a giudizio dell'interrogante la scelta di procedere alla tassazione della prima casa di proprietà evidenzia, da un lato, l'assenza di attenzione e rispetto di fronte ad un bene dietro al quale si pone un insieme di valori, la famiglia in primo luogo, che rappresentano il fondamento e la giustificazione stessa della nostra comunità nazionale e, dall'altro, la preoccupante incapacità di individuare e colpire le molteplici ed ampie sacche di parassitismo, sprechi ed inefficienze;
la questione è stata affrontata in modo confuso e per taluni aspetti contraddittorio, al punto che nessuno sembra, al momento, in grado di fornire i necessari chiarimenti e le specifiche interpretazioni;
tra i punti più controversi si distingue certamente quello corrispondente alle cooperative edilizie, strumento attraverso il quale è stata attivata, soprattutto in talune aree, una significativa risposta al fabbisogno abitativo di quella classe media esclusa dai benefici delle assegnazioni degli alloggi popolari ed incapace di affrontare i prezzi attuali del mercato immobiliare;
in particolare, così almeno riferiscono gli uffici competenti, laddove l'acquisto e la conseguente proprietà della prima casa riguardi il sistema delle quote, può essere riconosciuta la detrazione di 200 euro ma non l'aliquota ridotta ed il beneficio relativo ai figli a carico,
si chiede di sapere:
se il problema sia all'attenzione del Governo;
se vi sia la volontà di superare la situazione in essere correggendo, ove necessario, le circolari interpretative con l'intento di ripristinare le condizioni minimali di equità e giustizia.
(4-07670)