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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 725 del 17/05/2012


Discussione e approvazione del disegno di legge:

(3107) Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di riconoscimento degli studi, titoli e diplomi di istruzione media, diversificata e professionale per il proseguimento degli studi di istruzione superiore, tra i Governi della Repubblica italiana e della Repubblica Bolivariana del Venezuela, sottoscritto a Caracas il 27 luglio 2007 (Approvato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale) (ore 11,21)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 3107, già approvato dalla Camera dei deputati.

Ilrelatore, senatore Bettamio, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni, la richiesta si intende accolta.

Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore.

BETTAMIO, relatore. Signor Presidente, colleghi, oggi ratifichiamo e diamo esecuzione ad un Accordo che i Governi italiano e venezuelano hanno sottoscritto a Caracas nel 2007, quindi qualche anno fa, per il riconoscimento degli studi e dei diplomi di istruzione relativi a corsi svolti in ciascuno Stato firmatario.

Con esso colmiamo una lacuna considerevole, perché in Venezuela il nostro Paese ha sia una serie di istituti italiani che una consistente comunità di origine italiana, che ovviamente si domandava quale interesse potesse avere a frequentare tali istituti senza che fosse riconosciuto il diploma conseguito o il corso di studi frequentato.

L'Accordo che stiamo per ratificare consente agli studenti italiani che abbiano un diploma di maturità conseguito nelle scuole italiane di iscriversi alle università del Venezuela senza sostenere ulteriori prove, salvo ovviamente un esame di conoscenza della lingua spagnola.

È fatta salva, in questo Accordo, l'autonomia didattica degli atenei: gli atenei sono autonomi nella loro azione, perché l'Accordo di cui si tratta si limita a riconoscere i titoli che consentono l'accesso alle prove di ingresso delle istituzioni universitarie dei due Paesi, senza che ciò comporti l'obbligatoria ammissione dei candidati. Questo - ripeto - ovviamente per riconoscere agli istituti universitari una autonomia nella loro gestione.

Viene anche prevista l'istituzione di una commissione mista per l'attuazione dell'Accordo, a salvaguardia della sua conduzione amministrativa. Tale commissione sarà composta da due rappresentanti dei Ministeri dell'istruzione (uno ciascuno) e da un rappresentante scelto di comune accordo tra le parti, che ne coordina l'attività.

Gli oneri a carico del bilancio dello Stato sono stati calcolati in 5.100 euro annui ad anni alterni, a decorrere dal 2012.

Signor Presidente, colgo anche l'occasione per dichiarare il voto favorevole del mio Gruppo alla ratifica dell'Accordo in questione.

PRESIDENTE. Non essendovi iscritti a parlare nella discussione generale, ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo.

MALASCHINI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Signor Presidente, in primo luogo il Governo raccomanda, ringraziando il relatore, l'approvazione dell'Accordo, che risponde anche ad esigenze della nostra comunità in Venezuela e che consente un'affermazione ulteriore della nostra tradizione culturale e linguistica nel suo complesso.

In secondo luogo, desidero fare una considerazione in merito a quanto ha detto precedentemente il senatore Pedica. Personalmente - sottolineo il "personalmente" - sono favorevole alla modifica del quarto comma dell'articolo 72 della Costituzione. È indubbio che quel quarto comma risente di un momento storico, parliamo della fine della guerra, in cui gli accordi internazionali avevano una loro complessiva rilevanza e la delicatezza delle materie allora trattate consigliava una riserva d'Assemblea, così come correttamente previde il Costituente.

Siamo in una fase di riforma costituzionale. La Commissione affari costituzionali ha al proprio esame una modifica puntuale dell'articolo 72 della Costituzione. Mi auguro che in quella sede, come già parte della dottrina ritiene opportuno, si possa arrivare ad una differenziazione tra accordo e accordo.

PRESIDENTE. Invito la senatrice Segretario a dar lettura del parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge in esame.

BAIO, segretario. «La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo».

PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli articoli.

Metto ai voti l'articolo 1.

È approvato.

Metto ai voti l'articolo 2.

È approvato.

Metto ai voti l'articolo 3.

È approvato.

Metto ai voti l'articolo 4.

È approvato.

Passiamo alla votazione finale.

PEDICA (IdV). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PEDICA (IdV). Signor Presidente, in primo luogo ringrazio il rappresentante del Governo per la precisazione che ha voluto fare in risposta al mio intervento sulla precedente ratifica.

