Seguito della discussione e approvazione, con modificazioni, del disegno di legge:
(3249) Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita (Relazione orale)
Approvazione delle questioni di fiducia poste sugli emendamenti 41.900, sostitutivo degli articoli da 41 a 54, e 55.900 (testo corretto), sostitutivo degli articoli da 55 a 77
PRESIDENTE. Ricorda che nella seduta di ieri sono state approvate due questioni di fiducia poste sugli emendamenti 1.900, sostitutivo degli articoli da 1 a 21, e 22.900 (testo corretto), sostitutivo degli articoli da 22 a 40.
Passa alla votazione dell'emendamento 41.900.
SACCONI (PdL). Pur essendo presente in Aula, annuncia che non parteciperà alla votazione, per i motivi che spiegherà prima della votazione finale.
Con votazione nominale con appello, ai sensi dell'articolo 94, secondo comma, della Costituzione e dell'articolo 161, comma 1, del Regolamento, il Senato approva l'emendamento 41.900, interamente sostitutivo degli articoli da 41 a 54 del disegno di legge n. 3249, sull'approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia. Risultano conseguentemente preclusi tutti gli emendamenti e gli ordini del giorno riferiti agli articoli da 41 a 54.
PRESIDENTE. Passa alla votazione dell'emendamento 55.900 (testo corretto).
SACCONI (PdL). Non prenderà parte alla votazione.
Con votazione nominale con appello, ai sensi dell'articolo 94, secondo comma, della Costituzione e dell'articolo 161, comma 1, del Regolamento, il Senato approva l'emendamento 55.900 (testo corretto), interamente sostitutivo degli articoli da 55 a 77 del disegno di legge n. 3249, sull'approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia. Risultano conseguentemente preclusi tutti gli emendamenti e gli ordini del giorno riferiti agli articoli da 55 a 77.
PRESIDENTE. Sospende la seduta.
La seduta, sospesa alle ore 11,21, è ripresa alle ore 12,03.
Presidenza del presidente SCHIFANI
BELISARIO (IdV). Passa alla votazione finale. L'Italia dei Valori voterà contro una riforma sbagliata, iniqua, incostituzionale, che svuota il sistema di tutele del lavoro, non promuove occupazione, peggiora le prospettive per le giovani generazioni. E' falso che il Gruppo si sia limitato a criticare le norme sulla flessibilità uscita: per contrastare la precarietà e il dumping salariale l'Italia dei Valori ha proposto l'introduzione del contratto unico di apprendistato contestuale all'abrogazione dei contratti atipici, il salario minimo orario, l'estensione dell'ASPI ai contratti a termine, una soluzione generale per gli esodati. Nessuna correzione di rotta è intervenuta sulla manomissione dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, una norma scritta a Bruxelles e sostenuta dalla finanza speculativa. La cancellazione del diritto al reintegro in caso di licenziamento arbitrario non servirà ad attirare investimenti esteri; i problemi principali delle imprese italiane riguardano infatti il sottodimensionamento e la carenza di infrastrutture. In mancanza di segnali di ripresa, il Governo dovrebbe interrogarsi sugli effetti negativi della sua politica economica.
VIESPOLI (CN:GS-SI-PID-IB-FI). Coesione Nazionale voterà a favore della riforma, anche se considera un errore politico e una scorrettezza istituzionale la decisione del Governo di non rispettare il testo licenziato dalla Commissione e di ridurre le risorse stanziate dallo stesso Governo Monti pochi mesi fa per superare i dualismi del mercato del lavoro e favorire l'occupazione di giovani e donne. Il Gruppo ha scelto di confrontarsi in modo non ideologico sui temi della flessibilità in ingresso, degli ammortizzatori sociali, delle politiche attive del lavoro, con l'intento di correggerei difetti del testo originario, in particolare l'accentuato dirigismo, e di riprendere il percorso riformista tracciato da Marco Biagi. Da questo punto di vista valuta positivamente la delega sul tema della partecipazione e della democrazia economica e si augura che l'intervento sull'articolo 18 sia funzionale all'aumento dimensionale delle imprese e all'incentivazione degli investimenti esteri. Auspica infine che il confronto politico possa condurre all'apertura di una fase costituente a forte partecipazione popolare.
