nel nostro Paese il sistema delle discariche ha funzionato sempre in modo precario, a causa dell'assenza di un piano organico di norme volto a concretizzare i principi comunitari di recupero, riciclaggio e riduzione della produzione di rifiuti. Ciò ha portato, sistematicamente, alla individuazione emergenziale dei siti, molto spesso localizzati in aree tutelate o notevolmente vicine ai centri abitati, con conseguenti rischi per la salute dei cittadini. Inoltre, la presenza delle discariche ha inevitabilmente depotenziato lo sviluppo turistico dei territori destinati ad accoglierle;
l'aver basato la chiusura del ciclo di smaltimento dei rifiuti solo ed esclusivamente sulle discariche e l'incenerimento ha prodotto, negli ultimi anni, gravi emergenze. Su tutte quelle che hanno ripetutamente colpito la Campania ma anche altre regioni come la Sicilia, la Puglia ed il Lazio;
considerato che:
proprio nella regione Lazio è in corso da molti mesi una emergenza rifiuti di notevoli proporzioni, dovuta alla prossima cessazione di attività della discarica di Malagrotta. In essa, già chiusa in passato e poi riaperta, finisce tutto il rifiuto tal quale di Roma. In merito all'obiettiva situazione delle zone di conferimento, il quadro complessivo non è molto chiaro. L'ultima notizia è della settimana scorsa, quando il proprietario della discarica di Malagrotta ha fatto sapere che ci sono metri cubi sufficienti solo fino alla fine dell'anno;
nelle ultime settimane, in merito alla gestione di Malagrotta, è anche intervenuta la Commissione europea. Quest'ultima, inviando un secondo formale avvertimento, ha chiesto al nostro Paese di conformarsi entro due mesi alle norme dell'Unione europea relative al pretrattamento dei rifiuti, pena il coinvolgimento della Corte di giustizia europea;
in conseguenza della probabile chiusura di Malagrotta, è stata disposta da parte dell'attuale Commissario Straordinario per l'emergenza rifiuti nel Lazio, Goffredo Sottile, durante un vertice tenutosi presso il ministero dell'Ambiente, l'apertura di una nuova discarica a Pian dell'Olmo, nei pressi di Riano (Roma). Tale decisione è stata presa dopo che i Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dei beni ed attività culturali si erano opposti alla scelta di Corcolle, da parte dell'ex Commissario straordinario per l'emergenza rifiuti Giuseppe Pecoraro, come sito per il deposito di rifiuti, a seguito delle fortissime proteste nazionali ed internazionali per la prossimità dell'area in questione con un sito archeologico patrimonio dell'Umanità e tutelato dall'Unesco, la residenza imperiale di Villa Adriana. Le inevitabili polemiche seguite a tale scelta hanno successivamente portato alle dimissioni del prefetto Pecoraro dall'incarico e alla sua sostituzione con il prefetto Sottile;
la scelta di Pian dell'Olmo ha innescato reazioni e forti polemiche da parte di privati cittadini. Questi ultimi, già costituitisi in comitati, hanno provveduto, immediatamente dopo la conferenza stampa del commissario Goffredo Sottile a bloccare, incatenandosi, la via Tiberina all'altezza del chilometro 7,500. Gli abitanti di Riano promettono ulteriori e più eclatanti azioni di protesta. Intanto i comitati "Rifiuti Zero" di Riano e Corcolle, i comitati di quartiere "Giardini di Corcolle" e "Colle degli Abeti Roma Est" e alcune aziende agricole della zona hanno annunciato un immediato ricorso al Tribunale amministrativo regionale del Lazio;
considerato inoltre che:
il territorio su cui dovrebbe nascere la nuova discarica a Pian dell'Olmo risulterebbe appartenere a Manlio Cerroni, proprietario della maxidiscarica di Malagrotta. Una coincidenza che ha indotto molti a pensare ad una scelta fatta per proteggere e favorire ulteriormente interessi già ampiamente cristallizzati nell'attività di smaltimento dei rifiuti, piuttosto che per provare concretamente, anche se in modo - a parere dell'interrogante - totalmente inidoneo, a risolvere il problema;
non esiste alcun tipo di indicazione, oltre alle parole del commissario Sottile, che possa far ritenere la scelta di Pian dell'Olmo come effettivamente provvisoria;
inoltre la scelta è stata fatta senza ascoltare i cittadini della zona e oltrepassando qualsiasi vincolo di natura idrogeologica,
si chiede di sapere:
quali siano stati i criteri utilizzati dal Commissario straordinario Goffredo Sottile nell'individuare l'area di Pian dell'Olmo come sito futuro per il conferimento di rifiuti e se gli stessi garantiscano o meno la salute dei cittadini ed il rispetto dell'ambiente;
se e con quale tempistica il Governo in carica intenda adeguare l'ordinamento italiano alla normativa dell'Unione europea relativa al pretrattamento dei rifiuti, al fine di evitare il coinvolgimento della Corte di giustizia europea che, una volta investita del problema, emanerebbe una sentenza di condanna per il nostro Paese, con conseguente multa di importo elevato e carico ulteriore sui contribuenti;
quali misure intenda porre in essere il Ministro in indirizzo al fine di provvedere alla chiusura delle discariche dichiarate fuori norma dall'Unione europea e alla messa in sicurezza dei rispettivi territori.
(4-07656)