ZANOLETTI - Ai Ministri dello sviluppo economico e della salute - Premesso che nel Paese continua ad aumentare il numero di coloro che, per la crisi economica, le difficoltà a pagare i debiti verso i privati o lo Stato, la perdita del lavoro, si arrendono e si tolgono la vita;
ritenuto che:
le istituzioni non possono rimanere insensibili di fronte a questo che non è più un fenomeno episodico;
la soluzione radicale del problema sta certamente nella ripresa dell'economia per la quale sono necessarie riforme strutturali;
tra gli interventi appaiono utili quelli per il rafforzamento dei consorzi di garanzia e quelli tendenti ad attenuare i metodi troppo duri usati da Equitalia per la riscossione delle imposte;
alcune imprese si sono organizzate per resistere alla crisi e per assistere psicologicamente e moralmente i loro aderenti caduti in pericolosi stati depressivi;
la psicologia ci suggerisce di non eccedere nelle notizie riguardanti questi casi perché viene favorita l'emulazione,
si chiede di conoscere se i Ministri in indirizzo non ritengano opportuno e urgente intraprendere iniziative per:
a) prescrivere ad Equitalia di tener conto, nel perseguire le proprie finalità, degli straordinari problemi originati dalla crisi economica;
b) rafforzare il ruolo e le dotazioni dei consorzi di garanzia affinché possano accompagnare con gradualità gli imprenditori in difficoltà;
c) utilizzare le strutture sanitarie per il sostegno psicologico mirato delle persone particolarmente disorientate e depresse;
d) richiedere ai mass media di trattare le notizie dei suicidi con la maggiore delicatezza possibile.
(4-07426)
LEGNINI - Al Ministro della giustizia - Premesso che:
nel novembre 2010 si sono svolte le elezioni per il rinnovo del Consiglio dell'Ordine nazionale dei biologi;
l'esito della consultazione è stato oggetto di cinque ricorsi promossi ai sensi degli articoli 22 e seguenti della legge 24 maggio 1967, n. 396;
i giudizi sono stati accolti dal Consiglio nazionale dei biologi con altrettante pronunce, recanti tutte il dispositivo per cui il Consiglio, nella riunione del 10 giugno 2011, a maggioranza di 11 consiglieri e pronunciandosi definitivamente accoglieva il ricorso, annullando per l'effetto le operazioni elettorali e l'elezione del Consiglio dell'Ordine nazionale dei biologi e del Consiglio nazionale dei biologi. Si chiedeva al Ministro della giustizia l'immediata nomina di un commissario straordinario che provvedesse alla convocazione degli elettori per il rinnovo dei due organi;
l'Ordine nazionale dei biologi e alcuni dei consiglieri eletti hanno impugnato le predette pronunce dinanzi al TAR Lazio-Roma che, con ordinanze del 7 settembre 2011, ha rigettato le istanze di sospensione degli atti impugnati, rinviando la discussione del merito delle controversie all'udienza pubblica del 22 febbraio 2011;
tali ordinanze sono state impugnate anche dinanzi al Consiglio di Stato che, con ordinanze n. 4176, n. 4177, n. 4178, n. 4179 e n. 4180 del 27 settembre 2011, ha statuito che, sulla base di una valutazione delle contrapposte esigenze cautelari prospettate, il Collegio riteneva di accogliere l'appello al solo fine di sospendere il rinnovo delle operazioni elettorali in attesa della definizione in primo grado del merito della vicenda processuale, per la quale è stata già fissata l'udienza del 22 febbraio 2011; ritenuto che, d'altra parte, dovesse essere mantenuta ferma, nelle more di tale decisione, la disposta caducazione degli organi collegiali, così come la nomina del commissario straordinario;
