RESOCONTO SOMMARIO
Presidenza del vice presidente NANIA
La seduta inizia alle ore 9,36.
Il Senato approva il processo verbale della seduta del 10 maggio.
Le comunicazioni rese dalla Presidenza nel corso della seduta sono riportate nel Resoconto stenografico.
MUGNAI (PdL). Ricorda l'impegno politico e le doti umane dell'ex senatore Piero Pellicini, scomparso giovedì scorso dopo lunga e dolorosa malattia.
PRESIDENTE. La Presidenza si associa al ricordo.
Seguito della discussione dei disegni di legge:
(2805) Disposizioni in materia di riconoscimento dei figli naturali (Approvato dalla Camera dei deputati in un testo risultante dall'unificazione dei disegni di legge d'iniziativa dei deputati Mussolini e Carlucci; Bindi ed altri; Palomba e Borghesi; Capano e Ferranti; Binetti ed altri; Brugger e Zeller)
(128) PORETTI ed altri. - Modifiche al codice civile in materia di figli legittimi e naturali
(2051) ARMATO ed altri. - Modifiche al codice civile in materia di parentela e di successione ereditaria dei figli naturali
(2122) MAGISTRELLI ed altri. - Modifiche al codice civile in materia di filiazione
(2836) THALER AUSSERHOFER. - Nuove norme in materia di filiazione
(Relazione orale)
PRESIDENTE. Riprende l'esame degli articoli del disegno di legge n. 2805, nel testo proposto dalla Commissione. Nella seduta di ieri sono stati approvati i primi due articoli. Riprende l'esame dell'articolo 3 (Modifica dell'articolo 38 delle disposizioni per l'attuazione del codice civile).
DELLA MONICA (PD). Gli emendamenti 3.101 e 3.200 sono volti a sanare le disparità esistenti sul trattamento processuale dei figli di genitori non coniugati, che non godono delle stesse garanzie dei figli di genitori coniugati separati o divorziati. Per i primi, infatti, non vi è un rito normato, il processo non ha una vera istruttoria e una fase conclusiva in cui siano rispettati i diritti della difesa e non vi sono le stesse garanzie. Vanno inoltre superati alcuni deficit normativi in materia di ascolto del figlio minore e chiarito per legge che nei procedimenti concernenti affidamento e mantenimento dei figli minori il giudice ha poteri propri sia istruttori che decisori. In tale ottica, l'emendamento 3.101 prevede la delega al Governo in tema di processo, garanzie e unificazione davanti a un giudice specializzato; l'emendamento 3.200 prevede invece la delega solo in tema di unificazione di garanzie, ascolto e giudizio, disponendo la concentrazione di competenze davanti al giudice ordinario, ma dettando già le regole del procedimento per i figli nati fuori dal matrimonio.
BERSELLI (PdL). Esaminando i disegni di legge nn. 1211 e 1412 nel 2010, il Senato aveva già previsto la competenza del tribunale ordinario per le questioni di affidamento e mantenimento di tutti i figli. Invece, per quanto concerne competenze e procedure, il testo approvato dalla Camera ha confermato la competenza del tribunale ordinario per le questioni attinenti i figli nati nel matrimonio, mentre ha attribuito al tribunale per i minorenni la competenza sulle questioni relative ai figli nati da genitori non coniugati. La soluzione individuata dalla Camera rappresenta dunque un arretramento nella parificazione della tutela dei diritti di tutti i figli; pertanto, la soluzione proposta con le modifiche proposte dalla Commissione e con l'emendamento 3.103, che prevede l'applicazione - in quanto compatibili - degli articoli 737 e seguenti del codice di procedura civile, rappresenta un efficace punto di mediazione.
FINOCCHIARO (PD). L'Assemblea del Senato concorda nell'attribuire al tribunale ordinario anche la competenza sulle questioni relative ai figli naturali, segnando così un contrasto con quanto deliberato dalla Camera. Il testo licenziato dalla Commissione giustizia tenta di ricondurre alla competenza del giudice ordinario la maggior parte dei profili; si tratta di un lavoro molto fine, che tuttavia non raccoglie gli orientamenti prevalenti in Assemblea, volti a stabilire la generale competenza del giudice ordinario e a definire le procedure per un'effettiva tutela di tutti i figli. Propone pertanto di procedere all'approvazione della parte sostanziale del provvedimento e di stralciare gli articoli 3 e 4 per ritornare in Commissione, dove lavorare celermente all'istituzione del tribunale per la persona e le relazioni familiari.
