Seguito della discussione del disegno di legge:
(3284) Conversione in legge del decreto-legge 7 maggio 2012, n. 52, recante disposizioni urgenti per la razionalizzazione della spesa pubblica (Relazione orale)
Approvazione, con modificazioni, con il seguente titolo: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 7 maggio 2012, n. 52, recante disposizioni urgenti per la razionalizzazione della spesa pubblica
PRESIDENTE. Riprende l'esame dell'articolo 1 del disegno di legge. Ricorda che nella seduta di ieri è proseguito l'esame degli emendamenti riferiti agli articoli del decreto-legge da convertire.
Passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 6 (Requisiti di nomina). Ricorda che l'emendamento 6.0.200 è improponibile. Stante l'assenza del presentatore dichiara decaduto l'emendamento 6.1.
SANNA, relatore. Esprime parere contrario sull'emendamento 6.2.
POLILLO, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Concorda con il relatore.
LANNUTTI (IdV). Dichiara voto favorevole all'emendamento 6.2 che tra i requisiti richiesti per la nomina a commissario esplicita anche l'indiscussa moralità.
L'emendamento 6.2 risulta respinto.
PRESIDENTE. Passa all'esame dell'emendamento riferito all'articolo 15.
SANNA, relatore. E' contrario all'emendamento 15.1 (testo 2) ritenendolo pleonastico e caratterizzato da un intento ironico che dovrebbe essere estraneo all'opera di scrittura delle leggi.
POLILLO, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Condivide il parere del relatore.
VACCARI (LNP). Dichiara voto favorevole all'emendamento 15.1 (testo 2) che non ha alcun intento ironico: visto che sono state respinte proposte che avrebbero consentito concreti risparmi di spesa, esplicitare che questo è l'obiettivo della legge è un impegno formale.
In attesa del decorso dei termini di preavviso per le votazioni elettroniche, la seduta viene sospesa dalle ore 9,48 alle ore 9,58.
L'emendamento 15.1 (testo 2) risulta respinto.
PRESIDENTE. Passa alla votazione finale.
MASCITELLI (IdV). L'eliminazione degli sprechi è uno dei temi politici fondanti per l'Italia dei Valori; il Gruppo tuttavia si asterrà perché il provvedimento rappresenta un passo indietro rispetto alla legislazione vigente. Nelle manovre dell'estate scorsa, infatti, era già prevista una riorganizzazione della spesa pubblica basata sul superamento del criterio della spesa storica ed era già quantificato un risparmio di quattro miliardi. Anziché nominare un supertecnico, cui affidare l'ennesimo lavoro di analisi, il Governo avrebbe dovuto in questa sede indicare criticità e proporre strategie di razionalizzazione. Quella dei tagli alla spesa pubblica è questione politica: fin qui l'Esecutivo ha colpito dipendenti pubblici, precari, pensionati, esodati, ma non ha inciso su altri versanti e ha rifiutato la proposta di quantificare i risultati dell'attività di razionalizzazione. In questo modo si approfondisce il divario tra ciò che il Governo comunica e la realtà del Paese.
FLERES (CN:GS-SI-PID-IB-FI). Nonostante le lacune del decreto-legge, Coesione Nazionale voterà a favore di un provvedimento che rappresenta comunque un progresso in direzione di una corretta amministrazione. Esprime soddisfazione in particolare per l'accoglimento di un ordine del giorno che impegna il Governo ad un'azione mirante alla riduzione dei centri di spesa inutile o eccessiva, ad accorpare le strutture pubbliche, a ridurre il numero di incarichi, a snellire le strutture di vertice. Sarebbe stato opportuno accogliere le proposte di coinvolgimento degli organi costituzionali in una profonda revisione dei capitoli di spesa, comunque nell'osservanza del principio di autodichia. Si augura che la norma sulla compensazione dei debiti fiscali e dei crediti vantati dalle imprese, che rappresenta un primo sostegno all'economia reale, abbia un ulteriore sviluppo e che il Parlamento possa verificare tra tre mesi risultati positivi dell'attività del commissario.
RUTELLI (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). Il Gruppo voterà a favore di un provvedimento indispensabile, benché ormai tardivo e certamente non del tutto risolutivo. La conquista negli ultimi anni di quote crescenti di autonomia da parte delle ha condotto all'aumento senza controllo della spesa nei settori di competenza regionale, come la sanità, i contributi alle imprese e la formazione. È su questo versante che lo Stato deve riappropriarsi del proprio potere di controllo, essendo al tempo stesso costretto inevitabilmente a cedere parte della propria sovranità a livello europeo, per favorire l'accelerazione del processo di integrazione comunitaria anche a livello economico, onde evitare che la disastrosa congiuntura internazionale che si sta profilando porti alla disgregazione dell'Unione europea, con conseguenze economico-sociali drammatiche su tutti i Paesi membri. Per evitare la crisi irreversibile del Paese serve una maggioranza politica consapevole e responsabile.
