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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 722 del 15/05/2012


MURA (LNP). Signor Presidente, gentile Sottosegretario, onorevoli colleghi, crediamo che con il provvedimento sulle disposizioni in materia di riconoscimento dei figli naturali - che, ricordo, è stato approvato all'unanimità dalla Camera dei deputati il 30 giugno 2011 - sia stato dato un segnale di modernità in rapporto all'evoluzione intervenuta nella società su un tema molto delicato. Con il provvedimento in esame riportiamo il tema dei minori, dei bambini, dei figli - caro non solo alla Lega Nord, ma a tutti in quest'Aula e non solo - al centro del dibattito parlamentare. Come ho poc'anzi ricordato, tale dibattito è iniziato da tempo, forse da troppo tempo.

Mi riferisco al dibattito avviato dal precedente Governo, ma anche a quello del 2007, quando l'allora ministro per la famiglia, il ministro Bindi, tentò di portare avanti alla Camera dei deputati un provvedimento che riguardava la filiazione e l'equiparazione tra figli naturali e figli legittimi. Allora quell'iniziativa non ebbe seguito a causa della caduta del Governo Prodi. Oggi con il provvedimento in esame si va finalmente nella direzione di un completamento - come è stato ricordato da altri colleghi - della riforma del diritto della famiglia, che risale al 1975.

Con il provvedimento che, spero, approveremo oggi mettiamo fine alle discriminazioni tra figli grazie ad una scelta che riteniamo assolutamente importante: il riconoscimento dello status di figlio. Con il disegno di legge in esame vengono sostanzialmente eliminate tutte le distinzioni fra figli naturali e figli legittimi, in attuazione, dopo 60 anni, dei diritti sanciti dagli articoli 2, 3 e 30 della Costituzione. Non solo. Il provvedimento va anche nella direzione dell'attuazione degli indirizzi fissati da accordi internazionali, tra cui la Carta di Nizza e la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo.

Oggi, con la modifica dell'articolo 315 del codice civile, si stabilisce una condizione importante non solo per il Governo, che dovrà dare attuazione alla legge delega, ma anche per il Parlamento. Con l'affermazione dello status di figlio il Parlamento e il Governo infatti d'ora in poi dovranno tenere conto del fatto che non ci sono più figli legittimi da una parte e figli naturali dall'altra, ma solo ed esclusivamente figli. Questo è un aspetto che hanno sottolineato tutti i colleghi che mi hanno preceduto, ma che mi preme ricordare, perché è ciò che caratterizza in maniera forte questo provvedimento.

Con riguardo alle discriminazioni che colpivano i figli naturali - come è stato ricordato da chi mi ha preceduto - vi sono le problematiche legate alle successioni, ma anche quelle relative alle relazioni parentali. Con il provvedimento in esame si restituisce ad un figlio la ricchezza delle relazioni parentali prima negate (quelle che fanno capo al soggetto nella sua qualità di nipote o di cugino, ad esempio).

Voglio fare poi un accenno alla modifica proposta al testo pervenuto dalla Camera che ritengo la più importante che abbiamo esaminato in Commissione giustizia. Mi riferisco alla modifica diretta a radicare la competenza sulle questioni relative allo status di figli nati da genitori non sposati presso il tribunale ordinario. Il testo della Camera dei deputati, nell'affermare l'esclusiva competenza dei tribunali dei minori per i procedimenti relativi ai figli di genitori non coniugati, in caso di cessazione della convivenza o di non convivenza dei genitori manteneva la competenza in capo al tribunale dei minori, mantenendo di fatto quindi una differenza tra i figli nati all'interno o all'esterno del matrimonio. Dunque, sono state apportate modifiche alla parte che prevedeva disparità di natura processuale, in quanto era individuato un giudice diverso a seconda che il figlio fosse nato all'interno o all'esterno del matrimonio. Semplificando al massimo il concetto, si sottrae al tribunale dei minori la competenza sulle controversie relative all'esercizio della potestà e all'affidamento dei genitori naturali per affidarla al tribunale ordinario.

Senza dilungarmi ulteriormente, per non ripetere le tante questioni già sollevate dai colleghi che mi hanno preceduto, ritengo che quello oggi alla nostra attenzione sia un provvedimento estremamente importante, un provvedimento storico - che apprezzo venga portato a termine in questo ramo del Parlamento, salvo l'approvazione definitiva, spero in tempi rapidi, della Camera - inserito in un contesto tanto importante quanto lo sono le relazioni all'interno del nucleo familiare e il ruolo dei figli nati al di fuori o all'interno del matrimonio. (Applausi del senatore Garavaglia Massimo).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Giovanardi. Ne ha facoltà.