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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 746 del 19/06/2012


Interrogazioni

VIMERCATI, DONAGGIO, FILIPPI Marco, MAGISTRELLI, MORRI, PAPANIA, RANUCCI, SIRCANA - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:

in data 11 giugno 2012 l'amministratore delegato di Ferrovie dello Stato (FS) Mauro Moretti ha dichiarato l'indisponibilità del gruppo a garantire il servizio regionale a partire dal 2013, qualora non arrivino ulteriori finanziamenti pubblici;

ha dichiarato inoltre di non temere eventuali denunce, pur essendo a conoscenza delle possibili sanzioni penali di una condotta di questo genere;

lo stesso Moretti ha richiesto, in alternativa ai contributi, la possibilità di aumentare le tariffe ferroviarie;

considerato che:

i contratti in essere già stipulati dalle FS con le amministrazioni regionali per la fornitura del sevizio di trasporto pubblico locale devono essere rispettati fino alla loro naturale conclusione;

l'aumento delle tariffe è stato concesso alla società FS, in carica dal 2006, già quattro volte;

l'art. 5, comma 7, del decreto-legge 29 dicembre 2009, n. 194, recante "Proroga di termini previsti da disposizioni legislative", esclude nuovi aumenti tariffari per le ferrovie;

considerato inoltre che:

come conseguenza della crisi economica internazionale e dell'incremento del prezzo dei carburanti, parte del traffico privato su gomma si è spostato e continua a spostarsi sul trasporto pubblico ferroviario locale;

tale fenomeno è stato rilevato anche dai dati Federtrasporto, che indicano un incremento della domanda di trasporto ferroviario regionale in termini di viaggiatori per chilometri (Vkm) di oltre il 2 per cento nei primi 6 mesi del 2011;

a fronte di tale incremento, la stessa Federtrasporto ha rilevato una diminuzione dell'offerta di servizi ferroviari regionali da parte di Trenitalia, che risulta in calo dell'1,8 per cento rispetto al 2010;

rilevato che:

gli investimenti di Ferrovie dello Stato nel miglioramento dei trasporti regionali e locali, calcolato sul costo a vita intera dei singoli progetti di investimento, ammontano a circa 2,7 miliardi di euro, a fronte dei 2,4 miliardi per l'alta velocità per i treni "Frecciarossa", "Frecciargento" e "Freccia bianca" (dati FSI), con un evidente squilibrio in termini proporzionali, considerando che il mercato ferroviario passeggeri in Italia è costituito per il 75 per cento da trasporto pubblico locale regionale (dati Legambiente 2010);

la stessa indagine congiunturale di Federtrasporto mostra come, a fronte di un costante incremento dei passeggeri, passati dai 720 milioni di unità del 2004 agli 800 milioni del 2009, vi sia una generale tendenza verso l'utilizzo delle tratte a media-breve percorrenza, indicata dalla continua riduzione del percorso medio dei passeggeri, passato da 67,7 chilometri del 2004 a 60,2 chilometri del 2009;

i ricavi complessivi di Ferrovie dello Stato nel 2011 si sono attestati a 8,3 miliardi di euro, in crescita rispetto agli 8 miliardi del 2010;

in particolare, gli utili di FSI risultano in crescita del 121 per cento rispetto al 2010 e sono giunti a fine 2011 a quota 285 milioni, in gran parte dovuti alle performance registrate dall'alta velocità,

si chiede di sapere:

se corrispondano al vero le dichiarazioni dell'amministratore delegato Moretti circa l'insufficienza dei fondi per finanziare il sistema dei trasporti regionali ferroviari;

quali provvedimenti intenda adottare il Ministro in indirizzo per evitare un'eventuale paralisi del sistema del trasporto ferroviario regionale, anche in considerazione dei cospicui profitti generati dal gruppo FS sulle linee ad alta velocità.

