Caricamento in corso...
 
 
Versione ePub Versione PDF (523 KB)

Versione HTML base



Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 723 del 16/05/2012


FINOCCHIARO (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FINOCCHIARO (PD). Signor Presidente, mi sembra di poter dire senza ombra di smentita che c'è un punto sul quale la stragrande maggioranza dell'Aula e l'intero mio Gruppo sono d'accordo, il fatto cioè che l'equiparazione tra figli naturali e figli legittimi debba tradursi anche nell'attribuzione al tribunale ordinario della competenza per i figli naturali, quando si tratti di disposizioni conseguenti alle vicende familiari. Questo è un punto sul quale non c'è fra di noi alcun dubbio, tant'è vero che già nel corso della discussione esso era stato affermato con ogni evidenza. È ovvio che ciò segna un atteggiamento del Senato pienamente contrastante con la decisione assunta dalla Camera dei deputati, che, al contrario, ragionando sullo stesso provvedimento, ha statuito che la competenza è del tribunale per i minorenni.

La Commissione, come raccontava il presidente Berselli, si è dunque trovata in una situazione davvero delicata, nel senso che c'era un orientamento generale perché la competenza venisse attribuita al tribunale ordinario e un testo della Camera, del quale dobbiamo comunque tener conto perché lì l'orientamento generale era ed è un altro, orientato invece a mantenere la competenza del tribunale minorile. Il testo che arriva in Aula, come ha spiegato il presidente Berselli, tenta di ricondurre sotto l'egida del tribunale ordinario la stragrande maggioranza dei temi, degli oggetti e dei profili di possibile rilevanza per il giudice, ma non compiutamente.

Per i colleghi che non hanno frequentato la Commissione giustizia e che non hanno letto il testo, vorrei, per esempio, ricordare che la definizione del profilo della competenza e del profilo del rito delle procedure è stata talmente complicata, che il terzo capoverso dell'articolo 3, introdotto dalla Commissione, stabilisce che sono emessi dal tribunale ordinario i provvedimenti relativi ai minori per i quali non è espressamente stabilita la competenza di una diversa autorità giudiziaria. Nella prima parte dell'articolo si fa poi una cernita molto puntuale dei provvedimenti di competenza del tribunale per i minorenni, lasciando appunto come sussidiaria la competenza del tribunale ordinario.

Cosa voglio dire? Che quello fatto in Commissione è stato un lavoro molto fine, di cesello, che però non è arrivato a sancire quella che ormai mi sembra la matura convinzione della generalità di quest'Aula, e cioè che bisogna stabilire la competenza del giudice ordinario e definire, questione molto delicata, come lei sa, senatore Berselli, essendo un giurista, le questioni procedurali.

Nel frattempo, sempre in quest'Aula si afferma come maggioritaria un'idea che non è sempre stata tale nel dibattito pubblico, politico e parlamentare su questo tema, quella cioè che, nella logica dell'assoluta equiparazione tra figli naturali e figli legittimi, occorre creare una figura di giudice specializzato, il tribunale per la famiglia, che venga chiamato a definire tutte le questioni che riguardano qualunque tipo di filiazione. Ovviamente, un'operazione di questo genere va effettuata con una grande attenzione tecnica, altrimenti corriamo il rischio di commettere errori grossolani, anche se mi pare di capire che lo strumento adoperato sarà quello della delega, perché normalmente è lo strumento con il quale si opera in questa materia.

Detto questo, visto il clima nel quale stiamo discutendo, vorrei proporre all'Assemblea quanto segue: approviamo definitivamente in quest'Aula, per poi rinviarla alla Camera, che con ogni verosimiglianza l'approverà nell'identico testo, tutta la parte sostanziale del provvedimento, quella cioè che riguarda l'equiparazione sotto il profilo sostanziale dei figli naturali e dei figli legittimi; stralciamo la parte che riguarda la competenza e andiamo in Commissione - non solo avvalendoci dell'attrezzatura, per così dire, che già esiste sotto il profilo teorico e delle proposte di legge, ma anche approfittando del fatto che abbiamo, in Senato, il Presidente della 2a Commissione che si è sempre occupato di queste questioni e la senatrice Alberti Casellati e tante colleghe degli altri Gruppi che di questo hanno fatto un impegno specifico in questa legislatura - e in quella sede costruiamo il tribunale della famiglia. Quest'ultimo è infatti il luogo nel quale anche la tensione politica tra la Camera e il Senato e tra le due visioni può trovare composizione, trattandosi di un giudice specializzato e venendo in qualche modo smussata quella contrapposizione che troppo spesso, me lo lasci dire, è affidata anche a qualche campanilismo.

Questa è la mia proposta, e credo sia una proposta di buon senso, che ci consentirebbe di vedere approvata definitivamente la parte sostanziale del provvedimento, che è così importante, con il voto del Senato e con un successivo rapido voto della Camera, e la Commissione giustizia del Senato può sicuramente dedicarsi al tema della costruzione di un testo che preveda l'istituzione del tribunale della famiglia. (Applausi dal Gruppo PD).