GALLONE, relatrice. L'equiparazione dello status giuridico di tutti i figli passa anche da un'equanime attribuzione di competenze allo stesso giudice; pertanto, stralciando la parte procedimentale si renderebbe monco il provvedimento e si resterebbe alla situazione attuale, senza un'effettiva tutela dei diritti di tutti i figli. Si oppone quindi allo stralcio: l'approvazione del testo licenziato dalla Commissione spingerà all'urgente istituzione di sezioni specializzate per la famiglia.
MURA (LNP). Il Gruppo è contrario allo stralcio perché procedendo in tal modo si renderebbe incompleto il provvedimento: si enuncerebbe il principio, ma non si darebbe corso ai necessari adeguamenti processuali. Peraltro, non appare opportuno procedere all'istituzione del tribunale per la famiglia all'interno del provvedimento in esame e per questo ha sottoscritto l'emendamento 3.103. Per addivenire ad un punto di equilibrio propone una breve sospensione.
GUSTAVINO (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Non condivide la richiesta di stralcio. L'istituzione del tribunale per la famiglia è ampiamente condivisa, ma è stata già troppe volte rimandata: è quindi preferibile licenziare un testo, per quanto incompleto, dotato di una propria coerenza interna.
LI GOTTI (IdV). E' contrario all'ipotesi di una sospensione che non consentirebbe di superare le divergenze riguardanti non il principio della modifica della competenza (essendo tutti convergenti sull'ipotesi di affidare al giudice ordinario anche le competenze per i figli naturali) bensì il metodo per conseguire questo risultato. Appare più opportuno approvare il testo che afferma il principio della equiparazione dei figli e trovare una sintesi per gli altri aspetti, che sarebbe già un ottimo risultato, per poi affidare ad un diverso provvedimento la soluzione di tutti i complessi problemi di natura processuale, che vengono affrontati anche in altri disegni di legge all'esame del Parlamento.
BRUNO (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). Il Gruppo è favorevole alla proposta del senatore Berselli ed è contrario alla proposta di stralcio. Se l'obiettivo finale è l'istituzione del tribunale della famiglia, la soluzione transitoria deve essere quella di garantire l'eguaglianza sul piano della procedura.
CALIENDO (PdL). E' contrario alla proposta di stralcio: senza la parte processuale, il riconoscimento dell'eguaglianza è monco. Se l'istituzione del tribunale per la famiglia è obiettivo condiviso, propone il ritiro di tutti gli emendamenti, l'approvazione del testo proposto dalla Commissione e l'adozione della procedura d'urgenza per approvare il disegno di legge istitutivo del tribunale per la famiglia.
ALBERTI CASELLATI (PdL). A titolo personale, è favorevole alla proposta di stralcio. Di sostanza analoga era la proposta dell'emendamento 3.100 di sostituire gli articoli 3 e 4 con una delega al Governo per l'istituzione del tribunale per la famiglia. La parte relativa alla procedura è stata aggiunta al nucleo originario del disegno di legge e il testo attuale è insoddisfacente perché, anche affidando tutta la competenza al giudice ordinario, permarrebbero procedure differenziate per figli naturali e figli legittimi. La strada obbligata è l'istituzione del tribunale per la famiglia, che peraltro non crea problemi di copertura finanziaria, come non li ha creati la recente istituzione del tribunale per le imprese.
GIOVANARDI (PdL). Annuncia l'astensione tecnica per rilevare che le ragioni contrarie alla parificazione immediata delle procedure sono pretestuose.
