POLI BORTONE (CN:GS-SI-PID-IB-FI). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
POLI BORTONE (CN:GS-SI-PID-IB-FI). Signor Presidente, nei giorni scorsi, nel carcere di Lecce è morto, a seguito di uno sciopero della fame, un detenuto rumeno. La notizia è stata riportata anche dalla stampa ed in particolare è stata ripresa dai colleghi radicali, che sono molto attenti a tali problematiche. Il poveretto aveva già scontato 12 anni di carcere e ne doveva scontare altri sei; non aveva famiglia e non poteva usufruire di misure alternative. Egli aveva chiesto più volte di parlare con il magistrato, ma a quanto pare non è mai riuscito a farlo.
Il mio intervento non vuole essere un atto di accusa nei riguardi del personale direttivo e sanitario del carcere di Lecce: si tratta di persone che io conosco personalmente e che apprezzo per la sensibilità che mostrano nel tentare di governare una situazione purtroppo ormai insostenibile a causa del sovraffollamento del carcere, che ospita circa 1.400 persone.
Il sovraffollamento del carcere di Lecce, così come quello di altre carceri, è ormai intollerabile. Quella struttura era stata costruita per poco più di 600 persone, ma oggi ne ospita - ripeto - ben 1.400. Sappiamo tutti che, a livello nazionale, i dirigenti da oltre 600 sono diventati meno di 300 e mancano - appunto - le strutture dove si possono espiare pene con misure alternative.
Tutto questo diventa ancora più sconcertante, signor Presidente, se leggiamo la relazione che il ministro Giarda ha depositato nei giorni scorsi in Commissione bilancio, dalla quale emerge che il 40 per cento del budget del Ministero di giustizia si spende in intercettazioni, peraltro attraverso strumentazioni acquisite dalle singole procure senza fare nemmeno gare d'appalto; ragione per la quale abbiamo procedure di infrazione presso la Commissione europea, come è normale che sia.
Su questo ultimo aspetto ho presentato, insieme ai colleghi Fleres e Viespoli, un'interrogazione che vedo riportata sull'allegato B della 722a seduta, quella di ieri. Vorrei chiederle, signor Presidente, di correggere il testo, e non perché desideri cambiare il contenuto, ma semplicemente perché nel testo consegnato avevamo virgolettato tutto ciò che era stato puntualmente e pedissequamente ripreso dalle dichiarazioni rilasciate dal ministro Giarda.
Riteniamo che non possano essere affidate a noi valutazioni che sono del Ministro e per le quali chiediamo che lo stesso venga a rispondere immediatamente oltre che sul problema specifico del carcere di Lecce, che purtroppo vede altre 30 persone in sciopero della fame, su un tema generale che deve essere affrontato con immediatezza. Gradiremmo un riscontro immediato da parte del Ministro.