SENATO DELLA REPUBBLICA
------ XVI LEGISLATURA ------
726a SEDUTA PUBBLICA
RESOCONTO
SOMMARIO E STENOGRAFICO
GIOVEDÌ 17 MAGGIO 2012
(Pomeridiana)
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Presidenza del vice presidente CHITI
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N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Coesione Nazionale (Grande Sud-Sì Sindaci-Popolari d'Italia Domani-Il Buongoverno-Fare Italia): CN:GS-SI-PID-IB-FI; Italia dei Valori: IdV; Il Popolo della Libertà: PdL; Lega Nord Padania: LNP; Partito Democratico: PD; Per il Terzo Polo (ApI-FLI): Per il Terzo Polo:ApI-FLI; Unione di Centro, SVP e Autonomie (Union Valdôtaine, MAIE, Verso Nord, Movimento Repubblicani Europei, Partito Liberale Italiano, Partito Socialista Italiano): UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI; Misto: Misto; Misto-MPA-Movimento per le Autonomie-Alleati per il Sud: Misto-MPA-AS; Misto-Partecipazione Democratica: Misto-ParDem; Misto-Partito Repubblicano Italiano: Misto-P.R.I.; Misto-SIAMO GENTE COMUNE Movimento Territoriale: Misto-SGCMT.
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RESOCONTO SOMMARIO
Presidenza del vice presidente CHITI
La seduta inizia alle ore 16.
Il Senato approva il processo verbale della seduta pomeridiana del giorno precedente.
Le comunicazioni rese dalla Presidenza nel corso della seduta sono riportate nel Resoconto stenografico.
Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento, al Ministro per la coesione territoriale e al Ministro per la cooperazione internazionale e l'integrazione
PRESIDENTE. Passa allo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata sull'attuazione del Piano di azione coesione 2007-2013.
COMPAGNA (PdL). Anziché essere oggetto di una politica settoriale, la riduzione del divario tra Nord e Sud d'Italia dovrebbe tornare ad essere un obiettivo di politica nazionale: chiede di conoscere l'orientamento del Governo al riguardo.
BUBBICO (PD). Chiede al Governo se il ciclo di programmazione comunitaria 2007-2013 va considerato fallito visto il crescente divario Nord-Sud; quanto tempo devono attendere le imprese per poter disporre di maggiore liquidità sulla base del Piano azione coesione; se le risorse non utilizzate saranno riassegnate agli stessi territori; se la regola dell'addizionalità tra risorse ordinarie e finanziamenti europei sarà rispettata; se abbia ancora senso l'area di convergenza; se si stiano approntando nuove regole di programmazione degli interventi.
DIVINA (LNP). Le politiche di coesione territoriale configurano una redistribuzione a senso unico delle risorse dal Nord al Sud. In un momento di crisi economica chiede al Governo se non ritenga opportuno prendere in considerazione i crescenti problemi nel settore della navigazione dei laghi e dell'approvvigionamento energetico per le famiglie e le imprese settentrionali.
D'ALIA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). La crisi economica ha approfondito il divario tra Nord e Sud d'Italia. Dopo anni di saccheggio delle risorse meridionali, il Governo in carica si è impegnato a livello europeo ad accelerare l'utilizzo dei fondi e a riprogrammare le risorse. Chiede quindi di sapere se, ove le Regioni non spendano le risorse stanziate, l'Esecutivo intenda esercitare il potere sostitutivo previsto dall'articolo 120 della Costituzione.
BRUNO (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). A fronte dei dati allarmanti sulla disoccupazione nel Mezzogiorno, chiede al Governo se intenda rafforzare il ruolo della cabina di regia nazionale e sottolinea negativamente l'ipotesi di utilizzare per ricapitalizzare la Banca europea degli investimenti parte dei fondi destinati alle Regioni meridionali.
POLI BORTONE (CN:GS-SI-PID-IB-FI). Chiede informazioni in ordine allo stato di attuazione degli investimenti previsti nelle infrastrutture ferroviarie della Puglia.
DI NARDO (IdV). La preoccupante situazione di molti stabilimenti industriali del Mezzogiorno dovrebbe indurre ad attribuire all'occupazione un'importanza almeno pari a quella assegnata al risanamento del debito. Chiede al Governo se intende promuovere una politica di crescita sostenibile e di lotta all'esclusione sociale e se intenda utilizzare i fondi europei per finanziare il credito d'imposta a favore delle imprese del Mezzogiorno.
BARCA, ministro per la coesione territoriale. Il Governo è impegnato ad individuare piani generali di intervento finanziati da più risorse: il primo esempio è quello che impiegherà 7 miliardi di euro nel prossimo decennio sulla rete ferroviaria, utilizzando risorse ordinarie, fondi comunitari e regionali; lo stesso metodo si potrà utilizzare per l'ANAS. Il 25 per cento dei fondi comunitari, il 45 per cento del fondo di sviluppo e coesione nazionale ed il 15 per cento dell'analogo fondo regionale sono destinati alle Regioni del Centro-Nord, le quali hanno quindi la possibilità di attuare anche gli interventi cui ha fatto cenno il senatore Divina. La programmazione 2007-2013 non è fallita ma ha evidenziato seri problemi, che il Governo cerca di affrontare: si tratta in primo luogo di individuare come prioritari gli investimenti nei servizi essenziali ai cittadini (servizi sociali, istruzione, sicurezza, giustizia civile) premesse necessarie ad ogni ulteriore programma di sviluppo. Il credito d'imposta non serve a creare occupazione ma ad evitare, nell'attuale crisi, la discriminazione delle fasce deboli dell'occupazione. Il Governo prevede che le risorse riprogrammate possano essere spese a partire dall'estate. L'addizionalità non è stata sempre rispettata ma è un obiettivo. Il Governo intende accelerare la spesa dei fondi europei e rendere la programmazione più semplice e più verificabile; sta inoltre già programmando il piano 2014-2020 per evitare i ritardi del passato. L'eventuale esclusione di Regioni dalla distribuzione finanziaria non deve diventare esclusione da progetti strategici unitari. La funzione della cabina di regia è proprio quella di facilitare un processo decisionale che coinvolga Stato, Regioni e Unione europea.
COMPAGNA (PdL). Si dichiara insoddisfatto della risposta, perché, se si sottolinea la scarsa capacità di spesa delle Regioni del Sud rispetto al resto del Paese, non si comprende come sia possibile continuare ad insistere sugli stessi protagonisti e sugli stessi strumenti.
BUBBICO (PD). È auspicabile che avvenga un'inversione di tendenza e che si riporti la questione del Mezzogiorno fra le priorità del Paese, affinché al Sud vigano regole e modalità di intervento omogenee rispetto al resto del Paese.
DIVINA (LNP). La risposta è stata omissiva sia rispetto alla questione relativa alla navigazione lacustre, sia sulla sostanziale disincentivazione degli investimenti nelle energie alternative per le famiglie del Nord e sull'utilizzo di meccanismi di perequazione geografica simili a quelli adottati dalla Germania in campo energetico.
D'ALIA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Si dichiara soddisfatto per la risposta, da cui emerge la volontà di rispondere alle esigenze del Mezzogiorno, promuovendo un utilizzo virtuoso dei fondi europei. Segnala le necessità del settore portuale.
BRUNO (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). Pur confidando nelle capacità tecniche del Governo, sospende la valutazione sulla risposta, che è stata omissiva rispetto all'utilizzo di fondi destinati al Mezzogiorno per ricapitalizzare la BEI.
POLI BORTONE (CN:GS-SI-PID-IB-FI). La risposta del Sottosegretario è stata soddisfacente per l'onestà intellettuale e perché improntata alla speranza e non al disfattismo. Apprezzabili i riferimenti ad una strategia unitaria, alla coesione e ad una task force per coadiuvare i contesti svantaggiati.
DI NARDO (IdV). La risposta è stata insoddisfacente perché non ha affrontato il grave tema della mancanza di occupazione al Sud, destinata ad aggravarsi in vista delle dismissioni di aziende meridionali da parte di Finmeccanica.
PRESIDENTE. Passa alle interrogazioni a risposta immediata riguardanti le politiche per la famiglia e per i giovani.
GIOVANARDI (PdL). Chiede al Governo l'impegno a ripristinare il testo originale del Piano nazionale di politiche per la famiglia, reintegrando i passaggi espunti riferiti all'applicabilità degli interventi a tutte le forme familiari, legali e di fatto, meritevoli di tutela pubblica e al quoziente familiare, senza i quali il piano rimane un'enunciazione programmatica.
GHEDINI (PD). Chiede come il Governo intenda finanziare le misure per il sostegno ai congedi parentali che integreranno la riforma del lavoro, in considerazione dei gravi tagli che ad oggi sono stati operati sul fondo per le politiche familiari. Si tratterebbe di interventi strategici per promuovere l'occupazione femminile e giovanile, finora fortemente penalizzata.
DIVINA (LNP). L'attuale sistema di tassazione non tiene conto della presenza di figli in un nucleo famigliare come criterio per stabilire l'entità del prelievo. Sarebbe opportuno invece, anche in un'ottica di federalismo fiscale, che si adottassero misure economiche volte a favorire la formazione delle famiglie come nucleo sociale fondamentale.
D'ALIA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Chiede con quali politiche preventive e formative il Governo intenda affrontare il grave fenomeno delle dipendenze da alcol e dal gioco d'azzardo, soprattutto telematico, sempre più diffuse fra i giovani.
BAIO (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). Il Piano nazionale per la famiglia dovrà essere un punto di riferimento per un'inversione di tendenza rispetto alla scarsa attenzione specifica registrata fino ad oggi. Chiede se, nonostante la scarsità delle risorse, il Governo abbia intenzione di attuare una politica fiscale volta ad agevolare le famiglie, soprattutto giovani.
POLI BORTONE (CN:GS-SI-PID-IB-FI). Chiede quale attenzione voglia esercitare il Governo rispetto al problema della mobilità interna dei giovani del Sud che, nonostante la loro preparazione, non riescono a collocarsi nella propria Regione di origine e se sia stato posto in essere l'osservatorio sulla migrazione interna.
PEDICA (IdV). Chiede come il Governo intenda agire rispetto alle politiche giovanili, abbandonate dal precedente Governo, a fronte delle difficoltà che le giovani generazioni incontrano nella realizzazione professionale e nella formazione di una famiglia.
RICCARDI, ministro per la cooperazione internazionale e l'integrazione. Il Governo in carica è sempre stato molto attento ai temi dei giovani e della famiglia, considerando l'affievolirsi dei legami familiari come un'ulteriore fattore crisi. L'azione posta in essere per evitare che la crisi comprometta il futuro del sistema Italia è essa stessa una politica a favore dei giovani. Il Governo ha fatto approvare dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome il Piano nazionale per la famiglia: l'impianto nel suo complesso è stato conservato, ma mancano le risorse per coprire tutte le necessità; si sta comunque studiando come sostenere la formazione di giovani famiglie. Obiettivo del Governo è ripristinare la centralità delle politiche per la famiglia, rimuovendo gli ostacoli ad avere figli e promuovendo le pari opportunità nell'occupazione. Il cambiamento della realtà della famiglia rende necessari interventi sui congedi parentali, che sono in discussione: congedi ai nonni al posto dei genitori, sospensione del congedo di maternità, congedi anche ai genitori adottivi. In relazione alle migrazioni giovanili interne, sono stati annunciati provvedimenti per lo sviluppo dell'imprenditoria giovanile nel Mezzogiorno: è una risposta limitata, ma dà il segno dell'attenzione del Governo. Il disegno di legge delega fiscale raccoglie la preoccupazione circa i pericoli del gioco d'azzardo per i giovani, intervenendo sulla pubblicità e sui messaggi fallaci inviati ai giovani potenziali giocatori. Per incidere nel rapporto dei giovani con l'alcol il ruolo delle famiglie è essenziale perché occorre modificare un modello di vita oggi preminente, nel quale lo sballo è elemento significativo.
GIOVANARDI (PdL). Il Piano nazionale per la famiglia è un atto programmatico che non comporta l'individuazione di risorse finanziarie. La realtà è che il Governo ha compiuto una grande battuta d'arresto rispetto al principio di rendere il fisco più equo nei confronti della famiglia e dei figli e pertanto non si ritiene soddisfatto.
GHEDINI (PD). È positivo che il Ministro abbia un'idea chiara della centralità delle politiche per la famiglia; auspica pertanto che si garantisca la loro integrazione con interventi a tutela delle pari opportunità dei membri che la compongono.
DIVINA (LNP). Le parole del Ministro sono condivisibili ma non sono sufficienti, perché il futuro delle famiglie appare problematico. Sarebbe opportuno utilizzare la leva fiscale, ad esempio con misure di defiscalizzazione, per rendere disponibili più risorse in loro favore.
