPE sarebbero stati adottati criteri di calcolo, mai utilizzati in precedenza, neppure nelle comunicazioni ufficiali delle emissioni nazionali da parte di ISPRA alla Convenzione quadro, che producono un aumento della distanza dall'obiettivo del protocollo di Kyoto, svalorizzano l'effetto delle misure adottate per l'efficienza energetica e lo sviluppo delle rinnovabili e comportano un possibile aumento dei costi a carico dell'Italia per compensare le tonnellate di anidride carbonica in più rispetto al target di Kyoto.
(4-07736)