Come anticipato, sarò brevissimo in questo intervento in dichiarazione di voto. L'Italia dei Valori voterà a favore di questo provvedimento, che riguarda la ratifica di un Accordo siglato nel 2007 tra Italia e Venezuela in merito all'equipollenza dei diplomi di istruzione media.

Il provvedimento appare equilibrato e utile, oltre che giusto, soprattutto per la comunità italiana, così numerosamente presente in Venezuela. Si vuole sanare infatti la carenza di una disciplina relativa al riconoscimento dei titoli di livello medio per il proseguimento degli studi di livello superiore in Italia e in Venezuela. Attualmente i diplomi conseguiti presso i nostri istituti in Venezuela non ricevono alcun riconoscimento legale da parte delle autorità venezuelane. Con ciò risulta evidente il rischio di una diminuzione delle iscrizioni presso queste scuole ovvero della perdita dell'italianità in un Paese che conta circa un milione di oriundi.

L'Accordo che ci accingiamo a ratificare è volto a consentire agli studenti che ottengano il diploma superiore nelle scuole italiane, incluse quelle esistenti in Venezuela, di iscriversi negli atenei venezuelani, senza prove integrative da sostenere, ad esclusione anche di un esame di lingua spagnola. Questo per quanto attiene al contenuto.

Tuttavia, anche in questo caso, come sempre quando si tratta di accordi, trattati o altro con Paesi non democratici, l'Italia dei valori ci tiene ad impegnare il Governo nella esplicazione degli atti propri e, potremmo dire, burocratici anche per mezzo delle sue ambasciate che in questi luoghi, nei confronti in questo caso del Venezuela, devono operare con una moral suasion. Vorremmo che, in cambio di intese proficue in un determinato settore, la contropartita fosse una democratizzazione ancora maggiore, almeno in alcuni campi.

Nel caso del Venezuela la contropartita non può che essere quella dei diritti umani: secondo quanto denunciato da Amnesty International, ancora oggi, vi è una serie di eventi in cui si verifica la riduzione della libertà per i giornalisti. Vi sono giornalisti che vengono assassinati, perseguitati o sono chiusi nelle carceri. Per questo motivo, ritengo sia opportuno che si concludano accordi di questo tipo. Ma se fossi io il ministro Terzi, coglierei l'occasione per fare pressione su un dittatore che riduce la democrazia, viola la libertà dei giornalisti, viola i diritti fondamentali per l'umanità.

Ci tenevamo, come Gruppo dell'Italia dei Valori, a sollevare questo problema, perché interessa non solo il Venezuela, ma tanti e tanti Paesi, e bisogna avere il coraggio di mettere a disposizione dell'Assemblea questo malessere, che va combattuto senza se e senza ma. (Applausi dal Gruppo IdV e del senatore Strano. Congratulazioni).

GALIOTO (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GALIOTO (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Signor Presidente, nel chiedere alla Presidenza di poter consegnare il testo scritto del mio intervento, vorrei sottolineare soltanto che il disegno di legge di cui stiamo discutendo ha, a mio parere, un'importanza rilevante perché prevede la ratifica e l'esecuzione dell'Accordo di riconoscimento degli studi, titoli e diplomi di istruzione media, e quindi la possibilità per il proseguimento degli studi di istruzione superiore, tra l'Italia ed il Venezuela.

L'Accordo, come sappiamo, consente ai nostri studenti, in possesso del diploma di maturità delle scuole italiane, di iscriversi anche alle università venezuelane, senza dover ricorrere a sostenere esami ed ulteriori prove.

Dal nostro punto di vista, questo Accordo non può che andare incontro in maniera positiva alle esigenze dei giovani di origine italiana residenti in Venezuela, agevolando il rapporto del Paese nel quale sono nati con la comunità italiana in Venezuela e migliorando di conseguenza i rapporti di interscambio culturale e scientifico tra i due Paesi, contribuendo anche e soprattutto - e credo che questa sia una delle note di maggiore rilievo - a rafforzare la collaborazione tra i due Stati, sia a livello culturale sia a livello scientifico. Questo sicuramente contribuirà a creare i presupposti per ulteriori e positivi sbocchi di lavoro, soprattutto per i giovani.

È per questi motivi che esprimeremo con interesse un voto favorevole su questo provvedimento. (Applausi dal Gruppo UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI).

