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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 722 del 15/05/2012


LANNUTTI - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:

è giunta all'interrogante la segnalazione di un imprenditore romano che lamenta di essere vittima di gravissimo illecito posto in essere ai suoi danni da parte della banca Popolare dell'Etruria e del Lazio;

in particolare l'imprenditore si è accorto recentemente che l'istituto permetteva ad un suo ex collaboratore di versare sul proprio conto corrente assegni intestati all'imprenditore stesso per un importo di circa 300.000 euro, consentendogli di apporre firme apocrife fronte/retro nonostante i titoli stessi fossero stati rilasciati dalle compagnie assicuratrici muniti della clausola di non trasferibilità;

l'imprenditore ha chiesto l'intervento di un avvocato specializzato per ottenere una composizione bonaria della vicenda al fine di rientrare in possesso delle ingenti somme illecitamente sottratte, senza ottenere alcun risultato;

la banca continua a non voler rilasciare al cliente tutti i titoli a lui intestati ed incassati da altri;

al momento, di circa 70 assegni non pervenuti, l'imprenditore è entrato in possesso soltanto di 24, gentilmente inviati in fotocopia dalla compagnia Fondiaria-Sai per un totale di 126.250 euro;

tali fotocopie, unitamente alla perizia calligrafica da lui richiesta ad un tecnico regolarmente iscritto al tribunale di Roma, sono da tempo stati recapitati alla sede di Arezzo della banca Popolare d'Etruria e del Lazio;

in data 14 marzo 2012 l'imprenditore provvedeva a presentare denuncia/querela presso la Procura della Repubblica nei confronti dei soggetti interessati per non incorrere nella prescrizione dei termini previsti dalla legge;

a causa dei mancati incassi dei titoli a lui intestati l'imprenditore rischia la chiusura dell'azienda;

considerato che a giudizio dell'interrogante sono oscuri i motivi per cui la Banca d'Italia non provveda a sanzionare duramente, fino alla revoca della licenza dell'attività bancaria, quelle banche che continuano impunemente nelle loro operazioni spregiudicate a danno dei cittadini, delle imprese e degli interessi economici più generali,

si chiede di sapere:

se al Governo risulti che il modus operandi della banca Popolare dell'Etruria e del Lazio rispecchi una prassi diffusa presso gli istituti di credito;

se ritenga che sia arrivato il momento di porre un freno alla prepotenza delle banche, che sfocia spesso nell'illegalità, orientandosi alla tutela dei consumatori, su cui e di cui le stesse banche vivono;

quali iniziative di competenza intenda assumere affinché i cittadini non siano vittima di pratiche illegali e mancanza di trasparenza da parte degli istituti bancari.

(4-07473)