con l'entrata in vigore della nuova offerta ferroviaria 2011-2012 di Trenitalia, il 12 dicembre 2011, sono stati soppressi in gran parte treni notturni che collegavano il meridione d'Italia con i principali capoluoghi delle regioni settentrionali. I cittadini maggiormente colpiti sono quelli della Puglia, della Calabria e della Sicilia. Con il nuovo orario sono stati soppressi i treni che garantivano i collegamenti da e per la Sicilia e precisamente le tre coppie di collegamenti giornalieri notturni che circolavano sulle direttrici tra Palermo e Torino, Milano e Venezia. Ora dalla Sicilia e dalla Calabria è possibile arrivare solamente fino a Roma;
i disagi che registra l'utenza sono rilevanti sia in termini economici, poiché i prezzi dei biglietti per la percorrenza delle suddette tratte sono lievitati, considerato anche che occorre, una volta arrivati a Roma, proseguire con i servizi ad Alta Velocità, sia per l'oggettiva difficoltà e scomodità di effettuare, in alcuni casi in piena notte, trasbordi da un treno all'altro. Conseguenza inevitabile è che i fruitori del servizio ferroviario di lunga percorrenza, ormai snaturato, sono costretti a optare per altre modalità di trasporto;
con la soppressione dei treni notturni in partenza dalla Puglia sono state tagliate fuori dai collegamenti notturni diretti anche le altre città della direttrice adriatica (Pescara, Ancona, Rimini). Per questi ultimi sarà possibile raggiungere le città del Nord Italia esclusivamente cambiando treno a Bologna. In un'intervista rilasciata al quotidiano "la Repubblica", edizione di Bari, del 7 dicembre 2011, l'amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, in riferimento alla scomparsa dei treni notte, ha dichiarato: «Parliamo di treni che in Italia, come in tutto il resto d'Europa, sono stati soppiantati dai voli low cost. E in pochi anni hanno visto più che dimezzare il numero di viaggiatori e i relativi ricavi da tariffe. Ma l'offerta è stata sostanzialmente confermata grazie alla creazione dell'hub di Bologna, che diventerà il capolinea di questi treni la cui percorrenza sarà esclusivamente notturna e i cui orari saranno integrati con altri servizi diurni. Che potranno essere le Frecce o altri treni, anche regionali, a seconda della tratta da coprire tra Bologna e i capoluoghi del Nord»;
Trenitalia, quindi, anziché puntare al miglioramento della qualità dell'offerta del servizio notturno realizzato molto spesso con treni lenti, composti di carrozze vecchie e non manutenute, ha optato per la totale soppressione del servizio, causando una grave crisi occupazionale, come quella degli 85 dipendenti di Messina della Servirail (ex Wagon Lits), in mobilitazione permanente da mesi, per i quali si sono trovate solo soluzioni tampone, e quella di altri lavoratori Servirail (della Lombardia), che proprio per la cancellazione dei convogli si sono ritrovati senza lavoro e si sono accampati ormai dagli inizi di dicembre 2011 al binario 21 della Stazione centrale di Milano;
rilevato che:
per i lavoratori ex Wagon Lits della Lombardia, il 30 dicembre 2011 è stato firmato un accordo presso la Regione da Cisl e Uil, che dovrebbe assicurare occupazione a 153 lavoratori, prevedendo che gli operai lombardi vengano assunti in altre aziende, ma, stando alle informazioni rese dai lavoratori, tale patto li escluderebbe da un'eventuale ricollocazione sui convogli notturni;
ad oggi, comunque, tale obiettivo è ben lontano dall'essere stato raggiunto. Su 153 lavoratori, 137 avrebbero dovuto essere assorbiti da TreNord, Rete ferroviaria Italiana (Rfi), Trenitalia, Atm e Angel service cooperativa. Risulta agli interpellanti che non tutti i lavoratori siano stati contattati per i colloqui, e che nessuno di essi abbia iniziato a lavorare. A ciò occorre aggiungere che sono molti i dubbi sulla trasparenza dei processi e della tipologia delle posizioni offerte;
