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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 729 del 23/05/2012


LI GOTTI (IdV). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LI GOTTI (IdV). Signor Presidente, lei ha ricordato una frase di Giovanni Falcone, pronunciata in un'intervista, che spesso viene divulgata e che conosciamo tutti come la sua previsione: la mafia ha avuto un inizio e, come tutte le cose umane, è destinata a finire. A distanza di 20 anni (proprio in questi minuti, 20 anni fa vi fu la strage), la profezia di Giovanni Falcone non si è avverata.

Allora, dobbiamo chiederci cosa voleva dire con quella frase Giovanni Falcone: non intendeva che un fatto naturalistico avrebbe determinato l'evaporazione della mafia, ma voleva dire che soltanto con l'impegno, la costanza, la determinazione e gli interventi normativi, tallonando i mafiosi e le organizzazioni mafiose, la mafia poteva finire di vivere tra le cose umane.

Dobbiamo chiederci, dopo 20 anni, dove abbiamo sbagliato, perché, girando il Paese con la Commissione parlamentare antimafia, abbiamo trovato la mafia ovunque, dalla Valle d'Aosta al Piemonte, dalla Lombardia al Veneto, dall'Emilia-Romagna scendendo fino all'Aquila, oltre nelle Regioni del Sud. Dove abbiamo sbagliato? Perché la profezia di Giovanni Falcone non si è avverata? Dove noi uomini non siamo riusciti a raggiungere i risultati necessari per poter dire la parola fine al fenomeno mafioso? Sì, siamo riusciti ad eliminare la cospicua ed importante frangia stragista, quella dei corleonesi, consentendo in tal modo -secondo alcuni segnali - agli ex perdenti di riprendere il controllo.

A distanza di 20 anni, la percezione di un fenomeno che si è diffuso come una metastasi su tutto il territorio rappresenta il fallimento e l'incapacità da parte nostra di incidere nella zona grigia. Noi siamo riusciti a contrastare la mafia militare, ma non siamo riusciti ad incidere sulla zona grigia che si ingrassa con la mafia e che con la mafia ha fatto e fa affari. Lì noi non siamo riusciti ad incidere.

E anche noi abbiamo le nostre responsabilità, colleghi. C'erano delle cose che potevamo e dovevamo fare. Vi ricordate, a gennaio 2009, quando stavamo per votare l'introduzione del reato di autoriciclaggio, strumento indispensabile per inseguire il denaro della mafia nel magma finanziario? Lo stavamo votando, quel provvedimento, poi si chiese una pausa di riflessione. Sono passati tre anni e mezzo di riflessione e non riusciamo più a portarlo in Aula. È colpa nostra, o no? Dobbiamo dare una risposta ai cittadini. Perché siamo l'unico Paese occidentale a non volere questo reato? C'è ovunque. Ce lo chiedono a livello mondiale, e noi non riusciamo ad introdurlo, perché dobbiamo riflettere. Tre anni e mezzo di riflessione, senza arrivare ad una conclusione.

Allora, noi abbiamo le nostre responsabilità. Ricordiamo i caduti nella lotta alla mafia, ma li onoreremo fino in fondo quando saremo a posto con la nostra coscienza, e ancora la nostra coscienza è in debito. (Applausi dai Gruppi IdV, PdL e PD).