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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 726 del 17/05/2012


Interrogazioni

VIMERCATI - Al Ministro dello sviluppo economico - Premesso che:

Nokia Siemens Networks, società nata ad aprile 2007 dalla fusione tra Nokia e Siemens, è tra i principali fornitori al mondo di servizi e soluzioni per le telecomunicazioni su reti fisse, mobili e convergenti;

operante in 150 Paesi, alla fine del 2009 contava in Italia oltre 3.000 dipendenti, più di 1.000 dei quali lavoravano in provincia di Milano, nelle sedi di Cinisello Balsamo e Cassina de' Pecchi;

inizialmente nel sito di Cinisello erano impiegate, nel settore ricerca e sviluppo, circa 900 persone;

nonostante Nokia Siemens Networks, il Governo e le rappresentanze sindacali unitarie avessero firmato, in data 30 gennaio 2008, un protocollo d'intesa nel quale si prendeva atto dell'esternalizzazione della produzione e contestualmente la stessa compagnia di telecomunicazioni si fosse impegnata a mantenere in vita e potenziare gli attuali siti di ricerca e sviluppo, nel maggio del 2010 Nokia Siemens Networks ha chiuso il sito di Cinisello Balsamo e trasferito il personale non ancora dismesso, pari a 184 lavoratori, alla società Value Team, del gruppo Value partners, attraverso una procedura di cessione di ramo d'azienda;

tale decisione ha comportato la cessazione dei progetti più innovativi sviluppati nella sede di Cinisello, ovvero la telefonia di terza generazione (gli standard di comunicazione a distanza UMTS e WiMax) e soprattutto lo standard di quarta generazione LTE, che garantisce la banda ultralarga per la telefonia mobile;

premesso inoltre che:

il polo di Cassina de' Pecchi, in cui sono localizzati i restanti due siti di Nokia Siemens Networks dell'area milanese, ha già subito in passato una riduzione da 1.200 agli attuali 900 dipendenti, nonostante fosse considerato un centro di eccellenza nella ricerca e in passato sia arrivato a coprire più del 20 per cento della produzione mondiale dei ponti radio (microwave);

nell'incontro svoltosi a Milano il 4 maggio 2012 presso l'Assolombarda tra i vertici di Nokia Siemens Networks, la delegazione sindacale e le rappresentanze sindacali unitarie, la direzione dell'azienda ha comunicato formalmente la decisione di porre in esubero 580 lavoratori su 1.100 dipendenti di Nokia Siemens Networks Italia (53 per cento), che dovranno lasciare entro il 31 dicembre 2012.

poiché circa 900 persone lavorano nei due siti milanesi di Cassina, è in questa area che, entro la fine del 2012, la maggior parte di impiegati e ricercatori rimarrà senza lavoro;

questo piano di riduzione si inserisce nel contesto di una ristrutturazione mondiale in cui il numero totale di esuberi è pari a 17.000 lavoratori, al netto delle esternalizzazioni;

se negli altri Paesi in cui opera Nokia Siemens Networks questi tagli costituiscono una riduzione media del personale pari a circa il 22 per cento, in Italia tale percentuale raggiunge il 53 per cento della forza lavoro;

tale previsione appare in contrasto con il mercato della telefonia mobile italiano, che si trova ai primissimi posti nel mondo per fatturato e numero di cellulari e smartphone posseduti dai cittadini, e in cui la banda larga mobile presenta tassi di crescita estremamente elevati (20 per cento sul 2010);

l'accordo commerciale firmato tra Nokia Siemens Networs e la compagnia canadese Dragonwave per la cessione di un ramo d'azienda (microwave) è stata modificato il 3 maggio 2012, e attualmente prevede il trasferimento alla società canadese di attività quali sviluppo e gestione del prodotto e supporto alle vendite, ma non più il trasferimento dei 231 lavoratori del microwave di Cassina de' Pecchi previsti nell'accordo iniziale;

il personale del microwave sarà quindi oggetto dei tagli relativo ai 580 esuberi annunciati, che coinvolgerà oltre il 50 per cento della forza lavoro di questo comparto;

considerato che l'intenzione di ridurre drasticamente il personale da parte di Nokia Siemens è parte di una crisi generalizzata del settore delle telecomunicazioni italiane che investe anche altre realtà aziendali quali Alcatel-Lucent, Italtel, Sirti, Jabil e Linkra, le cui difficoltà finanziarie rischiano di produrre complessivamente oltre 2.500 esuberi tra operai, tecnici e ingegneri attualmente impiegati nel territorio milanese;

ricordato che nel luglio 2011 è stato firmato un accordo tra Regione Lombardia e Governo per lo stanziamento di 121,5 milioni di euro, dei quali 62,5 a carico della Regione, che avrebbe dovuto promuovere iniziative di ricerca industriale, sviluppo e alta formazione in vari settori tra cui l'Ict, allo scopo di estendere la banda larga in tutta la regione, incentivando il comparto e stimolando il business interno al territorio;

considerato inoltre che:

il settore delle telecomunicazioni genera direttamente il 5 per cento del prodotto interno lordo dell'Unione europea e ha un valore di mercato di 660 miliardi di euro all'anno;

l'Italia si è impegnata a rispettare gli obiettivi dell'agenda digitale EU2020, tra cui figurano la copertura entro tale data del 100 per cento della popolazione europea con connessioni dotate di capacità pari ad almeno 30 megabit al secondo e del 50 per cento delle famiglie con servizi che garantiscano una capacità di oltre i 100 megabit la secondo;

il Governo, con il decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35, recante "Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo", ha istituito la cabina di regia per l'attuazione dell'agenda digitale italiana, cui è stato affidato il compito di accelerare il percorso di realizzazione dell'agenda in raccordo con le strategie europee, predisponendo una serie di interventi normativi mirati;