in particolare, risulterebbe che Rfi abbia proposto ai lavoratori Servirail di partecipare a corsi di formazione per lo svolgimento di attività, date in appalto ad alcune cooperative, presso le cosiddette sale blu della stazione Centrale di Milano, adibite all'accoglienza e all'assistenza dei passeggeri disabili e a ridotta mobilità. Per coloro che hanno iniziato il processo di selezione in TreNord con la prospettiva di un'assunzione a tempo determinato, sarebbe stato chiesto di rinunciare ad eventuali cause da intentare contro Trenitalia. Oltre ai 137 lavoratori, ce ne sono altri 16 altamente specializzati, per i quali si prevedeva una trattativa nazionale che ancora non vi è stata. Una parte di questi lavoratori dovrebbe essere assunta presso le Officine grandi riparazioni di Trenitalia, situate a Voghera (Pavia), con mansione di operai comuni;
si deve altresì segnalare che particolarmente opaca risulta la situazione dei lavoratori passati alla cooperativa Angel service, che ha assorbito 250 lavoratori della Servirail tra Napoli, Roma e Bari. A seguito del licenziamento dei lavoratori Servirail il gruppo delle Ferrovie dello Stato ha indetto un bando di gara per affidare il medesimo servizio di accompagnamento in versione ridotta. La gestione è andata alla società consortile Angel service arl che, a propria volta, ha dato il servizio in appalto alla Gecom SpA, la quale lo ha conferito alla Angel service cooperativa. La Angel service cooperativa è stata costituita il 7 dicembre 2011, dunque quattro giorni prima che venissero comunicati i licenziamenti;
risulta agli interpellanti che tali lavoratori siano stati assunti in qualità di dipendenti, sebbene la Angel service sia una cooperativa a mutualità prevalente, per cui il 51 per cento degli addetti dovrebbe essere costituito da soci. Inoltre, il contratto firmato dai lavoratori è quello nazionale delle attività ferroviarie, ma il tipo di inquadramento corrisponde al livello iniziale, ossia con parametri inferiori rispetto alle condizioni di lavoro maturate all'interno della Servirail;
tale catena di appalti sta creando una situazione di precarietà contrattuale che il settore non aveva mai conosciuto prima;
considerato che:
da tempo ormai si è diffusa la notizia che sarebbe allo studio di Trenitalia e del Ministero delle infrastrutture e trasporti il progetto per il ripristino dei treni-notte a partire dal 12 giugno, data dell'entrata in vigore dell'orario estivo, su tre tratte: Milano-Lecce, Milano-Palermo e Torino-Lecce. Un articolo del quotidiano "Metro" dell'11 aprile 2012, a firma di Stefania Divertito, riporta una dichiarazione del Sottosegretario di Stato per le infrastrutture, Guido Improta, secondo cui: « sono stati compiuti sensibili passi avanti nella direzione di un miglioramento del servizio universale come dimostra il fatto che dal 12 giugno sarà assicurato il collegamento dalla Sicilia con destinazione Milano». I lavoratori ex Wagon Lits non sono ancora intenzionati a scendere dalla torre faro della stazione centrale di Milano, in attesa che arrivi l'ufficialità della notizia;
un articolo apparso il 13 aprile 2012 sul mensile on line "E- Il Mensile", a firma di Antonio Marafioti, riporta un'intervista sul ripristino dei treni notte, realizzata a seguito di tali dichiarazioni, rilasciata da Marco Mancini, dell'Ufficio stampa business trasporto di Trenitalia, il quale afferma che: «Ci sono degli studi che prevedono il reinserimento di questi treni. Ci è stato chiesto di verificare la fattibilità tecnica della loro reintroduzione. Dopodiché la parola spetta a chi questi treni li commissiona, perché si tratta di corse che hanno un costo di gran lunga superiore ai ricavi oggettivi. Non sono treni che Trenitalia può introdurre