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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 725 del 17/05/2012


Discussione e approvazione del disegno di legge:

(3071) Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di sede tra la Repubblica italiana e la Fondazione europea per la formazione professionale, con allegato, fatto a Torino il 22 gennaio 2010 (Approvato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale) (ore 11,05)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 3071, già approvato dalla Camera dei deputati.

Ilrelatore facente funzioni, senatore Tonini, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni, la richiesta si intende accolta.

Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore facente funzioni.

TONINI, f. f. relatore. Signor Presidente, sostituisco il collega Marcenaro che oggi si trova in missione per adempimenti legati alla sua funzione di Presidente della Commissione per i diritti umani.

Il disegno di legge in titolo, già approvato in prima lettura dalla Camera dei deputati, reca l'autorizzazione alla ratifica dell'Accordo di sede della Fondazione europea per la formazione professionale (European Training Foundation - ETF), agenzia specializzata dell'Unione europea, istituita dal regolamento (CEE) n. 1360/90 del Consiglio e divenuta operativa nel 1994.

La Fondazione svolge funzioni di informazione, analisi, consulenza e sostegno ai programmi di assistenza dell'Unione europea in materia di sviluppo del capitale umano, allo scopo di aiutare i Paesi in transizione e in via di sviluppo a sfruttare il potenziale delle proprie risorse umane mediante la riforma dei sistemi di istruzione, formazione e mercato del lavoro.

Presidenza del vice presidente NANIA (ore 11,07)

(Segue TONINI, f. f. relatore). Essa dispone di un bilancio autonomo di circa 20 milioni di euro annui, con entrate che provengono essenzialmente da un contributo dell'Unione europea.

L'Italia sostiene le attività della Fondazione tramite contributi volontari a valere sui fondi della cooperazione allo sviluppo.

L'Agenzia ha iniziato le proprie attività nei Paesi allora candidati all'adesione all'Unione europea. L'attività della Fondazione è ora indirizzata ai Paesi destinatari dei programmi di assistenza dell'Unione europea di preadesione, di vicinato e partenariato e di cooperazione allo sviluppo.

La Fondazione è dotata di personalità giuridica e impiega circa 120 unità di personale, mentre i suoi organi statutari sono il consiglio di amministrazione e il direttore. I rapporti tra la Fondazione e l'Italia, che la ospita a Torino, sono regolati dall'Accordo di sede fatto a Bruxelles nel 1994, ratificato dall'Italia ai sensi della legge n. 111 del 1997.

In seguito alla riforma della disciplina statutaria del personale in servizio presso le istituzioni dell'Unione europea, introdotta dal Regolamento n. 723 del 2004 del Consiglio, è emersa la necessità di una revisione dell'Accordo di sede. Il nuovo Statuto è entrato in vigore nel 2004 e ha, infatti, introdotto la categoria di agente contrattuale che, al termine del 2007, ha completamente sostituito la preesistente figura dell'agente ausiliario.

Il nuovo Accordo di sede, che si compone di un preambolo e di 15 articoli, ricalca il modello dell'Accordo sottoscritto tra l'Italia e l'Autorità per la sicurezza alimentare (EFSA), avente sede a Parma, ratificato dall'Italia con la legge n. 17 del 2006. È confermato quale sede della Fondazione, tramite la città di Torino e la Regione Piemonte, il complesso di Villa Gualino.

L'articolo 2 introduce la previsione per cui l'Italia riconosce alla Fondazione personalità giuridica, inclusa la capacità di stipulare contratti, di acquisire e cedere beni mobili e immobili e di stare in giudizio. Attribuisce inoltre al direttore la rappresentanza della Fondazione per le finalità dell'Accordo di sede.

L'Accordo dispone che la Fondazione, gli edifici della sede, i suoi beni ed archivi sono inviolabili, immuni da atti esecutivi e coercitivi, esenti da ogni tipo di tributi e da dazi e restrizioni all'importazione ed esportazione di beni destinati ai fini istituzionali. Il personale gode dei privilegi e immunità riconosciuti dal Protocollo delle Comunità europee vigenti in materia.