D'ALIA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). La risposta del Ministro è soddisfacente. Segnala che tra i bambini a rischio di povertà ci sono i figli di madri sole e padri al di sotto dei 35 anni. Segnala infine il disegno di legge n. 3104 in materia di contrasto al gioco d'azzardo con l'auspicio che lo Stato smetta di far cassa sulle spalle della dipendenza dei giovani dal gioco d'azzardo.
BAIO (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). Si dichiara soddisfatta per la risposta del Ministro e auspica che i provvedimenti del Governo prestino particolare attenzione agli aspetti fiscali in favore dei giovani e delle famiglie.
POLI BORTONE (CN:GS-SI-PID-IB-FI). Valuterà le iniziative che saranno poste in essere per sostenere l'imprenditoria giovanile del Mezzogiorno. Condivide il modello di famiglia indicato dal Ministro, con l'auspicio che possa sopravvivere alla crisi che la sta travolgendo. Auspica a tale riguardo interventi di natura fiscale.
PEDICA (IdV). Il Ministro non ha risposto alle domande poste dai giovani; in generale il Governo riserva scarsa attenzione nei loro confronti, quando non assume atteggiamenti offensivi, come con le parole usate dal vice ministro Martone. Le risorse per l'adozione di politiche giovanili possono essere individuate rinunciando alla TAV e all'acquisto degli aerei militari F-35.
PRESIDENTE.Dà annunzio degli atti di indirizzo e di sindacato ispettivo pervenuti alla Presidenza (v. Allegato B) e comunica l'ordine del giorno della seduta del 22 maggio.
La seduta termina alle ore 17,07.
RESOCONTO STENOGRAFICO
Presidenza del vice presidente CHITI
PRESIDENTE. La seduta è aperta (ore 16).
Si dia lettura del processo verbale.
BAIO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del giorno precedente.
PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato.
Comunicazioni della Presidenza
PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.
Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento, al Ministro per la coesione territoriale e al Ministro per la cooperazione internazionale e l'integrazione (ore 16,03)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata (cosiddetto question time) sull'attuazione del Piano di azione coesione 2007-2013, cui risponderà il ministro per la coesione territoriale, professor Barca, e sulle politiche per la famiglia e per i giovani, cui risponderà il ministro per la cooperazione internazionale e l'integrazione, professor Riccardi.
Si fa presente che è in corso la diretta televisiva della RAI, che comporta - lo ricordo ai colleghi - il rispetto rigoroso dei tempi assegnati.
Passiamo dunque alle interrogazioni sull'attuazione del piano di azione e coesione 2007-2013. I senatori hanno facoltà di rivolgere le loro domande al Ministro, per due minuti ciascuno.
COMPAGNA (PdL). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COMPAGNA (PdL). Signor Presidente, ministro Barca, colleghi, obiettivi di coesione territoriale sono, a nostro giudizio, quelli di ridurre la distanza e il divario fra le due Italie. È un antico obiettivo e un tempo lo si chiamava politica meridionalistica. Non era però nel senso di fermare lo sviluppo del Nord per farlo raggiungere dal Sud. Per noi, il meridionalismo è sempre stato un grande obiettivo di politica nazionale. Può essere significativo il fatto che quando è nato questo Governo, sei mesi fa, al solo sentir parlare di un incarico politico per la coesione territoriale alcuni colleghi della Lega hanno pronunciato la loro opposizione e altri invece hanno riscoperto un antico interesse.
Obiettivi di coesione territoriale sono stati indicati in questa legislatura, anche in quest'Aula. Abbiamo avuto uno dei pochi dibattiti, durante il Governo precedente al suo, signor Ministro, conclusosi con una mozione bipartisan. Parlammo allora di come andavano utilizzati i FAS e denunciammo alcuni grandi obiettivi, non già di politica territoriale ma di politica nazionale, nel senso che, venuto meno l'intervento straordinario, il Mezzogiorno non è qualcosa che si aggiunge al processo riformatore (la casa, la scuola, i trasporti, il Mezzogiorno, eccetera), nel lessico convenzionale. No. Noi vogliamo che la politica nazionale delle infrastrutture, dei trasporti, della ricerca e scolastica abbia delle priorità e delle compatibilità... (Il microfono si disattiva automaticamente).
BUBBICO (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUBBICO (PD). Signor Presidente, signor Ministro, il divario Nord-Sud cresce, scarseggiano le risorse finanziarie per sostenere investimenti pubblici e non siamo in grado di spendere i fondi comunitari. A suo parere deve considerarsi fallito il ciclo di programmazione comunitaria 2007-2013?
Con il piano di azione-coesione, opportunamente e utilmente varato, è stato evitato il disimpegno automatico attraverso la riduzione del cofinanziamento nazionale e l'allocazione di ingenti risorse sui fondi di garanzia nazionali e regionali.
Quanto devono aspettare ancora le imprese per beneficiare di quelle misure tanto da poter disporre di maggiore liquidità? E il minor cofinanziamento nazionale verrà riassegnato agli stessi territori e verrà rispettata la regola dell'addizionalità delle risorse comunitarie?
Signor Ministro, considerato che il piano di azione-coesione guarda al nuovo ciclo di programmazione, favorendo la programmazione rivolta ai risultati più che alla sua mera attuazione finanziaria, ha ancora senso mantenere la vecchia delimitazione dell'area convergenza quando ormai sappiamo che tutto il Sud sarà in area ritardo?
E come si pensa di utilizzare la sovrapposizione temporale dei due cicli per evitare il ripetersi del ritardo di tre anni nell'avvio del nuovo programma?
É ragionevole, a suo parere, negoziare e sperimentare nuove regole di esecuzione, favorendo la dimensione unitaria della programmazione, magari valorizzando l'esperienza avviata, e ahimè non realizzata, del QSN-FAS del ciclo 2007-2013, mettendo insieme le risorse comunitarie... (Il microfono si disattiva automaticamente).
PRESIDENTE. Colleghi, non voglio richiamarvi perché mi sembra di disturbarvi, ma avete il microfono che lampeggia.
DIVINA (LNP). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIVINA (LNP). Dovremo andare a raffica, signor Presidente.
La coesione nazionale è ritenuta ormai storicamente una specie di perequazione fra Nord e Sud, una specie di redistribuzione di ricchezza che però è sempre stata a senso unico, cioè dal Nord al Sud, che è storicamente meno produttivo.
Oggi non possiamo più parlare di ricchezza. In un momento di crisi che ormai tocca tutti, a tutti i livelli e a tutte le latitudini, si parla di indebitamento.
Nel corso del mio intervento vorrei porre velocemente due questioni.
Innanzitutto, con riferimento alla navigazione vorrei far notare che non esistono solo le isole maggiori e minori, ma anche i laghi. I laghi di Garda, Maggiore e Como, che movimentano 8 milioni di passeggeri l'anno, hanno registrato una riduzione del 50 per cento dei trasferimenti governativi, che sono passati da 26 a 13 milioni. Le accise, il carburante e l'aumento dell'IVA hanno fatto il resto. L'offerta turistica è stata tagliata e ridimensionata in un momento di crisi che, viceversa, andrebbe tamponato.
La seconda grande questione è l'approvvigionamento energetico. Costi di petrolio, energia, gas, eccetera pesano sulla bilancia dei pagamenti e su tutte le famiglie al punto che tutte le politiche, dall'Europa in giù (direttiva «20-20-20»), puntano sull'autoproduzione e sulle rinnovabili. L'unico stimolo che si può dare è l'incentivo sulla produzione. Ma ad uguale sforzo privato non corrisponde analoga risposta dello Stato: si premia in modo diverso. Il fotovoltaico, ad esempio, dipende dall'irraggiamento, e poiché il Sud è più soleggiato del Nord, bisogna fare un piccolo intervento, altrimenti la famiglia del Nord è meno stimolata a fare investimenti. Non dobbiamo andare in questa direzione. Noi pensiamo che il Governo debba intervenire tanto sulla politica turistica dei laghi quanto su quella delle famiglie, che devono avere, a parità di sforzi, la stessa risposta, in termini di trattamento, da parte dello Stato.
D'ALIA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ALIA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Signor Presidente, signor Ministro, sono più di 8 milioni gli italiani che vivono in condizioni di povertà relativa, mentre la povertà assoluta riguarda più di 3 milioni di persone.
Nel Mezzogiorno le famiglie in povertà relativa sono il 23 per cento e quelle in povertà assoluta ne rappresentano il 6,7 per cento. Ne deriva l'osservazione che la crisi non ha fatto che ampliare il divario tra Nord e Sud del nostro Paese.
Nel corso del Vertice europeo del 26 ottobre 2011 l'Italia ha assunto l'impegno di accelerare e riqualificare l'utilizzo dei fondi comunitari 2007-2013, e ciò sulla base della consapevolezza del potenziale di crescita inutilizzato delle Regioni del Mezzogiorno, a fronte di un grave ritardo nell'utilizzo dei fondi comunitari.
Il Governo italiano, d'intesa con la Commissione europea, ha effettuato una riprogrammazione delle risorse comunitarie attraverso un piano di azione inviato alla Commissione stessa il 15 dicembre scorso.
La fase I del piano di azione e coesione ha riprogrammato 3,7 miliardi di euro; la fase II rimodula fondi sottoutilizzati o allocati su interventi inefficaci o ormai obsoleti per un valore di circa 2,3 miliardi di euro.
Gli interventi finanziati con la fase II del piano di azione e coesione riguardano, tra l'altro, l'inclusione sociale, i giovani, la promozione, lo sviluppo e l'innovazione delle imprese, l'attrazione culturale.
Poiché in questi ultimi anni, signor Ministro, abbiamo assistito ad un vero e proprio saccheggio dei fondi comunitari destinati allo sviluppo del Sud, certamente è positivo quello che è stato fatto.
Vorremmo però sapere, nello specifico, quali sono gli interventi e come questi sono utili a ridurre il divario e se il Governo non intenda, qualora le Regioni non siano nelle condizioni di spendere nuovamente questi fondi, esercitare il potere sostitutivo che la Costituzione gli affida, ai sensi dell'articolo 120.
BRUNO (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BRUNO (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). Signor Presidente, signori Ministri, il piano di azione e coesione richiede un periodo abbastanza lungo e prevede una programmazione puntuale degli interventi attraverso l'utilizzo dei fondi strutturali europei, cioè delle risorse stanziate a favore delle aree meno sviluppate, dunque per il Sud per quanto riguarda il nostro Paese. Per capirci, si tratta di fondi da investire per il miglioramento delle competenze dei giovani del Sud, per le reti di nuova generazione, per le comunicazioni digitali veloci, per promuovere nuova occupazione in un Sud in cui 77 ragazze su 100 sotto i 35 anni sono costrette a casa senza lavoro. Un dato che oggettivamente fa rabbrividire. Vi sono poi dei fondi destinati a potenziare il sistema dei trasporti e delle infrastrutture meridionali.
Insomma, parliamo in buona sostanza di risorse che, ad avviso di tutti, sono necessarie per superare la dualità che affligge il nostro Paese e che da troppo tempo ormai fa convivere realtà avanzatissime e territori sulla soglia della povertà.
Sappiamo che vi sono problemi procedurali e sentiamo dire che i fondi impegnati sarebbero solo il 20 per cento del totale. A questi è legata una serie di penalità, eccetera.
Per questo, signor Ministro, le chiedo innanzitutto se non si voglia rafforzare il ruolo della cabina di regia nazionale per assistere le Regioni; quanto di questi fondi non vada in realtà a sostituire interventi ordinari; e soprattutto se è vero che il Governo italiano sta addirittura proponendo l'utilizzo di parte di questi fondi per ricapitalizzare la Banca europea degli investimenti, cosa che sarebbe oggettivamente una beffa.
POLI BORTONE (CN:GS-SI-PID-IB-FI). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
POLI BORTONE (CN:GS-SI-PID-IB-FI). Signor Presidente, signor Ministro, sul giornale stamattina ho letto questo titolo: «Fondi europei e sanità. Il modello è la Puglia»; ho letto anche che la banda larga copre il 97 per cento del territorio, che in Puglia sono nate 1.000 imprese e che sono state occupate 12.000 persone. Penso di vivere in una Regione differente da quella descritta su questo giornale.
Ora, visto che sono stati soppressi vagoni letto da Lecce per Milano, per Torino e per tutto il Nord, visto che la qualità dei servizi delle ferrovie è sensibilmente peggiorata, che alcune tratte sono state soppresse, a fronte di 6 miliardi e mezzo di euro di investimenti previsti per le infrastrutture, quindi per le ferrovie, che la Regione Puglia avrebbe sottoscritto un accordo e avrebbe messo a disposizione 100 milioni di euro di cofinanziamento per le infrastrutture, mi piacerebbe sapere se tutto questo è accaduto, tenuto conto che esisteva un preciso «cronoprogramma» che si sarebbe dovuto definire e monitorare entro il 31 gennaio 2012 e che poi avrebbe dovuto dare esiti positivi entro il maggio 2012.