PORETTI (PD). E' favorevole all'emendamento del senatore Berselli. Lo stralcio proprio della parte sulla quale più incisivi devono essere gli interventi di modifica del testo della Camera per dare attuazione pratica al principio dell'eguale trattamento dei figli naturali, rende di fatto inutile tutto il processo emendativo: meglio sarebbe stato allora confermare il testo Camera, pur con tutti i suoi difetti, ed avere finalmente l'enunciazione per legge del principio della parificazione dei diritti dei figli nati dentro e fuori del matrimonio.
MAZZAMUTO, sottosegretario di Stato per la giustizia. Sulla proposta di stralcio S3.100 si rimette all'Assemblea.
La proposta di stralcio degli articoli 3 e 4, avanzata dalla senatrice Finocchiaro, risulta respinta.
PRESIDENTE. Ricorda che sull'emendamento 3.100 la Commissione bilancio ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
GALLONE, relatrice. Invita a ritirare gli emendamenti 3.100, 3.101 e 3.200, diversamente il parere è contrario. E' favorevole all'emendamento 3.103.
MAZZAMUTO, sottosegretario di Stato per la giustizia. Si rimette all'Assemblea.
ALBERTI CASELLATI (PdL). Mantiene l'emendamento 3.100.
SERAFINI Anna Maria (PD). L'Assemblea sta maturando l'errato convincimento secondo cui l'unificazione della competenza comporta anche l'unificazione delle procedure. Lo spostamento della competenza al tribunale ordinario non rappresenta una maggiore tutela per i minori, ma risponde agli interessi della lobby degli avvocati. Invita il presidente Berselli a cercare l'unità, anziché dividere l'Assemblea e annuncia voto favorevole all'emendamento 3.100 della senatrice Casellati che conferisce una delega al Governo per istituire sezioni specializzate per le controversie familiari.
GALLONE, relatrice. Invita la senatrice Casellati a trasformare l'emendamento 3.100 in un ordine del giorno, diversamente il parere è contrario.
ALBERTI CASELLATI (PdL). Non accetta l'invito della relatrice, non comprendendo peraltro le ragioni del parere contrario della Commissione bilancio.
GASPARRI (PdL). La trasformazione dell'emendamento in un ordine del giorno rappresenta l'ipotesi più ragionevole, anche perché difficilmente l'istituzione del tribunale per la famiglia potrebbe avvenire a costo zero.
LI GOTTI (IdV). Annuncia voto contrario all'emendamento 3.100 che conferisce una delega al Governo mentre il disegno di legge di origine parlamentare per istituire il tribunale per la famiglia è in avanzato stato di esame.
L'emendamento 3.100 risulta respinto.
CALIENDO (PdL). Bisognerebbe salvaguardare l'unanimità sul provvedimento e accantonare gli emendamenti all'articolo 3, chiedendo la procedura d'urgenza per l'esame di un provvedimento specifico sull'istituzione del tribunale per la famiglia.
DELLA MONICA (PD). Mantiene l'emendamento 3.101 e lo modifica, prevedendo un termine più breve per l'emanazione di un decreto delegato contenente una disciplina unitaria nei procedimenti per l'affidamento e il mantenimento dei figli (v. testo 2 nell'allegato A). L'interesse da tutelare è quello del minore e l'emendamento 3.103 del senatore Berselli non sana le lacune normative esistenti a livello procedimentale.
BENEDETTI VALENTINI (PdL). È auspicabile che sia ritirato l'emendamento 3.101 (testo 2) che, come avrebbe dovuto esserlo l'emendamento 3.100, per non costringere l'Assemblea a votare contro proposte condivisibili nella sostanza ma necessarie di aggiustamenti di carattere sia ordinamentale che procedurale. Il tema dell'istituzione di sezioni specializzate per le controversie in materia di persone e di famiglia sarà certamente affrontato dalla Commissione giustizia, ma attraverso un testo organico ad hoc e non con emendamenti incidentali.
BERSELLI (PdL). Come Presidente della Commissione giustizia, annuncia la richiesta della dichiarazione di urgenza, ai sensi dell'articolo 77 del Regolamento, in riferimento ai disegni di legge vertenti sul tribunale per la famiglia già affidati alla Commissione stessa.
DELLA MONICA (PD). Pur apprezzando l'iniziativa del presidente Berselli, mantiene l'emendamento 3.101.