(3-02934)

MARCENARO - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro degli affari esteri - Considerato che:

in numerose zone del Messico, le organizzazioni criminali che gestiscono il traffico di stupefacenti e quello di esseri umani controllano il territorio e operano di fatto come un anti-Stato. In particolare, nella zona di Oaxaca, esiste, secondo numerose organizzazioni internazionali indipendenti, tra cui l'associazione "Libera international", un cartello che opera in collusione e in contatto anche con le mafie italiane;

in Messico, decine di migliaia di migranti irregolari, principalmente centroamericani in viaggio verso gli Usa, sono a rischio di rapimento, stupro, reclutamento forzato o uccisione da parte di quelle bande criminali, che spesso agiscono in collusione con pubblici ufficiali;

a febbraio 2011, la Commissione nazionale dei diritti umani del Messico (Comisión nacional de derechos humanos, Cndh) ha riportato che nell'arco di sei mesi erano stati rapiti 11.000 migranti;

un rapporto 2012 di Amnesty international segnala che centinaia di cadaveri, alcuni dei quali identificati come migranti rapiti, sono stati scoperti in fosse comuni; i difensori dei diritti dei migranti sono al centro di attacchi senza precedenti, specie tra coloro che operano per la rete di protezione degli aiuti umanitari ai migranti;

il Governo del Messico, secondo molte organizzazioni che tutelano i diritti fondamentali, non avrebbe adottato misure efficaci per impedire le diffuse violazioni dei diritti umani commesse dai militari e dalla polizia, tra cui sparizioni forzate, esecuzioni extragiudiziali, tortura e arresti arbitrari, omettendo, inoltre, di fornire risposte concrete alle richieste di informazioni sulle indagini relative a questi casi;

le misure approntate dalle autorità federali e statali per prevenire e punire gli abusi e per assicurare l'accesso alla giustizia sono inadeguate e, malgrado gli interventi per individuare i funzionari corrotti, vengono segnalati numerosi casi di maltrattamenti da parte delle autorità dell'immigrazione, spesso in accordo con le bande criminali;

la Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato il 5 giugno 2012, in un incontro informale, ha ascoltato padre Alejandro Solalinde Guerra, coordinatore del Centro pastorale cattolico di cura per i migranti nel sud ovest del Messico (Pastoral de movilidad humana Pacífico sur) e direttore del rifugio per migranti "Fratelli nel cammino" nella municipalità di Ixtepec, Stato di Oaxaca: la struttura offre aiuto umanitario e legale ai migranti che attraversano il territorio messicano;

padre Solalinde ha illustrato la drammatica situazione del Messico e dei migranti, delle torture, delle sparizioni, delle violenza, dei sequestri. Ha ricordato come molti migranti vengano rapiti con la complicità delle autorità locali e ha spiegato che spesso il riscatto viene chiesto alle famiglie che vivono negli Stati Uniti;

a causa del suo lavoro, del suo impegno per la giustizia e delle sue costanti denunce verso chi sequestra, sfrutta, maltratta, violenta i migranti, padre Solalinde ha subito numerosi attacchi e molte minacce e per questo, il 23 aprile 2010, la Commissione interamericana dei diritti umani ha fornito misure di sicurezza a padre Solalinde e ai suoi colleghi (MC250-09), esigendo che lo Stato messicano garantisca la sua sicurezza e incolumità;

nonostante la protezione, due episodi molto gravi si sono avuti comunque il 31 marzo e il 15 aprile 2012, documentate dall'azione urgente di Amnesty international (UA: 108/12 Index: AMR 41/024/2012 Mexico date: 18 april 2012);

in seguito a queste gravi minacce, padre Solalinde è stato "invitato" dalle autorità statali a lasciare il Messico "temporaneamente";

padre Solalinde è fermamente deciso a riprendere il suo lavoro a Ciudad de Ixtepec il prossimo 3 luglio,

si chiede di conoscere:

se esistano forme di cooperazione e di collaborazione tra Italia e Messico per combattere efficacemente le organizzazioni criminali che controllano il traffico di stupefacenti e di esseri umani;

se il Governo non ritenga che su questo problema, come su quello della tutela e della protezione dei difensori dei diritti umani, sia utile sollecitare un confronto nella comunità internazionale a partire dallo stesso vertice G20 previsto in Messico il 18 e 19 giugno 2012.