Mi piacerebbe sapere se ho letto bene le vere cifre sul giornale o se invece è pura fantasia.
DI NARDO (IdV). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI NARDO (IdV). Signor Presidente, signor Ministro, il Piano d'azione e coesione 2007-2013 destina al finanziamento del credito d'imposta per la promozione dell'occupazione al Sud solo 142 milioni di euro. Sono briciole di fronte all'emergenza che il Mezzogiorno sta affrontando. Noi riteniamo che la strada maestra sia innanzitutto quella di un potenziamento di tale strumento, perché la tensione sociale cresce giorno dopo giorno.
La situazione dello stabilimento Fincantieri di Castellamare è allarmante. Il sito è scampato alla chiusura, ma attualmente nessun passo avanti è stato fatto da quando ne discutemmo in quest'Aula lo scorso ottobre. A Termini Imerese 2.500 lavoratori aspettano da dicembre un pieno reintegro. I lavoratori dello stabilimento Irisbus di Valle Ufita sono ancora in attesa di conoscere gli sviluppi delle trattative in corso.
Ciò che più ci preoccupa è che, al di là dei numeri, la disoccupazione comporta povertà, perdita della casa, criminalità, denutrizione, abbandoni scolastici, famiglie spezzate e tanti altri problemi sociali. Noi pensiamo che sia giunto il momento che la nostra politica economica attribuisca alla creazione diretta di occupazione un peso non minore di quello attribuito finora al deficit e al debito pubblico.
Insomma, noi vorremmo sapere se il Governo intende veramente realizzare una crescita economica sostenibile, con nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale, investendo nelle persone e combattendo l'esclusione sociale.
Vorremmo sapere se il Governo ha a cuore le sorti dei lavoratori e delle famiglie del Sud. Se ha la consapevolezza che il riavvio di una crescita dell'economia italiana passa, soprattutto, attraverso la riattivazione di energie inutilizzate presenti nelle Regioni del Mezzogiorno e la necessità di ridare un futuro ai lavoratori. Se, infine, di fronte a tale scenario si intendono stanziare ulteriori risorse provenienti dai fondi europei per il credito d'imposta e per l'occupazione al Sud.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere congiuntamente agli interroganti il ministro per la coesione territoriale, professor Barca.
BARCA, ministro per la coesione territoriale. Signor Presidente, raggrupperò le risposte in tre punti.
Il primo, importante, che si ritrova in più interventi, riguarda la questione se la politica per il Sud sia politica nazionale o semplicemente un'altra tra le tante piccole politiche settoriali. Poi questo ha un aggancio forte ad esempio con la questione del coinvolgimento di grandi agenzie o società nazionali come RFI.
Qui la risposta è molto precisa. Credo che l'impostazione derivi anche dall'insegnamento e dagli errori commessi in passato da tanti, da tutti i Governi, da tutte le persone, me incluso, e ci segnala quanto segue. L'operazione per il Sud richiede di immaginare quello che, con il presidente Monti, abbiamo chiamato il Mezzogiorno per l'Europa. Si tratta, cioè, di un'impostazione secondo cui il Mezzogiorno rivendica la possibilità di dare, attraverso la propria crescita, un contributo all'Europa e non viceversa, e quindi, in base a questo, preveda che l'utilizzo dei fondi comunitari e dei fondi regionali sia agganciato all'utilizzo delle risorse ordinarie. Un esempio del fatto che l'intervento per il Sud non si limita al ghetto, diciamo così, dei fondi destinati, ma tocca i fondi ordinari, è proprio l'operazione su Ferrovie, un'operazione che ci accompagnerà nei prossimi dieci anni di 7 miliardi di euro e per la quale sono state messe insieme tutte le risorse disponibili, fra cui anche - come è stato ricordato - le risorse che la Regione Campania o la Regione Puglia hanno deciso di destinare all'intervento importantissimo dell'alta capacità fra Napoli e Bari. Quell'itinerario sarà presidiato da un metodo particolare, che vincolerà RFI a un preciso percorso e prevederà sanzioni nell'ipotesi in cui non vengano realizzati gli interventi nei tempi dovuti. È il contratto istituzionale di sviluppo, il cui formato, proprio con riferimento alla Napoli-Bari, è stato trasmesso alla Conferenza Stato‑Regioni sette giorni fa e da essa verrà approvato - mi auguro - già il 31 di questo mese. Potrà però diventare valido solo quando il Parlamento avrà, nelle apposite Commissioni, approvato il contratto di programma di RFI. Quindi, subordinatamente a una decisione del Parlamento, potrebbe diventare operativo. E lo stesso metodo si potrà usare per ANAS.
In questo caso la novità è guardare a un piano generale di interventi finanziato da più risorse. Non basta. Come la senatrice ha fatto osservare, esiste una questione di servizi e il Governo si sente investito del problema. Come fu detto nel corso dell'incontro «Il Mezzogiorno per l'Europa», non bastano le rotaie, ma ci vuole una modalità di contratti di servizio. Il contratto di servizio dovrà passare in CIPE e sarà una occasione importante per affrontare il tema da lei posto, senatrice Poli Bortone.
La seconda piccola questione, per esaminare poi quella più centrale del Piano di azione, rispetto alla quale ho raggruppato le risposte, riguarda il problema sollevato con riferimento anche alle Regioni del Centro-Nord. Come ricordo, esse sono destinatarie di oltre il 25 per cento dei fondi comunitari e di una quota che, nelle assegnazioni di questo e del precedente Governo, è stata del 45 per cento del Fondo di sviluppo e coesione nazionale e del 15 per cento del Fondo di sviluppo e coesione regionale.
Con tali fondi si possono fare, se le Regioni lo scelgono, anche gli interventi a cui lei, senatore Divina, ha fatto riferimento. Molte Regioni del Centro-Nord hanno migliori capacità di impiego dei fondi rispetto a quelle del Sud e non hanno in questo momento risorse disponibili. Altre Regioni del Nord hanno in realtà risorse disponibili. Se vorranno investire i loro fondi su quelle priorità da lei indicate, senatore Divina, hanno lo spazio per farlo.
Ritorno al Piano d'azione coesione che riguarda il Sud e rispondo puntualmente ai quesiti formulati. Si può dire fallito il ciclo 2007-2013? Io credo sia riscattabile. C'erano degli errori evidentemente, visto che questo piano ha determinato uno dei più gravi ritardi nella storia del nostro Paese nell'utilizzo dei fondi comunitari. C'erano anche delle intuizioni importanti e una di queste l'attuale Governo ha cercato di riscattare: mi riferisco all'identificazione come priorità per il Sud dei servizi essenziali per i cittadini. Non ci può essere sviluppo in alcune aree se, per così dire, buttiamo i soldi oltre l'ostacolo; se ci inventiamo in certi luoghi del Sud la possibilità di fare ricerca e innovazione quando non vi sono condizioni né imprenditoriali né universitarie per farlo, e lo dico con molta franchezza.
Vuol dire che il Sud non può fare ricerca e innovazione? Assolutamente no. Vuol dire che non dobbiamo imporre delle quote per la spesa. In tutte le aree del Mezzogiorno abbiamo una situazione delle scuole molto grave, con risultati in matematica e in lettere non accettabili. Abbiamo una cura dell'infanzia e quindi un peso enorme per gli uomini, le donne, per le famiglie. L'assorbimento nei nidi di infanzia raggiunge, in alcune aree del Sud, l'1 per cento e mediamente è del 3, a differenza del Nord che è del 7 per cento. Abbiamo anziani che non sono assistiti né socialmente né sanitariamente. Abbiamo una giustizia civile e del lavoro lentissima, quattro volte più che nel Centro-Nord. Abbiamo una situazione di mancanza di sicurezza per le strade per le persone e gli imprenditori.
È evidente che sono queste le priorità. Quando avremo ripristinato le condizioni di servizio, avremo ridato la possibilità allo Stato. A questo è rivolto il piano di azione e coesione.
Sono quindi pochi i fondi all'occupazione? Non lo sono, perché quel credito d'imposta non serve per aumentare l'occupazione. Non si possono creare direttamente posti di lavoro. I posti di lavoro nascono quando ci sono situazioni in cui imprese sane trovano le condizioni adatte per poter crescere. Quel credito di imposta è rivolto ad evitare che, in una fase di crisi, i lavoratori oltre i 50 anni, le donne e i giovani non siano discriminati nel momento della scelta occupazionale. Non è un provvedimento per aumentare l'occupazione, ma per evitare la discriminazione di certe fasce deboli dell'occupazione.
I tempi di attuazione di quel piano sono fondamentali. Alcune spese le documenteremo e saranno già realizzate nei mesi di giugno e luglio. Noi prevediamo che durante l'estate - questo è il messaggio che abbiamo dato e che è nei nostri «cronoprogrammi» - una parte significativa delle azioni possa cominciare a spendere, ad esempio, nella scuola e anche in alcuni interventi approvati in sede di CIPE.
È stato riassegnato il cofinanziamento nazionale. Ricordo che l'Italia è l'unico Paese in tutta Europa che ha ridotto il tasso di cofinanziamento, non regalandolo alle ragionerie generali per farci risparmio, ma mettendolo sullo sviluppo.
Viene rispettata sempre l'addizionalità. Questo vuol dire che tali fondi sono aggiuntivi rispetto agli ordinari o li sostituiscono? Diciamoci la verità. L'obiettivo dell'addizionalità non è stato raggiunto. Lo abbiamo dovuto dire a Bruxelles in un documento ufficiale. Un anno fa il precedente Governo ha riconosciuto che non vi è stata addizionalità. È meglio riconoscere le cose. Noi stiamo in questa fase integrando con i fondi aggiuntivi delle risorse che sono anche di natura ordinaria. Così stanno le cose, ma questo non vuol dire che noi dobbiamo privare i cittadini di qualità dei servizi. Dobbiamo invece adoperarci perché in futuro ciò non si verifichi.
In prospettiva, ha ancora senso immaginare, visto che è chiaro che le mosse che questo Governo sta compiendo sono rapide, di forte coinvolgimento e di anticipazione delle regole del gioco comunitario prossimo? Quali sono queste nuove regole del gioco? Maggiore semplicità nei programmi e il fatto che essi non debbano e non dovranno essere libri di sogni. Abbiamo ottenuto un importante successo a Bruxelles, dove Gran Bretagna, Italia e Polonia, in una strana alleanza, sono riuscite ad ottenere una modifica dell'articolo del Regolamento per cui i programmi operativi sono meno libri di sogni e più, piani di azione e risultati; risultati non finanziari, ma espressi in termini di risultati attesi, rilevanti e misurabili per i cittadini.
Questo lo stiamo anticipando nel piano d'azione e coesione che non è solo un modo per accelerare la spesa dei fondi, ma anche per sperimentare la programmazione prossima. Noi quindi stiamo già programmando il 2014-2020 per evitare - questa è la risposta - di trovarci in quel drammatico ritardo in cui ci siamo trovati la volta scorsa. Noi, di fatto, a dicembre di quest'anno o gennaio dell'anno prossimo avremo il disegno della prossima programmazione dal punto di vista delle grandi linee. Dovremo farla riaggregando l'intero Sud o tenendolo separato? Mi auguro francamente che non ricaschi sotto il 75 per cento l'intero Sud. Ci saranno Regioni che resteranno fuori, ma questo non vuol dire che il metodo non debba essere comune.
Credo che noi abbiamo sbagliato in passato, come abbiamo detto con il presidente dell'Abruzzo e con il presidente della Sardegna: l'uscita di una Regione da un gruppo di Regioni non deve diventare la fine della rete di rapporti, di confronto di metodi e di costruzione assieme di programmi, come alle volte è invece diventata. Si può, quindi, stare separati dal punto di vista della distribuzione finanziaria, ma non dal punto di vista del disegno strategico, che può diventare unitario.
L'ultima battuta è molto importante. Gli interventi si sono soffermati sui poteri sostituivi, sulla cabina di regia, sul ruolo del centro e su cosa fare quando ci sono inerzia e capacità amministrative, regionali o comunali, non adeguate. Credo che il metodo comunitario ci consenta di esercitare queste funzioni senza dover ricorrere a complesse e incerte procedure. Noi lo stiamo esercitando in questo momento d'intesa con alcune Regioni. Abbiamo infatti delle task force che operano nelle Regioni del Sud che hanno maggiori difficoltà; lo abbiamo fatto d'intesa con i presidenti. Tali task force ci offrono e ci garantiscono una qualità dell'informazione e un accesso, accorciando - come si dice in gergo - la catena decisionale fra Bruxelles, Roma, la Regione e il Comune, che è il punto fondamentale. Non saranno necessari due mesi per decidere e scoprire che una certa cosa presentata non va, ma forse un'ora. Io personalmente, tramite i miei collaboratori sono in contatto una volta ogni due settimane con delle Regioni del Sud. Credo che questo sia l'esercizio di una funzione di cabina di regia.