D'ALIA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Preannuncia il voto favorevole a tutti gli emendamenti che puntano all'armonizzazione della disciplina processuale, poiché esiste la seria questione dell'allineamento dei diritti processuali con quelli sostanziali conferiti ai figli naturali. Sebbene appaia prematura l'istituzione di un tribunale per la famiglia, non si può lasciare la materia del coordinamento processuale alla interpretazione del giudice, aprendo la strada a conflitti di giurisdizione che andrebbero a danneggiare proprio quei soggetti che si intendono tutelare. È comunque da rilevare che la Commissione di merito dovrebbe produrre testi più chiari e definiti su cui l'Assemblea possa esprimersi con maggiore celerità.
LI GOTTI (IdV). Le difficoltà emerse nell'esame del provvedimento non possono essere imputate alla Commissione giustizia, che si è limitata a modificare il testo pervenuto dalla Camera laddove quello, in contrasto con la parte di natura sostanziale della legge, prevedeva l'individuazione della competenza al tribunale per i minorenni in materia di riconoscimento dei figli naturali. A complicare il confronto sono intervenute invece delle problematiche che non erano emerse in Commissione e che vertono su una materia complessa come l'istituzione di un tribunale specializzato per la famiglia. Nell'emendamento 3.101 (testo 2) si rileva inoltre un'omissione formale laddove non si fa riferimento, nella delega al Governo, alla materia del riconoscimento.
Presidenza del vice presidente CHITI
D'ALIA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). La presentazione di emendamenti vertenti sull'armonizzazione del trattamento processuale a quello sostanziale non deve sorprendere, dal momento che già la Commissione giustizia, sebbene in termini diversi, aveva presentato un emendamento sulla stessa materia. Un maggiore coordinamento in sede di Commissione avrebbe potuto rendere più agevole il dibattito in Aula.
CENTARO (CN:GS-SI-PID-IB-FI). Auspica che gli emendamenti all'articolo 3 vengano ritirati, in quanto è difficile affrontare in Aula una materia complessa come l'istituzione di un tribunale per la famiglia, peraltro in una delega che dovrebbe esplicitare precisi parametri al Governo per quanto riguarda la disciplina da conferire a questa sezione speciale, un lavoro tecnico che sarebbe più tipico della Commissione di merito. L'argomento dovrebbe comunque più opportunamente essere trattato separatamente, anche per non appesantire l'iter della riforma epocale che si sta per approvare sull'equiparazione dei diritti sostanziali dei figli naturali e legittimi.
BRICOLO (LNP). A fronte delle problematiche emerse, propone che gli emendamenti all'articolo 3 siano sottoposti ad un nuovo esame della Commissione di merito e che a tal fine sia disposta un'inversione dell'ordine dei lavori dell'Assemblea, passando alla discussione del punto successivo.
DELLA MONICA (PD). Non ritiene opportuno il rinvio dell'emendamento 3.101 (testo 2) in Commissione ed insiste per la sua votazione, accogliendo la correzione formale volta ad inserire il riferimento al riconoscimento. I criteri della delega appaiono del resto del tutto chiari e vertendo la norma sull'affidamento ad un unico giudice che abbia competenze specialistiche di tutte le procedure che riguardano i figli nati dentro e fuori il matrimonio, che può essere anche il giudice ordinario, non vi è necessità di individuare risorse economiche di copertura.
BERSELLI (PdL). La Commissione giustizia aveva apportato già una modifica al testo della Camera, che l'altro ramo del Parlamento avrebbe certamente e facilmente accolto, relativamente all'affidamento al giudice ordinario con procedura in camera di consiglio, che prevede giù tutte le tutele del caso nei confronti dei minori. Gli emendamenti, fra l'altro incompatibili fra loro, che stanno appesantendo la discussione non sono stati presentati in Aula e non, come sarebbe stato opportuno, in Commissione e difficilmente, vista la loro complessità, saranno accolti dalla Camera.
D'ALIA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). La proposta di inversione dell'ordine dei lavori è accoglibile se si ritiene che i tempi aggiuntivi concessi alla Commissione giustizia siano utili a pervenire ad un testo condiviso.
