CUTRUFO (PdL). Signor Presidente, illustro l'ordine del giorno G2, di cui do lettura: «Il Senato della Repubblica
Premesso che:
- il nostro Paese è attraversato da una grave crisi economica e finanziaria che ha avuto gravi ripercussioni sia sulle imprese che sulle famiglie;
- nonostante gli interventi posti in essere dal Governo negli ultimi mesi, atti a riequilibrare i conti pubblici e che dovrebbero riattivare le conseguenti e necessarie misure a favore della crescita, purtroppo ancora appare lontana la ripresa e aumentano i disagi di tutti gli operatori che sono in credito con gli enti locali;
- lo stato della nostra economia richiede, quindi, ormai un inderogabile intervento a favore della crescita che, in linea con quanto evidenziato dall'Unione europea, dia vigore alla nostra economia reale e consenta a Comuni e Province, anche utilizzando le risorse a loro disposizione, di riattivare gli investimenti e provvedere al pagamento delle imprese;
preso atto che:
- lo stato generale dell'economia, oltre ad aver ridotto la capacità finanziaria degli enti locali, ha costretto lo Stato a ridurre anche i trasferimenti a loro favore, limitandone l'autonomia economica e causando un aumento del disagio alle comunità locali;
- secondo i dati forniti dall'ISTAT, la riduzione della spesa degli enti locali ha registrato una riduzione del 16,5 per cento nel periodo compreso tra il 2009 e il 2010;
- per il 2012 è prevista una riduzione pari ad almeno il 18 per cento che, se confermata, potrebbe avere effetti decisamente recessivi per le economie locali e per l'intera economia nazionale;
- anche le spese per le infrastrutture sono cospicuamente diminuite in maniera rilevante;
preso atto, inoltre, che:
- sono numerosi i Comuni e le Province che risultano in regola con il Patto di stabilità e che hanno a disposizione risorse economiche che potrebbero essere utilmente utilizzate per altre iniziative e opere infrastrutturali ma che, tuttavia, proprio a causa del medesimo Patto di Stabilità non possono essere impiegate;
- da ultimo, l'economia dei Comuni e delle Province soffre anche della sospensione del regime della tesoreria mista per il triennio 2012-2014;
- anche la recente introduzione dell'IMU, inoltre, non consente agli enti locali di acquisire importanti risorse poiché i maggiori introiti sono destinati allo Stato;
- tale imposta, che dovrebbe essere considerata quale "una tantum", potrebbe, invece, essere utilmente sostituita con provvedimenti atti, soprattutto, a consentire il riequilibrio non tanto del bilancio, bensì il riequilibrio non più procrastinabile del debito;
considerato che:
- i ritardi dei pagamenti delle Pubbliche Amministrazioni nei confronti dei privati costituisce un elemento di seria difficoltà per numerosissime imprese, soprattutto di piccole dimensioni che, per tale motivo, sono esposte finanziariamente e rischiano il fallimento;
- occorre intervenire in tempi rapidissimi per sbloccare tutti i vincoli che impediscono il percorso virtuoso dell'economia locale e quindi di quella nazionale;
impegna il Governo:
- a prevedere un allentamento delle norme che regolano i vincoli del Patto di stabilità al fine di facilitare la ripresa dell'economia dei Comuni;
- a prevedere un allentamento dei vincoli del Patto di stabilità sia per i Comuni che per le Province cosiddette "virtuose" al fine di consentire la ripresa degli investimenti; in particolare gli investimenti in opere pubbliche, con particolare riferimento a quelle già in corso di esecuzione e per le quali sono bloccati i pagamenti da parte di Comuni che hanno risorse disponibili (per complessivi 11 miliardi) ma non possono utilizzarle, e per finanziare un numero limitato (la proposta ANCI è di individuarne 100) di opere pubbliche di valore medio-basso - fino a 5 milioni di euro - che possono fare la differenza in termini di sviluppo e impulso alla crescita nei Comuni più piccoli inclusi gli investimenti in infrastrutture tecnologiche e per l'edilizia scolastica;
- a prevedere la possibilità di impiegare i "fondi passivi" per la spesa in conto capitale per finanziare opere infrastrutturali e quanto altro necessario;
- a prevedere misure finalizzate a consentire che gli enti locali possano procedere al pagamento dei debiti pregressi da parte degli enti locali;
- a prevedere una maggiore discrezionalità a carico dei Comuni in riferimento all'utilizzo delle proprie entrate, soprattutto di quelle derivanti dalla riscossione degli oneri di urbanizzazione e dall'alienazione del patrimonio dell'ente;
- a prevedere misure destinate a riequilibrare il debito piuttosto che il bilancio e sostitutive dell'IMU dal 2013;
- a prevedere la proporzionalità tra la contribuzione dei singoli comparti agli obiettivi di patto e la quota parte di spesa pubblica ad essi collegata (attualmente il contributo dei Comuni ai risparmi di spesa degli ultimi anni è stato pari al 12,3 per cento a fronte di un'incidenza sulla spesa pubblica complessiva dell'8 per cento);
- a prevedere 1'adeguamento delle regole del Patto di stabilità interno italiano a quelle in vigore nei più importanti Paesi europei, in particolare con riferimento alla cosiddetta golden rule, che prevede l'esclusione dagli obiettivi di patto delle spese per investimento per quegli enti che abbiano equilibrio tra entrate e spese correnti e livelli di indebitamento sotto certe soglie;
- a prevedere, nelle more, la riduzione dei risparmi imposti ai Comuni;
- a rivedere in generale le norme adeguandole agli standard europei.»
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il senatore Fleres per illustrare l'ordine del giorno G3.