(3-02935)

BOLDRINI - Ai Ministri dell'economia e delle finanze e del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che:

il decreto del 18 gennaio 2012, adottato dal Ministero dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 18 del 23 gennaio 2012, ha fissato nella misura del 2,6 per cento l'aumento di perequazione automatica da attribuire alle pensioni, in via previsionale, per l'anno 2012;

la Direzione centrale delle prestazioni dell'Inps, con circolare del 2 febbraio 2012, n.10, ha indicato gli importi previsionali e i limiti di reddito relativi alle provvidenze economiche a favore degli invalidi civili, dei ciechi civili e dei sordipreiguali per l'anno 2012;

in passato tutte le prestazioni previdenziali e assistenziali sono state incrementate nella stessa misura, mentre la circolare n. 10 del 2012 ha disciplinato in maniera difforme gli aumenti;

dalla suddetta circolae si evince infatti che gli aumenti sono stati applicati nella misura prevista per le pensioni minime e di invalidità civile, mentre le indennità di accompagno sono state aumentate solo dell'1,15 per cento (da 487,39 euro a 492,97),

si chiede di sapere:

in base a quali criteri e disposizioni normative l'INPS non abbia applicato l'aumento previsto del 2,6 per cento alle indennità di accompagnamento, determinando un'ingiustificata disparità nell'adeguamento delle diverse prestazioni previdenziali e assistenziali;

se e come il Governo intenda intervenire per superare tale difformità.

(3-02936)

ARMATO, MERCATALI, PASSONI, MARITATI, CARLONI, CHIAROMONTE, DE LUCA Vincenzo, INCOSTANTE, CHIURAZZI, MAZZUCONI, DONAGGIO, RUSSO, ASTORE, GRANAIOLA, RIZZOTTI, GARAVAGLIA Mariapia, MAGISTRELLI, AMATI, VITA, DE SENA, PINOTTI, MUSSO - Ai Ministri per gli affari europei e per gli affari regionali, il turismo e lo sport - Premesso che:

il settore turistico balneare è un settore in cui sono impegnate oltre 30.000 imprese che, con un indotto di 300.000 addetti, costituiscono un asse portante dell'apparato produttivo italiano e un settore strategico per il turismo;

dal 2008, la Commissione europea ha avviato una procedura d'infrazione, la procedura n. 2008/4908 (per il mancato rispetto della direttiva Bolkestein, direttiva 2006/123/CE), nei confronti dell'Italia ai sensi dell'articolo 258 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a causa delle criticità sollevate in relazione al meccanismo del rinnovo automatico delle stesse e alla preferenza accordata al concessionario uscente;

tale procedura d'infrazione è stata archiviata con l'approvazione della legge comunitaria 2010 (legge n. 217 del 2011) e in particolare con la previsione di cui all'art. 11. Tale norma infatti, oltre a dettare disposizioni necessarie a sanare la procedura di infrazione sulle concessioni demaniali marittime, prevede una delega al Governo per l'adozione, entro 15 mesi dalla data di entrata in vigore di un decreto legislativo di riordino della materia;

il 23 febbraio a Roma si è tenuto un incontro tra gli operatori del settore e i Ministri in indirizzo, per l'esclusione delle imprese balneari dalla normativa comunitaria che vincola il rinnovo dei titoli concessori alle procedure di evidenza pubblica;

il 15 marzo 2012 le 4 associazioni maggiormente rappresentative del settore, Fiba, Assobalneari, Coordinamento e SIB, hanno inviato un telegramma ai Ministri in indirizzo, con il quale, sottolineando la fiducia per gli obiettivi decisi insieme nell'incontro del 23 febbraio, chiedevano di conoscere gli esiti dell'incontro del ministro Moavero con l'Unione europea in ordine alla regolamentazione delle concessioni turistico-ricreative. Inoltre, con la stessa missiva, si chiedeva un tavolo tecnico tra Stato, Regioni e organizzazioni per definire una legge quadro di regolamentazione del settore;

il 30 marzo, il ministro Gnudi, evidenziando come sarebbe stata difficile una deroga alla direttiva Bolkestein, ha dichiarato, come si legge ad esempio in un articolo de "Il Secolo XIX" dello stesso giorno: ''Che l'Unione europea abbia chiuso la procedura di infrazione relativa alle concessioni balneari è un fatto positivo. Adesso occorre non spargere terrore ma tenere conto che il turismo balneare è uno dei grandi asset del nostro Paese e che dobbiamo lavorare insieme agli operatori del settore per trovare soluzioni in linea con gli impegni che abbiamo preso con Bruxelles'';

di recente diversi Consigli regionali hanno approvato un ordine del giorno di contenuto analogo a salvaguardia del settore perché si possano considerare condizioni differenti rispetto a quelle previste dalla stessa direttiva Servizi. In particolare si è evidenziata la necessità di un'azione comune Stato-Regioni per ottenere una deroga in sede europea della stessa direttiva. Inoltre, con gli ordini del giorno si esorta il Governo all'emanazione di una legge quadro nazionale che contenga misure che regolamentino in maniera chiara e definitiva il settore;

