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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 734 del 31/05/2012


TORRI, ADERENTI, MONTI Cesarino, LEONI, MURA, MAZZATORTA, GARAVAGLIA Massimo, VALLI - Il Senato,

premesso che:

la mattina di domenica 20 maggio 2012, alle ore 4.03, un terremoto devastante, di magnitudo 5,9 e con ipocentro alla profondità di circa 6 chilometri, ha colpito l'Emilia-Romagna nella zona tra Modena e Ferrara e alcuni territori della regione Lombardia, specialmente la zona del basso mantovano (oltre a Mantova città, i comuni maggiormente colpiti sono: Moglia, Poggio Rusco, Quistello, Ostiglia, San Giovanni del dosso, San Benedetto Po), provocando 7 morti, oltre 50 feriti e migliaia di sfollati; San Felice sul Panaro, Sant'Agostino, Mirandola, Bondeno, Buonacompra, Finale Emilia sono stati i comuni maggiormente colpiti;

a seguito di circa 800 ulteriori scosse di intensità minore verificatesi nei successivi 8 giorni, alle ore 9 del 29 maggio, si è verificata una nuova scossa tellurica nella stessa zona, di magnitudo 5,8 ed alla profondità di 10,2 chilometri, nell'area epicentrale compresa tra Medolla, Mirandola e San Felice sul Panaro, che ha provocato ulteriori 17 morti e oltre 200 feriti;

sono stati distrutti edifici pubblici e privati e sono crollate chiese e monumenti; sono ingenti i danni agli edifici storici e di culto e alle case coloniche; sono state devastate molte aziende agricole e sono crollati molti edifici industriali e capannoni, provocando morti e feriti tra gli operai;

l'accavallarsi delle due scosse ha provocato circa 14.000 sfollati e l'evacuazione di ospedali e ha generato il terrore nella popolazione;

sono ingenti i danni registrati sulle infrastrutture ferroviarie e sulle reti elettriche e di gas. Sono in corso verifiche da parte dell'ANAS a gallerie, ponti e viadotti stradali;

ad aggravare i disagi della popolazione colpita dal terremoto si sono aggiunte le avverse condizioni climatiche e la pioggia incessante;

la stima provvisoria di danni già del primo sisma del 20 maggio ha raggiunto cifre dell'ordine di centinaia di milioni di euro; è in corso la rendicontazione dei danni al patrimonio artistico e al mondo produttivo;

perplessità e sgomento tra i cittadini ha provocato il crollo di una serie di stabilimenti industriali, che ha comportato la morte di operai e dimostrato la necessità di controlli stringenti sulla sicurezza degli edifici, che vada al di là della semplice verifica sull'agibilità;

in particolare sono ingenti i danni provocati alle aziende agricole nelle campagne di Modena e Ferrara. Nel crollo di rimesse e fienili e capannoni sono andati perduti bestiame, macchinari agricoli, attrezzature, fertilizzanti, impianti fotovoltaici eccetera; molte abitazioni rurali sono lesionate;

pesanti danneggiamenti si sono verificati anche ai magazzini e ai depositi di stoccaggio di parmigiano reggiano e grana padano e alle acetaie dell'aceto balsamico tradizionale; ad essere colpita è una parte vitale del sistema agroalimentare italiano;

il totale dei danni stimati dalle associazioni di categoria, a causa del primo sisma del 20 maggio, ammonta a circa 200 milioni di euro, tra crolli e lesioni degli edifici rurali (case, stalle, fienili e serre), danni ai macchinari, agli animali imprigionati sotto le macerie e alle oltre 400.000 forme di parmigiano reggiano e grana padano cadute a terra per il crollo delle "scalere"; ad essere colpite sono soprattutto le forme fresche (6 mesi di stagionatura), ormai irrimediabilmente danneggiate, ma il danno è aggravato anche dalla difficile individuazione di nuove strutture per la stagionatura delle forme rimaste integre e dallo shock subito dalle mucche che minaccia la produzione del latte;

nella sola provincia di Mantova si è certificato il danneggiamento di 178.450 forme di parmigiano reggiano e grana padano, per un danno di circa 50 milioni di euro;

valutato che:

occorre adottare provvedimenti urgenti per sospendere qualsiasi tipo di adempimento di carattere fiscale, tributario, contributivo e creditizio, a carico dei cittadini e degli imprenditori dell'area terremotata, in attesa di una verifica e quantificazione dei danni effettivi, e comunque fino alla ripresa delle attività economiche e sociali nella zona;