PRESIDENTE. Hanno adesso facoltà di replicare gli interroganti, per un minuto ciascuno.
COMPAGNA (PdL). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COMPAGNA (PdL). Signor Presidente, debbo ritenermi molto parzialmente soddisfatto, perché l'articolata risposta che ha dato il ministro Barca ha sottolineato più volte come e quanto le capacità di spesa delle Regioni del Sud siano assai più lente e più opache delle altre. (Cenni di assenso del ministro Barca).
Lei, signor Ministro, mi fa un cenno di assenso ma, se è così, come si fa ancora nel 2012, dopo il fallimento che in termini di gestione l'istituto regionale, nato per la legislazione e programmazione, ha registrato, a puntare su questi protagonisti e su questi strumenti? La mia insoddisfazione nasce da quanto poco è stato da lei concesso anche sul piano lessicale a quelle speranze (uso il lessico del collega D'Alia)... (Il microfono si disattiva automaticamente).
PRESIDENTE. Senatore Compagna, mi scuso, ma io applico le regole.
BUBBICO (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUBBICO (PD). Signor Presidente, noi siamo fiduciosi che lo sforzo del Governo possa determinare una inversione di tendenza e possa riportare la questione del Mezzogiorno tra le priorità del Paese configurandola come questione nazionale, e quindi sostanzialmente agendo perché in quella parte dell'Italia vigano le stesse regole, si applichino le stesse modalità d'intervento, a condizione però che valga il principio della meritorietà, che siano soddisfatti cioè i diritti fondamentali di cittadinanza e, quindi, i beni pubblici possano raggiungere gli standard previsti dalla nostra Costituzione. Siamo convinti che questa modalità e il lavoro operato a livello comunitario possa essere utile in questa direzione.
DIVINA (LNP). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIVINA (LNP). Signor Presidente, io non posso che essere insoddisfatto, perché non ho sentito un solo accenno ai problemi che ho posto. Dico al Governo che non è interesse di nessuno affossare un settore che ha ancora prospettive, se non altro per quanto genera in termini di ricchezza. Parlo del lago di Garda e ho parlato dei trasporti. I contributi sono stati tagliati del 50 per cento: il 10 forse sarebbe stato accettabile, il 50 è insostenibile, anche perché la sola area del Garda genera 3 miliardi di PIL. Immaginate, dunque, quanto ritorna, e affossare un settore che è già in difficoltà non è interesse nemmeno dello Stato.
Sull'affrancamento energetico la Germania ha introdotto una perequazione geografica proprio per attenuare le differenze di irraggiamento tra un'area e l'altra. Noi oggi diciamo che ogni famiglia fa fatica, indipendentemente dalla latitudine alla quale essa si trovi. Pertanto, non vanno disincentivati gli investimenti che sono interessi privati, ma anche del Paese. Produrre energia alternativa al petrolio... (Il microfono si disattiva automaticamente).
D'ALIA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ALIA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Signor Presidente, noi ci riteniamo soddisfatti per la chiarezza e la precisione degli interventi che il Governo vuole adottare mettendo insieme tutto e facendo sistema in un momento di crisi in cui ciascuno deve dare il suo contributo per la crescita quindi anche il Mezzogiorno. Lo dico anche per due ragioni fondamentali.
La prima è che io credo che la rimodulazione di una serie di interventi, in sintonia con le esigenze del Mezzogiorno del Paese, sia il modo migliore per utilizzare risorse che in passato non sono state impiegate.
Il nostro richiamo all'esercizio dei poteri sostitutivi serve solo a precisare che, laddove vi siano resistenze nell'uso virtuoso dei fondi dell'Unione europea, lo Stato deve intervenire perché deve riportare il Mezzogiorno, insieme al sistema Paese, in Europa. Segnalo anche alcuni casi che possono riguardare settori come i porti. Faccio l'esempio della Sicilia con Marsala, Gela e Pozzallo dove vi sono interventi pronti per essere cantierati, ma la non rimodulazione dei fondi FAS ne pregiudica l'operatività.
BRUNO (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BRUNO (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). Signor Presidente, signor Ministro, la ringrazio per la cortesia, ma non posso che sospendere la mia valutazione sul grado di soddisfazione per quanto riguarda la risposta. Ci ha detto che si taglia il cofinanziamento, anche se per il nobile scopo dello sviluppo. Ho la sensazione che saranno meno soldi al Sud e più soldi in altre parti d'Italia. Ci ha detto che i fondi aggiuntivi sostanzialmente vanno a sostituire quelli ordinari e ci ha raccontato del nuovo programma. Mi fido molto delle sue competenze e qualità: mi sembra il tecnico giusto che serve per questo settore.
Soprattutto, però, non mi risponde sulla BEI. Non capisco se non abbia voluto o potuto rispondere...
BARCA, ministro per la coesione territoriale. Assolutamente no.
BRUNO (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). ...sul disimpegno dei fondi.
BARCA, ministro per la coesione territoriale. Mi scuso della mancata risposta. Ovviamente no.
POLI BORTONE (CN:GS-SI-PID-IB-FI). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
POLI BORTONE (CN:GS-SI-PID-IB-FI). Signor Ministro, lei sa che io sono una sua fan, ma non da adesso, bensì da diversi anni, perché l'ho sempre apprezzata per quello che lei ha saputo fare con le sue professionalità, quindi le risponderò da fan.
Mi compiaccio soprattutto per la verità che lei ha detto oggi, perché secondo me lei si è espresso in termini di grande onestà intellettuale e di verità e ha dato anche un'iniezione di fiducia e di speranza che in questo momento non fa male, perché non dobbiamo sempre affliggerci perché tutto va male. Può darsi che con la buona volontà qualche cosa possa anche andare meglio.
Mi è piaciuta l'idea delle priorità che lei ha indicato. Mi è piaciuta l'idea della strategia unitaria nel metodo della coesione. Mi è piaciuta molto l'idea della task force, che finalmente viene ad aiutare coloro che evidentemente da soli non sono riusciti a fare granché. D'altra parte quando lei ci ha riferito (subito, devo dire, e anche di questo la ringraziamo), nel dicembre del 2011, le linee programmatiche del suo Dicastero, eravamo al 26º posto nella classifica di utilizzo dei fondi strutturali. Mi auguro si possa migliorare.
DI NARDO (IdV). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI NARDO (IdV). Signor Presidente, noi non siamo affatto soddisfatti di queste risposte, perché avevamo chiesto occupazione per il Mezzogiorno. In quest'Aula stiamo parlando di Mezzogiorno e gli unici assenti sono quelli della Lega!
DIVINA (LNP). Sveglia!
DI NARDO (IdV). Questo è quello che vorrei evidenziare.
Abbiamo chiesto al Governo e ci è stato risposto che non è possibile. Allora, se non possiamo creare nuovi posti, cerchiamo di tenerci quelli che ancora abbiamo. Al Governo chiediamo di bloccare il presidente di Finmeccanica, Orsi, che vuole vendere altre industrie che si trovano al Sud, il che porterebbe ad ulteriore disoccupazione e ad uno Stato sociale peggiore di quello attuale! Ma la criminalità organizzata nel Sud, dove non c'è lavoro, sta crescendo sempre più. Abbiamo Annibale alle porte e il Governo non si preoccupa! Avremo veramente uno stato di confusione generale! Chiediamo che il Governo sia più attento al Mezzogiorno e dia delle risposte chiare e semplici. Ciò che l'Italia dei Valori vuole e chiede è occupazione! (Applausi del senatore Pedica).
PRESIDENTE.Senatore Di Nardo, le assicuro che il collega Divina, qui presente, è della Lega.
PRESIDENTE. Passiamo ora alle interrogazioni riguardanti le politiche per la famiglia e per i giovani, cui risponderà il ministro per la cooperazione internazionale e l'integrazione, professor Riccardi.
GIOVANARDI (PdL). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIOVANARDI (PdL). Signor Presidente, signor Ministro, come lei ben sa l'elaborazione del Piano nazionale della famiglia è costata anni di lavoro da parte dell'Osservatorio nazionale della famiglia. Il piano è stato poi discusso, approfondito e condiviso dalla conferenza nazionale di Milano del novembre 2010, licenziato dal Consiglio dei ministri del Governo Berlusconi per sottoporlo al parere della Conferenza Stato-Regioni prima della sua approvazione definitiva.
Con grande sorpresa abbiamo verificato che, con una operazione chirurgica, è stato tolto dal punto uno del piano il capoverso politicamente e culturalmente essenziale in cui si afferma che la «distinzione fra famiglie legali e famiglie di fatto, vale quando sia necessaria l'osservanza dei requisiti ex articolo 29 della Costituzione per motivi di carattere giuridico, fiscale ed amministrativo, oltre che per ragioni di efficacia ed equità sociale, mentre in linea generale gli interventi proposti dal piano si applicano a tutte le forme familiari che si trovino in condizioni di bisogno meritevoli di tutela pubblica». Inoltre, sono stati tolti i riferimenti agli articoli 2, 3, 29, 30 e 31 della Costituzione.
È stata poi integralmente cassata la parte riguardante il quoziente familiare (fattore famiglia), che è stato quello più unitariamente identificato dalla Conferenza di Milano quale strumento indispensabile di equità fiscale nei confronti delle famiglie con figli e, soprattutto, di quelle numerose.
La mutilazione del piano è ancora più inaccettabile per il carattere meramente programmatico dello stesso in quanto la sua attuazione è demandata a future decisioni di finanza pubblica.
Le chiediamo pertanto l'impegno di ripristinare il testo originale, sia nella parte in cui si sottolineano i principi della Costituzione sia in quella che identifica nel fattore famiglia lo strumento per rendere equa la riforma del fisco.
GHEDINI (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GHEDINI (PD). Signor Ministro, lei ha recentemente annunciato la presentazione di un pacchetto innovativo rispetto al tema dei congedi parentali, ad integrazione delle misure già previste nel disegno di legge di riforma del lavoro in discussione in queste ore in Commissione lavoro qui al Senato. In particolare, questo disegno di legge contiene alcune misure in materia di conciliazione tra i tempi di vita e di lavoro e i congedi parentali, ma si tratta di misure estremamente limitate in relazione all'esiguità delle risorse messe a disposizione. Parliamo di un finanziamento appostato sul fondo per l'occupazione giovanile e femminile, istituito con il decreto salva Italia, che è però l'unico fondo a disposizione del Ministero del Lavoro.
In più, ricordo che le politiche per la conciliazione familiare sono finanziate con il fondo per le politiche della famiglia appostato presso il suo Ministero, e che questo fondo è stato oggetto da parte del Governo precedente di numerosi tagli, riducendosi, da oltre 100 milioni, fino a 31 milioni di euro per il 2012. A gennaio di quest'anno, di quei 31 milioni di euro risultavano appostati nel bilancio dello Stato ormai solo 9 milioni.
Le chiediamo quindi, rilevando l'assoluta strategicità degli interventi in favore della conciliazione per garantire piena occupazione delle donne, e soprattutto delle giovani donne, e quindi pieno sviluppo delle opportunità di integrazione nel mercato del lavoro dei giovani, come lei intenda finanziare le sue proposte e in quale modo esse si possano integrare con l'iter legislativo della riforma del mercato del lavoro e, più in generale, con il profilo delle politiche per l'occupazione giovanile e femminile.
DIVINA (LNP). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIVINA (LNP). Signor Ministro, l'introduzione del federalismo fiscale, secondo noi, ha rappresentato un'inversione di rotta in merito alle politiche della tutela della famiglia. E la chiave di ciò sta nell'autonomia impositiva regionale e locale introdotta dalla nuova legge; tale autonomia regionale individua anche gli strumenti idonei a favorire la piena attuazione degli articoli da 29 a 31 della Costituzione, princìpi che vanno in ogni caso nell'attuazione del favor familiae introdotto nella nostra Costituzione.
C'è da dire che il sistema fiscale in Italia si ostina ad operare come se le capacità contributive delle famiglie non fossero influenzate dalla presenza dei figli e dall'eventuale scelta di uno dei due coniugi di dedicare parte del proprio tempo a curare, crescere ed educare i figli. In altri Paesi europei vediamo invece che, a parità di reddito, la differenza tra chi ha figli a carico e chi non li ha è molto più consistente.
Vi è anche un paradosso nel nostro sistema, secondo noi: l'ordinamento infatti prevede un'alta protezione costituzionale della famiglia, ma nel sistema legislativo vi è un limitato o scarsamente efficace riconoscimento delle prerogative, desumibili poi dall'espressione costituzionale prevista.
Secondo noi, come Lega, è doveroso innanzitutto garantire il diritto di ogni persona a formare una famiglia o ad essere integrata in una comunità familiare, sostenere il diritto delle famiglie al libero svolgimento delle loro funzioni, riconoscere l'altissima rilevanza sociale e personale della maternità e della paternità, nonchè promuovere e valorizzare la famiglia come struttura sociale primaria di fondamentale interesse pubblico.