il 4 aprile 2012 una delegazione di parlamentari del PD (composta in particolare dai senatori Teresa Armato, Manuela Granaiola, Giovanni Legnini, Vidmer Mercatali e Salvatore Tomaselli) hanno incontrato i Ministri in indirizzo per affrontare e risolvere alcuni nodi della questione delle concessioni balneari, avanzando una duplice richiesta. In primo luogo è stata sottolineata la necessità di un confronto con la Unione europea, per chiedere una modulazione diversa dell'attuazione della direttiva comunitaria nell'ambito del settore turistico balneare, riconosciuto dallo stesso Parlamento europeo come una specificità del nostro Paese;

la seconda istanza avanzata attiene all'elaborazione, in tempi stretti, di un disegno di legge delega nel quale recepire i contenuti delle mozioni e degli ordini del giorno approvati all'unanimità, sia al Senato che alla Camera, diretti a tutelare gli investimenti e l'equa remunerazione del capitale investito, individuando, altresì, i criteri per l'equo indennizzo dei concessionari uscenti, anche in considerazione del valore venale dell'azienda e dell'avviamento commerciale,

si chiede di sapere:

se il Governo non ritenga opportuno convocare al più presto un tavolo con la partecipazione delle organizzazioni maggiormente rappresentative a livello nazionale, le Regioni e le istituzioni per affrontare l'emergenza legata alle concessioni demaniali marittime;

se non ritenga di dover avviare un confronto, anche con il coinvolgimento delle Regioni, con l'Unione europea per chiedere una diversa applicazione della "direttiva Servizi" nell'ambito del settore turistico balneare;

se non ritenga di dover predisporre in tempi rapidi un disegno di legge quadro nazionale in grado di regolamentare in modo organico, chiaro e definitivo la materia delle concessioni demaniali marittime, di tutelare gli investimenti, individuando, altresì, i criteri per l'equo indennizzo dei concessionari uscenti, anche in considerazione del valore venale dell'azienda e dell'avviamento commerciale della stessa.

(3-02940)

ZANDA, AGOSTINI, FILIPPI Marco - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'economia e delle finanze, dello sviluppo economico e delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:

il Gruppo Telecom Italia SpA rappresenta una delle più importanti realtà imprenditoriali del Paese. Compreso l'indotto dà lavoro ad oltre 100.000 persone. Gestore nazionale nel settore delle telecomunicazioni, opera con infrastrutture e piattaforme tecnologiche su cui voce e dati si trasformano in servizi di telecomunicazioni avanzati per la clientela, soluzioni ICT e media;

nel mercato domestico, il Gruppo Telecom gestisce oltre 31,3 milioni linee TIM, 9,1 milioni accessi broadband, di cui 1,9 i clienti wholesale, 15 milioni di collegamenti retail alla rete fissa, di cui 7,2 milioni sulla banda larga, 4,1 milioni linee fisse e 1,5 milioni accessi broadband;

nonostante la difficile congiuntura, nel primo trimestre del 2012 il fatturato consolidato del Gruppo Telecom è aumentato del 4,5 per cento rispetto al primo trimestre del 2011, raggiungendo i 7,4 miliardi di euro, mentre l'EBITDA, pari a 3,0 miliardi di euro, risulta in crescita dell'1,2 per cento (un incremento dello 0,5 per cento in termini organici). Il risultato operativo (EBIT) si attesta a 1,6 miliardi di euro, in crescita del 7,6 per cento rispetto al primo trimestre del 2011 (incremento del 5,7 per cento in termini organici) e il risultato netto della Capogruppo, pari a 606 milioni di euro, risulta in aumento del 10,4 per cento;

nel primo trimestre 2012 l'indebitamento finanziario netto è di 30,3 miliardi di euro, in diminuzione di 310 milioni di euro rispetto al 31 marzo 2011 e di 102 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2011;

gli investimenti industriali del gruppo Telecom, nel primo trimestre del 2012, ammontano a circa 954 milioni di euro, di cui una quota consistente nel mercato domestico per lo sviluppo delle telecomunicazioni fisse e mobili e, in particolare, dei servizi di accesso a banda larga;

