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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 720 del 09/05/2012


ANTEZZA (PD). Signora Presidente, onorevoli colleghi, signor Sottosegretario, intervengo per illustrare la mozione presentata dal Gruppo del Partito Democratico sull'Accordo UE-Marocco. Come dicevano poc'anzi i colleghi che mi hanno preceduto, com'è noto il Parlamento europeo nella seduta del 16 febbraio ha approvato una Raccomandazione per il definitivo via libera sul progetto di decisione del Consiglio relativo alla conclusione dell'Accordo tra l'Unione europea e il Regno del Marocco in merito alle misure di liberalizzazione reciproche per i prodotti agricoli, i prodotti agricoli trasformati, il pesce ed i prodotti della pesca. Il Parlamento europeo ha approvato il progetto di Accordo tra l'Unione ed il Marocco con 369 voti a favore, 255 voti contrari e 31 astensioni.

La maggioranza dei parlamentari europei ha ritenuto l'Accordo uno strumento importante per sostenere la difficile transizione democratica in Marocco, sulla scia di una nuova propulsione nel processo democratico avviato nei Paesi del Mediterraneo meridionale dopo le cosiddette Primavere arabe. Tuttavia, sono state sollevate da più parti alcune perplessità in merito ai contenuti dell'Accordo e alle sue implicazioni sulle agricolture degli Stati membri e dell'Europa meridionale. La stessa Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo si era espressa contrariamente all'Accordo nell'ambito della formulazione del proprio parere.

L'Accordo tra l'Unione europea ed il Marocco prevede la liberalizzazione con effetto immediato del 55 per cento dei dazi doganali sui prodotti agricoli e della pesca del Marocco (contro l'attuale 33 per cento) e la liberalizzazione, entro 10 anni, del 70 per cento dei dazi doganali sui prodotti agricoli e della pesca dell'Unione europea.

Inoltre, si stabilisce l'avvio dei negoziati sulla protezione delle indicazioni geografiche e vengono inserite disposizioni sul rispetto degli obblighi internazionali in campo sanitario e fitosanitario.

Il testo, introducendo un incremento dei contingenti esenti da dazi, ha suscitato numerose preoccupazioni relativamente alle eventuali conseguenze negative per alcune Regioni agricole dell'Europa meridionale e, in particolare per determinati settori agricoli, come ad esempio quello ortofrutticolo mediterraneo.

Le stesse organizzazioni di rappresentanza agricola del nostro Paese hanno manifestato forti dubbi verso un progetto che, di fatto, rischia di penalizzare l'agricoltura e la pesca mediterranea e, in particolare, le produzioni nazionali ed ortofrutticole del Mezzogiorno, già pesantemente danneggiate da una congiuntura economica sfavorevole e da un contesto futuro connotato da incertezza e da estrema volatilità dei prezzi all'origine.

Lo stesso Parlamento europeo, considerato il potenziale negativo impatto dell'accordo nei confronti soprattutto delle agricolture mediterranee, e a fronte delle preoccupazioni espresse dalle associazioni di categoria, ha previsto una serie di misure di salvaguardia. Sebbene poi abbia espresso parere favorevole all'accordo, ha contestualmente approvato, con 398 voti a favore, una Risoluzione che denuncia la possibilità di frodi nell'ambito del regime dei prezzi di entrata e di violazioni delle norme previste dal testo, chiedendo quindi alla Commissione europea di monitorare con attenzione il rispetto delle quote e di rafforzare i controlli alle frontiere per evitare frodi e violazioni dei prezzi di importazione.

Con questa Risoluzione, il Parlamento chiede garanzie affinché i futuri contingenti tariffari previsti dall'Accordo continuino ad essere opportunamente regola dall'Unione europea e non vi siano interpretazioni errate dell'applicazione del meccanismo del prezzo in entrata.

Lo stesso Parlamento solleva inoltre la questione sanitaria e fitosanitaria per il futuro delle relazioni commerciali con il Marocco, chiedendo che l'assistenza tecnica costituisca un tema centrale dei negoziati per la conclusione di un accordo di libero scambio globale e approfondito ed invita, dunque, la Commissione europea a promuovere l'equivalenza delle misure e dei controlli tra il Marocco e l'Unione europea per quanto concerne le norme ambientali ed in materia di sicurezza alimentare, in modo da garantire una concorrenza equa tra i due mercati. Chiede perciò alla Commissione europea di procedere ad una valutazione d'impatto dell'Accordo sugli agricoltori europei, un elemento quest'ultimo necessario per garantire il principio della reciprocità delle regole commerciali ed evitare che il non rispetto da parte di partner stranieri degli elevati standard europei in materia di lavoro, qualità e sicurezza alimentare, si traduca in un vantaggio competitivo.

È ovvio che per il sistema agricolo italiano questo Accordo è assai penalizzante, in quanto non tiene conto tra l'altro dei diversi standard produttivi in termini di qualità, rispetto dell'ambiente, nonché dei costi di produzione e di manodopera assai diversi nei due contesti.

