Seguito della discussione e approvazione del disegno di legge:
(3255) Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 15 marzo 2012, n. 21, recante norme in materia di poteri speciali sugli assetti societari nei settori della difesa e della sicurezza nazionale, nonché per le attività di rilevanza strategica nei settori dell'energia, dei trasporti e delle comunicazioni (Approvato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale)
PRESIDENTE. Nella seduta antimeridiana si è concluso l'esame degli articoli del decreto-legge da convertire. Passa alla votazione finale.
LANNUTTI (IdV). L'Italia dei Valori voterà a favore di un provvedimento che consente di difendere le società nazionali che operano in settori strategici. Con riferimento alla vicenda di Finmeccanica, travolta da scandali che hanno screditato l'intero Paese, sottolinea l'esigenza di gestire in modo più oculato la designazione dei vertici delle aziende pubbliche. Si augura infine che la politica sia capace di recuperare i fondamenti dell'etica pubblica.
VIESPOLI (CN:GS-SI-PID-IB-FI). Annuncia il voto favorevole del Gruppo ad un provvedimento che affronta tre temi: quello della trasparenza delle regole che condizionano il mercato, essenziale per attirare investimenti; quello della tutela degli interessi nazionali e dell'italianità delle imprese strategiche, pur in coerenza con gli indirizzi europei; quello della reciprocità delle regole per favorire anche la crescita dimensionale, la competitività e l'internazionalizzazione delle eccellenze del sistema produttivo italiano. Esprime particolare apprezzamento per le considerazioni espresse dal Ministro sul tema della reciprocità nei rapporti tra Stati membri dell'Unione.
BALDASSARRI (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). Nel dichiarare il voto favorevole del Gruppo al provvedimento, sottolinea positivamente la circostanza che l'interesse nazionale sia definito con riferimento all'oggetto dell'attività di impresa anziché del soggetto proprietario e che la valenza strategica sia individuata in un perimetro ristretto. Rimangono tuttavia aperte alcune questioni: l'affermazione della reciprocità, che deve valere anche all'interno dell'Unione e non solo nei rapporti esterni; l'armonizzazione delle modalità di intervento della Cassa depositi e prestiti fissate dal decreto-legge n. 34 del 2011 nei confronti di imprese classificate di interesse nazionale sulla base del fatturato, dei livelli occupazionali e della incidenza sulle economie territoriali, con il modello di poteri pubblici speciali delineato dal testo in esame; il controllo parlamentare sugli interventi nei settori strategici, che dovrebbero essere decisi dal Presidente del Consiglio in rappresentanza della collegialità del Governo.
SERRA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Il Gruppo voterà con convinzione a favore di un provvedimento che consente al Governo, in rapporto interlocutorio con il Parlamento, di difendere tempestivamente e con competenza le aziende nazionali strategiche. Il testo è equilibrato e apprezzabile nel tentativo di superare il disallineamento con altri Paesi europei ricorrendo non al protezionismo bensì agli strumenti previsti dai Trattati.
VACCARI (LNP). La Lega Nord è stata la prima forza politica a invocare l'intervento dello Stato contro il rischio di scalata delle imprese nazionali strategiche da parte di capitali esteri. La crisi economica sta aumentando il pericolo di svalutazione e acquisizione del patrimonio produttivo nazionale: occorrerebbero quindi norme protezionistiche più coraggiose. L'astensione del Gruppo, che ha comunque contribuito a migliorare il provvedimento alla Camera, segnala l'insufficienza della normativa in votazione rispetto alle reali esigenze di tutela del sistema produttivo nazionale: per esempio, il meccanismo della opposizione alle scalate di imprese di interesse nazionale strategico è meno incisivo della autorizzazione, prevista dall'ordinamento francese; inoltre il novero degli asset da tutelare avrebbe dovuto essere più completo, specie in vista di importanti novità, come la separazione di SNAM da ENI.
GIARETTA (PD). Il Gruppo del Partito Democratico voterà a favore della conversione in legge del decreto che assicura allo Stato un ruolo regolatore in materia di imprese operanti nei settori strategici. Il provvedimento definisce una pluralità di strumenti di intervento proporzionali agli interessi da tutelare e procedure chiare e garantite. Esso rende più efficiente e trasparente la normativa a tutela degli interessi nazionali, esigenza che i contenuti del provvedimento dimostrano non contrastare con la necessità di adempiere agli obblighi comunitari ed anzi costituire un'affermazione concreta dei principi di concorrenza e libero mercato, l'indicazione di percorsi entro cui i sistemi economici e finanziari nazionali possono stabilizzarsi e creare le condizioni per garantire crescita e sviluppo. L'esperienza dei membri dell'attuale Governo può garantire all'Italia un ruolo attivo nel rafforzamento degli strumenti comunitari a sostegno dell'Europa e dei singoli Stati.
PICHETTO FRATIN (PdL). Le norme contenute nel decreto-legge raggiungono l'obiettivo di contemperare l'esigenza della tutela degli interessi nazionali con il rispetto degli obblighi comunitari, mantenendo saldi i principi della libera concorrenza a vantaggio anche della competitività imprenditoriale. La nuova regolamentazione, più trasparente e lineare, consente un miglioramento della capacità del Paese di attrarre investimenti esteri, ancora ostacolati però da una serie di anomalie, tra cui l'eccessiva pressione fiscale. Stante l'apprezzabile lavoro fatto dal Governo e dal Parlamento, il Gruppo PdL voterà a favore della conversione in legge del decreto.
Con votazione nominale elettronica, il Senato approva il disegno di legge, composto del solo articolo 1.