Pertanto, affermiamo la necessità di rivisitare il favor familiae previsto nella Costituzione e le formule possono essere diverse: dallo splitting al quoziente familiare al nuovo sistema denominato fattore famiglia. Infatti, vogliamo dare piena attuazione al principio di cui all'articolo 31 della Costituzione, secondo il quale: «La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l'adempimento dei compiti relativi». Questo è quanto scritto in Costituzione, ma appare a tutt'oggi lettera morta.
D'ALIA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ALIA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Signor Ministro, «Save the children» stima che un minore su quattro è a rischio povertà. Stessa sorte tocca purtroppo ai giovani, tra disagio educativo e precarietà lavorativa. Molti ragazzi infatti faticano a sviluppare un progetto di vita. Vivono schiacciati sul presente, passando da un'esperienza frammentaria all'altra, senza riuscire a costruire un senso comune per la loro esistenza. Un ulteriore fattore di rischio è il crescente uso ed abuso di sostanze che creano dipendenza a fronte di politiche preventive informative inadeguate o inesistenti.
Vorrei sottoporre alla sua attenzione due fenomeni, che abbiamo denunciato in quest'Aula con mozioni ed alcune iniziative di legge, che rischiano di trovare terreno fertile nelle giovani generazioni: l'abuso di alcol e la propensione al gioco soprattutto telematico. Siamo interessati a sapere quali misure si intendano adottare considerato che, purtroppo, ancora oggi lo Stato sembra istigare direttamente o indirettamente alla dipendenza dall'alcol e soprattutto alle ludopatie.
Quindi, riteniamo che questo sia un tema su cui forse vi sia la necessità di un intervento forte. In Parlamento abbiamo assunto alcune iniziative. Vorremmo conoscere l'opinione del Governo.
BAIO (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BAIO (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). Signor Presidente, Ministro, l'altro giorno si è svolta in occasione della Giornata internazionale della famiglia la presentazione di un ottimo rapporto da cui emergono dati anche molto interessanti.
Vorrei quindi porle una prima domanda. Vorrei sapere se c'è l'intenzione, da parte di questo Governo, e da parte sua (che ha la competenza specifica sulla famiglia), di emanare il piano nazionale per le famiglie e per la famiglia. Questo infatti deve essere un po' il cappello e il punto di riferimento da cui far discendere anche un'inversione di tendenza, visto che le politiche in Italia non hanno mai posto un'attenzione specifica e particolare su questo tema, come mostra il fatto che siamo il Paese europeo che destina le minori risorse per la famiglia.
Allora, a questo proposito, supportando anche le richieste che sono state formulate da alcuni colleghi, le chiedo: c'è l'intenzione di porre attenzione ad una politica fiscale a favore della famiglia, cioè ad un fisco a favore di famiglia? Sappiamo che ci sono poche risorse, quindi non possiamo scrivere un libro dei sogni, ma possiamo scrivere una politica concreta. Non si potrebbe partire adottando il fattore famiglia e rivolgendosi soprattutto alle giovani famiglie, a chi intende fare famiglia e possibilmente mettere al mondo dei figli, così da indicare una soluzione anche al suicidio demografico cui noi oggi purtroppo siamo di fronte?
Pongo un'ultima questione. L'altro giorno una sua collega, la ministra Fornero, ha parlato di eccezionalità della famiglia tradizionale. Dal rapporto questo non emerge. La famiglia tradizionale è venuta meno in termini numerici... (Il microfono si disattiva automaticamente).
POLI BORTONE (CN:GS-SI-PID-IB-FI). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
POLI BORTONE (CN:GS-SI-PID-IB-FI). Signor Ministro, desidero porre alla sua attenzione il problema della cosiddetta mobilità interna, cioè della migrazione interna dei giovani, i quali sono molto preparati. Nel Mezzogiorno d'Italia abbiamo dei ragazzi che hanno non soltanto un diploma, ma anche un'alta formazione, dei titoli di studio importanti, e che vanno all'estero per frequentare dei master altrettanto importanti. La stessa Regione Puglia ha promosso degli interventi di «Ritorno al futuro» - così chiama l'iniziativa - per consentire a questi ragazzi di ritornare in Regione e cercare di spendere nella stessa Regione le proprie professionalità.
Secondo me, manca un anello: manca la cosiddetta programmazione impegnativa, cioè un accordo forte non soltanto con le Regioni, ma anche con tutti i soggetti economici e sociali che agiscono nell'ambito della Regione e che dovrebbero assumere degli impegni nei confronti di queste risorse umane. Ciò va ben al di là del sapere utilizzare semplicemente i fondi comunitari. I fondi comunitari sono una cosa, ma l'importante è cercare di creare realmente occupazione e di saperla poi spendere sul territorio, per fare in modo che quei territori, che maggiormente hanno bisogno, non vengano impoveriti in primo luogo proprio delle loro stesse risorse umane. Che tipo di attenzione ha lei su questo aspetto, signor Ministro? C'è un decreto del 2009 per un osservatorio sulla migrazione interna; mi piacerebbe sapere se è stato posto in essere e che risultati ha dato.
PEDICA (IdV). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PEDICA (IdV). Signor Ministro per la cooperazione internazionale e l'integrazione, lei ha anche la delega che riguarda le politiche giovanili, quelle politiche abbandonate dal Governo precedente e illuse per adesso dal vostro. È impossibile negare che il peso delle misure adottate dal Governo stia gravando quasi interamente sulle spalle dei giovani, sul loro presente non facile e sul loro futuro. State chiedendo proprio ai giovani quei sacrifici che rischiano di compromettere la bellezza della loro età, il loro diritto a realizzarsi professionalmente, a crearsi una famiglia e un futuro.
È un diritto il loro, signor Ministro, non un lusso, ed è nostro e del Governo il dovere di garantirlo. Lei ha il dovere di promuovere e coordinare politiche in favore dei giovani in ogni ambito: economico, fiscale, del lavoro, dell'istruzione, della sanità, dei giovani ricercatori, degli specializzandi, dei corsisti di medicina generale, dei precari dei comparti di sicurezza nazionale.
Le chiedo allora, signor Ministro, a nome dei giovani, della futura classe dirigente, quella pulita, quella senza condanne: in che modo intende coniugare i suoi doveri istituzionali con una serie di misure che, al contrario, rappresentano un vero e proprio impedimento alla crescita e allo sviluppo? I giovani sono le famiglie del futuro e in questo momento il Governo non sta tutelando, né le famiglie, né il loro futuro.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere congiuntamente il ministro per la cooperazione internazionale e l'integrazione, professor Riccardi.
RICCARDI, ministro per la cooperazione internazionale e l'integrazione. Signor Presidente, credo che per quello che riguarda la famiglia e i giovani il nostro Governo si è mostrato, e non da oggi, estremamente preoccupato. Io stesso, in parecchie situazioni, ho notato come l'affievolirsi del legame sociale e del legame familiare sia una crisi dentro la crisi, perché si perdono opportunità. Mi permetto di dire che questo Governo, allo stato attuale delle risorse di cui dispone, esercita la sua preoccupazione nei confronti dei giovani in vari modi, anche, mi permetto di dire, nell'impegno ad evitare che il sistema Italia entri in una crisi tale da compromettere il futuro, perché la crisi del sistema danneggerebbe prima di tutto i giovani.
Non posso però dilungarmi su tale aspetto, ma ciò che mi ha richiesto il senatore Giovanardi mi consente anche di sottolineare in quest'Aula il merito che lo stesso senatore ha avuto nelle politiche familiari, soprattutto nell'avere portato avanti per lunga parte, e l'ho riconosciuto, senatore, il piano nazionale della famiglia. Abbiamo infatti un piano nazionale della famiglia e il mio merito in proposito è stato relativo alla parte finale, non certo semplice: averlo portato e fatto approvare dalla Conferenza Stato‑Regioni, un passaggio doveroso e non meramente burocratico in cui gli enti locali, che si dovranno fare anch'essi carico di tale piano, hanno diritto di intervenire.
Credo di aver conservato, e vengo anche a quanto mi chiedeva la senatrice Baio, l'impianto principale del piano, cioè le amputazioni che sono state sottolineate non sono tali. Per quello che riguarda il fattore famiglia sarebbe stato mio desiderio, ma sarebbe stato un sogno, che esso fosse recepito nella sua completezza, perché questo Governo non è aduso a promettere e poi non mantenere. Noi non abbiamo quei 15, 16 o 20 miliardi di euro che sarebbero stati necessari per introdurre e coprire il fattore famiglia. È interessante quanto la senatrice Baio mi ha detto in proposito: noi stiamo studiando come venire incontro al discorso della formazione delle giovani famiglie. Ci sono opportune politiche da parte del nostro Dipartimento giovani per favorire la prima casa e altri obiettivi in questa direzione.
Per quel che riguarda i requisiti ex articolo 29 della Costituzione, la modificazione del testo non vuole essere una rinuncia ai principi ispiratori del piano, che vengono richiamati più volte nel testo dello stesso quando si parla di principi dell'ordinamento costituzionale italiano. Tali principi, se non ripetuti costantemente, sono certo chiaramente presupposti e, in questo senso, parte integrante del nostro piano; piano che oggi, abbiamo l'onore di portare all'approvazione del Governo nella sua complessità; è la prima volta che ciò avviene nella storia nazionale, e non solo e non tanto, senatore Giovanardi, per merito mio.
Credo che tale piano impegni non come un libro dei sogni, ma come uno strumento per rivisitare il favor familiae, quindi per far tornare la politica della famiglia al centro del nostro sistema: aumentare le risorse dei nuclei familiari con figli a carico, favorire lo sviluppo del bambino, rimuovere ostacoli ad avere figli (la grande crisi demografica del nostro Paese viene da un'assenza di politiche), promuovere pari opportunità dell'occupazione.
Vengo a quanto mi è stato chiesto a proposito delle mie proposte in materia di congedi parentali, che nascono dalla coscienza che la realtà sociologica della famiglia è cambiata. Lo ribadisco: non è cambiata l'idea di famiglia che il nostro Governo ha presente; è cambiata la realtà, e la realtà è divenuta più difficile per padre, madre, figli. Quelle mie proposte ora sono all'esame del Parlamento, anzi colgo l'occasione per raccomandare per esse attenzione. Ne ho parlato con la collega Fornero e mi sembra che l'itinerario delle mie proposte non sia completato. C'è una preoccupazione: come finanziare tali proposte? È una preoccupazione molto opportuna, ma direi che il loro impatto economico è piuttosto relativo ed è un costo quasi zero.
Posso solo richiamarle molto rapidamente, e mi sembrano espressione di quel favor familiae: l'introduzione del congedo dei nonni in alternativa ai genitori, la sospensione del congedo di maternità, il problema dei genitori adottivi che non hanno a tutt'oggi diritto a congedo parentale, e tanto altro. Credo che queste misure, se opportunamente integrate, possano favorire quel favor familiae che il piano per la famiglia e la politica attuale di questo Governo intendono promuovere.
Sul problema dei giovani, sono rimasto colpito da quello che ha detto la senatrice Poli Bortone perché io stesso, che sono stato molti anni docente all'università di Bari, ricordo come i nostri migliori ragazzi, formatisi sul territorio, andavano lontano. Credo che questo sia un problema che dobbiamo tener presente, non perché non dobbiamo chiedere ai nostri giovani anche di affrontare il viaggio della competitività per trovare il loro futuro, ma non dobbiamo depauperare alcuni territori.
Non voglio richiamare quanto il mio dipartimento fa in proposito, quindi le varie iniziative per motivare il diritto al lavoro dei giovani e il loro impegno. Vorrei richiamare i provvedimenti che abbiamo annunciato io, il ministro Barca e il presidente Monti, con particolare attenzione al Mezzogiorno: provvedimenti che riguardano lo sviluppo dell'imprenditoria e dell'iniziativa giovanile per le Regioni meridionali. Capisco che la domanda è enorme e la nostra risposta limitata, ma credo sia un segno dell'attenzione del Governo.
Complessivamente guardiamo i nostri giovani e vediamo che non sono senza futuro, ma spesso sono senza speranza. Qui si inserisce la domanda che mi veniva posta a proposito del gioco d'azzardo, questione che io ritengo particolarmente importante, e mi onoro di essere stato tra i primi ad avere segnalato il problema della ludopatia. Debbo anche dire - colgo l'occasione di dirlo in questa sede - di avere ricevuto numerosissimi messaggi, lettere toccanti, storie di famiglie rovinate da questi problemi o giovani che entrano in quel limbo che è non studiare e non lavorare.
Il disegno di legge fiscale accoglie queste nostre preoccupazioni nei princìpi della legge delega e, tra questi, vorrei notare la riduzione della pubblicità, il divieto della pubblicità negli ambienti giovanili (abbiamo la scuola e accanto la pubblicità al gioco).