Non va sottaciuto, tra l'altro, che anche la Conferenza Stato-Regioni ha già avuto modo di esprimere preoccupazioni, evidenziando gli effetti particolarmente destabilizzanti per l'economia, per i giovani e per le prospettive di sviluppo dell'agricoltura e della pesca, che sarebbero derivati dalla sottoscrizione di tale Accordo.

Dal punto di vista dell'impatto economico, infatti, la ratifica dell'Accordo sottopone il mercato comunitario a rischi, causati dalle potenziali ricadute economiche negative nei territori specializzati nella coltivazione di ortaggi e di altre produzioni mediterranee, come agrumi, olive, frumento, fragole, pomodori e così via.

Inoltre sottolinea che, contrariamente a quanto già avvenuto relativamente all'Accordo con i Paesi dell'America Latina, in occasione del quale sono stati condotti accurati studi preliminari per valutare l'impatto economico sui prodotti comunitari, l'Accordo UE-Marocco è stato sottoscritto in assenza di un'adeguata valutazione degli effetti e delle ricadute per i produttori dell'Unione per i singoli comparti produttivi.

Le stesse Regioni rappresentano la necessità che l'Unione europea preveda misure che ne mitighino gli impatti negativi e, quindi, l'urgenza di riformare il sistema del prezzo di entrata.

Si manifestano anche preoccupazioni relativamente ai rischi di frode nel sistema dei prezzi di entrata e si chiedono garanzie per assicurare che l'aumento dei contingenti tariffari nel quadro dell'Accordo continuerà ad essere adeguatamente regolato dall'Unione europea. Si ritiene, a tal proposito, necessario un monitoraggio continuo sulle produzioni e sugli scambi commerciali al fine di evitare perturbazioni dei mercati ed un rafforzamento del sistema di controllo doganale ed elusioni delle disposizioni previste.

Inoltre, le Regioni raccomandano che l'accesso al mercato interno dell'Unione europea sia subordinato alle regole sanitarie, fitosanitarie ed ambientali e all'attivazione di misure e controlli negli scambi tra il Marocco e l'Unione europea in materia di ambiente e sicurezza alimentare, al fine di garantire una concorrenza leale tra i due mercati.

In conclusione, signor Sottosegretario, onorevoli colleghi, lungi dall'essere protezionisti, né tanto meno contrari alla crescita dei Paesi che vivono in condizioni di maggiore difficoltà nell'area del Mediterraneo, si tratta di stimare e riconoscere, soprattutto a livello europeo, le difficoltà che con molta probabilità l'Accordo in questione produrrà sul reddito dei nostri agricoltori e dei nostri pescatori, non esposti alla concorrenza dei prodotti provenienti dal Marocco e di tenere insieme la questione della tutela del nostro made in Italy e dei nostri consumatori. Credo che queste debbano essere le questioni al centro della preoccupazione del nostro Governo.

Pertanto, con la mozione in esame, chiediamo un impegno da parte del Governo ad intraprendere, nelle opportune sedi europee ed internazionali, tutte quelle iniziative volte a monitorare gli sviluppi dell'Accordo commerciale per valutare l'impatto sociale ed economico sui produttori agricoli e della pesca europei e a minimizzare le eventuali conseguenze negative sulle produzioni sensibili conseguenti l'Accordo, evitando frodi e violazioni; ad adottare, in sede di riforma della politica agricola comune, tutte le opportune misure di compensazione e garanzia su eventuali danni recati alle produzioni mediterranee e della pesca; a garantire un mercato più trasparente, orientato al concetto della cosiddetta reciprocità delle regole commerciali al fine di favorire una maggiore convergenza degli standard applicati dall'Unione europea anche a livello internazionale ed a rafforzare i meccanismi di salvaguardia; infine, ad assicurare che, nell'ambito delle riforme della politica agricola comune e della politica comune della pesca, alle questioni della crescita economica e dello sviluppo competitivo dell'agricoltura mediterranea siano date adeguate risposte da parte delle istituzioni europee.

Chiediamo invece al Governo, in sede nazionale, di adoperarsi al fine di salvaguardare, tutelare e promuovere il sistema ortofrutticolo nazionale e, più in generale, il made in Italy agroalimentare; a monitorare e valutare gli sviluppi futuri dell'Accordo approvato, le relative conseguenze sui produttori italiani e, in particolare, le eventuali ricadute negative in termini reddituali ed occupazionali; a presentare alle competenti Commissioni parlamentari una relazione concernente i risultati delle attività di monitoraggio e di valutazione degli impatti dell'Accordo e delle iniziative intraprese a tal riguardo.

Per queste ragioni, auspichiamo l'approvazione della presente mozione da parte del Governo e del Parlamento. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Scarpa Bonazza Buora. Congratulazioni).

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il senatore Fleres per illustrare la mozione n. 631.