DIVINA (LNP). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIVINA (LNP). Signor Ministro, l'introduzione del federalismo fiscale, secondo noi, ha rappresentato un'inversione di rotta in merito alle politiche della tutela della famiglia. E la chiave di ciò sta nell'autonomia impositiva regionale e locale introdotta dalla nuova legge; tale autonomia regionale individua anche gli strumenti idonei a favorire la piena attuazione degli articoli da 29 a 31 della Costituzione, princìpi che vanno in ogni caso nell'attuazione del favor familiae introdotto nella nostra Costituzione.
C'è da dire che il sistema fiscale in Italia si ostina ad operare come se le capacità contributive delle famiglie non fossero influenzate dalla presenza dei figli e dall'eventuale scelta di uno dei due coniugi di dedicare parte del proprio tempo a curare, crescere ed educare i figli. In altri Paesi europei vediamo invece che, a parità di reddito, la differenza tra chi ha figli a carico e chi non li ha è molto più consistente.
Vi è anche un paradosso nel nostro sistema, secondo noi: l'ordinamento infatti prevede un'alta protezione costituzionale della famiglia, ma nel sistema legislativo vi è un limitato o scarsamente efficace riconoscimento delle prerogative, desumibili poi dall'espressione costituzionale prevista.
Secondo noi, come Lega, è doveroso innanzitutto garantire il diritto di ogni persona a formare una famiglia o ad essere integrata in una comunità familiare, sostenere il diritto delle famiglie al libero svolgimento delle loro funzioni, riconoscere l'altissima rilevanza sociale e personale della maternità e della paternità, nonchè promuovere e valorizzare la famiglia come struttura sociale primaria di fondamentale interesse pubblico.
Pertanto, affermiamo la necessità di rivisitare il favor familiae previsto nella Costituzione e le formule possono essere diverse: dallo splitting al quoziente familiare al nuovo sistema denominato fattore famiglia. Infatti, vogliamo dare piena attuazione al principio di cui all'articolo 31 della Costituzione, secondo il quale: «La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l'adempimento dei compiti relativi». Questo è quanto scritto in Costituzione, ma appare a tutt'oggi lettera morta.