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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 720 del 09/05/2012


VALLARDI (LNP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

VALLARDI (LNP). Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor rappresentante del Governo, la proposta di legge in esame la riteniamo anche un po' nostra, considerato che è stata presentata alla Camera dei deputati dai colleghi della Lega Nord. Essa ha come obiettivo principale quello di risolvere diverse problematiche che oggi il mondo dell'economia, il mondo di chi lavora, il mondo di chi fa impresa trovava nella gestione dei rifiuti. Vogliamo appunto sottolineare come il nostro attuale sistema di gestione dei rifiuti sia per le nostre aziende troppo oneroso, complicato (approfitto della presenza anche del rappresentante del Governo) e fin troppo burocratizzato: questo è un dato di fatto.

Le continue modifiche ai codici dei rifiuti, a partire dal decreto legislativo n. 152 del 2006 per arrivare ai giorni nostri, al decreto legislativo n. 205 del 3 dicembre 2010, hanno di fatto creato una giungla normativa e gli operatori del settore hanno vita difficile nell'interpretare queste norme, le quali spesso e volentieri sono un po' come i sistemi in matematica: si intersecano una dentro l'altra e alla fine è bravo chi indovina nel dare dei pareri positivi e nell'interpretare queste norme.

Un esempio credo emblematico, che è stato dibattuto diverse volte anche in questo consesso istituzionale e ha visto anche diversi interventi da parte del Gruppo della Lega Nord, è la vicenda del SISTRI: il sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti. Quello sul SISTRI è un provvedimento nato sicuramente in modo positivo nella mente di chi l'ha ideato, però si è rivelato effettivamente un grosso problema, dal momento che è stato gestito molto male. Non voglio assolutamente offendere nessuno, ma poi, nella fase attuativa del provvedimento, il SISTRI mi sembra sia stato gestito un po' come dei dilettanti allo sbaraglio, perché diverse volte si è cercato di metterlo in attuazione, però - come abbiamo visto - con risultati ben poco graditi al mondo dell'imprenditoria.

Questo, fino ad oggi, non ha portato assolutamente a dei risultati positivi, perché il SISTRI, nato con l'intenzione di risolvere il problema della tracciabilità dei rifiuti, alla fine si è rivelato veramente un aggravio, un boomerang per le imprese, in quanto queste hanno dovuto spendere più soldi per potersi dotare dell'apposito software di gestione, delle apposite attrezzature, le famose black box che poi non funzionavano assolutamente; talvolta hanno dovuto assumere del personale per poter adempiere ai requisiti normativi del SISTRI. Questo - come abbiamo visto - non ha portato assolutamente a nulla se non ad appesantire le aziende, sia dal punto di vista economico che burocratico, in un momento particolarmente difficile come quello che sta attraversando l'economia del nostro Paese.

Venendo al disegno di legge in esame, credo che esso sia sicuramente positivo, ed i suoi articoli vanno a incidere su questioni specifiche tendendo a snellire e sburocratizzare le norme attualmente in vigore, mantenendo però sicuramente inalterati i livelli di tutela ambientale, cosa che penso sia uno dei primi obiettivi di tutti i cittadini, e soprattutto della politica della Lega Nord.

Tecnicamente, lo scopo è stato quello di appianare alcune difficoltà sul procedimento di autorizzazione per quanto riguarda i rifiuti speciali. In particolar modo, si è entrati analiticamente e tecnicamente nella materia della miscelazione degli oli minerali, possibili la miscelazione nel luogo della raccolta e il conseguente trasporto di lubrificanti da recuperare, permettendo così il pieno funzionamento dell'intera catena di recupero e di rigenerazione degli oli stessi. Ciò permetterà agli addetti del settore di avere sicuramente dei notevoli benefici, perché prima questo non era possibile e a volte - purtroppo - ne risentiva l'ambiente, perché spesso e volentieri questi oli venivano smaltiti in maniera illegale.

Con l'occasione si è inoltre messa mano ad alcune storture che impedivano un giusto riutilizzo e, contemporaneamente, un concreto sostegno agli enti locali nel considerare prodotti e non più rifiuti gli sfalci e le potature provenienti dal verde pubblico e privato, così come era già previsto per il verde agricolo.