con le sentenze n. 2029, n. 2030, n. 2031, n. 2032 e n. 2034 del 29 febbraio, il TAR Lazio-Roma ha respinto i ricorsi presentati dall'ex Presidente dell'Ordine nazionale dei biologi, dottor Ermanno Calcatelli, ed altri, con i quali si richiedeva l'annullamento delle sentenze emesse dal Consiglio nazionale dell'Ordine dei biologi, ovvero i provvedimenti con i quali sono state annullate tutte le operazioni di voto per il rinnovo delle cariche ordinistiche e confermato il professor Lucio Botte nel suo ruolo di commissario dell'Ordine nazionale dei biologi - nominato già con decreto adottato dal Ministro della giustizia il 2 novembre 2011, ai sensi dell'art. 20 della legge n. 396 del 1967 - per il disbrigo delle attività correnti e per la preparazione delle elezioni per il rinnovo degli organi dell'Ordine nazionale dei biologi;
rilevato ciò, il 17 gennaio 2012 il commissario ha proceduto alla nomina di un Consiglio tecnico gestionale di 5 persone, tutti candidati alle scorse elezioni, nelle persone del dottor Pietro Sapia, del dottor Paolo Levoni; della dottoressa Claudia Dello Iacovo; del dottor Antonio Romano; del dottor Giovanni Venditto, attribuendo loro un gettone di presenza così come stabilito dal verbale n. 1 del 31 gennaio 2012 del suddetto Consiglio,
si chiede di sapere:
quale sia, a quanto risulta al Ministro in indirizzo, il trattamento economico che il commissario si è attribuito e quale sia lo stato della gestione finanziaria dell'Ordine nonché i rapporti finanziari con il Consiglio nazionale dei biologi;
se il Ministro in indirizzo ritenga che l'affidamento di responsabilità - come pare sia avvenuto per la direzione del periodico istituzionale "Biologi italiani" - nell'ambito della gestione commissariale, a persone candidate e non elette ovvero comunque coinvolte nella attività ordinistica e nelle vicende che hanno determinato la conflittualità interna che ha poi condotto al commissariamento, sia rispettoso del principio di indipendenza e terzietà che caratterizza la pubblica amministrazione e che dovrebbe raccomandarsi ancor di più ad una governance provvisoria come quella commissariale;
quali azioni intenda assumere per garantire la massima indipendenza della gestione commissariale dell'ente anche in vista di prossime eventuali elezioni.
(4-07427)
DIVINA - Al Ministro dello sviluppo economico - Premesso che:
la manovra del Governo Monti, che mira a combattere sopratutto l'evasione fiscale, si basa principalmente sulla tracciabilità dei pagamenti, con limitazioni all'uso di contante e l'uso di sistemi come carte di credito, bonifici e assegni non trasferibili;
quasi tutte le aziende e imprese del Paese generano per la loro attività un grande quantitativo di comunicazioni e, ciò che interessa specificamente, di posta raccomandata che comporta di conseguenza anche significativi importi per la spedizione;
attualmente i pagamenti per le raccomandate postali possono essere effettuati esclusivamente in contanti o mediante prodotti postali gestiti esclusivamente da Poste Italiane (Postamat e Postepay);
molte imprese e clienti si lamentano per l'imposizione di queste forme di pagamento stabilite arbitrariamente dall'Azienda e considerano la posizione di Poste Italiane dispotica oltreché in antitesi alla linea del Governo circa la tracciabilità e la liberalizzazione,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno intervenire affinché il servizio "raccomandate" di Poste Italiane possa essere pagato anche tramite altri sistemi di pagamento: bancomat, carte di credito di qualsiasi istituto e non esclusivamente con contanti o carte emesse da Poste Italiane (Postamat e Postepay).
