PISTORIO (Misto-MPA-AS). Un mercato del lavoro rigido comporta un deficit di competitività: una sua riforma è quindi necessaria ma, valutando il testo in esame, come ha detto il senatore Nicola Rossi si è di fronte ad un'occasione mancata; altri l'hanno definito uno scambio in perdita tra maggiore flessibilità in entrata e minore flessibilità in uscita. Nell'annunciare comunque voto favorevole al disegno di legge, sottolinea che la vera coesione sociale comporta misure per la crescita territorialmente diversificate. Il Governo muove invece dall'errato presupposto dell'omogeneità del Paese, ignorando che la crisi ha esasperato il dualismo tra un Nord dinamico e orientato all'esportazione e un Mezzogiorno fortemente colpito dalla disoccupazione giovanile. La riforma è un passo avanti sulla strada della regolazione ma manca di respiro strategico e di misure incisive per creare nuova occupazione: occorrerebbe ridurre le imposte per le imprese che investono nel Mezzogiorno, abbassare la soglia contributiva per giovani e donne e potenziare la contrattazione decentrata.