FINOCCHIARO (PD). Concorda con la proposta di sospensione dell'esame del provvedimento, affinché in sede di Commissione siano sciolti i nodi cruciali e si trovi un punto unificante, che potrebbe essere quello dell'istituzione del tribunale per la famiglia, che potrebbe rimuovere gli ostacoli all'approvazione definitiva del provvedimento.
GASPARRI (PdL). Concorda sulla proposta di sospensione dell'esame del provvedimento, affinché in Commissione si apportino piccoli aggiustamenti, ferma restando la libertà del Senato di mantenere una posizione propria rispetto all'orientamento dell'altro ramo del Parlamento.
PRESIDENTE. La Commissione giustizia potrà utilizzare le ore che precedono la seduta pomeridiana per mettere a punto una soluzione.
LI GOTTI (IdV). Concorda con la proposta di sospensione, auspicando che il tempo concesso sia sufficiente.
TEDESCO (Misto). Si dichiara a favore della proposta di sospensione, utile a rendere produttivo il lavoro che si sta compiendo e a ripristinare l'iter procedurale corretto, con la sottoposizione degli emendamenti alla valutazione della Commissione di merito.
BRUNO (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). Pur concordando con la proposta di sospensione, ricorda che è stato già bocciato un emendamento all'articolo 3 analogo a quelli che saranno rinviati alla Commissione.
CENTARO (CN:GS-SI-PID-IB-FI). Concorda con la proposta di sospensione, ma sembra improbabile che due ore siano sufficienti alla Commissione giustizia per portare a termine il complesso lavoro di riesame degli emendamenti e probabilmente dell'intera struttura del testo.
LEGNINI (PD). Chiede lo spostamento della discussione dei disegni di legge in titolo all'ultimo punto del calendario dei lavori previsto per la settimana.
BERSELLI (PdL). Accoglie la proposta del senatore Bricolo, tuttavia bisogna prendere atto che l'Assemblea ha bocciato l'emendamento 3.100 e che la pausa prima dell'inizio della seduta pomeridiana non è sufficiente la colmare le divergenze esistenti. Occorre altresì considerare l'importanza degli altri argomenti all'esame dell'Assemblea, degli impegni già fissati dalla Commissione giustizia e di quelli politici connessi allo svolgimento del secondo turno delle elezioni amministrative.
PRESIDENTE. Tecnicamente, non è stato proposto un rinvio del provvedimento in Commissione, ma una sospensione della discussione. La Commissione non può tornare su deliberazioni già fatte dall'Assemblea, ma cercare di individuare un punto di convergenza da riproporre all'esame dell'Assemblea. Ad ogni modo, la discussione e la votazione del provvedimento in esame saranno svolte nella seduta di domani.
CALIENDO (PdL). L'emendamento 3.101 (testo 2) prevede una delega al Governo che va riempita di contenuti, che erano contenuti nell'emendamento 3.100.
PRESIDENTE. Ribadisce che la Commissione non può tornare ad esaminare emendamenti su cui l'Assemblea si è già espressa, ma valutare l'esistenza di una convergenza su un testo da portare all'esame dell'Aula. Poiché non si fanno osservazioni, così resta stabilito.
CASSON (PD). L'emendamento 3.100 riguardava l'istituzione del tribunale per la persona e la famiglia, mentre l'emendamento 3.101 propone una delega al Governo per l'emanazione di una disciplina unitaria nei procedimenti per l'affidamento e il mantenimento dei figli ai sensi degli articoli 155 e seguenti del codice civile. Quindi non si può tornare a discutere del tribunale per la famiglia.
PRESIDENTE. Il Presidente della Commissione giustizia ha ricevuto un mandato specifico.
DELLA MONICA (PD). Chiede che la Commissione sia autorizzata a riunirsi subito.
PRESIDENTE. In questo momento non è possibile, ma potrà utilizzare la pausa prima della seduta pomeridiana e si potrà convocare anche al termine della stessa.