(4-07428)
DELLA SETA - Ai Ministri dell'istruzione, dell'università e della ricerca e delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:
Trenitalia ha deciso di interrompere la fornitura dei servizi ferroviari per il Treno della Memoria promosso dalla Regione Toscana, che con cadenza biennale conduce da Firenze ad Auschwitz centinaia di ragazzi delle scuole toscane. La notizia è riportata da un articolo pubblicato il 9 maggio sul "Corriere Fiorentino", secondo il quale la scelta sarebbe originata dal fatto che la società che finora ha fornito il materiale rotabile non avrebbe carrozze disponibile per la giornata del 27 gennaio 2013, Giorno della Memoria e data prevista per l'iniziativa;
il progetto toscano del Treno della Memoria era già stato messo a dura prova dal ritiro da parte della Fondazione Monte dei Paschi del suo tradizionale sostegno economico, grazie al quale venivano coperti i due terzi del costo totale pari a circa 300.000 euro. Il presidente della Regione Toscana si era detto disponibile ad aumentare il contributo diretto dell'amministrazione al progetto, e questo sembrava aver messo al sicuro l'iniziativa;
questa vicenda segue di alcuni mesi le difficoltà economiche che hanno rischiato di far saltare in Piemonte un altro Treno della Memoria: in quella occasione fu la Regione Piemonte a negare il rinnovo del suo abituale contributo al progetto;
iniziative come quelle toscana e piemontese del Treno della Memoria hanno un'importanza e un'utilità evidenti: permettono di coltivare, nei confronti delle giovani generazioni, la memoria e la conoscenza della più grande tragedia del Novecento, simboleggiata da Auschwitz, esigenza tanto più importante quanto più diminuisce il numero dei testimoni diretti di ciò che furono i campi di sterminio,
si chiede di conoscere se i Ministri in indirizzo non intendano immediatamente attivarsi, ciascuno nell'ambito delle proprie competenze, per garantire la continuità del Treno della Memoria toscano, sollecitando un atteggiamento collaborativo da parte di Trenitalia e anche valutando, in alternativa, la possibilità di promuovere accordi-quadro con compagnie aeree low-cost che facilitino il trasferimento dei partecipanti al progetto.
(4-07429)
PORETTI, PERDUCA - Ai Ministri per la pubblica amministrazione e la semplificazione e dell'economia e delle finanze -
(4-07430)
(Già 2-00416)
COSTA - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione - Premesso:
la grave situazione economica e finanziaria impone che tutte le Istituzioni si facciano carico sia dell'equilibrio dei conti pubblici che del rilancio e della crescita del Paese;
solo attraverso l'impegno e il concorso di tutte le forze istituzionali della Repubblica è possibile coniugare risanamento, equità e crescita in una prospettiva di coesione sociale e territoriale;
l'Italia ha oggi bisogno di un profondo processo di riordino istituzionale con un percorso di riduzione degli sprechi nella spesa;
il decreto-legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011, all'art. 23, commi dal 14 al 22, introduce disposizioni che prefigurano uno svuotamento dell'istituzione Provincia, fino alla scomparsa della stessa;
il Governo ha definito e varato norme che impattano direttamente su istituzioni che sono previste come elementi costitutivi della Repubblica dalla Costituzione senza prevedere alcuna forma di confronto e preventiva condivisione con i rappresentanti delle Province;
l'articolo 23, commi 14 - 22, dal punto di vista del merito, è palesemente in contrasto con i principi e le disposizioni costituzionali che disciplinano i rapporti tra lo Stato e le autonomie territoriali e, in particolare, gli articoli 5, 114, 117 (secondo comma, lettera p) e sesto comma), 118 e 119 della Costituzione ed è, altresì, incongruente con i principi generali e con la disciplina degli enti locali dell'ordinamento;
la norma, lungi dal consentire risparmi - come indicato espressamente dalle relazioni tecniche presentate alla Camera e al Senato, che non hanno ritenuto di potere quantificare alcuna cifra dai risultati delle misure stesse - produce notevoli costi aggiuntivi per lo Stato e per la Pubblica amministrazione, oltre ad ingenerare caos nel sistema delle autonomie e conseguenze pesanti per lo sviluppo dei territori;