Soprattutto, un aspetto che mi sembra importante e rispettoso della libertà informata del cittadino è che, giocando, l'utente venga informato dell'area della vincita. Quindi occorre evitare la pubblicità fallace e dire, quando si gioca, quale possibilità di vittoria si ha.
Tutte queste misure, e ne ho parlato a lungo con il ministro Balduzzi, hanno come veicolo il disegno di legge fiscale, ma non escludiamo di fare qualche altra cosa. Intanto il treno è partito.
L'altro problema è più grave. Infatti, per quel che riguarda i giovani e l'alcol abbiamo in proposito tanti divieti, purtroppo inapplicati, perché si sta affermando un modello di vita in cui lo sballo diventa il fatto significativo. Occorre proporre nuovi modelli di vita e c'è una grande responsabilità della famiglia e della scuola di non lasciare soli i nostri giovani. Torno a quanto dicevo all'inizio: la rarefazione del legame sociale, familiare ed educativo è all'origine di tutto questo.
PRESIDENTE. Hanno adesso facoltà di replicare gli interroganti, per un minuto ciascuno.
GIOVANARDI (PdL). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIOVANARDI (PdL). Signor Presidente, ringrazio il Ministro per le cortesi espressioni, ma la realtà è che siamo di fronte ad una gravissima battuta d'arresto, perché sul fattore famiglia si era combattuta una importante battaglia politica e culturale che aveva coinvolto migliaia di persone e decine di associazioni. Ricordo che si trattava di un piano strettamente programmatico, per cui non c'entrano le risorse. Il problema è che è sparito dalle indicazioni future, quando ci saranno le risorse, il principio di aiutare la famiglia e figli e di rendere più equo il fisco. L'averlo tolto non è un atto di serietà, ma un atto di rinuncia che per noi ha rappresentato una grave battuta d'arresto su quel piano prodotta da questo Governo.
PRESIDENTE. Senatore Giovanardi, si vede che ha esperienza di question time.
GHEDINI (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GHEDINI (PD). Signor Presidente, prendo positivamente atto del fatto che il ministro Riccardi dimostra di avere un'idea molto chiara del livello complessivo e della centralità che hanno le politiche per la famiglia non solo per i destini della famiglia stessa ma degli individui che la compongono. Per questo mi sento di rivolgere un invito forte a mantenere insieme questa visione integrata con un'idea altrettanto chiara del rispetto delle pari opportunità dei membri della famiglia, giovani, donne e uomini che siano.
In questo senso tale idea di integrazione si deve trasferire - qui c'è un invito - verso le concrete misure che il Governo, nell'ambito della distinzione dei ruoli dei diversi Ministeri, deve mettere in atto per garantire questa integrazione.
Chiedo quindi che vi sia un confronto più stretto e un'integrazione nel condividere le misure.
DIVINA (LNP). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIVINA (LNP). Signor Presidente, ho sentito tante frasi e parole condivisibili, che lasciano però il tempo che trovano. Caro Ministro, lei deve dirci ora come coniugare il favor familiae con il futuro delle famiglie. Il problema è questo. Il vostro Governo ha parlato molto di crescita ma non abbiamo visto nulla su questo settore: le famiglie devono mangiare tutti i giorni, debbono avere qualcosa sulla tavola tutti i giorni.
Rivolgiamo pertanto un piccolo suggerimento: perché non pensare alla leva fiscale, alla defiscalizzazione? Usate ciò che volete, lo splitting, il quoziente familiare o altro, ma lasciare più risorse nelle tasche delle famiglie, quelle che hanno maggior bisogno perché più numerose, farà sì che le stesse avendo più risorse aumenteranno la domanda propria, faranno aumentare i consumi e daranno uno stimolo alla crescita.
Si parla sempre bene delle famiglie, ma poi bisogna arrivare al piatto di casa e quindi vorremmo vedere politiche sostanziali.
D'ALIA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ALIA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Signor Ministro, siamo soddisfatti della sua replica. Volevo tornare su alcuni dati importanti, perché tra i bambini a rischio di povertà ci sono i figli di madri sole e padri al di sotto dei 35 anni, perché ci troviamo in una condizione di dipendenza dall'alcol in cui, secondo i dati del Ministero della salute, i consumatori fuori pasto sono aumentati, nel corso dell'ultimo decennio, dal 33 al 42 per cento, solo quelli tra i 18 e i 24 anni.
È un tema talmente drammatico per la società italiana che meriterebbe un'intera sessione parlamentare. A tale riguardo, le segnalo il disegno di legge n. 3104, che ho presentato al Senato insieme a senatori di vari Gruppi, concernente il contrasto al gioco d'azzardo.
Ci dispiace che lo Stato pensi di lucrare, di fare cassa sulle spalle della dipendenza dei giovani dal gioco d'azzardo. Questo non è più tollerabile e ci aspettiamo dal Governo una presa di posizione.
BAIO (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BAIO (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). Signor Presidente, signor Ministro, poiché mi ritrovo nelle sue parole, mi considero soddisfatta delle risposte che ha fornito.
Mi permetto solo di aggiungere un elemento. Spero davvero che all'interno del piano, e quindi conseguentemente nelle politiche, si presti attenzione anche all'aspetto fiscale, gradualmente, a partire dal mondo giovanile, dalle giovani famiglie.
Credo che questo possa rappresentare un segnale di speranza, come lei stesso ha detto, perché promuovendo oggi delle politiche a favore della famiglia si dà futuro ai giovani e all'intera società.
POLI BORTONE (CN:GS-SI-PID-IB-FI). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
POLI BORTONE (CN:GS-SI-PID-IB-FI). Signor Presidente, onorevole Ministro, naturalmente noi valuteremo le iniziative che vorrà porre in essere rispetto allo sviluppo dell'imprenditoria e delle iniziative giovanili, naturalmente rendendoci conto che dovrà concordare, come lei stesso ha detto, con il ministro Barca, con lo stesso Presidente del Consiglio e - credo - con tutti i suoi colleghi di Governo.
Condividiamo il modello di famiglia che lei ha indicato, ma ci auguriamo che quel modello di famiglia possa resistere alla crisi che sta travolgendo oggi le famiglie e la nostra società, una crisi che va affrontata anche con interventi di carattere fiscale, oltre che con modelli che siano diversi, forse meno vicini alla realtà e più vicini all'idea di famiglia.
PEDICA (IdV). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PEDICA (IdV). Signor Presidente, giustamente il Ministro non ha risposto alle domande sui giovani e i giovani in questo momento hanno apprezzato la sua non risposta.
Voi, i giovani li avete chiamati attraverso il sottosegretario Martone, «sfigati», avete chiesto 100 euro agli specializzandi, ai giovani disoccupati volevate far pagare i ticket. Lei, signor Ministro, dice che non avete 20 miliardi per la famiglia. Ebbene, i 20 miliardi li avete: basta togliere gli F-35 e la TAV e li avrete subito. Voi avete tolto ad una giovane giornalista la possibilità di andare in maternità, non glielo avete permesso.
Tutti questi li chiamate refusi, noi li chiamiamo imbrogli.
PRESIDENTE. Lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata (question time) all'ordine del giorno è così esaurito.
Ringrazio i Ministri per la coesione territoriale, professor Barca, e per la cooperazione internazionale e integrazione, professor Riccardi, per la loro partecipazione al nostro question time.
Mozioni, interpellanze e interrogazioni, annunzio
PRESIDENTE. Le mozioni, interpellanze e interrogazioni pervenute alla Presidenza saranno pubblicate nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.
Ordine del giorno
per la seduta di martedì 22 maggio 2012
PRESIDENTE. Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica martedì 22 maggio, alle ore 16,30, con il seguente ordine del giorno:
La seduta è tolta (ore 17,07).
Allegato B
Congedi e missioni
Sono in congedo i senatori: Bassoli, Belisario, Bonino, Caruso, Chiti, Ciampi, Colombo, Pera e Thaler Ausserhofer.
Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Bianchi, Coronella e De Angelis, per attività della Commissione parlamentare d'inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti; De Feo e Livi Bacci, per attività del Comitato parlamentare di controllo sull'attuazione dell'accordo di Schengen, di vigilanza sul'attività di Europol, di controllo e vigilanza in materia di immigrazione.
Disegni di legge, richieste di parere
La 12a Commissione permanente è stata chiamata ad esprimere il proprio parere sui seguenti disegni di legge, già deferiti in sede referente alla 10a Commissione permanente:
Gamba ed altri. - "Disposizioni in materia di professioni non regolamentate e delega al Governo in materia di gestione previdenziale delle medesime professioni" (1329);
Fioroni ed altri. - "Disposizioni in materia di professioni non regolamentate e delega al Governo per la istituzione di specifiche forme di tutela previdenziale dei soggetti che esercitano le professioni non regolamentate"(1464);
"Disposizioni in materia di professioni non organizzate in ordini o collegi" (3270) (Approvato dalla Camera dei deputati).
Commissioni permanenti, trasmissione di documenti
Con lettere in data 20 e 23 aprile, 4, 7 e 14 maggio 2012, sono state trasmesse alla Presidenza sette risoluzioni:
dalla 12a Commissione permanente (Igiene e sanità) approvata nella seduta antimeridiana del 18 aprile 2012 - ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento - sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sui movimenti a carattere non commerciale di animali da compagnia (COM (2012) 89 definitivo) e sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 92/65/CEE del Consiglio per quanto riguarda le norme sanitarie che disciplinano gli scambi e le importazioni nell'Unione di cani, gatti e furetti (COM (2012) 90 definitivo) (Doc. XVIII, n. 153);
dalla 9a Commissione permanente (Agricoltura e produzione agroalimentare) approvata nella seduta del 18 aprile 2012 - ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento - sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante norme sui pagamenti diretti agli agricoltori nell'ambito dei regimi di sostegno previsti dalla politica agricola comune (COM (2011) 625 definitivo), sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli (regolamento OCM unica) (COM (2011) 626 definitivo), sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) (COM (2011) 627 definitivo), sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sul finanziamento, sulla gestione e sul monitoraggio della politica agricola comune (COM (2011) 628 definitivo), proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 73/2009 in ordine all'applicazione dei pagamenti diretti agli agricoltori per il 2013 (COM (2011) 630 definitivo) e sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 1234/2007 in ordine al regime di pagamento unico e al sostegno ai viticoltori (COM (2011) 631 definitivo) (Doc. XVIII, n. 154);
dalla 11a Commissione permanente (Lavoro, previdenza sociale) approvata nella seduta del 2 maggio 2012 - ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento - sulla proposta di regolamento del Consiglio sull'esercizio del diritto di promuovere azioni collettive nel quadro della libertà di stabilimento e della libera prestazione dei servizi (COM (2012) 130 definitivo) (Doc. XVIII, n. 155);
dalla 11a Commissione permanente (Lavoro e previdenza sociale) approvata nella seduta dell'11 aprile 2012 - ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento - sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio concernente l'applicazione della direttiva 96/71/CE relativa ad distacco dei lavoratori nell'ambito di una prestazione di servizi (COM (2012) 131 definitivo) (Doc. XVIII, n. 156);
dalla 11a Commissione permanente (Lavoro, previdenza sociale) approvata nella seduta del 2 maggio 2012 - ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento - sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica della direttiva 2009/16/CE relativa al controllo da parte dello Stato di approdo (COM (2012) 129 definitivo) (Doc. XVIII, n. 157);
dalla 11a Commissione permanente (Lavoro, previdenza sociale) approvata nella seduta del 2 maggio 2012 - ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento - sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alle responsabilità dello Stato di bandiera ai fini dell'applicazione della direttiva 2009/13/CE del Consiglio recante attuazione dell'accordo concluso dall'Associazione armatori della Comunità europea (ECSA) e dalla Federazione europea dei lavoratori dei trasporti (ETF) sulla convenzione sul lavoro marittimo del 2006 e modifica della direttiva 1999/63/CE (COM (2012) 134 definitivo) (Doc. XVIII, n. 158);
dalla 2a Commissione permanente (Giustizia) approvata nella seduta dell'8 maggio 2012 - ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento - sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il programma "Giustizia" per il periodo 2014-2020 (COM (2011) 759 definitivo) (Doc. XVIII, n. 159).
Ai sensi dell'articolo 144, comma 2, del Regolamento, i predetti documenti sono stati trasmessi al Presidente del Consiglio dei ministri e al Presidente della Camera dei deputati.
Commissione parlamentare per l'attuazione del federalismo fiscale, trasmissione di documenti
Il Presidente della Commissione parlamentare per l'attuazione del federalismo fiscale, con lettera in data 9 maggio 2012, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 3 comma 5, della legge 5 maggio 2009, n. 42, recante "Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell'articolo 119 della Costituzione", la terza relazione semestrale sullo stato di attuazione della predetta legge delega n. 42 del 2009 (Doc. XVI-bis, n. 6).