SBARBATI (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). La riforma del Titolo V della Costituzione ha determinato un ampliamento delle materie di competenza delle Regioni, senza prevedere un riequilibrio dell'assetto istituzionale, e ciò ha privato il Governo centrale di una piena capacità di attuazione dei processi di risanamento economico resi necessari all'aumento della spesa pubblica. Dal momento che la situazione è divenuta insostenibile, è necessario eliminare sprechi e inefficienze, recuperare risorse da destinare alla crescita, anche al fine di evitare l'aumento di due punti percentuali dell'IVA previsto per l'autunno, che rischierebbe di far precipitare il Paese in uno stato di depressione economica. Sebbene alcune misure siano già state adottate, occorre proseguire nella riduzione delle spese non più prioritarie o inefficaci rispetto agli obiettivi. Per questi motivi, il Gruppo voterà a favore del provvedimento, considerandolo il primo passo verso una più completa revisione della spesa pubblica, fatta di semplificazione delle procedure, di tagli selettivi, di razionalizzazione degli acquisti di beni e servizi, di gestione oculata degli immobili pubblici, di riduzione delle consulenze.
VACCARI (LNP). Nel quadro di un'Europa che rappresenta l'anello debole del sistema economico internazionale (avendo dati peggiori su PIL, inflazione, disoccupazione e saldo tra le partite correnti rispetto ad America, Europa e Giappone), l'Italia si trova in una condizione critica tra gli altri Paesi dell'eurozona, presentando in prospettiva una minore opportunità di importazione ed un medio rischio macroeconomico. A fronte di tale situazione, il provvedimento presentato dal Governo è poco incisivo: si limita a proporre una razionalizzazione della spesa pubblica, a cui i Ministeri avrebbero già potuto procedere autonomamente e non quantifica neanche la cifra che bisognerebbe risparmiare per evitare il prossimo ulteriore incremento dell'IVA. La Lega si asterrà pertanto dalla votazione, giudicando peraltro con preoccupazione l'orientamento antifederalista che emerge da alcune dichiarazioni.
AGOSTINI (PD). Dall'ambizioso provvedimento che il Senato si appresta a licenziare si attendono effetti a breve termine, cioè il risparmio dei 4,2 miliardi di euro necessari ad evitare l'aumento dell'IVA, e a medio e lungo termine, con l'istituzionalizzazione delle procedure di controllo della spesa. L'obiettivo è infatti contrastare la logica incrementale dei bilanci, recuperare efficienza ed operare un ferreo controllo di gestione per ottenere servizi qualificati ai costi il più possibile bassi, agendo non tanto sull'entità della spesa pubblica, quanto sulla sua composizione. A tal fine, sarà utile valorizzare la CONSIP, strumento per l'acquisto trasparente di beni e servizi. Particolare attenzione merita infine l'articolo 13 del decreto-legge, con cui si dispone la certificazione dei crediti vantati dalle imprese nei confronti della pubblica amministrazione, una misura voluta da tutte le parti politiche, che avrà importanti effetti positivi sull'economia reale.
AZZOLLINI (PdL). Il Gruppo voterà a favore del provvedimento, ritenendo che la spending review sia l'unico metodo che consente una correzione dei conti pubblici oculata e senza effetti depressivi. Occorrerà però rivedere alcuni punti critici del provvedimento, evitando che l'istituzione del commissario straordinario comporti la duplicazione di competenze e coordinando la nuova normativa con il sistema dei costi standard, prevista dalla riforma sul federalismo fiscale. Per ridurre strutturalmente la spesa pubblica, non è sufficiente agire sull'acquisto di beni e servizi, ma è necessario intervenire anche sulla spesa corrente dei Ministeri e diminuire la pletora dei centri di spesa. È infine positiva la norma sulla compensazione dei crediti nei confronti della pubblica amministrazione, già proposta in passato da emendamenti di tutti i Gruppi politici, la cui approvazione è stata resa possibile da una rivisitazione delle regole europee in materia di contabilità: a tal proposito è auspicabile che a tale norma venga data tempestiva applicazione, fornendo alle tesorerie la liquidità necessaria.
Presidenza del presidente SCHIFANI
PETERLINI (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Condivide pienamente i principi di razionalizzazione della spesa che sono alla base del processo di spending review e che sono da sempre applicati con successo dalle virtuose amministrazioni del Trentino-Alto Adige e della Valle d'Aosta. È però necessario che la razionalizzazione delle spese venga attuata nel pieno rispetto del principio costituzionali di autonomia delle Regioni a statuto speciale e Province autonome, come espressamente indicato da un importante emendamento proposto, che purtroppo non è stato approvato dall'Assemblea. Per tale motivo, i senatori appartenenti al Südtiroler Volkspartei e all'Union Valdôtaine, in dissenso dal Gruppo, voteranno contro l'approvazione del provvedimento.
LANNUTTI (IdV). A titolo personale, voterà contro il provvedimento, non essendo stato accolto nessuno dei suggerimenti puntualmente documentati e proposti per eliminare gli sprechi e le inefficienze presenti nelle pubbliche amministrazioni, dagli onerosi contratti di consulenza al cumulo di cariche pubbliche. Rispetto ad uno scambio di battute avvenuto nella seduta antimeridiana di ieri, specifica che non c'è stata da parte sua alcuna intenzione di offendere il vice presidente Chiti.
Il Senato approva la proposta di coordinamento C1. Con votazione nominale elettronica, il Senato approva il disegno di legge n. 3284, composto del solo articolo 1, nel testo emendato, con il seguente titolo: «Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 7 maggio 2012, n. 52, recante disposizioni urgenti per la razionalizzazione della spesa pubblica». La Presidenza si intende autorizzata ad effettuare le eventuali modifiche di coordinamento formale che dovessero risultare necessarie.