la norma non tiene altresì conto dell'aumento della spesa pubblica, pari ad almeno il 25 per cento in più, derivante dal passaggio del personale delle Province (56.000 unità) alle Regioni o dal trasferimento di competenze di area vasta ai Comuni;
il citato decreto-legge non considera l'impatto che il trasferimento delle funzioni e delle risorse gestite dalle Province (12 miliardi di euro secondo gli ultimi dati del Siope) avrà sui bilanci e sull'organizzazione delle Regioni e dei Comuni già oggi gravati dalle difficili condizioni di sostenibilità del loro patto di stabilità;
il decreto oltre ai costi non considera la difficoltà a computare e trasferire il patrimonio e il demanio delle Province: 125.000 chilometri di strade, oltre 5.000 edifici scolastici, 550 centri per l'impiego, sedi, edifici storici, partecipazioni azionarie dotazioni strumentali, eccetera;
la norma impone una modifica della normativa tributaria, poiché le entrate tributarie, patrimoniali e proprie delle Province dovranno passare in quota parte a Regioni e Comuni per garantire il finanziamento delle funzioni, proprio nel momento in cui si stanno verificando le condizioni per il passaggio dalla spesa storica ai fabbisogni standard nelle Province attraverso l'attuazione delle norme sul federalismo fiscale;
la norma avrà effetti devastanti sulle economie locali, poiché produrrà il blocco totale degli investimenti programmati e in corso delle Province, in quanto i mutui contratti dalle Province, nei casi in cui questo fosse possibile, dovrebbero essere spostati alle Regioni o alle altre amministrazioni locali, e ostacolerà i diversi progetti, anche pluriennali, finanziati dai fondi strutturali dell'Unione europea o da sponsor o fondazioni bancarie in cui sono impegnate le Province, con il serio rischio di interrompere la gestione delle attività e dei connessi importantissimi flussi di spesa;
le Province richiedono unitariamente al Governo e al Parlamento di approvare una riforma organica delle istituzioni di Governo di area vasta che sia basata su priorità;
un primo intervento immediato potrebbe riguardare la razionalizzazione delle Province stesse attraverso la riduzione del numero delle amministrazioni: la razionalizzazione dovrebbe essere effettuata in ambito regionale, con la previsione di accorpamenti tra Province, mantenendo comunque saldo il principio democratico della rappresentanza dei territori, con organi di Governo eletti dai cittadini e non nominati dai partiti; non si dovrebbe inoltre trascurare in questo processo di razionalizzazione la riforma dei sistemi sanitari locali e ospedalieri secondo principi di equità, utilità, economia e moralità;
un secondo intervento potrebbe riguardare la ridefinizione e razionalizzazione delle funzioni delle Province, in modo da lasciare in capo a queste esclusivamente le funzioni di area vasta;
un terzo intervento potrebbe riguardare l'eliminazione di tutti gli enti intermedi strumentali (agenzie, società, consorzi) che svolgono impropriamente funzioni che possono essere esercitate dalle istituzioni democraticamente elette previste dalla Costituzione;
si potrebbero inoltre istituire le Città metropolitane come enti per il Governo integrato delle aree metropolitane procedendo al riordino, al tempo stesso, delle amministrazioni periferiche dello Stato, riordino legato a quello delle Province;
quanto sopra comporterebbe ingenti risparmi che potrebbero essere destinati ad un fondo speciale per il rilancio degli investimenti degli enti locali,
l'interrogante chiede di sapere:
se non si ritenga opportuno intervenire con urgenza promuovendo l'introduzione di una disposizione che superi l'ipotesi del commissariamento delle Province e proroghi la scadenza degli organi democraticamente eletti fino a quando non verrà approvata una riforma organica che razionalizzi l'intero sistema istituzionale locale prevedendo che le Regioni siano Enti di legislazione e programmazione mentre i Comuni e le Province abbiano compiti di gestione. Questo nel rispetto delle tradizioni storiche secondo le quali il Paese si fonda da sempre su precise identità locali che svolgono un fondamentale ruolo di collante tra i cittadini e le Istituzioni.
