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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 725 del 17/05/2012


Sulla ipotizzata vendita di ACEA da parte del Comune di Roma

PEDICA (IdV). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PEDICA (IdV). Signor Presidente, desidero mettere in evidenza i fatti accaduti ieri davanti alla sede di una società di proprietà della famiglia Caltagirone, contro la quale sono state lanciate in segno di protesta alcune lattine di vernice blu.

Questo atto rappresenta un fatto deprecabile, ma solleva un problema che riguarda il Comune di Roma. IL PD per primo, insieme a tante altre forze che non sono presenti all'interno dello stesso Comune, stanno cercando di far capire al sindaco Alemanno che non si può procedere alla vendita - o alla svendita - di un patrimonio del Comune di Roma e società per azioni e quotata in borsa: l'ACEA.

Tre anni fa l'ACEA stava per diventare la più grande multiutility locale d'Italia: oggi è ridotta ad un colabrodo. Ebbene, se si fosse voluto vendere questo colabrodo, sarebbe stato meglio farlo quand'era un gioiello e non in questo momento, in cui la società è ridotta ai minimi storici. Per questo bisognerebbe parlare di svendita, termine usato spesso da noi dell'Italia dei Valori e dal Partito Democratico. Svendere questi patrimoni non è sicuramente un atto corretto, anche da parte di un sindaco che vuole mantenere dei gioielli. Casomai, si tratterebbe di recuperarli e valorizzarli. Parlo anche dell'ATAC e del COTRAL. Lo rilevo, tra l'altro, in un momento di alta tensione; lo stesso Ministro dell'interno ha più volte rimarcato la necessità di non alimentare ancora più certi disagi.

Il sindaco Alemanno ha fatto esattamente il contrario di quanto chiesto dal ministro Cancellieri, dicendo, con riferimento alle persone che hanno compiuto quell'atto, che condanniamo: «quei dementi che hanno fatto l'assalto (alla società del gruppo Caltagirone) hanno pure sbagliato obiettivo». Ha usato proprio queste parole. Ed ha aggiunto: «Non si può continuare su questa strada perché si crea inevitabilmente un clima di tensione in città con il rischio che alcuni deficienti interpretino in maniera sbagliata certi messaggi».

Ora, posso capire che un giornalaio o il portiere di un palazzo possano utilizzare questi termini, ma - come ha detto il ministro Cancellieri - viviamo in una situazione particolare in cui anche queste parole possono scatenare una scintilla. Pertanto, occorre far capire al sindaco di Roma che indossa una fascia, il tricolore, che rappresenta la città di Roma e che forse le sue parole - come afferma il Ministro - possono accendere altre scintille, che - ripeto - condanniamo. Condanniamo quell'episodio, ma condanniamo anche chi provoca le persone con queste frasi.

PRESIDENTE. Senatore Pedica, in questa sede non posso esprimermi sul merito della questione da lei sollevata, che riguarda il Consiglio comunale, ma solo auspicare quanto da lei manifestato nel suo intervento. A Roma come ovunque tutte le battaglie sono legittime se sono condotte senza alcuna forma di intolleranza e di violenza. Chi è nelle istituzioni, in particolare, tanto più in un momento delicato come quello che stiamo vivendo, deve cercare di dare un contributo affinché i toni siano bassi e non alti e gli scontri, anche duri, avvengano nel merito e non contro le persone.