è necessario adottare un programma di controlli mirati sulla sicurezza degli edifici, che vada al di là del semplice controllo sull'agibilità, prima di permettere il rientro dei cittadini e degli operai negli immobili;

sono indispensabili alleggerimenti burocratici e semplificazioni amministrative per fronteggiare rapidamente le situazioni emergenziali e procedere nel minor tempo possibile alla ricostruzione e alla messa in sicurezza delle aree colpite;

occorre stanziare immediatamente le risorse finanziarie per fronteggiare l'emergenza e individuare già da ora le fonti di finanziamento per la ricostruzione;

occorre identificare i soggetti istituzionali cui affidare il potere di deroga in materia ambientale e dei beni culturali, ed in particolare in materia di rifiuti, allo scopo di permettere la celere rimozione delle macerie e dei materiali generati dal sisma, anche dopo il periodo dell'emergenza;

occorre attivarsi al fine di riconsiderare le disposizioni del decreto-legge n. 59 del 2012, di riordino della protezione civile, ed in particolare la durata dell'emergenza, stabilita in soli 60 giorni, più eventuali ulteriori 40 giorni;

occorre provvedere ad attuare serie misure di prevenzione e di manutenzione degli edifici, secondo le nuove norme tecniche sulle costruzioni, di cui al decreto del Ministro delle infrastrutture e trasporti del 14 gennaio 2008, e la nuova carta sismica del Paese;

è necessario che il Governo provveda immediatamente all'emanazione del decreto di finanziamento degli interventi per la messa in sicurezza antisismica degli edifici scolastici, di cui è stato già approvato l'atto di indirizzo dal Parlamento,

impegna il Governo:

1) ad adottare nell'immediato gli opportuni provvedimenti normativi d'urgenza per far fronte all'emergenza e alla ricostruzione delle aree colpite dal sisma, stanziando, immediatamente, le risorse finanziarie per fronteggiare l'emergenza e provvedendo ad individuare, già da ora, le fonti di finanziamento per la ricostruzione;

2) a prevedere in particolare lo stanziamento delle risorse finanziarie occorrenti per il sostegno delle famiglie le cui abitazioni sono state colpite dal sisma, affinché possano procedere con le opere di ricostruzione;

3) ad impedire severamente il rientro dei cittadini e degli operai negli immobili situati nelle zone colpite dal sisma, prima che siano stati effettuati controlli seri e mirati sulla sicurezza degli edifici, che vadano al di là della semplice verifica dell'agibilità, assumendo, nel contempo, le iniziative necessarie ad accelerare il ritorno a casa in sicurezza degli sfollati e la ripresa delle attività economiche;

4) a provvedere alla sospensione immediata dei pagamenti delle imposte e dei contributi da parte delle famiglie e delle aziende colpite dalle calamità, alla sospensione della presentazione della dichiarazione dei redditi, alla sospensione del pagamento dell'imposta municipale unica per le famiglie e le aziende; alla sospensione dei pagamenti dei mutui e dei prestiti delle imprese dal sistema bancario;

5) ad assumere i necessari provvedimenti, anche presso le sedi dell'Unione europea, volti a concedere la deroga del patto di stabilità per spese relative alla ricostruzione e alla messa in sicurezza del territorio, nonché ai conseguenti investimenti, disposti sia da parte dello Stato sia degli enti territoriali, per mettere gli enti locali nella condizione di agire rapidamente anche con le risorse proprie;

6) a predisporre ammortizzatori sociali per le imprese danneggiate dal sisma ed in particolare la cassa integrazione straordinaria per gli operai oltre a misure di salvaguardia del reddito per imprenditori industriali, artigiani, imprenditori agricoli e relativi lavoratori;

7) ad adottare le opportune iniziative per le imprese dell'Emilia-Romagna e della Lombardia, nei territori colpiti dagli eventi sismici, che hanno un peso significativo nei mercati internazionali, affinché non perdano quote di mercato, che potrebbero diventare perdite definitive a seguito della mancata produzione causata dal sisma;

8) a prevedere misure di sostegno e indennizzi per gli imprenditori agricoli, in particolare quelli della filiera dei prodotti a denominazione d'origine (parmigiano reggiano, grana padano e aceto balsamico) e ad attivarsi presso le sedi dell'Unione europea per la destinazione di fondi a sostegno del comparto agricolo pesantemente danneggiato;

9) ad adottare alleggerimenti burocratici e semplificazioni amministrative per fronteggiare rapidamente le situazioni emergenziali e procedere nel minor tempo possibile alla ricostruzione e alla messa in sicurezza delle aree colpite;

10) ad assumere le opportune iniziative volte a rivedere le disposizioni del decreto-legge n. 59 del 2012, di riordino della protezione civile, ed il particolare il periodo di durata dell'emergenza ritenuto troppo breve, e a procedere all'identificazione dei soggetti istituzionali cui affidare il potere di deroga in materia ambientale e di beni e attività culturali, ed in particolare in materia di rifiuti, allo scopo di permettere la celere rimozione delle macerie e dei materiali generati dal sisma, anche dopo il periodo di emergenza;

11) ai fini della prevenzione e limitazione dei rischi futuri, ad attuare serie misure di manutenzione degli edifici, secondo le nuove norme tecniche sulle costruzioni, di cui al decreto ministeriale 14 gennaio 2008, e la nuova carta sismica del Paese, approvando, a tal fine, un programma straordinario di consolidamento e miglioramento della sicurezza sismica degli edifici pubblici e privati, che possa diventare volano per il rilancio dell'edilizia e conseguente rilancio dell'economia e incremento dell'occupazione, nell'attuale momento di crisi economica.

(1-00647)