DE LUCA Cristina (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). Il Gruppo voterà a favore di una riforma finalizzata a rendere più dinamico, inclusivo e meritocratico il mercato del lavoro. Trovando un equilibrio tra sensibilità politiche molto distanti, componendo le esigenze dei lavoratori con quelle delle imprese, mediando tra flessibilità in entrata e in uscita, la Commissione ha elaborato un testo che affronta i temi della parità di condizioni, della mobilità, della crescita salariale. Particolarmente importanti appaiono le misure per il lavoro femminile, riguardanti la conciliazione e il superamento delle dimissioni in bianco. La riforma, che dovrà essere monitorata per evitare comportamenti elusivi e cattive applicazioni, avrebbe potuto essere più coraggiosa: il livello di tassazione sul lavoro rimane il più alto in Europa e, per stimolare gli investimenti, occorrono misure che snelliscano la burocrazia, accelerino la giustizia civile, allentino la stretta creditizia. Il tema del lavoro autonomo, che richiede regole europee, non è stato affrontato; il welfare va rivisitato per resistere alla recessione e ai mutamenti demografici; il problema degli esodati richiede un intervento ulteriore.
PISTORIO (Misto-MPA-AS). Un mercato del lavoro rigido comporta un deficit di competitività: una sua riforma è quindi necessaria ma, valutando il testo in esame, come ha detto il senatore Nicola Rossi si è di fronte ad un'occasione mancata; altri l'hanno definito uno scambio in perdita tra maggiore flessibilità in entrata e minore flessibilità in uscita. Nell'annunciare comunque voto favorevole al disegno di legge, sottolinea che la vera coesione sociale comporta misure per la crescita territorialmente diversificate. Il Governo muove invece dall'errato presupposto dell'omogeneità del Paese, ignorando che la crisi ha esasperato il dualismo tra un Nord dinamico e orientato all'esportazione e un Mezzogiorno fortemente colpito dalla disoccupazione giovanile. La riforma è un passo avanti sulla strada della regolazione ma manca di respiro strategico e di misure incisive per creare nuova occupazione: occorrerebbe ridurre le imposte per le imprese che investono nel Mezzogiorno, abbassare la soglia contributiva per giovani e donne e potenziare la contrattazione decentrata.
SBARBATI (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Considerato l'alto tasso di disoccupazione femminile e giovanile del mercato del lavoro italiano, caratterizzato da forti disparità tra chi è particolarmente tutelato e chi invece è privo di garanzie, la riforma che il Senato si appresta a varare è una priorità condivisa, non solo in ambito politico, ma anche nella società. Con un cambiamento culturale coraggioso, il Governo - in collaborazione con il Parlamento - ha saputo trovare un equilibrio tra flessibilità e sicurezza. È stata mantenuta la funzione di deterrenza contro gli abusi dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori; è stato ampliato il ricorso all'apprendistato come canale di ingresso dei giovani nel mondo del lavoro; è stato fatto un passo avanti per l'estensione a tutti i lavoratori degli ammortizzatori sociali, sebbene per il momento la misura sia stata limitata dalla scarsità delle risorse a disposizione. Il Gruppo voterà con convinzione a favore, ritenendo che si debba proseguire sulla strada della valorizzazione del merito e della certezza delle regole, per favorire la ripresa degli investimenti e quindi della crescita economica del Paese.
BRICOLO (LNP). Grazie alla collaborazione di una maggioranza estremamente composita, e ricorrendo ancora una volta al voto di fiducia, il Governo tecnico ha prodotto l'ennesimo provvedimento che non risolve i problemi del Paese, scaricandone il peso sui cittadini. La limitazione delle forme di lavoro flessibile, con la riforma del voucher, colpirà le aziende che utilizzano il lavoro stagionale; la maggiore flessibilità in uscita causerà nuovi licenziamenti; i nuovi ammortizzatori sociali avranno una durata minore, mentre il costo del lavoro resta tra i più alti d'Europa. Questi sono i motivi che, uniti agli eccessivi oneri burocratici e fiscali, determinano le delocalizzazioni all'estero. Si sarebbe invece dovuto creare sviluppo e nuovi posti di lavoro, ricorrendo alla collaborazione con le Regioni e applicando il federalismo fiscale. Per dare subito un segnale concreto di solidarietà della politica nei confronti dei lavoratori, la Lega propone di destinare alle aree dell'Emilia-Romagna interessate dal sisma l'intero ammontare dei contributi ai partiti.
