CASTRO, relatore. Il provvedimento di riforma del mercato del lavoro che giunge all'esame dell'Aula rispetta l'impegno assunto in sede europea dal precedente Governo dopo le sollecitazioni della BCE e dei più autorevoli organismi internazionali a ridisegnare i sistemi regolatori, contrastando le forme improprie di assunzione e adottando nuove norme in materia di licenziamenti per motivi economici. Il Governo in carica ha avviato un'intensa consultazione con le parti sociali, all'esito della quale ha prodotto un documento che ha fatto registrare l'opposizione di una sola organizzazione sindacale. La politica si è poi incaricata di tradurre quel documento in un testo concreto e lo ha fatto con un lavoro proficuo e responsabile, dando una risposta eticamente compatta alle tensioni sociali e ai dissennati ritorni alla violenza politica. Il Senato oggi discute un provvedimento estremamente complesso, determinante nella scelta del modello competitivo da assumere per rilanciare l'economia nazionale e riposizionarla nei segmenti pregiati dei mercati internazionali. A fronte della complessità del contesto produttivo interno, caratterizzato da imprese di piccole dimensioni, da arretratezza della pubblica amministrazione, da un alto tasso manifatturiero e da vocazione all'export, il provvedimento offre una strumentazione articolata, meccanismi di flessibilità sana in entrata, incentivi a superare il nanismo aziendale e ad investire sul prodotto. Particolarmente importante è l'introduzione di forme di incentivo per la partecipazione dei lavoratori alla vita delle imprese, traduzione di un principio affermato da tutte le culture lavoristiche del Novecento, che trasforma l'antagonismo in protagonismo, in convergenza sugli obiettivi di crescita.
Presidenza del vice presidente NANIA