di sua iniziativa, ma si attivano perché hanno una valenza sociale e quindi rientrano nel settore del welfare, e il welfare lo fa lo Stato. Quindi è lo Stato che con Trenitalia stipula un contratto di servizio e sulla base della disponibilità economica compra questi cosiddetti servizi universali. La prima e l'ultima parola spettano allo Stato, al governo, al Ministero dello sviluppo economico e a quello delle Infrastrutture e Trasporti che è il committente del servizio». Mancini ha affermato altresì che la possibilità di ripristino, dunque, «è al vaglio ed è stata fatta oggetto di studi e di verifiche, (...) ma da qui a dire che a giugno il cambio orario prevederà il ritorno di questi treni è impossibile da dire»;
la scelta effettuata a dicembre sarebbe stata - secondo Trenitalia - una scelta tecnica, basata sul dato che i treni notte, nel loro complesso certificato, risultavano in perdita rispetto al contratto in vigore, di 90 milioni di euro. Stando a quanto riferito sempre nell'intervista: «Lo Stato poteva decidere se mettere quei novanta milioni di euro o non metterli e riorganizzare il servizio per ridurne i costi. Quest'ultima è stata la scelta adottata»;
il Ministro per i rapporti con il Parlamento Piero Giarda, il 26 aprile 2012, rispondendo in Aula all'interrogazione 3-02225 presentata presso la Camera dei deputati e concernente iniziative per garantire un adeguato servizio di trasporto ferroviario notturno, ha affermato: «Il Governo, ben consapevole dei conseguenti disagi arrecati agli utenti, sta procedendo, a risorse invariate, nell'ambito dell'aggiornamento del secondo periodo contrattuale 2012-2014, ad una verifica della fattibilità tecnica di un prolungamento di alcuni collegamenti provenienti dal Sud attualmente attestati a Roma e da Bologna, e da rendersi eventualmente operativo a breve»;
alla luce di quanto riportato in precedenza, a giudizio degli interpellanti, si deve constatare che il ripristino dei treni notte non potrà avvenire "a risorse invariate" come sostenuto dal ministro Giarda. La situazione che si è venuta a creare imporrebbe puntuali e rapidi chiarimenti da parte del Governo e dei vertici di Trenitalia,
si chiede di sapere:
quali iniziative urgenti di competenza il Governo abbia intenzione di assumere al fine di assicurare la corretta gestione del servizio universale passeggeri, la continuità territoriale ed il diritto alla mobilità dei cittadini, in particolare di quelli delle regioni meridionali, evitando così di marginalizzare le aree deboli della penisola;
se non ritenga opportuno chiarire se effettivamente a partire del mese di giugno 2012 si assisterà al ripristino dei treni notte che effettuano servizio sulla media e lunga percorrenza, così come annunciato da diversi esponenti del Governo ma non confermato da Trenitalia;
con quali risorse il Governo intenda eventualmente assicurare il ripristino all'interno del servizio universale dei treni notte e in quali tempi si intenda provvedere a farlo;
quali urgenti iniziative si intendano porre in essere per salvaguardare i posti di lavoro degli oltre 800 lavoratori del comparto accompagnamento notte, che allo stato attuale non sembrerebbero aver trovato adeguata ricollocazione;
se non si ritenga possibile il rilancio del "settore notte" in condizioni economicamente più compatibili con le risorse destinate al servizio universale, procedendo contemporaneamente ad un'operazione di ristrutturazione e miglioramento del servizio, al fine di coniugare le esigenze produttive ed industriali di Trenitalia con la possibilità di trovare soluzioni ai problemi occupazionali dei lavoratori;
se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto riferito in merito alla assai poco trasparente gestione del ricollocamento dei lavoratori presso la Angel service cooperativa.
(2-00464)