Il disegno di legge contiene quattro articoli che recano, rispettivamente, l'autorizzazione alla ratifica dell'Accordo, l'ordine di esecuzione, la copertura finanziaria e la norma sull'entrata in vigore.

L'articolo 3 prevede una autorizzazione di spesa di 40.000 euro annui a decorrere dal 2012. Tale spesa è da ricollegarsi all'esenzione dall'IVA su acquisti e importazioni di mobili ed effetti personali per il personale assunto dalla Fondazione.

In conclusione, la Commissione propone l'approvazione del disegno di legge da parte dell'Assemblea. (Applausi del senatore Micheloni).

PRESIDENTE. Non essendovi iscritti a parlare nella discussione generale, ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo.

MALASCHINI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Signor Presidente, onorevoli senatori, il Governo ringrazia il relatore e la Commissione e raccomanda all'Assemblea il rinnovo dell'Accordo su una istituzione che, tra l'altro, ha sede nel nostro Paese, rappresentando in tal modo un segnale positivo di fiducia anche in Europa in un momento particolare come quello che stiamo vivendo.

PRESIDENTE. Invito la senatrice Segretario a dar lettura del parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge in esame.

VICARI, segretario. «La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo».

PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli articoli.

Metto ai voti l'articolo 1.

È approvato.

Metto ai voti l'articolo 2.

È approvato.

Metto ai voti l'articolo 3.

È approvato.

Metto ai voti l'articolo 4.

È approvato.

Passiamo alla votazione finale.

PEDICA (IdV). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PEDICA (IdV). Signor Presidente, sarò davvero breve sull'atto del Senato al nostro esame.

Dichiaro il voto favorevole del Gruppo dell'Italia dei Valori sul disegno di legge di ratifica dell'Accordo di sede tra il nostro Paese e la Fondazione europea per la formazione professionale.

Non ritengo opportuno sottolineare oltremodo i contenuti o gli intendimenti su di un atto che, ad opinione del mio Gruppo, poteva tranquillamente essere ratificato seguendo un iter diverso, permettendo in tal modo all'Aula di occuparsi di qualcosa di più importante in questo delicato momento storico del nostro Paese. Lo dico senza voler accusare nessuno e senza fare polemica o demagogia. Conosco bene le procedure previste dalla Costituzione, nonché quelle indicate nel Regolamento, ma questo non vuol dire che queste regole non si possano cambiare. Più volte, con diversi colleghi di tutti i Gruppi parlamentari, ci siamo interrogati sull'opportunità che fosse l'Assemblea ad approvare i disegni di legge di ratifica, senza che si procedesse neppure ad una discussione; se non altro, ciò dipendeva da un'opportunità politica che i Gruppi, o i singoli parlamentari, volevano o non volevano cogliere.

In questo caso, però, signor Presidente, di politico non c'è un bel niente. La partecipazione dell'Italia alla Fondazione europea per la formazione professionale è stata già discussa dal Parlamento, mentre qui ci tocca discutere del mero Accordo di sede che, seppur importante, potrebbe essere trattato sicuramente in un'altra sede.

Ritengo che sia davvero arrivata l'ora di prevedere procedure diverse, che magari possano vedere interessate le sole Commissioni, senza che si arrivi ad un dibattito in Aula, così da permettere proprio all'Assemblea di occuparsi di qualcosa di più importante, ed in questo momento il nostro Paese ha bisogno, appunto, di discutere cose ben più importanti di questo disegno di legge di ratifica.

GALIOTO (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GALIOTO (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Signor Presidente, se possibile, vorrei consegnare il testo integrale del mio intervento affinché venga allegato al Resoconto della seduta odierna.

PRESIDENTE. La Presidenza l'autorizza in tal senso.

GALIOTO (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). La ringrazio.

