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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 725 del 17/05/2012


POSSA (PdL). Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo.

PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola.

POSSA (PdL). Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi permetto di esprimere alcune considerazioni dissenzienti rispetto alle mozioni in esame, in particolare rispetto a quella del PdL. Occorre che ci sia molta umiltà nell'esprimere un dissenso di fronte ad un concerto così generale. Esprimo un atteggiamento di umiltà, ma mi esprimo anche in scienza e coscienza, sulla base di una vita dedicata, in qualità di ingegnere, alle problematiche energetiche.

Ciò premesso, sono dissenziente da quello che oggi tutte le mozioni più o meno dicono, prima di tutto perché non vi è, con riferimento alle energie rinnovabili, nessuna critica di base alle fondamenta dell'atteggiamento radicale dell'Unione europea al riguardo della CO2. La CO2, ripeto quello che ho detto in discussione generale, non è assolutamente un veleno: centinaia e centinaia di scienziati di alto livello contestano che sia responsabile di gravi distorsioni del clima; comunque, il suo contributo alle variazioni climatiche, se mai c'è, non è poi così negativo, perché un riscaldamento non vuol dire la rovina, come invece la Commissione europea ha sempre sostenuto.

A proposito di Commissione europea, leggo nella premessa della mozione a prima firma della senatrice Vicari la seguente rispettosa espressione: «Un settore strategico non solo per il raggiungimento degli obiettivi nel 2020 ma anche dei nuovi obiettivi al 2030 fissati dalla Commissione europea e la road map al 2050 già approvata dall'Unione europea». Ma come? La Commissione europea ci fissa nuovi obiettivi al 2030? Ma siamo noi, rappresentanti del popolo italiano, a fissare gli obiettivi cui sottoporre il nostro Paese. Sono stress pazzeschi quelli degli obiettivi vincolanti. Poi sentiamo parlare della road map al 2050 già approvata dall'Unione europea: per fortuna non è stata ancora approvata, trattandosi di una proposta contenuta nella comunicazione COM(2011) 112 della Commissione europea, ma è già una vergogna che sia stata proposta una road map così drammatica, che al 2050 "decarbonifica" tutta l'economia, senza tener conto di quello che ciò significa per la nostra vita sociale.

In queste mozioni sulle energie rinnovabili non si tiene assolutamente conto di tale contesto, del fondamento di alcune affermazioni sulla CO2, di questo atteggiamento anche dell'Unione europea che travalica i nostri compiti di rappresentanza. Qui c'è la soggettività del popolo italiano, non altrove.

Detto ciò, mi rammarico che non vi sia nella mozione a prima firma della senatrice Vicari un richiamo esplicito alla necessità, signor rappresentante del Governo, di un quadro strategico nazionale; solo in tale ambito, come hanno detto altri colleghi, si possono definire le incentivazioni. Noi abbiamo davanti un'enormità, un'anomalia gravissima: l'incentivazione del fotovoltaico. Siamo diventati veramente dei rapinatori di risorse. Abbiamo assunto impegni per 7 miliardi di euro all'anno per venti anni: 140 miliardi di incentivazione del fotovoltaico: è un enormità, un'assurdità.

Dove si verifica tale assurdità? Nell'aumento del costo del chilowattora. Abbiamo aumentato il costo del chilowattora del 25 per cento, come è stato valutato. E poi, sì, creiamo nuovi posti di lavoro, ma sono posti di lavoro low tech, e quanti invece ne perdiamo? Infatti, il chilowattora, il prezzo fondamentale della nostra struttura sociale e produttiva, non è più considerato con attenzione estrema, come invece bisognerebbe fare; è una variabile dipendente, non è una variabile a nostra disposizione ed è effettivamente quella che registra un aumento. Qualcuno lo ha detto poc'anzi: taglieremo i posti di lavoro perché il costo del chilovattora aumenterà; lo ha detto anche il presidente Cursi un attimo fa nella sua dichiarazione di voto. Occorre quindi il quadro strategico nazionale, ed entro questo bisogna definire gli incentivi, che non devono essere dissennati, come lo sono stati finora. Il IV Conto Energia è un'enormità: il decreto salva-ALCOA è un'enormità: lo abbiamo purtroppo approvato, ma adesso non possiamo ripetere fesserie di questo genere.

Come vedete, ci sono molti elementi di dissenso rispetto a tutte le mozioni qui presentate. Qualcuno ha accennato, la senatrice Sbarbati in particolare, all'affollamento della speculazione internazionale. Gli incentivi che abbiamo erogato sono stati l'avvio di una dilapidazione di risorse a favore dei fondi comuni di investimento inglesi e americani, i cui rappresentanti, quando si è accennato vagamente, nella primavera del 2011, a bloccare, prima del quarto Conto Energia, tale dilapidazione di risorse, sono subito andati, addirittura con l'ambasciatore americano in testa, a protestare presso le nostre autorità di Governo. Come sempre, siamo preda di speculazione predatoria. Il nostro Paese è diventato preda di speculazione anche in questi campi. (Applausi dal Gruppo PdL e della senatrice Sbarbati).

Occorre un quadro strategico complessivo entro cui situare le incentivazioni. L'energia è fondamentale per il nostro Paese. Non possiamo parlare di crescita e non valutare il quadro in modo complessivo.

Va bene incentivare, ma - attenzione! - l'incentivazione comporta la creazione di un'industria assistita. Noi abbiamo creato un'industria assistita. La signora Unione europea ha consentito, dopo aver parlato tanto di mercato concorrenziale (il nostro presidente Monti in testa), che noi creassimo, invece, nel campo delle energie rinnovabili, un mercato non concorrenziale, con entrate garantite e predefinite, senza concorrenza. Esattamente il contrario di quello che si deve fare in una buona amministrazione. Altro che monopolismo: molto peggio del monopolismo! Ci siamo creati un'industria assistita, che peserà continuamente in futuro.

Bisogna effettivamente considerare tutti questi elementi in modo globale. Non riscontro, invece, in queste mozioni tale globalità, né la consapevolezza dei gravi errori commessi, cui assolutamente, ora come ora, non possiamo porre rimedio, ma che dobbiamo correggere in futuro. Invece, tutti gli auspici sono a proseguire in questa direzione. (Applausi dal Gruppo PdL. Congratulazioni).