PRESIDENTE. Senatore Galioto, la Presidenza l'autorizza a consegnare il testo integrale del suo intervento.

DAVICO (LNP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DAVICO (LNP). Signor Presidente, anche da parte nostra svolgeremo delle considerazioni positive su un Accordo che, seppure in ritardo e con tempi dilatati, come capita sovente per questo tipo di provvedimenti, va a sanare una carenza di relazioni relativamente al riconoscimento del nostro livello culturale e della nostra scolarità, di quei titoli di studio, diplomi e carriere scolastiche che risulterebbero, senza la normativa oggetto della ratifica, non spendibili in un certo contesto.

Il contesto è quello di una Nazione in cui i nostri connazionali sono numerosi e hanno contribuito nel tempo, come in tutta l'America latina, alla crescita di quei territori, di quelle economie e di quelle culture. In questo modo, oltre che a rafforzare una relazione diplomatica, andiamo anche a riconoscere un contributo da parte nostra per quegli italiani che sono partiti, sono andati là e che tanto hanno fatto.

Quindi, le nostre considerazioni non possono che essere positive e il nostro voto favorevole alla ratifica in esame.

TONINI (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

TONINI (PD). Signor Presidente, dichiaro il voto favorevole del Gruppo del Partito Democratico alla ratifica in esame.

È una piccola cosa: basti vedere l'impegno finanziario, così modesto, di 5.100 euro annui, ad anni alterni. Si tratta davvero di una piccola cosa, però importante, tanto più se si tiene conto della rilevanza della comunità italiana in Venezuela. È uno dei Paesi a più forte insediamento di emigrati italiani. Quindi, credo che questa sia una piccola cosa che però aiuta il rafforzamento del nostro legame con quella comunità, oltre che il nostro rapporto con quel Paese che - com'è stato ricordato - ha anche problemi sul versante dei diritti umani e della pienezza democratica. Il Venezuela attraversa una difficile fase di transizione che ci auguriamo possa avere uno sbocco positivo. Credo che il Governo italiano debba sostenere un'azione che sia al tempo stesso di relazioni positive - come questo piccolo Accordo dimostra - ma anche di pressione a favore di una evoluzione democratica del Paese.

Concludo con riferimento alla questione sollevata dal senatore Pedica, che non mi vede d'accordo. Credo che il quarto comma dell'articolo 72 della Costituzione, quello che include i trattati internazionali tra le materie riservate all'esame dell'Aula, abbia un suo significato che si mantiene nel tempo. Certo, tra i trattati internazionali ce ne sono di quelli molto importanti e anche di quelli - chiamiamoli così - di ordinaria amministrazione, ma sono pur sempre accordi che impegnano il Paese per lungo tempo.

Credo che sia una delle prerogative storiche di un Parlamento quella di essere chiamato a esprimersi in maniera chiara, esplicita e con tutte le procedure più garantite e garantiste sugli impegni internazionali del Paese. Credo che un Parlamento forte è un Parlamento che rivendica la sua titolarità ad avere l'ultima parola su questioni come queste, come sulle altre materie che sono riservate al giudizio finale dell'Aula: dalle leggi elettorali e costituzionali, alle leggi di bilancio e, appunto, ai trattati internazionali. Basti vedere come si comportano i grandi Parlamenti quando hanno a che fare con questioni che impegnano il Paese sul piano internazionale e che, quindi, impegnano la sua sovranità. Basti pensare a come il Bundestag tedesco legge con occhiuta attenzione qualunque impegno che la Repubblica federale tedesca assume in sede europea e internazionale.

Credo che semmai il problema sia spesso la nostra disattenzione e la sciatteria con la quale, su questo come su altri argomenti, l'iter parlamentare viene condotto. Non credo che sarebbe una buona idea quella di allentare l'attenzione del Parlamento su un passaggio nevralgico per la nostra vita democratica com'è, appunto, l'impegno del nostro Paese - che sia o non sia finanziariamente rilevante - con altri Paesi del mondo nell'ambito delle relazioni internazionali. (Applausi dal Gruppo PD).

BETTAMIO, relatore. Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BETTAMIO, relatore. Signor Presidente, dichiaro il mio voto favorevole e quello del Gruppo del PdL.

PRESIDENTE. Metto ai voti il disegno di legge, nel suo complesso.

È approvato.