tra i sei assi su cui si articola l'agenda digitale italiana, sviluppati attraverso altrettanti gruppi di lavoro suddivisi in base ai principali obiettivi della strategia, il gruppo di lavoro "ricerca e investimenti", finalizzato a promuovere l'innovazione tecnologica e gli investimenti nelle infrastrutture di comunicazione elettronica, è stato assegnato ai Ministeri dell'istruzione, università e ricerca e dello sviluppo economico;

gli ambiti della ricerca tecnologica e degli investimenti in infrastrutture di comunicazione elettronica appaiono particolarmente rilevanti sia per la diffusione capillare delle reti e delle tecnologie dell'informazione sia per il mantenimento e la crescita di aree industriali fondamentali per l'economia lombarda e conseguentemente italiana,

si chiede di sapere:

se il Governo ritenga compatibile con gli obiettivi dell'agenda digitale europea, l'agenda digitale italiana e l'istituzione della cabina di regia, il dimezzamento da parte di Nokia Siemens Networks dei propri addetti nel settore dei servizi e delle tecnologie di telecomunicazioni in Italia e in particolare nei siti di Cassina de' Pecchi;

se non ritenga necessario affrontare la situazione di Nokia Siemens Networks, di concerto con l'azienda e con la Regione Lombardia, valutandone il piano industriale e verificando l'esistenza di condizioni per evitare il licenziamento di 580 lavoratori sul sito di Cassina de' Pecchi;

se non ritenga fondamentale, in linea con gli obiettivi dell'agenda digitale italiana e con i compiti assegnati al Ministero, sostenere le aziende di information & communication technology presenti sul territorio e i lavoratori in esse impiegati, al fine di sviluppare la ricerca e incentivare gli investimenti nelle nuove reti e tecnologie della comunicazione;

se a tal fine non ritenga necessario convocare con estrema urgenza il tavolo di settore delle telecomunicazioni, al fine di affrontare la situazione di Nokia Siemens Networks e delle altre aziende gravemente colpite dalla crisi, quali Alcatel-Lucent, Italtel, Jabil, Sirti e Linkra.

(3-02869)

FLERES, POLI BORTONE, VIESPOLI - Al Ministro della giustizia - Premesso che:

in data 10 maggio 2012 il Ministro per i rapporti con il Parlamento Giarda riferiva alle Commissioni riunite Bilancio di Senato e Camera sulla revisione della spesa pubblica;

in particolare con riferimento ai costi del Dipartimento per l'organizzazione giudiziaria si rilevano dati a giudizio degli interroganti inquietanti sulla gestione del servizio intercettazioni telefoniche, telematiche ed ambientali, una voce di spesa che incide, secondo quanto riferito dal Ministro, per il 40 per cento del totale delle spese di giustizia;

le intercettazioni rappresentano uno strumento utile e talora fondamentale per le indagini, e i dati che emergono dalla relazione depositata dal Ministro stesso in occasione della seduta impongono una seria riflessione per le loro dimensioni;

a parte i costi, nella relazione si legge che l'attività "di noleggio apparati" ("registrazione, conservazione analisi, trattamento dei dati relativi all'attività di intercettazione telefonica, ambientale, telematica o via internet") "viene acquisita sul libero mercato dalle singole Procure della Repubblica in assenza di specifica normativa in materia" e che, pertanto, il "noleggio delle strumentazioni in questione" è avvenuto "mediante affidamento diretto". Tali modalità "hanno determinato, oltre ai maggiori costi derivanti dalla parcellizzazione della domanda, anche l'instaurazione di una procedura di infrazione comunitaria da parte della Commissione Europea" che contesta in particolare "l'assoluta assenza di un procedimento ad evidenza pubblica europea per l'acquisizione e il noleggio di tali strumentazioni";

a tale costosa e assai discutibile procedura di acquisizione dei servizi, si aggiunge anche, sempre secondo il Ministro, la necessità di rivedere anche il listino per le prestazioni obbligatorie, "listino del tutto desueto e fonte di cospicui esborsi a carico della finanza pubblica";

nelle voci di spesa da razionalizzare nella relazione del Ministro non compaiono le spese, ingentissime, di rimborso ai Comuni per affitti passivi delle tantissime sedi degli uffici giudiziari,

si chiede di conoscere:

da quali aziende e con quali costi le singole Procure abbiano acquisito servizi di "noleggio apparati" per le intercettazioni, secondo quali modalità abbiano proceduto agli affidamenti e se il Ministro in indirizzo non ritenga censurabile la circostanza che, pur in assenza di specifica normativa in materia (non possono essere in alcun modo adotti motivi di intercettazioni e sicurezza) le Procure non abbiano avvertito comunque il dovere di ricorrere a procedure di evidenza pubblica europea per l'acquisizione ed il noleggio delle strumentazioni in questione;

se, a seguito di tali procedure di acquisizione di servizi, ritenga che siano state assicurate tutte le garanzie di privacy rispetto alla delicatezza delle informazioni trattate;

se sia accaduto che anche per altri servizi (informatizzazione, acquisto materiali, eccetera) le Procure abbiano adottato lo stesso comportamento;

quali siano i motivi per i quali il Ministero, pur sollecitato da numerose interrogazioni e nell'ambito di disegni di legge in materia, non abbia inteso, ad oggi, perseguire la strada del leasing più che quella del ricorso all'affitto per le sedi giudiziarie, impoverendo in tal modo sempre più le casse dello Stato e rinunciando al legittimo accrescimento del suo patrimonio;

se non ritenga di dover dar vita ad una commissione d'indagine interna, per verificare i fatti evidenziati nella relazione del ministro Giarda con particolare riferimento alle numerose criticità.

(3-02870)