il Gruppo Telecom Italia ha programmato investimenti sulla rete infrastrutturale e, con un progetto da 2 miliardi di euro complessivi, un quarto dei quali nei prossimi due anni, si sta impegnando a fornire connessioni in rete a 100 Megabit al 70 per cento delle case dislocate in 99 città. L'obiettivo perseguito mira ad arrivare nel 2020, in armonia con le direttive dell'Agenda digitale Europea, alla copertura della banda larga in 215 città italiane con tempi brevi mediante la soluzione tecnologica FTTC (fiber to the cabinet);

tali operazioni dovrebbero contribuire, con costi relativamente contenuti per la clientela, alla riduzione del divario tecnologico fra diverse aree territoriali del Paese, fattore strategico di crescita per il Paese;

considerato che:

la Cassa depositi e prestiti è un'istituzione finanziaria di importanza strategica per il Paese, controllata dal Ministero dell'economia e delle finanze (70 per cento) e da fondazioni bancarie (30 per cento). Nata per finanziare gli enti locali, oggi svolge un ruolo chiave anche nel finanziamento degli investimenti pubblici in Italia, in particolare per lo sviluppo di infrastrutture per i servizi pubblici a carattere locale;

la Cassa depositi e prestiti dispone di ingenti risorse finanziarie, provenienti per il 90 per cento dai clienti che sottoscrivono un libretto o un buono fruttifero postale, e chiude con regolarità i bilanci in attivo per miliardi di utili. La Cassa depositi e prestiti vanta partecipazioni azionarie in numerose società, anche quotate in Borsa;

la Cassa depositi e prestiti rappresenta uno dei pochi attori sullo scenario nazionale in grado di sostenere e finanziare grandi investimenti infrastrutturali e in settori strategici dell'economia;

la Cassa depositi e prestiti, inoltre, partecipa a F2i Sgr (Fondi italiani per le infrastrutture), che investe principalmente in progetti nei settori delle infrastrutture di trasporto, delle reti di trasporto e distribuzione di elettricità, gas e acqua, delle reti di telecomunicazione e media, degli impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e tradizionali, della sanità, dei servizi pubblici locali e nelle infrastrutture sociali;

il Fondo italiano per le infrastrutture di F2i Sgr ha acquistato per 436 milioni di euro, in consorzio con Banca Intesa Sanpaolo, Metroweb, la società creata dal Comune di Milano (città che gestisce una delle maggiori reti a fibra ottica d'Europa);

la Cassa depositi e prestiti partecipa, inoltre, come azionista di riferimento, al Fondo strategico italiano SpA (FSI), istituito con il decreto ministeriale 8 maggio 2011. FSI è una holding di partecipazioni e può investire nei settori della difesa, sicurezza, infrastrutture, trasporti, comunicazioni, energia;

rilevato che:

la società Metroweb ha realizzato una rete in fibra ottica nell'area metropolitana di Milano e dei Comuni confinanti. Il personale dipendente della società è di 34 unità (dati 2010). Metroweb ha un fatturato di circa 51 milioni di euro e un utile netto di circa 12,5 milioni di euro generato da un ristretto numero di clienti;

da una recente nota stampa congiunta F2i e Metroweb, del 30 maggio 2012, si è appreso che F2i e FSI si accingono a lanciare un rilevante Progetto di sviluppo della rete a banda ultra larga, in trenta delle principali città italiane, gran parte delle quali dislocate nel Nord del Paese, avvalendosi delle competenze di Metroweb SpA. Si tratta di un'iniziativa condivisa da parte della Cassa Depositi e Prestiti tramite il FSI, volta a dotare un numero ristretto di città, gran parte delle quali nel Nord del Paese, di un'infrastruttura avanzata di rete di accesso in fibra ottica (NGN);

il Progetto è basato sul cablaggio in fibra ottica della rete di accesso dalle cabine gestite da Telecom fino alle sedi d'utente (case e uffici) nella cosiddetta configurazione FTTH (Fiber-To-The-Home), tecnologia in grado di garantire velocità di trasmissione anche maggiori di 100 Mbit/s, ed in prospettiva, alle velocità dei Gbit/s in funzione dell'evoluzione delle tecnologie e dei servizi a banda ultra larga fornibili dagli operatori;

questa soluzione appare essere in contrasto con l'orientamento della maggioranza dei Paesi che, in un periodo di risorse economiche scarse, preferiscono soluzioni che consentano di passare gradualmente verso l'offerta di un servizio a banda ultralarga crescente gradualmente nel tempo;

