SARRO (PdL). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SARRO (PdL). Signor Presidente, dopo gli interventi che mi hanno preceduto, desidero fare qualche puntualizzazione.
Innanzitutto, in merito alla coerenza dell'emendamento 1.0.100 con il provvedimento in esame, sottolineo che esso riguarda i figli naturali non riconosciuti alla nascita: quindi, il tema è sostanzialmente coerente con l'oggetto generale del disegno di legge in titolo.
Per quanto riguarda il problema dei quarant'anni, rilevo che oggi la legislazione vigente - esistono anche in questo ramo del Parlamento più disegni di legge sull'argomento, uno dei quali è stato presentato da me assieme a circa 70 colleghi senatori - consente l'accesso alla conoscenza dell'identità dei genitori naturali decorsi cento anni dalla nascita. Noi proponiamo, in coerenza con le risoluzioni internazionali e con numerose pronunce della Corte europea dei diritti dell'uomo, che coniugando il diritto all'oblio della madre che ha negato il riconoscimento con il diritto all'identità di conoscere le proprie origini che ciascuno ha, giunti al quarantesimo anno di età (quando cioè si è determinata una situazione di equilibrio familiare e personale, vi è stato un percorso di autonomia psicologica e di maturità e si sono definiti gli affetti familiari) venga garantito tale diritto.
Voglio rappresentare a tutti i colleghi che in Italia esistono numerose associazioni dei figli naturali non riconosciuti, con cui ho avuto contatti e ho promosso una serie di manifestazioni a sostegno dell'iniziativa; si tratta di persone che spendono la loro intera esistenza nella lacerante ricerca della conoscenza del proprio genitore, certamente non per rivendicare alcunché, perché giuridicamente da questo non deriva alcuna conseguenza a legislazione vigente. Stiamo semplicemente fissando una soglia di età a partire dalla quale è possibile l'accesso, che non incide in nulla nel rapporto di adozione o nel rapporto di filiazione, materie che restano regolamentate e trattate dalla legislazione vigente.
Si tratta semplicemente di rispondere all'appello, molto forte, che viene da queste famiglie, da queste persone, che chiedono semplicemente di poter avere garantito un diritto che, desidero ricordarlo a tutti i colleghi, tutte le legislazioni dei Paesi europei riconoscono addirittura al compimento della maggiore età, quindi in modo automatico.
Prendo atto che c'è l'esigenza di approfondire ed esaminare ulteriormente la materia. Chiedo però che l'emendamento venga accolto come ordine del giorno, anche perché esistono altri disegni di legge presentati in questo ramo del Parlamento e una deliberazione, una decisione sollecita del Senato, assieme alla Camera, su questo argomento sicuramente garantirebbe anche nel nostro Paese il raggiungimento di un livello di civiltà giuridica pari a quello degli altri Paesi europei e di tutti i Paesi occidentali. (Applausi dal Gruppo PdL).