Voglio altresì ricordare al Governo come sia assolutamente necessario mettere in campo delle azioni a favore della produzione del compost ricavato dalla frazione umida dei rifiuti. A tal proposito, intendo rivolgermi ai tanti colleghi che, spesso e volentieri, negli incontri pubblici si definiscono amici dell'ambiente, facendo presente che nel nostro Paese il concime organico sta letteralmente scomparendo. Ne parlavamo anche ieri durante l'esame emendamenti. Purtroppo, dieci anni di politica agricola scellerata hanno fatto sì che oltre il 50 per cento delle nostre stalle sia già stato chiuso e, come si evince dalle dichiarazioni delle varie associazioni di categoria, a seguito dell'introduzione dell'IMU oltre 200.000 purtroppo chiuderanno. Ci troveremo così, molto presto, senza concime organico, oppure lo importeremo da fuori.

C'era un'alternativa: il compost, che è un materiale organico derivante dal compostaggio domestico. Devo però dire che né i precedenti Governi, né quello attuale, hanno fatto qualcosa a favore di questo particolare prodotto dell'agricoltura, che sicuramente è positivo per gli agricoltori e - soprattutto - per un certo tipo di agricoltura, positiva e sana: mi riferisco all'agricoltura biologica. Tanto ci riempiamo la bocca di ambiente e di agricoltura biologica, quanto - poi - non poniamo attenzione ai prodotti per portare avanti l'agricoltura biologica. Se non abbiamo più fertilizzante organico, cosa mettiamo nei nostri campi? Utilizziamo il fertilizzante chimico. Credo che questa sia una riflessione molto profonda che dobbiamo fare.

L'intero disegno di legge in esame è a favore e a supporto degli operatori del settore, in particolare dei nostri agricoltori. Come dicevo prima, l'agricoltura biologica e anche la dieta mediterranea sono un viatico positivo per far conoscere i nostri prodotti all'estero e per risollevare le sorti dell'agricoltura.

Un altro tema trattato in questo provvedimento è quello delle energie rinnovabili. Da sempre il nostro movimento parla e si interessa alle energie rinnovabili. Da sempre la Lega Nord è in prima fila nel promuovere lo sviluppo delle energie rinnovabili, provenienti sia dalle biomasse, sia da altri settori, valorizzando a tal fine i prodotti che arrivano dal verde e dall'agricoltura. In questo caso parliamo chiaramente dei residui e degli scarti e non delle colture dedicate che, invece, spesso e volentieri, vanno a penalizzare e a viziare il settore agricolo. A volte creano più danni che benefici (parlo sempre delle colture dedicate al fine della produzione dell'energia). Noi, invece, siamo per il recupero degli scarti in agricoltura. Il provvedimento al nostro esame va a valorizzare questo rifiuto e a creare un circolo virtuoso per la filiera corta.

Concludendo, signor Presidente, dobbiamo dire che questo provvedimento avrà sicuramente anche l'obiettivo di ridurre il fenomeno dell'abbandono dei rifiuti e potrà così essere di valido aiuto ad alcune Regioni, in primis la Campania, e soprattutto alla città di Napoli, che ha una grande esperienza in tema di abbandono di rifiuti.

Si è tentato in questo disegno di legge, sia alla Camera che qui in Senato, di affrontare anche l'annosa questione relativa alla gestione della manutenzione delle reti fognarie pubbliche e private che, in base alla normativa attuale, purtroppo penalizza non solo gli operatori del settore, ma anche quella particolare categoria di operatori privati e che farà sì che anche il singolo cittadino potrà avere pesanti ripercussioni sotto il profilo meramente economico.

Ritengo che questo rappresenti un ulteriore tassello portato avanti dalla Lega Nord per semplificare, sburocratizzare e soprattutto permettere a chi lavora (agli operatori del settore ambiente, alle aziende agricole, agli artigiani e agli enti locali) di lavorare meglio. Credo che questo sia uno degli obiettivi da perseguire per noi politici, soprattutto in un momento così difficile per il nostro Paese dal punto di vista economico. Quindi, avendo dato una mano agli operatori del settore, sicuramente abbiamo adempiuto al mandato che i cittadini ci hanno dato, senza assolutamente dimenticare, come politici, il dovere - almeno, noi della Lega Nord lo riteniamo tale - di garantire il rispetto dell'ambiente: per noi, sicuramente per i cittadini di questo Paese, ma soprattutto per il futuro dei nostri figli. (Applausi dal Gruppo LNP).