la maggior parte dei Paesi europei è orientata verso l'adozione della soluzione FTTCab proposta da Telecom Italia: Germania, Gran Bretagna, Irlanda, Belgio, Austria, Svizzera. Allo stesso tempo alcuni Paesi, in particolare Olanda e Francia, sono orientati ad adottare dal 2013 la soluzione FTTCab, visto il costo di quella FTTH e i ritorni in termini di acquisizione dell'utenza;

la soluzione FTTCab, in accordo con gli obiettivi posti dalla Unione europea (UE) sopra ricordati, consente con investimenti assai più ridotti (più di un quinto) e in tempi notevolmente inferiori di dare un servizio immediato di 50 Mbit/s ed entro un paio di anni di oltre 100 Mbit/s;

occorre utilizzare al meglio, come già più volte rimarcato dalla UE le infrastrutture esistenti nel sottosuolo, che costituiscono un patrimonio del Paese da non dissipare - fino ai cabinet e che permettono, oltre alle evidenti economie, anche o soprattutto di limitare sensibilmente l'impatto ambientale causato da nuovi scavi nel tessuto stradale esistente. Una duplicazione delle infrastrutture sembrerebbe essere quindi antieconomica, dannosa e quindi da evitare;

secondo il comunicato stampa, il Progetto F2i (Metroweb)-FSI sarebbe strutturato in tutte le sue fasi in modo da utilizzare tutte le sinergie possibili, con infrastrutture già disponibili, evitando ogni inutile duplicazione di investimenti ed assicurandone la complementarietà con altre iniziative (in primis, naturalmente, quella di Telecom Italia). A tale scopo sarà attivata, in ogni fase, ogni opportuna e necessaria azione di coordinamento e di collaborazione coerente con l'obiettivo di una rete "neutra", che si rivolga all'intero sistema degli operatori di TLC, i quali manterranno il compito di fornire il servizio ai clienti finali;

il progetto F2i-Metroweb, finanziato dalla Cassa depositi e prestiti, qualora attuato, si sovrapporrebbe al piano già avviato da Telecom Italia in trenta delle più importanti città del Paese. Tale progetto, oltre a prefigurare una concorrenza tra un operatore finanziato con risorse pubbliche e un operatore privato, è in evidente contrasto con le linee guida dell'Agenda digitale europea, che dà indicazioni di realizzare una rete ultraboardband su tutto il territorio nazionale, con la seguente tempistica: entro il 2013 dare al 100 per cento della popolazione e alle imprese una connessione a 2Mbit/s; entro il 2020 dare al 50 per cento del Paese 100Mb/s e al rimanente 50 per cento almeno una velocità pari a 30 Mbit/s;

gli obiettivi fissati dall'Agenda digitale europea possono essere raggiunti a una condizione: di promuovere una sinergia tra i nuovi investimenti pubblici e privati e quelli già da tempo programmati e in via di realizzazione;

in recenti dichiarazioni stampa, il Vicepresidente della Commissione europea Neelie Kroes, responsabile dell'Agenda digitale europea, ha ribadito con saggezza l'orientamento contrario della Commissione europea alla duplicazione dei progetti e degli investimenti infrastrutturali sulle medesime aree territoriali;

preso atto che:

in numerosi articoli di stampa apparsi nel corso degli ultimi giorni, sono state riportate alcune anticipazioni riguardo alla decisione del FSI della Cassa depositi e prestiti, di investire consistentemente nel capitale della società-veicolo che controlla Metroweb;

queste anticipazioni sono state confermate dalla decisione del Consiglio di amministrazione di FSI con la quale è stata approvata, il 28 maggio 2012, l'acquisizione, attraverso un aumento di capitale, del 46,2 per cento di "Reti TLC", la holding controllata da F2i, a cui fa capo il 61,4 per cento di Metroweb;

lo scopo dell'investimento sarebbe quello di finanziare Metroweb e sostenere il Progetto di sviluppo della rete a banda ultra larga, in 30 delle principali città italiane, portando la fibra a 100 megabit fino alle abitazioni entro il 2020 per un esborso di 4,5 miliardi di euro. Progetto, come si precisa in un articolo pubblicato sul "Corriere della Sera" del 26 maggio 2012, già illustrato alla Camera dei deputati il 14 maggio 2012 dall'amministratore delegato di F2i e in qualche misura preannunciato il giorno prima dall'audizione del presidente della Cassa depositi e prestiti;

