CASTELLI (LNP). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASTELLI (LNP). Signor Presidente, vorrei intervenire anch'io su questo tema.
A mio avviso, la questione non è legata soltanto al fatto contingente. Mi rendo conto che in questo momento, per un esponente della Lega Nord, attese le notizie che ci stanno colpendo negli ultimi giorni, sia quanto meno difficile intervenire su tali temi. Credo, però, sia doveroso segnalare un dato: oltre al fatto denunciato dal senatore Mazzatorta, nella giornata di ieri sono accaduti (e credo che si verificheranno anche nei prossimi giorni) fatti che io considero molto gravi. Legate a quella effettuata nell'ufficio del senatore Montani, sono state effettuate altre perquisizioni, che hanno riguardato alcuni nostri dipendenti, in particolare della segreteria e dell'ufficio legislativo, secondo l'accusa che il senatore Montani avrebbe posto in atto iniziative di natura parlamentare, attraverso la predisposizione di disegni di legge, emendamenti ed ordini del giorno, per le quali avrebbe preso un compenso.
Ora, a parte il dato in sé, a mio parere vi è un fatto assolutamente grave, rappresentato dal tentativo di coartare l'azione legislativa dei membri del Parlamento. Ciò è aggravato dal fatto che si sta compiendo un'operazione di natura terroristica nei confronti dei nostri dipendenti. Oggi alcune signore, madri di famiglia, che lavorano con noi, totalmente estranee a qualsiasi provvedimento di natura legislativa o a qualsiasi fatto di natura corruttiva, vivono nel terrore perché sanno che i loro telefoni ed i loro computer sono sotto controllo. Peraltro, abbiamo il fondato sospetto che i computer del Gruppo LNP al Senato siano stati violati, cioè che siano entrati nei nostri computer. Vi è un attacco - che riteniamo estremamente grave - da parte di alcuni magistrati all'azione legislativa dei parlamentari.
Oggi il senatore Montani viene accusato di aver ricevuto una donazione di denaro. Se però penso a tutti gli avvocati presenti in quest' Aula, ogni volta che votano un atto legislativo che riguarda la giustizia si potrebbe dire che hanno favorito un loro cliente. E se per caso qualcuno di costoro ha sostenuto la loro campagna elettorale, ecco che scatta l'accusa di dazione di denaro in cambio di un'azione legislativa o, peggio, se non c'è la dazione di denaro, si potrà sempre accusarli di voto di scambio. Noi vecchi parlamentari che veniamo dall'esperienza dei collegi sappiamo benissimo che una delle azioni pregnanti del parlamentare è intervenire a favore del collegio: ebbene, si potrà sempre muovere l'accusa di voto di scambio.
Da un lato, vi è il fatto contingente; dall'altro, la questione più ampia. La politica non è mai stata tanto debole come in questo momento; fatti di questo genere non si sono verificati neanche in piena Tangentopoli, perché i carabinieri che si presentavano alla porta della Camera dei deputati venivano respinti, mentre oggi possono entrare tranquillamente nei nostri computer. Dunque, oggi che la politica è tanto debole viene fatto questo tentativo per cercare di controllare l'attività legislativa.
Occorre che le Presidenze di Camera e Senato valutino molto attentamente queste ultime iniziative della magistratura e tutelino un potere che dal punto di vista costituzionale è assolutamente sacro: siamo di fronte al sacro laico.
Capisco - lo ribadisco - che per un leghista dire queste cose in questo momento può risultare difficile, ma mi pare che questo principio debba essere salvaguardato, pena quella che ormai sta per intervenire nel nostro Paese e che viene definita da alcuni commentatori politici (di cui condivido l'analisi) di una forma di potere nazional-comunista. E mi pare che ci siano tutti i prodromi perché ciò si verifichi. (Applausi dal Gruppo LNP).