FINOCCHIARO (PD). Nell'attuale difficile contesto politico-economico, assume particolare rilevanza l'approvazione di una riforma del mercato del lavoro che pone le basi di un percorso di crescita, superando le contrapposizioni ideologiche e conciliando i diversi interessi di lavoratori e datori di lavoro. Sarà necessario adottare ulteriori politiche per garantire stabilità, sicurezza e partecipazione, ma intanto - grazie alla proficua collaborazione tra Governo e Parlamento - sono state aggredite le disparità di tutela causate da un sistema duale, sono state introdotte forme di contrasto della precarietà e di partecipazione dei lavoratori alle imprese, è stata ampliata l'autonomia negoziale delle parti sociali, si è iniziato ad universalizzare gli ammortizzatori sociali e sono state adottate misure a favore del lavoro femminile e giovanile. Nell'applicazione delle nuove norme, sarà centrale il ruolo delle Regioni e degli enti locali nella formazione e nei servizi all'impiego.
GASPARRI (PdL). La riforma del lavoro che il Senato si appresta a votare non è quella che il Popolo della libertà avrebbe voluto. Grazie al contributo fattivo del Gruppo sono però stati introdotti nel disegno di legge numerosi correttivi che lo rendono più rispettoso delle parti sociali e dell'autonomia organizzativa delle imprese: finalmente liberi da accanimenti preconcetti in difesa dell'articolo 18, si è riusciti nell'intento di garantire un equilibrio tra flessibilità in entrata e flessibilità in uscita. L'azione del PdL ha consentito di introdurre norme specifiche sull'apprendistato, il lavoro a chiamata, l'utilizzo dei voucher nel commercio e soprattutto sul tema delle partite IVA, per salvaguardare i rapporti corretti ed eliminare l'uso distorto di uno strumento necessario per la crescita occupazionale. La riforma in esame è un tassello di una politica che deve avere un respiro più ampio: il problema del debito pubblico non può più essere affrontato attraverso la leva fiscale; servono politiche attive per la crescita e di risparmio della spesa pubblica che correggano i dogmi europei rivelatisi disastrosi di fronte all'aggressione dei mercati asiatici. Servono misure strutturali di sostegno alle imprese e alle famiglie, bisogna risolvere il problema degli esodati. In attesa che il Governo rispetti anche questi impegni, il Gruppo voterà a favore del disegno di legge.
PERA (PdL). Sottoposta a negoziati e correzioni e ispirata ad una cultura della concertazione condizionata dalle posizioni della CGIL, la riforma del lavoro che il Senato si appresta ad approvare e che avrebbe dovuto essere epocale si rivela priva di incisività ed efficacia.
SACCONI (PdL). I veti ideologici che hanno pesato su una vera revisione dell'articolo 18 e sulla forte spinta verso una reale flessibilità in entrata - disconoscendo anche i risultati ottenuti con gli strumenti offerti dalla legge Biagi - fanno della riforma del lavoro in esame uno strumento privo di efficacia e disincentivante per la nuova occupazione, oltre che peggiorativo per la regolazione dei rapporti di lavoro. Per questi motivi non parteciperà alla votazione finale.
BODEGA (Misto-SGCMT). Nonostante gli interventi positivi sull'apprendistato e sulle forme di partecipazione tra le parti, la riforma del mercato del lavoro non aiuterà il sistema produttivo italiano di cui mantiene tutti gli elementi distorsivi a danno dei lavoratori e delle imprese. Dichiara pertanto il voto contrario suo e della senatrice Mauro al disegno di legge.
PINZGER (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Non è ammissibile l'apposizione della questione di fiducia su una riforma così importante come quella del mercato del lavoro che non riesce a perseguire l'obiettivo di creare occupazione, né di sollevare le imprese dall'eccesso di burocratizzazione. Lo stesso intervento sull'apprendistato, tanto atteso dalla sua parte politica, è privo di efficacia. Critica in particolare le novità in tema di lavoro accessorio e contratto a chiamata. Dichiara pertanto il suo voto contrario.
I relatori Castro e Treu illustrano la proposta di coordinamento C1 (v. Allegato A).
Con il parere favorevole del ministro Fornero, il Senato approva la proposta di coordinamento C1.
Con votazione nominale elettronica, il Senato approva il disegno di legge n. 3249, nel testo emendato, con l'avvertenza che la Presidenza si intenderà autorizzata ad effettuare le eventuali ulteriori modifiche di coordinamento formale che dovessero risultare necessarie.
PRESIDENTE. Dà annunzio degli atti di indirizzo e di sindacato ispettivo pervenuti alla Presidenza (v. Allegato B) e toglie la seduta.
La seduta termina alle ore 13,40.