Il predetto documento sarà stampato e distribuito.
Governo, trasmissione di atti per il parere
Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 16 maggio 2012, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi degli articoli 20 e 24, comma 1, della legge 15 dicembre 2011, n. 217 - lo schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2009/128/CE che istituisce un quadro per l'azione comunitaria ai fini dell'utilizzo sostenibile dei pesticidi (n. 479).
Ai sensi delle predette disposizioni e dell'articolo 139-bis del Regolamento, lo schema di decreto è stato deferito - in data 16 maggio 2012 - alla 9ª Commissione permanente, che esprimerà il parere entro il 25 giugno 2012. Le Commissioni 1ª, 2ª, 5ª, 12ª, 13ª e 14ª potranno formulare osservazioni alla Commissione di merito entro il 15 giugno 2012.
Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 16 maggio 2012, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi degli articoli 20 e 24, comma 1, della legge 15 dicembre 2011, n. 217 - lo schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2010/24/UE sull'assistenza reciproca in materia di recupero dei crediti risultanti da dazi, imposte ed altre misure (n. 480).
Ai sensi delle predette disposizioni e dell'articolo 139-bis del Regolamento, lo schema di decreto è stato deferito - in data 16 maggio 2012 - alla 6ª Commissione permanente, che esprimerà il parere entro il 25 giugno 2012. Le Commissioni 1ª, 2ª, 5ª e 14ª potranno formulare osservazioni alla Commissione di merito entro il 15 giugno 2012.
Governo, trasmissione di atti
Il Vice Ministro dell'economia e delle finanze, con lettera in data 8 maggio 2012, ha inviato, ai sensi dell'articolo 21, comma 11, lettere b) ed e), della legge 31 dicembre 2009, n. 196, e successive modificazioni e integrazioni, le schede illustrative - aggiornate al 31 dicembre 2011 - di ogni programma del bilancio di previsione della spesa dell'anno finanziario 2011 e del triennio 2011-2013, nonché dei capitoli recanti i fondi settoriali correlati alle principali politiche pubbliche di rilevanza nazionale, con le modifiche apportate agli stanziamenti previsti dalla legge di bilancio, con le variazioni di bilancio definitive (Atto n. 836).
La predetta documentazione è stata trasmessa, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, a tutte le Commissioni permanenti.
Corte costituzionale, trasmissione di sentenze
La Corte costituzionale, con lettere in data 5 e 26 aprile e 3 maggio 2012, ha inviato, a norma dell'articolo 30, comma 2, della legge 11 marzo 1953, n. 87, copia delle sentenze n. 78 e n. 80 del 2 aprile, n. 106 del 16 aprile e n. 110 del 18 aprile 2012, con le quali la Corte stessa ha dichiarato l'illegittimità costituzionale, rispettivamente:
dell'articolo 2, comma 61, del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225 (Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e di interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese e alle famiglie), convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10. Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 139, comma 1, del Regolamento, alla 1a, alla 2a e alla 6a Commissione permanente (Doc. VII, n. 160);
dell'articolo 1, comma 1, del decreto legislativo 23 maggio 2011, n. 79 (Codice della normativa statale in tema di ordinamento e mercato del turismo, a norma dell'articolo 14 della legge 28 novembre 2005, n. 246, nonché attuazione della direttiva 2008/122/CE, relativa ai contratti di multiproprietà, contratti relativi ai prodotti per le vacanze di lungo termine, contratti di rivendita e di scambio), nella parte in cui dispone l'approvazione dell'articolo 1, limitatamente alle parole "necessarie all'esercizio unitario delle funzioni amministrative" e "ed altre norme in materia", nonché degli articoli 2, 3, 8, 9, 10, 11, comma 1, 12, 13, 14, 15, 16, 18, 20, comma 2, 21, 23, commi 1 e 2, 30, comma 1, 68 e 69 dell'allegato 1 del decreto legislativo n. 79 del 2011. Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 139, comma 1, del Regolamento, alla 1a, alla 2a e alla 10a Commissione permanente (Doc. VII, n. 161);
dell'articolo 47, comma 5, della legge della Regione Liguria 1° luglio 1994, n. 29 (Norme regionali per la protezione della fauna omeoterma e per il prelievo venatorio), aggiunto dall'articolo 10 della legge regionale 3 settembre 2001, n. 28 (Disposizioni per lo svolgimento della stagione venatoria 2001/2002. Modificazioni alla legge regionale 1° luglio 1994, n. 29, recante norme in materia di caccia). Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 139, comma 1, del Regolamento, alla 2a, alla 11a e alla 12a Commissione permanente (Doc. VII, n. 162);
dell'articolo 275, comma 3, secondo periodo, del codice di procedura penale, come modificato dall'articolo 2, comma 1, del decreto-legge 23 febbraio 2009, n. 11 (Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonché in tema di atti persecutori), convertito, con modificazioni, dalla legge 23 aprile 2009, n. 38, nella parte in cui - nel prevedere che, quando sussistono gravi indizi di colpevolezza in ordine al delitto di cui all'articolo 416 del codice penale, realizzato allo scopo di commettere i delitti previsti dagli articoli 473 e 474 del codice penale, è applicata la custodia cautelare in carcere, salvo che siano acquisiti elementi dai quali risulti che non sussistono esigenze cautelari - non fa salva, altresì, l'ipotesi in cui siano acquisiti elementi specifici, in relazione al caso concreto, dai quali risulti che le esigenze cautelari possono essere soddisfatte con altre misure. Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 139, comma 1, del Regolamento, alla 1a e alla 2a Commissione permanente (Doc. VII, n. 163).
Corte dei conti, trasmissione di relazioni sulla gestione finanziaria di enti
Il Presidente della Sezione del controllo sugli Enti della Corte dei conti, con lettera in data 11 maggio 2012, in adempimento al disposto dell'articolo 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, ha inviato la determinazione e la relativa relazione sulla gestione finanziaria dell'Istituto italiano di tecnologia (IIT), per l'esercizio 2010. Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5a e alla 7a Commissione permanente (Doc. XV, n. 421).
Alla determinazione sono allegati i documenti fatti pervenire dall'ente suddetto ai sensi dell'articolo 4, primo comma, della legge stessa.
Corte dei conti, trasmissione di documentazione
Il Presidente della Corte dei conti, con lettera in data 14 maggio 2012, ha inviato, ai sensi dell'articolo 60, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, la relazione sul costo del lavoro pubblico, aggiornata al mese di maggio 2012.
Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1a, alla 5a e alla 11a Commissione permanente (Doc. XC, n. 4).
Consigli regionali e delle province autonome, trasmissione di voti
È pervenuto al Senato il seguente voto della regione Emilia-Romagna:
risoluzione per chiedere al Parlamento e al Governo di non procedere all'acquisto di cacciabombardieri F35, destinando i relativi fondi al rilancio ed allo sviluppo e procedendo inoltre alla revisione e alla riduzione della spesa militare.
Il predetto voto è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 138, comma 1, del Regolamento, alla 4a Commissione permanente (n. 101).
Interrogazioni
VIMERCATI - Al Ministro dello sviluppo economico - Premesso che:
Nokia Siemens Networks, società nata ad aprile 2007 dalla fusione tra Nokia e Siemens, è tra i principali fornitori al mondo di servizi e soluzioni per le telecomunicazioni su reti fisse, mobili e convergenti;
operante in 150 Paesi, alla fine del 2009 contava in Italia oltre 3.000 dipendenti, più di 1.000 dei quali lavoravano in provincia di Milano, nelle sedi di Cinisello Balsamo e Cassina de' Pecchi;
inizialmente nel sito di Cinisello erano impiegate, nel settore ricerca e sviluppo, circa 900 persone;
nonostante Nokia Siemens Networks, il Governo e le rappresentanze sindacali unitarie avessero firmato, in data 30 gennaio 2008, un protocollo d'intesa nel quale si prendeva atto dell'esternalizzazione della produzione e contestualmente la stessa compagnia di telecomunicazioni si fosse impegnata a mantenere in vita e potenziare gli attuali siti di ricerca e sviluppo, nel maggio del 2010 Nokia Siemens Networks ha chiuso il sito di Cinisello Balsamo e trasferito il personale non ancora dismesso, pari a 184 lavoratori, alla società Value Team, del gruppo Value partners, attraverso una procedura di cessione di ramo d'azienda;
tale decisione ha comportato la cessazione dei progetti più innovativi sviluppati nella sede di Cinisello, ovvero la telefonia di terza generazione (gli standard di comunicazione a distanza UMTS e WiMax) e soprattutto lo standard di quarta generazione LTE, che garantisce la banda ultralarga per la telefonia mobile;
premesso inoltre che:
il polo di Cassina de' Pecchi, in cui sono localizzati i restanti due siti di Nokia Siemens Networks dell'area milanese, ha già subito in passato una riduzione da 1.200 agli attuali 900 dipendenti, nonostante fosse considerato un centro di eccellenza nella ricerca e in passato sia arrivato a coprire più del 20 per cento della produzione mondiale dei ponti radio (microwave);
nell'incontro svoltosi a Milano il 4 maggio 2012 presso l'Assolombarda tra i vertici di Nokia Siemens Networks, la delegazione sindacale e le rappresentanze sindacali unitarie, la direzione dell'azienda ha comunicato formalmente la decisione di porre in esubero 580 lavoratori su 1.100 dipendenti di Nokia Siemens Networks Italia (53 per cento), che dovranno lasciare entro il 31 dicembre 2012.
poiché circa 900 persone lavorano nei due siti milanesi di Cassina, è in questa area che, entro la fine del 2012, la maggior parte di impiegati e ricercatori rimarrà senza lavoro;
questo piano di riduzione si inserisce nel contesto di una ristrutturazione mondiale in cui il numero totale di esuberi è pari a 17.000 lavoratori, al netto delle esternalizzazioni;
se negli altri Paesi in cui opera Nokia Siemens Networks questi tagli costituiscono una riduzione media del personale pari a circa il 22 per cento, in Italia tale percentuale raggiunge il 53 per cento della forza lavoro;
tale previsione appare in contrasto con il mercato della telefonia mobile italiano, che si trova ai primissimi posti nel mondo per fatturato e numero di cellulari e smartphone posseduti dai cittadini, e in cui la banda larga mobile presenta tassi di crescita estremamente elevati (20 per cento sul 2010);
l'accordo commerciale firmato tra Nokia Siemens Networs e la compagnia canadese Dragonwave per la cessione di un ramo d'azienda (microwave) è stata modificato il 3 maggio 2012, e attualmente prevede il trasferimento alla società canadese di attività quali sviluppo e gestione del prodotto e supporto alle vendite, ma non più il trasferimento dei 231 lavoratori del microwave di Cassina de' Pecchi previsti nell'accordo iniziale;
il personale del microwave sarà quindi oggetto dei tagli relativo ai 580 esuberi annunciati, che coinvolgerà oltre il 50 per cento della forza lavoro di questo comparto;
considerato che l'intenzione di ridurre drasticamente il personale da parte di Nokia Siemens è parte di una crisi generalizzata del settore delle telecomunicazioni italiane che investe anche altre realtà aziendali quali Alcatel-Lucent, Italtel, Sirti, Jabil e Linkra, le cui difficoltà finanziarie rischiano di produrre complessivamente oltre 2.500 esuberi tra operai, tecnici e ingegneri attualmente impiegati nel territorio milanese;
ricordato che nel luglio 2011 è stato firmato un accordo tra Regione Lombardia e Governo per lo stanziamento di 121,5 milioni di euro, dei quali 62,5 a carico della Regione, che avrebbe dovuto promuovere iniziative di ricerca industriale, sviluppo e alta formazione in vari settori tra cui l'Ict, allo scopo di estendere la banda larga in tutta la regione, incentivando il comparto e stimolando il business interno al territorio;
considerato inoltre che:
il settore delle telecomunicazioni genera direttamente il 5 per cento del prodotto interno lordo dell'Unione europea e ha un valore di mercato di 660 miliardi di euro all'anno;
l'Italia si è impegnata a rispettare gli obiettivi dell'agenda digitale EU2020, tra cui figurano la copertura entro tale data del 100 per cento della popolazione europea con connessioni dotate di capacità pari ad almeno 30 megabit al secondo e del 50 per cento delle famiglie con servizi che garantiscano una capacità di oltre i 100 megabit la secondo;
il Governo, con il decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35, recante "Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo", ha istituito la cabina di regia per l'attuazione dell'agenda digitale italiana, cui è stato affidato il compito di accelerare il percorso di realizzazione dell'agenda in raccordo con le strategie europee, predisponendo una serie di interventi normativi mirati;
tra i sei assi su cui si articola l'agenda digitale italiana, sviluppati attraverso altrettanti gruppi di lavoro suddivisi in base ai principali obiettivi della strategia, il gruppo di lavoro "ricerca e investimenti", finalizzato a promuovere l'innovazione tecnologica e gli investimenti nelle infrastrutture di comunicazione elettronica, è stato assegnato ai Ministeri dell'istruzione, università e ricerca e dello sviluppo economico;
gli ambiti della ricerca tecnologica e degli investimenti in infrastrutture di comunicazione elettronica appaiono particolarmente rilevanti sia per la diffusione capillare delle reti e delle tecnologie dell'informazione sia per il mantenimento e la crescita di aree industriali fondamentali per l'economia lombarda e conseguentemente italiana,
si chiede di sapere:
se il Governo ritenga compatibile con gli obiettivi dell'agenda digitale europea, l'agenda digitale italiana e l'istituzione della cabina di regia, il dimezzamento da parte di Nokia Siemens Networks dei propri addetti nel settore dei servizi e delle tecnologie di telecomunicazioni in Italia e in particolare nei siti di Cassina de' Pecchi;
se non ritenga necessario affrontare la situazione di Nokia Siemens Networks, di concerto con l'azienda e con la Regione Lombardia, valutandone il piano industriale e verificando l'esistenza di condizioni per evitare il licenziamento di 580 lavoratori sul sito di Cassina de' Pecchi;
se non ritenga fondamentale, in linea con gli obiettivi dell'agenda digitale italiana e con i compiti assegnati al Ministero, sostenere le aziende di information & communication technology presenti sul territorio e i lavoratori in esse impiegati, al fine di sviluppare la ricerca e incentivare gli investimenti nelle nuove reti e tecnologie della comunicazione;
se a tal fine non ritenga necessario convocare con estrema urgenza il tavolo di settore delle telecomunicazioni, al fine di affrontare la situazione di Nokia Siemens Networks e delle altre aziende gravemente colpite dalla crisi, quali Alcatel-Lucent, Italtel, Jabil, Sirti e Linkra.
