AZZOLLINI (PdL). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AZZOLLINI (PdL). Signora Presidente, condivido in maniera totale ed assoluta l'intervento del senatore Centaro, ed infatti interpreto l'approvazione, che io personalmente non ho condiviso (ho votato contro), del precedente emendamento 2.13 esclusivamente in relazione al fatto che aver detto in legge che gli organi costituzionali sono esclusi è meramente ultroneo. Si poteva tranquillamente non dirlo perché esiste una riserva di legge assoluta e costituzionale, come ha ben detto il senatore Centaro, né si potrebbe interpretare, a mio sommessissimo avviso, in maniera diversa. E dunque è del tutto evidente che la mancanza dei riferimenti in legge, dopo l'approvazione del precedente emendamento, significa, almeno a mio avviso, soltanto che degli organi costituzionali non si fa menzione in una legge perché per essi vige il principio di autodeterminazione, che peraltro abbiamo già esercitato. E dunque, sul piano politico, personalmente ritengo che uno dei compiti che i parlamentari e la classe dirigente hanno è di confrontarsi con i cittadini quando ci sono opinioni diverse. Non mi sento casta. Esercito la mia attività di parlamentare con assiduità, e spero nel miglior modo possibile. Mi assoggetto al giudizio dei cittadini quando essi lo esprimono, ma certamente non al giudizio di qualche - consentitemi la leggerezza - columnist (credo si dica così) di qualche giornale.
Pertanto, per quel che mi riguarda, dobbiamo dialogare con i cittadini e spiegare che l'autonomia è una riserva assolutamente necessaria in democrazia e che l'esercizio dell'autogoverno dobbiamo farlo nel modo migliore, cosa che in più occasioni abbiamo fatto autodeterminandoci e limitando molte delle nostre competenze di tutti i livelli. Ma questo non significa assolutamente che si possa intervenire in quel modo solo perché qualcuno lo afferma. Se qualcuno afferma una cosa sbagliata, glielo si dice, si confronta e ci si rimane delle rispettive opinioni, nella peggiore delle ipotesi, oppure, forse, se tutti insieme lo facessimo, riusciremmo a convincere qualcuno.
In questo senso, non solo mi appello al Regolamento - il comma 3 a questo punto è stato soppresso, e a mio avviso niente altro si può dire di tutto questo (mi sembra che si chiami preclusione: ma lungi da me voler intervenire nelle prerogative della Presidenza, e chiedo scusa se ho detto questo, ma mi appariva, così, piuttosto logico) - ma lo dico sul piano politico, perché interpreto quella approvazione esclusivamente come non necessità nella legge di affermare un principio che già ad essa è sovraordinato.
Per queste ragioni, credo, signora Presidente, che, indipendentemente dalla sua decisione, voterò contro ad eventuali altri emendamenti sul tema, non soltanto per le ragioni procedurali che mi sono permesso di osservare, ma soprattutto per le ragioni sostanziali che ho cercato di affermare.