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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 738 del 06/06/2012


Discussione del documento:

(Doc. IV, n. 17) Domanda di autorizzazione all'esecuzione dell'ordinanza applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari emessa dal giudice per le indagini preliminari nei confronti del senatore Sergio De Gregorio

Reiezione della proposta della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari

SANNA, relatore. La Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari propone di concedere l'autorizzazione all'esecuzione degli arresti domiciliari nei confronti del senatore De Gregorio, accusato di gravi reati nell'ambito di una vicenda riguardante l'acquisizione di contributi pubblici per l'editoria da parte della società editrice del quotidiano "Avanti!". Con un'ampia condivisione dei suoi componenti, dopo un'attenta analisi delle circostanze che secondo il senatore indagato testimonierebbero la presenza del cosiddetto fumus persecutionis, la Giunta ha infatti escluso la sussistenza di un intento persecutorio da parte della magistratura. La Giunta ha quindi ritenuto che l'insieme delle ipotesi di reato contestate configuri un quadro accusatorio di rilevante gravità, tale da bilanciare l'interesse costituzionale al funzionamento del Senato nella pienezza della sua composizione.

Presidenza del presidente SCHIFANI

PRESIDENTE. Avverte che è pervenuta una richiesta di votazione a scrutinio segreto e dichiara aperta la discussione.

BALBONI (PdL). Le misure cautelari non costituiscono una sentenza o un'esecuzione anticipata della pena, ma sono finalizzate a scongiurare il rischio di inquinamento delle prove, di reiterazione del reato e di fuga dell'imputato e, dunque, sono condizionate ad una serie di requisiti, che non appaiono presenti nel caso in esame. È dunque contrario alla concessione degli arresti domiciliari per il senatore De Gregorio, per tutelare l'interesse costituzionalmente protetto del funzionamento del Senato nella sua piena composizione, in conformità con il comportamento da sempre tenuto dal Senato in circostanze analoghe. Ricorda infine l'atteggiamento collaborativo del senatore nei confronti degli inquirenti e auspica che il processo venga celebrato in tempi celeri.

LI GOTTI (IdV). I reati contestati al senatore De Gregorio sono gravi: tra questi vi sono l'associazione per delinquere, la truffa per aver consentito alla società editrice del quotidiano "Avanti!" di ricevere illegittimamente contributi pubblici e la bancarotta fraudolenta. Nell'ambito della Giunta è emerso che il senatore De Gregorio ha avuto un comportamento scarsamente collaborativo nei confronti dei magistrati, avvalorando così l'ipotesi accusatoria e il rischio di inquinamento delle prove. E' difficile, peraltro, ravvisare un fumus persecutionis nella richiesta dei domiciliari, se si considera che gli altri indagati sono detenuti in carcere. Sull'assenza dell'intento persecutorio la Giunta si è pronunciata all'unanimità. Ritenendo che nel caso in esame il principio dell'esercizio pieno della giurisdizione debba prevalere su quello dell'integrità del plenum assembleare, il Gruppo voterà a favore della proposta della Giunta.

LONGO (PdL). La misura cautelare può essere adottata per evitare la reiterazione del reato e, nell'avanzare richiesta, il giudice deve tenere conto della personalità dell'indagato. Il senatore De Gregorio, per riconoscimento dello stesso giudice per le indagini preliminari, si è comportato in modo corretto, presentandosi spontaneamente agli inquirenti e mostrandosi disponibile a fornire documenti e a chiarire la propria posizione. Per questa ragione è ravvisabile un intento persecutorio nella richiesta di misura restrittiva della libertà personale.

FINOCCHIARO (PD). Annuncia il voto favorevole del Gruppo alle conclusioni della Giunta. Nella discussione sono intervenuti senatori che hanno argomentato posizioni differenti dalle conclusioni cui è pervenuta la Giunta. Poiché la decisione dell'Assemblea ha natura politica e non giurisdizionale, ritiene che sarebbe più dignitoso e responsabile nei confronti dei cittadini votare in modo palese.

BELISARIO (IdV). Si associa alle considerazioni della senatrice Finocchiaro. Una votazione a scrutinio segreto non migliora l'immagine del Parlamento in un periodo convulso nella vita del Paese.

QUAGLIARIELLO (PdL). Prima della riforma dei Regolamenti parlamentari intervenuta negli anni '80, il voto a scrutinio segreto era la norma. Oggi viene adottato solo per le votazioni riguardanti le persone e i diritti fondamentali. Poiché i Gruppi hanno dichiarato un preciso orientamento di voto sul documento in esame, lo scrutinio segreto ha la funzione di tutelare la libertà di coscienza dei singoli.

DE GREGORIO (PdL). Nel corso della sua esperienza parlamentare è già stato oggetto di pesantissime accuse poi dimostratesi infondate. Per quanto riguarda la vicenda del quotidiano "Avanti!" non ha incassato i contributi pubblici e la sua responsabilità di editore non va oltre il 2006. Ha collaborato con la procura di Napoli, rinunciando all'esercizio di prerogative parlamentari, e intende difendersi nel e non dal processo. Ha chiesto un incidente probatorio per confrontarsi con il suo principale accusatore, un consulente del lavoro che ha prodotto perizie false. Nega l'esistenza di pericoli di fuga, di reiterazione di reati, di inquinamento di prove che sono già state ampiamente acquisite.

PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione e passa alla votazione.

LI GOTTI (IdV). Il Gruppo voterà a favore della proposta della Giunta.

MURA (LNP). All'Assemblea non spetta valutare la fondatezza delle accuse bensì di accertare l'esistenza di un eventuale intento persecutorio e di porre la procura di Napoli nella condizione di proseguire il suo lavoro. La misura restrittiva della libertà personale può essere autorizzata anche di fronte a ipotesi di reato che destano allarme sociale e quelle attribuite al senatore De Gregorio certamente lo sono diventate. Augurando al senatore De Gregorio di risultare estraneo ai fatti contestatigli, annuncia il voto favorevole del Gruppo alla proposta della Giunta di autorizzare gli arresti domiciliari.

SERRA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). L'Unione di Centro concorda con le conclusioni della Giunta, non ravvisando un intento persecutorio nella richiesta della procura di Napoli; lascerà tuttavia libertà di voto ai componenti del Gruppo. All'Assemblea non compete valutare la consistenza e la gravità delle accuse e il Parlamento ha il dovere di porre fine ad un conflitto con la magistratura che dura da troppo tempo: autorizzare la magistratura a proseguire il suo lavoro è quindi un atto di responsabilità.

SARRO (PdL). Annuncia il voto contrario sulla proposta della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, in linea con la tradizione giurisprudenziale del Senato di concedere l'autorizzazione a procedere solo per fattispecie di reato gravissime. Gli arresti domiciliari non trovano giustificazione, tenendo anche conto della collaborazione offerta dal senatore De Gregorio all'attività di indagine della magistratura.

Con votazione a scrutinio segreto, il Senato respinge la proposta della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari di concedere l'autorizzazione all'esecuzione degli arresti domiciliari nei confronti del senatore De Gregorio.