secondo il Rapporto annuale dell'Istat è allarme povertà nel Mezzogiorno d'Italia. Nelle Regioni del Sud quasi una famiglia su 4 è nell'area della povertà ed il 68,2 per cento delle persone povere vive nel Mezzogiorno. Al Nord solo il 4,9 per cento dei nuclei familiari è sotto la soglia della povertà (per una famiglia di due componenti una spesa di circa 992 euro mensili nel 2010), contro il 23 per cento del Sud;
nello stesso Rapporto si evince che il fenomeno della povertà non è omogeneo nelle Regioni del Sud; l'Istat rileva che particolarmente gravi risultano essere le condizioni delle famiglie in Basilicata, Sicilia e Calabria dove l'incidenza di povertà raggiunge tassi più alti e dove il fenomeno riguarda più di una famiglia su 4;
a peggiorare economicamente risultano le famiglie più numerose: nel Rapporto del 2010 risultano in condizioni di povertà relativa il 29,9 per cento di quelle con cinque o più componenti (più sette punti percentuali rispetto al 1997) e sono complessivamente 1.876.000 i minori che vivono in famiglie relativamente povere (il 18,2 per cento del totale) e quasi il 70 per cento risiede nel Mezzogiorno;
il reddito disponibile delle famiglie italiane in termini reali è diminuito nel 2011 per il quarto anno consecutivo, tornando sui livelli di circa dieci anni fa;
il Comune più povero della Sicilia risulta essere Mazzarrone (CT) dove appena 996 persone pagano l'Irpef (su 3.870 abitanti) per 12.284 euro medi, anche se appare un dato poco convincente;
in tutta Italia solamente in due Comuni la situazione è peggiore, a Elva (Cuneo) e Platì (Reggio Calabria), mentre il Comune più ricco risulta essere San Gregorio di Catania. Tra i capoluoghi Palermo occupa la posizione più alta: è 41° nella classifica generale con un reddito medio di 10.000 euro in meno rispetto a Milano; il totale dei contribuenti è di 263.709 unità. Ragusa si situa a oltre 4.000 euro di reddito medio in meno rispetto a Palermo. Catania rappresenta la seconda città siciliana per redditi imponibili complessivi (quasi 2,8 miliardi di euro, contro i 6,7 di Palermo e i 2,5 di Messina), ma si colloca al 77° posto a livello nazionale superata anche da Enna ed Agrigento. Quattro Comuni siciliani non arrivano a 200 contribuenti, si tratta di Roccafiorita, Gallodoro (Messina) Campofelice di Fitalia e Sclafani Bagni (Palermo), con un reddito medio che si aggira intorno ai 15.500 euro per i primi tre e supera i 19.000 euro per il quarto. Questi dati emergono dal Ministero dell'economia e delle finanze e sono riferiti all'anno 2010. I dati sono fortemente influenzati sia dal tessuto economico di tali Comuni, sia dal tipo di attività prevalente nella formazione del reddito medio;
non si ferma neppure la corsa dei fallimenti: nel primo trimestre dell'anno in Italia sono state aperte oltre 3.000 procedure, il 4,2 per cento in più rispetto allo stesso periodo del 2011. I default continuano a crescere in tutta la Penisola, ad eccezione del Nord Est;
l'aumento dei fallimenti è particolarmente intenso nel centro Italia (12,7 per cento) maggiore rispetto alla media nazionale nel Mezzogiorno e nelle Isole (6,5 per cento) e nel Nord Ovest (4,9 per cento). L'incidenza dei fallimenti nel Sud e nelle Isole è strutturalmente minore rispetto al resto della Penisola per la maggiore diffusione di microimprese che non superano i requisiti di fallibilità;
il Gruppo Cerved che ha fornito i dati menzionati segnala che, dal punto di vista settoriale, il primo trimestre del 2012 ha confermato la tendenza del 2011: continua a ritmi intensi l'aumento dei fallimenti nell'edilizia e nel terziario, che risente degli incrementi osservati nella filiera dell'informazione, della comunicazione e dell'intrattenimento, nella logistica-trasporti e tra le società immobiliari;
anche se in Sicilia il fenomeno sembra colpire le imprese in misura minore rispetto al Centro Nord, l'Isola sente comunque gli effetti della crisi che non risparmia proprio nessuno,
l'interrogante chiede di conoscere:
se il Ministro in indirizzo intenda sviluppare un programma di interventi, a breve e immediata scadenza, per rimettere in moto l'economia, stimolare la ripresa produttiva delle imprese della Sicilia e del Mezzogiorno e l'occupazione, prevedendo interventi specifici in grado di valorizzare le risorse locali nel campo dell'agricoltura, dell'agro-industria, del turismo dei beni culturali, della produzione di energia da fonti rinnovabili, dell'artigianato dei servizi e del terziario avanzato;
se non ritenga di dover sostenere tali interventi anche attraverso idonee politiche rivolte al mondo della scuola, della formazione professionale e dell'università, avendo cura di individuare misure per favorire un immediato inserimento lavorativo per i giovani qualificati, nonché misure volte a promuovere la ricerca e a sostenere i brevetti realizzati nelle Regioni meridionali.
(4-07589)