Discussione del disegno di legge:
(1969-B) Ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d'Europa per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l'abuso sessuale, fatta a Lanzarote il 25 ottobre 2007, nonché norme di adeguamento dell'ordinamento interno (Approvato dalla Camera dei deputati, modificato dal Senato e nuovamente modificato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale)
PRESIDENTE. Ricorda che, ai sensi dell'articolo 104 del Regolamento, oggetto della discussione e delle deliberazioni saranno soltanto le modificazioni apportate dalla Camera dei deputati, salvo la votazione finale.
PALMIZIO, relatore. Il disegno di legge reca ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d'Europa per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l'abuso sessuale e numerose norme di adeguamento dell'ordinamento interno. Si propone all'esame dell'Assemblea il testo approvato nella seduta del 3 agosto 2011 dalle Commissioni riunite 2a e 3a, dopo il rinvio del provvedimento in Commissione, deliberato dall'Assemblea nella seduta del 12 ottobre 2011. Occorre giungere rapidamente alla definizione del provvedimento, per consentire l'entrata in vigore della Convenzione di Lanzarote, che riveste una importanza fondamentale a tutela dell'integrità fisica e psichica dei bambini.
ALLEGRINI, relatrice. Durante l'esame da parte delle Commissioni riunite sono state approvate modifiche al testo approvato dalla Camera sulla nuova fattispecie di reato di istigazione a pratiche di pedofilia e pedopornografia, ripristinando il quadro sanzionatorio stabilito dal Senato. Le Commissioni hanno altresì distinto l'attribuzione della competenza sui singoli reati, a seconda che essi siano stati commessi con il coinvolgimento di associazioni criminali o realizzati mediante l'utilizzo di strumenti informatici. Sono quindi attribuiti alla competenza delle procure distrettuali antimafia alcuni reati, tra cui l'istigazione a pratiche di pedofilia e pedopornografia, distribuzione, divulgazione, diffusione e pubblicizzazione di materiale pornografico o informazioni finalizzate all'adescamento o allo sfruttamento sessuale dei minori e di turismo sessuale volto allo sfruttamento della prostituzione minorile.
PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione generale.
CAROFIGLIO (PD). Il provvedimento è importante per il suo contenuto e perché veicola l'idea che su materie particolarmente sensibili, come quelle penali e processuali, è necessaria un'omogeneizzazione all'interno dell'Unione europea. Per quanto concerne la suddivisione delle competenze tra procure distrettuali antimafia e procure circondariali non possono esservi certezze assolute, poiché solo durante lo svolgimento di un'indagine si può capire se un reato ha una matrice associativa o è di carattere isolato. Esprime un giudizio positivo sull'accertamento della pericolosità sociale per la custodia cautelare nei confronti dei soggetti dediti alle pratiche richiamate. Poiché la duplicazione degli ambiti di competenza prevista dal testo in esame rischia di far disperdere competenze ed energie investigative, è opportuno ripristinare un'attribuzione di competenza unitaria.
MURA (LNP). La Lega chiede di non aver nessuna tolleranza verso comportamenti abietti come la pedopornografia, quindi è ampiamente soddisfatta per la ratifica della Convenzione di Lanzarote, che reca un'ampia disciplina di contrasto allo sfruttamento e all'abuso sessuale dei minori. L'azione deve essere improntata alla massima attenzione, perseguendo chi commette tali reati con un inasprimento delle pene e, al contempo, tutelando le vittime. Positiva è l'individuazione di alcune aggravanti, come il fatto che un omicidio sia commesso in occasione della commissione di reati di prostituzione minorile, pornografia, maltrattamenti contro familiari e conviventi; ugualmente apprezzabili sono l'individuazione di una nuova fattispecie penale per chi assiste a esibizioni pedopornografiche e l'estensione della confisca dei beni che costituiscono il prodotto, il profitto o il prezzo dei reati in argomento. È opportuno valutare il caso di chi richiede di essere volontariamente sottoposto ad un processo di castrazione chimica, con cui si intende il blocco di impulsi incontrollabili attraverso farmaci specifici. Positiva è infine la possibilità per il condannato di accedere al trattamento psicologico con finalità di recupero e sostegno.
