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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 726 del 17/05/2012


D'ALIA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

D'ALIA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Signor Presidente, signor Ministro, sono più di 8 milioni gli italiani che vivono in condizioni di povertà relativa, mentre la povertà assoluta riguarda più di 3 milioni di persone.

Nel Mezzogiorno le famiglie in povertà relativa sono il 23 per cento e quelle in povertà assoluta ne rappresentano il 6,7 per cento. Ne deriva l'osservazione che la crisi non ha fatto che ampliare il divario tra Nord e Sud del nostro Paese.

Nel corso del Vertice europeo del 26 ottobre 2011 l'Italia ha assunto l'impegno di accelerare e riqualificare l'utilizzo dei fondi comunitari 2007-2013, e ciò sulla base della consapevolezza del potenziale di crescita inutilizzato delle Regioni del Mezzogiorno, a fronte di un grave ritardo nell'utilizzo dei fondi comunitari.

Il Governo italiano, d'intesa con la Commissione europea, ha effettuato una riprogrammazione delle risorse comunitarie attraverso un piano di azione inviato alla Commissione stessa il 15 dicembre scorso.

La fase I del piano di azione e coesione ha riprogrammato 3,7 miliardi di euro; la fase II rimodula fondi sottoutilizzati o allocati su interventi inefficaci o ormai obsoleti per un valore di circa 2,3 miliardi di euro.

Gli interventi finanziati con la fase II del piano di azione e coesione riguardano, tra l'altro, l'inclusione sociale, i giovani, la promozione, lo sviluppo e l'innovazione delle imprese, l'attrazione culturale.

Poiché in questi ultimi anni, signor Ministro, abbiamo assistito ad un vero e proprio saccheggio dei fondi comunitari destinati allo sviluppo del Sud, certamente è positivo quello che è stato fatto.

Vorremmo però sapere, nello specifico, quali sono gli interventi e come questi sono utili a ridurre il divario e se il Governo non intenda, qualora le Regioni non siano nelle condizioni di spendere nuovamente questi fondi, esercitare il potere sostitutivo che la Costituzione gli affida, ai sensi dell'articolo 120.