l'amministratore delegato della Swisscom ha recentemente dichiarato, nonostante l'investimento della società controllata Fastweb nel progetto Metroweb, che il Piano con il maggior potenziale per cablare l'Italia con una nuova rete ultraboardband è quello predisposto da Telecom Italia;

osservato che:

la rete infrastrutturale fissa delle telecomunicazioni è un asset strategico per il Paese;

nei mesi scorsi, la Cassa depositi e prestiti aveva avviato un dialogo con il Gruppo Telecom Italia per la creazione di un operatore per l'acceso all'ingrosso alla rete fissa delle telecomunicazioni, sull'esempio di quanto già avvenuto in altri settori strategici come quello dell'energia e del gas. Situazione che sembra ora riproporsi in tutta la sua validità a seguito degli eventi degli ultimi giorni;

la concorrenza fra le società operanti nel settore delle telecomunicazioni è un obiettivo prioritario della politica economica del Paese, ma deve svolgersi in un contesto di leale competizione fra le imprese operanti in un mercato ormai maturo, possibilmente senza interventi pubblici se non per la parte relativa alla regolazione,

si chiede di conoscere:

quali siano le valutazioni del Governo sui fatti riportati in premessa e quali siano gli indirizzi di politica industriale del Governo in materia di diffusione dei servizi a banda ultra larga e di diminuzione del pesante divario esistente;

quali interventi il Governo intenda adottare per garantire che la leale concorrenza nel settore delle telecomunicazioni determini uno sviluppo omogeneo delle telecomunicazioni in tutto il territorio nazionale e per rafforzare il tessuto competitivo e le potenzialità di sviluppo complessivo dell'industria nazionale delle telecomunicazioni al fine di ridurre il divario tecnologico esistente nelle diverse aree territoriali del Paese;

se non ritenga che, in conseguenza dell'iniziativa F2i-Metroweb e degli investimenti già in atto del Gruppo Telecom Italia, vi sia in prospettiva una forte concentrazione di investimenti soltanto in alcune parti del Paese, e in particolare nel Nord e nelle grandi città, con il rischio di ampliare, in contrasto con le linee guida dell'Agenda digitale europea, il divario digitale già esistente con altre aree territoriali ed urbane del Paese che rimarranno prive dei servizi ultrabroadband (a banda ultra larga);

se, al contrario, il Governo non ritenga opportuno, in coerenza con una lungimirante politica industriale nel settore delle telecomunicazioni, al fine di evitare un'inutile duplicazione degli investimenti infrastrutturali, che F2i-Metroweb e il Gruppo Telecom, con la partecipazione della Cassa depositi e prestiti, collaborino per la realizzazione delle infrastrutture programmate per lo sviluppo della rete a banda ultra larga sulle medesime aree urbane e territoriali;

se intenda favorire, entro tempi brevi, l'adozione di iniziative volte a promuovere la collaborazione nella realizzazione di una rete infrastrutturale fissa delle telecomunicazioni del Gruppo Telecom Italia SpA con la Cassa depositi e prestiti;

se l'operazione di finanziamento del Progetto di sviluppo della rete a banda ultra larga, in trenta delle principali città italiane di FSI-Metroweb sia compatibile con la necessità di favorire un effettivo miglioramento del divario digitale del Paese, in linea con le indicazioni dell'Agenda digitale europea;

se risulti essere stata valutata dalla Cassa depositi e prestiti la coerenza dell'iniziativa FSI-Metroweb con gli orientamenti della Commissione europea sugli aiuti di Stato che precludono l'intervento pubblico nelle cosiddette aree nere e aree grigie, ossia nelle aree in cui già si prevede la realizzazione di una o più infrastrutture nell'arco dei successivi tre anni;

se il Governo non ritenga opportuno, anche nell'ottica degli obiettivi dell'Agenda digitate europea, che l'intervento pubblico di Cassa depositi e prestiti-FSI venga indirizzato in via prioritaria verso l'eliminazione del digital divide, che ancora oggi interessa un'ampia parte del territorio nazionale, ovvero per la realizzazione delle reti ultrabroadband, prevalentemente nelle cosiddette aree bianche nelle quali non è previsto alcun intervento degli operatori privati nei prossimi anni.

(3-02941)