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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 720 del 09/05/2012


DE LUCA Vincenzo (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DE LUCA Vincenzo (PD). Signor Presidente, egregi colleghi e colleghe, esprimendo il voto favorevole del Gruppo del PD, vorrei rassegnare alcune brevi considerazioni sul disegno di legge oggetto della nostra discussione, un provvedimento che considero un passo importante sulla strada della valorizzazione e della tutela delle risorse ambientali.

Oggi, di fronte alle difficoltà che vive il nostro Paese, alla crisi che si registra sul piano mondiale (crisi economica, finanziaria, ma anche ecologica), come fanno notare gli esperti delle materie ambientali, si parla sempre e solo di crescita economica; ma è il caso di ricordare che la crescita economica di per sé non basta, perché lo sviluppo è reale solo se migliora la qualità della vita in modo duraturo. E questo obiettivo può essere raggiunto puntando sulla salvaguardia delle nostre risorse ambientali, purtroppo in parte già terribilmente compromesse (penso al saccheggio continuo perpetrato dal Nord al Sud del Paese dalle ecomafie). Certo, il traguardo non lo si raggiunge subito, occorrono interventi progressivi e mirati alle esigenze dei vari territori, ma se non si comincia, realizzare il tanto sbandierato sviluppo sostenibile sarà sempre più difficile.

Alla luce della necessità improcrastinabile d'intervenire su alcuni settori, anche modificando quanto previsto dal decreto legislativo n. 152 del 2006, noto come codice dell'ambiente, ritengo che questo disegno di legge rappresenti un ulteriore, valido contributo per incardinare il processo, che non può più essere atteso, in un percorso in progress dello sviluppo sostenibile. Ben venga, dunque, la riformulazione di quanto previsto nel codice dell'ambiente per tenere ben separate, quali figure distinte di beni non costituenti rifiuti, da una parte la fattispecie del materiale agricolo o forestale naturale non pericoloso utilizzato in agricoltura e selvicoltura e, dall'altra, quella del materiale risultante dalla potatura degli alberi, anche proveniente dalla manutenzione dalle aree verdi urbane, destinato alla produzione di energia.

Apprezzabili sono anche l'intervento volto ad apportare modifiche e precisare ancora meglio gli ambiti di riferimento nel settore relativo alla miscelazione di rifiuti speciali e oli usati, nonché le misure per incrementare la raccolta differenziata, il cui potenziamento è il fondamento di qualunque ipotesi di gestione del ciclo integrato dei rifiuti.

Una gestione corretta dei rifiuti può innescare processi di sviluppo importanti per il Paese: penso alla ricaduta occupazionale, alla lotta alla criminalità organizzata, che dal traffico dei rifiuti trae guadagni sempre più ingenti, e anche al virtuoso circuito interistituzionale che può derivare dal coinvolgimento degli enti locali, a partire dai Comuni, (voglio dirlo in quest'Aula), nell'organizzazione e razionalizzazione delle diverse fasi della gestione. In tal senso, restituire definitivamente la titolarità della riscossione della TARSU ai Comuni in Campania resta una meta fondamentale, che avremmo potuto segnare già oggi, approvando l'emendamento specifico presentato dal relatore al testo in discussione e purtroppo ritirato dal collega Della Seta per senso di responsabilità e per sensibilità nei confronti del Governo che pure, nella persona del ministro Clini (lo dico al Sottosegretario Fanelli Tullio), sulla questione aveva assunto in quest'Aula, durante l'approvazione del decreto ambientale, un impegno preciso. Non si può andare avanti seguendo i capricci di qualche Gruppo che non ha a cuore le sorti di un territorio.

Per quanto mi riguarda, auspico che il Governo dimostri altrettanta sensibilità e responsabilità nei confronti del Parlamento e dei sindaci della Campania, i quali (come sottolineato più volte dall'ANCI) chiedono di ripristinare, come in tutto il Paese, il ritorno all'ordinario per la riscossione della TARSU, anche alla luce del fatto che le Province, in uno stato di emergenza superato da un decreto di questa stessa Aula, potrebbero essere ridimensionate o cancellate. Basta con questi giochini irresponsabili. Credo che sia ora di smetterla con le strumentalizzazioni elettorali della crisi dei rifiuti della Campania, sulla quale continuano a pesare l'ombra della criminalità, il rischio di procedure di infrazioni per il nostro Paese da parte dell'Europa e questioni tutt'altro che risolte, come il deposito delle ecoballe, denunciato ieri dal presidente Pecorella in missione in Campania, costato finora allo Stato 250 milioni di euro. Non si può essere insensibili rispetto a questo scempio.

Ma torniamo al disegno di legge in discussione. Delle disposizioni inserite nei 21 articoli del testo, ampiamente integrato sulla base delle indicazioni della Commissione ambiente e del relatore Della Seta, sono da segnalare, a mio avviso, anche la modifica del decreto legislativo n. 152 del 2006 in tema di messa in sicurezza di siti contaminati, al fine di prevedere che possano essere autorizzati anche interventi di messa in sicurezza delle strutture interrate e poi le misure per il potenziamento dell'azione amministrativa in materia di difesa del suolo; e ancora, le misure di compensazione e riequilibrio ambientale e territoriale che possono essere imposte dalle autorità competenti e nei modi consentiti dalla normativa vigente in relazione alla realizzazione di attività, opere, impianti o interventi. Si tratta di misure che non possono comunque avere carattere meramente monetario.

Ci vuole senso di responsabilità nella difesa dell'ambiente e del territorio, un recupero del senso dello Stato, come quello dimostrato in questa giornata, 9 maggio, anniversario del ritrovamento del corpo di Aldo Moro in via Caetani. È inutile, altrimenti, fare discorsi su tali questioni e procedere senza alcun senso di responsabilità.

Insomma, per quel che mi riguarda, proprio alla luce del lavoro svolto nella Commissione ambiente, ritengo che questo disegno di legge risponda - per questo ribadisco ancora una volta il voto favorevole del Gruppo del PD - alla necessità di disciplinare con maggiore precisione ed efficacia tutta una serie di situazioni e di tematiche ambientali, nella consapevolezza che la strada da compiere per radicare in Italia una politica ambientale esaustiva, aderente a tutte le diverse esigenze dei vari territori, è ancora lunga. Una sfida che passa prima di tutto per il riordino generale delle norme esistenti in materia, senza più tentennamenti, anche per recuperare le indicazioni contenute nelle direttive europee sul pacchetto clima «20-20-20». Questo impegno interpella direttamente la politica, chiamata a definire una visione strategica per il futuro del Paese in una prospettiva di maggiore certezza democratica. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Molinari).