Voglio limitarmi qui soltanto a dichiarare che il voto del mio Gruppo al provvedimento in esame sarà favorevole, e ciò per due ordini di motivi.

Intanto, non possiamo non condividere e non notare l'importanza di questo disegno di legge in un momento particolarmente delicato come quello che stiamo attraversando e non condividere, quindi, tutte quelle iniziative - come è anche questa - che possono andare incontro alle esigenze dei nostri concittadini e dei concittadini europei, soprattutto dei giovani, al fine di individuare un approccio ed un inserimento migliore nel mondo del lavoro.

Non possiamo poi che notare con piacere che la sede di questa importante e qualificante Fondazione, sulla quale noi riponiamo tanta fiducia, è individuata in Italia.

Questi sono due dei motivi principali per cui condividiamo il provvedimento in esame.

DAVICO (LNP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DAVICO (LNP). Signor Presidente, intervengo per dichiarare il voto favorevole del Gruppo della Lega Nord al provvedimento in esame e per ribadire i contenuti e i motivi ispiratori e fondanti di questo disegno di legge, che si colloca nel contesto di un momento economico molto particolare e molto difficile, che vede proprio nella formazione degli individui, nel progresso delle loro capacità professionali, lavorative, umane e tecniche, una possibilità di sviluppo e di crescita.

L'importante è che questi organismi non siano soltanto apparati burocratici, ma possano concretamente contribuire alla crescita, alla formazione e a fare in modo che i nostri giovani, i nostri lavoratori, a tutti i livelli, dalle categorie socialmente più deboli, fino ad arrivare all'alto perfezionamento scientifico e culturale, possano crescere, appunto, in modo che si realizzino quelle intelligenze e quelle forze di cui tanto abbiamo bisogno, che possono dare veramente senso al futuro, alla crescita e alla continuazione della vita sociale, economica e democratica.

MICHELONI (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MICHELONI (PD). Signor Presidente, dichiaro il voto favorevole del Gruppo del Partito Democratico sul disegno di legge di ratifica in esame.

Colgo l'occasione, dopo aver ascoltato il senatore Pedica, per ricordare che la Commissione affari esteri ha fatto moltissimo per accelerare l'esame dei disegni di legge di ratifica e ha lavorato molto. Credo sia opportuno che il Governo svolga una riflessione sulle procedure precedenti l'approdo di tali provvedimenti in Commissione, perché spesso abbiamo ratifiche che sono in ritardo di diversi anni, senza che tale ritardo possa essere imputabile al Parlamento. Sarebbe opportuno riflettere al riguardo.

MANTICA (PdL). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MANTICA (PdL). Signor Presidente, desidero ribadire il voto favorevole da parte mia e del Popolo della Libertà sul provvedimento di ratifica in esame.

Desidero altresì cogliere l'occasione per rivolgere al Governo un particolare richiamo di attenzione: questa ratifica conferma a Torino un'altra sede di importanza e di livello europeo. Torino è ormai una città nella quale esistono molte sedi, anche di Agenzie dell'ONU (ricordo l'UNICRI) e di scuole di formazione della NATO, così come Roma è ormai sede di un grande polo alimentare.

Mantenere questa struttura è importante per il nostro Paese non solo per motivi di prestigio, ma anche perché si inserisce nel tessuto della Nazione. Vorrei dunque richiamare l'attenzione del Governo, e attraverso il Governo del Ministero degli affari esteri, sul fatto che mantenere queste sedi e queste strutture è un obiettivo, a mio avviso, prioritario. In un momento come questo, di grande difficoltà, sono comprensibili tutte le azioni volte a ridurre la spesa, ma francamente credo che il mantenimento di questi istituti internazionali, sia a Roma che a Torino, sia un elemento così prioritario che con grande attenzione occorre guardare affinché le sedi rimangano all'interno del nostro Paese.

PRESIDENTE. Metto ai voti il disegno di legge, nel suo complesso.

È approvato.