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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 722 del 15/05/2012


CONTINI, BALDASSARRI, DE ANGELIS, GIAI - Al Ministro degli affari esteri - Premesso che:

la Società italiana di beneficenza e mutuo soccorso (SIBMS) è stata fondata oltre 150 anni fa, nel 1854, su iniziativa di Teresa Cristina Borbone sorella del Re di Napoli e moglie dell'allora imperatore del Brasile con lo scopo di fornire assistenza sociale e sanitaria alla comunità degli italiani residenti nella zona di Rio de Janeiro; essa è probabilmente la più antica associazione di italiani nel mondo; la SIBMS è proprietaria e gestisce oggi due importanti strutture a servizio della comunità italiana in loco: la casa di riposo "villa Paradiso" e l'ospedale italiano di Rio de Janeiro;

la casa di riposo Villa Paradiso, situata a Grajaù, ospita alcune decine di anziani sia italiani sia di origine italiana; fino a oggi ha svolto la propria attività assistenziale per conto del Consolato con l'utilizzo delle risorse che il Ministero degli affari esteri destina annualmente all'assistenza dei nostri connazionali residenti in Brasile e che versano in condizioni di indigenza;

l'ospedale italiano di Rio de Janeiro è l'unica struttura sanitaria italiana nella città; essa è associata all'Alleanza degli ospedali italiani nel mondo e fino ad oggi ha rivestito un ruolo fondamentale nel supporto e nell'assistenza dei nostri connazionali indigenti residenti in Brasile; l'ospedale serve un bacino di oltre un milione di abitanti con una struttura piccola ma molto efficiente; vi lavorano oltre 270 addetti; i medici laureati sono 116, 30 dei quali in pianta stabile e il resto con rapporti di collaborazione alle attività ospedaliere e di ricerca; l'ospedale può contare inoltre su uno staff di 85 infermieri e tecnici sanitari e su 72 addetti amministrativi; la struttura ospedaliera dispone di 61 posti letto per la degenza ordinaria e 15 posti letto per i day hospital; ogni anno ci sono oltre 4.500 ricoveri, con 18.200 giornate di degenza e una degenza media di 4 giorni; si eseguono oltre 1.200 interventi chirurgici, quasi 30.000 visite ambulatoriali e più di 3.000 esami diagnostici;

l'ospedale italiano di Rio svolge anche una importante attività didattica, formativa e di ricerca nei settori dell'oftalmologia, ortopedia e chirurgia plastica, corredata da seminari e convegni internazionali con particolare riguardo all'ortopedia, con la presentazione di casi clinici di osteoporosi, e di studi farmacologici sulla prevenzione delle fratture vertebrali; parte degli introiti dell'ospedale viene destinata dalla SIBMS, sulla base di precisi accordi con la città di Rio de Janeiro, il Governo di Rio e lo Stato federale, ad attività filantropiche e di assistenza sociale in favore delle popolazioni locali;

con lettera del 4 maggio 2012 indirizzata al presidente della SIBMS, il Console generale italiano a Rio de Janeiro ha comunicato che, a seguito di un taglio del 30 per cento delle risorse destinate dal Ministero degli affari esteri all'assistenza dei nostri connazionali indigenti, la quantità e la tipologia delle prestazioni finanziate con il contributo pubblico dello Stato italiano dovranno essere rivedute e tagliate; dalla citata lettera si apprende che il Consolato è perciò intenzionato a tagliare le prestazioni fino a oggi fornite dalla casa di riposo villa Paradiso ai nostri connazionali, e che intende fare a meno altresì dei servizi forniti dall'ospedale italiano di Rio de Janeiro, tra i quali quelli forniti dalla farmacia Calabria che è parte integrante dell'ospedale, e che per tali servizi si appoggerà in futuro ad altre strutture brasiliane;

a ciò va aggiunto che, con la riorganizzazione degli spazi della "Casa d'Italia" (edificio che, oltre agli uffici del Consolato italiano, ospita anche vari enti legati al nostro Paese nonché, da sempre, la sede della SIBMS), il Consolato italiano ha chiesto alla SIBMS di spostarsi in spazi diversi dagli attuali e pagando un affitto "di mercato" (il che si traduce in un canone 10 volte maggiore rispetto a oggi, cioè dai 550 euro attuali a un minimo di 5.500 euro) ed analoghe misure sono state prese nei confronti di altre istituzioni di rappresentanza e storiche della comunità italiana (Comitati degli italiani residenti all'estero, Associazione culturale italo-brasiliana) destinatarie di contributi del Governo italiano, che con la loro presenza hanno rappresentato e giustificato il nome all'edificio di "Casa d'Italia";

l'insieme delle soluzioni proposte dal Consolato a fronte del taglio dei fondi pubblici da parte del Ministero renderebbe di fatto insostenibile dal punto di vista economico l'attività di villa Paradiso, dell'ospedale italiano di Rio, e della stessa SIBMS, mettendo in crisi una componente storica dell'assistenza italiana in Brasile, tanto più in vista di importanti scadenze nei prossimi anni (come le giornate mondiali della gioventù 2013, mondiali di calcio e olimpiadi) che porteranno a Rio de Janeiro un importante flusso di italiani potenzialmente suscettibili di beneficiarsi dell'assistenza sanitaria dell'ospedale,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno prendere in esame direttamente le disposizioni adottate dal Consolato in merito all'allocazione dei fondi pubblici dello Stato italiano destinati all'assistenza dei nostri connazionali indigenti in Brasile, eventualmente procedendo con un proprio provvedimento a ripristinare l'erogazione dei servizi e le attività svolte dalle strutture della SIBMS;

se sia congruo privilegiare l'assegnazione dei fondi per l'assistenza a entità private brasiliane, che evidentemente agiscono con logiche esclusivamente commerciali, invece di sostenere entità filantropiche di origine italiana che in caso di bisogno sono in passato intervenute fornendo servizi gratuitamente ai nostri concittadini bisognosi ed altrettanto potrebbero fare in futuro, ove mantenute attive;

se sia a conoscenza del piano di riorganizzazione degli spazi e degli uffici presso l'edificio "Casa d'Italia" da parte del Consolato italiano di Rio de Janeiro, e se non ritenga opportuno proporre al Consolato medesimo una diversa soluzione, o impartire disposizioni dirette in tal senso, in modo da permettere alla SIBMS ed alle entità destinatarie di sovvenzioni da parte del Governo italiano di mantenere i propri spazi presso la Casa d'Italia fruendo di un contratto di affitto agevolato, ovvero consentire che il canone di affitto sia determinato sulla base di criteri diversi da quelli di mercato, per tenere adeguatamente conto delle particolari caratteristiche del locatario e dell'attività filantropica da esso svolta in favore dei nostri connazionali indigenti in loco e anche a sostegno del sistema Paese.

(4-07464)