(3-02869)
FLERES, POLI BORTONE, VIESPOLI - Al Ministro della giustizia - Premesso che:
in data 10 maggio 2012 il Ministro per i rapporti con il Parlamento Giarda riferiva alle Commissioni riunite Bilancio di Senato e Camera sulla revisione della spesa pubblica;
in particolare con riferimento ai costi del Dipartimento per l'organizzazione giudiziaria si rilevano dati a giudizio degli interroganti inquietanti sulla gestione del servizio intercettazioni telefoniche, telematiche ed ambientali, una voce di spesa che incide, secondo quanto riferito dal Ministro, per il 40 per cento del totale delle spese di giustizia;
le intercettazioni rappresentano uno strumento utile e talora fondamentale per le indagini, e i dati che emergono dalla relazione depositata dal Ministro stesso in occasione della seduta impongono una seria riflessione per le loro dimensioni;
a parte i costi, nella relazione si legge che l'attività "di noleggio apparati" ("registrazione, conservazione analisi, trattamento dei dati relativi all'attività di intercettazione telefonica, ambientale, telematica o via internet") "viene acquisita sul libero mercato dalle singole Procure della Repubblica in assenza di specifica normativa in materia" e che, pertanto, il "noleggio delle strumentazioni in questione" è avvenuto "mediante affidamento diretto". Tali modalità "hanno determinato, oltre ai maggiori costi derivanti dalla parcellizzazione della domanda, anche l'instaurazione di una procedura di infrazione comunitaria da parte della Commissione Europea" che contesta in particolare "l'assoluta assenza di un procedimento ad evidenza pubblica europea per l'acquisizione e il noleggio di tali strumentazioni";
a tale costosa e assai discutibile procedura di acquisizione dei servizi, si aggiunge anche, sempre secondo il Ministro, la necessità di rivedere anche il listino per le prestazioni obbligatorie, "listino del tutto desueto e fonte di cospicui esborsi a carico della finanza pubblica";
nelle voci di spesa da razionalizzare nella relazione del Ministro non compaiono le spese, ingentissime, di rimborso ai Comuni per affitti passivi delle tantissime sedi degli uffici giudiziari,
si chiede di conoscere:
da quali aziende e con quali costi le singole Procure abbiano acquisito servizi di "noleggio apparati" per le intercettazioni, secondo quali modalità abbiano proceduto agli affidamenti e se il Ministro in indirizzo non ritenga censurabile la circostanza che, pur in assenza di specifica normativa in materia (non possono essere in alcun modo adotti motivi di intercettazioni e sicurezza) le Procure non abbiano avvertito comunque il dovere di ricorrere a procedure di evidenza pubblica europea per l'acquisizione ed il noleggio delle strumentazioni in questione;
se, a seguito di tali procedure di acquisizione di servizi, ritenga che siano state assicurate tutte le garanzie di privacy rispetto alla delicatezza delle informazioni trattate;
se sia accaduto che anche per altri servizi (informatizzazione, acquisto materiali, eccetera) le Procure abbiano adottato lo stesso comportamento;
quali siano i motivi per i quali il Ministero, pur sollecitato da numerose interrogazioni e nell'ambito di disegni di legge in materia, non abbia inteso, ad oggi, perseguire la strada del leasing più che quella del ricorso all'affitto per le sedi giudiziarie, impoverendo in tal modo sempre più le casse dello Stato e rinunciando al legittimo accrescimento del suo patrimonio;
se non ritenga di dover dar vita ad una commissione d'indagine interna, per verificare i fatti evidenziati nella relazione del ministro Giarda con particolare riferimento alle numerose criticità.
(3-02870)
Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento
TOFANI - Al Ministro della giustizia - Premesso che l'articolo 1 della legge 14 settembre 2011, n. 148, di conversione del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, contiene una delega volta a riorganizzare la distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari al fine di realizzare risparmi di spesa e incremento di efficienza; a tal fine è stato costituito presso il Ministero uno specifico gruppo di lavoro che ha prodotto una relazione contenente i criteri e i parametri da utilizzare per l'adozione di uno o più decreti legislativi che delineino nel dettaglio la riforma e la riduzione degli uffici;
considerato che:
i parametri numerici contenuti nella relazione, qualora fossero rigorosamente applicati, porterebbero alla soppressione del tribunale di Cassino;
la delega contiene la precisa indicazione riguardante la necessità di ridefinire l'assetto territoriale degli uffici giudiziari secondo criteri che tengano conto anche "del tasso d'impatto della criminalità organizzata";
il tribunale e la Procura di Cassino rappresentano un argine contro la minaccia camorristica riducendo ad un bassissimo livello di infiltrazione la criminalità organizzata e con la soppressione di tale presidio tutto ciò verrebbe vanificato;
il bacino di utenza del tribunale di Cassino è di rilevante dimensione, con una popolazione di 220.000 abitanti, e la sua soppressione determinerebbe un pesante e negativo impatto anche sotto il profilo socio-economico con evidenti riflessi su tutto il territorio provinciale (compreso il basso Lazio), situazione questa che aggraverebbe il già notevole impoverimento del tessuto sociale con notevoli riflessi sulla realtà economica;
l'accorpamento del tribunale di Cassino con quello di Frosinone produrrebbe la necessità del reperimento di nuove strutture ove destinare il raddoppiato numero di magistrati e di personale amministrativo, di avere luoghi idonei per gli avvocati e le parti processuali, di nuovi locali per le funzioni di archivio con evidenti aggravi di spesa per il Ministero;
tale processo di riorganizzazione si basa su principi meramente astratti visto che la norma citata garantirebbe la sopravvivenza di alcuni tribunali al di là della consistenza numerica dei magistrati in servizio, dell'attività che essi svolgono, delle popolazioni di riferimento, si veda l'art. 1, comma 2, lettere a) ed f), della legge n. 148 del 2011;
questo "salvacondotto", pur essendo comprensibile, non si coniuga assolutamente con i principi che la norma intende perseguire relativi alla riorganizzazione, all'efficienza e al risparmio di spesa nella distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari; si rende necessario pertanto che vengano rivisti i criteri ed i parametri da utilizzare ai fini di tale riorganizzazione, onde evitare il paradosso di mantenere in vita molti tribunali di modeste o piccole dimensioni e di sopprimerne altri di maggiori dimensioni, quali il tribunale di Cassino,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga di riconsiderare i criteri e i parametri relativi alla riorganizzazione, all'efficienza e ai risparmi di spesa conseguenti alla razionalizzazione degli uffici giudiziari. Tutto ciò eviterebbe la soppressione di tribunali quali quello di Cassino, e permetterebbe, viceversa, di raggiungere obiettivi esattamente opposti.
(3-02868)
Interrogazioni con richiesta di risposta scritta
PALMIZIO - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:
il quotidiano "Libero" del 16 maggio 2012, dà notizia che l'Agenzia delle entrate ha sottoscritto una convenzione pattizia con Poste Italiane SpA in base alla quale quest'ultima ha ridotto il costo del servizio postale a fronte della liberazione dall'obbligo di stampigliare sulla busta l'elemento "data";
un numero rilevante di lettere "pazze" sono arrivate a destinazione gettando nel panico migliaia di contribuenti, quasi sempre lavoratori dipendenti, ai quali si chiedeva, entro pochi giorni, la documentazione per le detrazioni di cui si è goduto nelle dichiarazioni dei redditi di anni passati;
è notizia, sempre del 16 maggio, che un contribuente ha trovato nella propria cassetta postale una lettera anch'essa senza data di spedizione, ma che all'interno la comunicazione per la richiesta dei documenti inerente al periodo d'imposta 2009 aveva la data del 19 aprile 2012. La lettera terminava con la richiesta di trasmissione dei dati entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione, pena la procedura della rettifica dei dati dichiarati e la successiva comunicazione dell'esito del controllo e delle relative somme dovute;
l'interrogante chiede di conoscere:
se a quanto risulta al Ministro in indirizzo tale notizia risponda al vero e se analoga convenzione sia operante anche per Equitalia;
se il Ministro in indirizzo non ritenga che la richiesta di documentazione da parte dell'Agenzia delle entrate entro 30 giorni non sia da ritenersi, oltre che assurda, anche fuorilegge, visto che la disposizione dello Statuto dei diritti del contribuente, di cui alla legge n. 212 del 2000, stabilisce il termine più ampio di 60 giorni dalla consegna del verbale.
(4-07503)
Interrogazioni, da svolgere in Commissione
A norma dell'articolo 147 del Regolamento, la seguente interrogazione sarà svolta presso la Commissione permanente:
8 a Commissione permanente (Lavori pubblici, comunicazioni):
3-02869, del senatore Vimercati, sulla riduzione di personale da parte della società Nokia Siemens Networks.
Interrogazioni, ritiro
È stata ritirata l'interrogazione 3-02852, dei senatori Fleres ed altri.
Avviso di rettifica
Nel Resoconto sommario e stenografico della 652ª seduta pubblica del 10 gennaio 2012, a pagina 164, nel testo dell'interrogazione 4-06533, sostituire il terzo capoverso con il seguente: "se, in tale contesto, in quali tempi auspicabilmente brevi il Governo intenda rapidamente adottare quelle regole (minimali e a costo pressoché nullo per il bilancio dello Stato) che consentano ai vettori italiani di operare nella legalità e con professionalità, in particolare confermando la vigenza dei costi di sicurezza, necessari per garantire l'incolumità dell'utenza stradale ed un corretto rapporto fra committenti e vettori".
Nel Resoconto sommario e stenografico della 724a seduta pubblica del 16 maggio 2012:
alla pagina XVII, alla prima riga del nono capoverso, dopo le parole: "l'articolo 4" inserire le seguenti: ", nel testo emendato";
a pagina 41, alla terza riga, nell'intervento della senatrice Allegrini, sostituire la parola: "dispone" con le seguenti: "e del numero 4) del medesimo comma 1, lettera u), capoverso 1, dispongono";
a pagina 46, alla quarta riga del quarto intervento del Presidente, dopo le parole: "dell'articolo" inserire le seguenti: ", nel testo emendato a seguito dell'approvazione dell'emendamento 3.103 (testo 2)";
a pagina 47, alla seconda riga del primo intervento del Presidente, dopo le parole: "dell'articolo 4" inserire le seguenti: ", nel testo emendato";
a pagina 85, la proposta di coordinamento C1 si intende sostituita dalla seguente:
"C1
La Relatrice, Allegrini
Approvata
In seguito all'approvazione dell'emendamento 4.101 (testo 2), il testo del numero 4) del comma 1, lettera m), capoverso «articolo 600-septies.2» e del numero 4) del medesimo comma 1, lettera u), capoverso 1, dispongono come segue:
l'interdizione temporanea dai pubblici uffici; l'interdizione dai pubblici uffici per la durata di anni cinque in seguito alla condanna alla reclusione da tre a cinque anni, ferma restando, comunque, l'applicazione dell'articolo 29, primo comma, quanto all'interdizione perpetua».";
a pagina 91, l'articolo 4 deve intendersi approvato nel testo emendato.