ADAMO (PD). Il provvedimento in esame pone al centro dell'attenzione il bambino o il ragazzo in quanto soggetto portatore di diritti. La ratifica della Convenzione non comporta solo l'aggravamento di pene e sanzioni, ma richiede anche ai Paesi di promuovere iniziative di intelligence e di prevenzione sulla via di un'armonizzazione della disciplina nel contesto europeo, perché in questa epoca la diffusione dell'abuso sui minori si è ampliata a causa delle tecnologie informatiche e per una maggiore mobilità della popolazione. L'Italia giunge in ritardo alla ratifica per questioni procedurali inerenti la competenza sui reati relativi agli abusi sessuali sui minorenni. Sul tema non ci sono certezze assolute, ma dall'esame della Convenzione e per via della trasformazione del reato si comprende che la necessità di competenza e specializzazione del magistrato è forte; pertanto, per il Gruppo Partito Democratico è giusto attribuire la competenza in materia alle procure distrettuali antimafia. Non si deve dare il sospetto che una posizione espressa su questi temi possa essere volta a incidere su processi in corso o dare indicazioni sulla riorganizzazione del sistema giudiziario.
LI GOTTI (IdV). Bisogna trovare una soluzione che eviti una spaccatura con la Camera, con cui si regista un'amplia convergenza, ma una forte divergenza sulla competenza in materia di sfruttamento sessuale dei minorenni. Il Gruppo Italia dei Valori ritiene che tale competenza debba essere affidata ad un unico organismo e non suddivisa tra procure distrettuali antimafia e procure circondariali, anche in considerazione degli sviluppi che le indagini possono avere. Tuttavia, in considerazione dell'importanza della Convenzione e del ritardo con cui giunge alla ratifica, è meglio approvare il provvedimento nel testo licenziato dalla Camera, che eventualmente potrà essere corretto in seguito, anche dopo un periodo di sperimentazione.
GARAVAGLIA Mariapia (PD). Si unisce all'appello accorato per l'approvazione definitiva di un testo di grande impatto culturale, etico e giuridico che recepisce la Convenzione di Lanzarote e obbliga gli Stati europei ad armonizzare gli strumenti sanzionatori contro i reati di abuso sessuale dei minori. L'Italia, che non brilla nelle classifiche internazionali per rispetto della dignità dei minori, dovrebbe dedicare maggiore impegno alla prevenzione. Coglie l'occasione per invitare il Governo a vigilare affinché nella programmazione televisiva siano rispettate le fasce di protezione dei minori.
PRESIDENTE. Rinvia il seguito della discussione ad altra seduta.
Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno
POLI BORTONE (CN:GS-SI-PID-IB-FI). Sollecita lo svolgimento di un'interrogazione sul sovraffollamento del carcere di Lecce e sulla gestione delle risorse assegnate al Ministero della giustizia.
GRAMAZIO (PdL). In relazione ai proclami da parte delle nuove BR sul ferimento di un dirigente aziendale dell'Ansaldo, chiede un'informativa del Sottosegretario con delega per i Servizi segreti. Coglie l'occasione per esprimere il suo giudizio sulla procedura adottata per la richiesta di intervento a fine seduta, alquanto restrittiva della libertà dei parlamentari.
ARMATO (PD). Sollecita la risposta all'interrogazione 4-06918 sulla sospensione dei lavori di restauro della Chiesa della Sacra Famiglia dei cinesi a Napoli.
LANNUTTI (IdV). Sollecita lo svolgimento di diversi atti di sindacato ispettivo su Agenzia debiti Spa che specula sulla crisi economica.
PRESIDENTE. La Presidenza si farà interprete delle richieste avanzate. Al senatore Gramazio ricorda che la procedura di richiesta di intervento a fine seduta è stata indicata in una delibera della Giunta per il Regolamento.
Dà annunzio degli atti di indirizzo e di sindacato ispettivo pervenuti alla Presidenza (v. Allegato B) e toglie la seduta.
La seduta termina alle ore 12,58.
Nel corso della seduta, la Presidenza ha salutato, a nome dell'Assemblea, rappresentanze di studenti presenti nelle tribune.