(4-07431)
AMORUSO - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che:
le acque antistanti l'area del Gargano, che è uno dei gioielli paesaggistici e ambientali della Puglia, sono al centro di consistenti progetti, da parte di soggetti privati, per lo sviluppo dell'energia eolica offshore per un totale di 342 MW e attraverso l'occupazione, in caso di esito positivo dell'iter di concessione in corso, di complessivi 86,40 chilometri quadri di specchio acqueo;
la progettualità prevede l'installazione di 95 aerogeneratori, disposti ad una distanza dalla costa compresa tra i 10,5 e i 17,5 chilometri e ricadenti nelle acque antistanti i comuni di Manfredonia, Monte Sant'Angelo, Mattinata, Zapponeta e Margherita di Savoia. Da fonti citate dal sito Internet di "greenstyle", le torri eoliche avrebbero un'altezza al mozzo di ben 90 metri sul livello del mare ed una quindicina sott'acqua;
vi è il forte timore che la massiccia installazione di pale eoliche avrebbe certamente pesanti ricadute sulla pesca e sulle attività di navigazione, così come e soprattutto sulle attività turistiche che a livello regionale sono sempre più importanti (come dimostrato dai dati: il tasso di crescita media di presenze turistiche è di circa il 2,5 per cento negli ultimi anni e la spesa effettuata dai turisti stranieri in Puglia è cresciuta del 10 per cento negli ultimi due anni);
come già segnalato dall'interrogante con l'atto di sindacato ispettivo 4-06252, le acque pugliesi (in particolare intorno alle isole Tremiti e di fronte alle coste della provincia di Barletta-Andria-Trani) sono considerate molto attrattive anche dalle imprese attive nel settore delle trivellazioni offshore per la ricerca e l'estrazione di petrolio;
anche un tratto di mare splendido come quello antistante alla città di Monopoli, che peraltro fu teatro lo scorso 21 gennaio di una grande manifestazione pienamente bipartisan a difesa dell'ambiente e del mare pugliese, è al centro delle ricerche per la trivellazione offshore;
a livello regionale vi è già stata una chiara presa di posizione da parte del Popolo della Libertà attraverso l'ordine del giorno prot. n. 222/PDL del consigliere Giandiego Gatta che richiama le possibilità di intervento spettanti agli enti locali in materia di "valutazione d'impatto ambientale";
anche sul versante nazionale, a parere dell'interrogante, il tema è di piena evidenza sia per l'importanza ambientale ed ecosistemica del mare Adriatico, e in particolare di alcuni dei suoi tratti più belli e pescosi, sia perché a livello normativo la medesima disciplina sulla valutazione d'impatto ambientale, al netto delle osservazioni che possono essere formulate dagli enti locali interessati di volta in volta, fa capo al Ministero;
è necessario mettere in atto tutti gli strumenti che, pur nella consapevolezza del dover sviluppare tecnologie pulite a livello energetico, consentano di evitare danni gravissimi in aree che sono tra le più belle non solo d'Italia, ma anche di tutto il mondo,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto e quali iniziative, nell'ambito delle proprie competenze e nel rispetto dell'azione degli enti locali preposti, intenda assumere al fine di coniugare in modo equilibrato lo sviluppo dell'industria energetica con il rispetto per l'ambiente e con la tutela del turismo inteso come voce tra le più importanti per l'economia e i livelli occupazionali della Puglia.
(4-07432)
THALER AUSSERHOFER - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro degli affari esteri - Premesso che:
secondo i dati ISTAT, riportati dalla scheda "Gli utenti di internet" pubblicata nel rapporto 2012 "Noi Italia. 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo", solo il 51,5 per cento della popolazione di 6 anni e più utilizza Internet e che il numero di utenti della rete in Italia, nel confronto internazionale, è decisamente inferiore alla media europea;
dai dati ISTAT emerge anche con chiarezza che ad utilizzare maggiormente Internet è la fascia di età compresa tra i 6 ed i 45 anni, mentre i dati sull'utilizzo di Internet per le persone più anziane si riducono notevolmente proprio a causa delle difficoltà che hanno questi soggetti a stare al passo con le tecnologie della comunicazione e dell'informazione;
la pubblica amministrazione sta procedendo all'informatizzazione dei propri servizi per cui è oggi possibile richiedere molti documenti ed informazioni per via telematica seguendo le istruzioni fornite sui siti web di riferimento;
considerato che:
in molti consolati italiani in cui sono stati informatizzati i servizi, il rilascio dei documenti d'identità e le richieste di informazioni e/o di appuntamento avvengono solo ed esclusivamente con procedure telematiche causando notevoli difficoltà ai connazionali più anziani residenti all'estero che non sanno utilizzare il personal computer;
non prevedendo procedure alternative a quelle informatiche tentare di chiamare telefonicamente gli uffici competenti preposti al rilascio dei documenti d'identità di alcuni consolati, o addirittura prendere un appuntamento, risulta difficile se non impossibile;
considerato altresì che molti cittadini residenti all'estero hanno lamentato tempi di attesa molto lunghi (anche più sei mesi) per ottenere il rilascio del documento d'identità richiesto al consolato,
si chiede di sapere:
in particolare, se non sia il caso di prevedere, contestualmente al rilascio di documenti ed informazioni per via telematica, la possibilità di richiedere le informazioni per via telefonica o direttamente presso gli uffici competenti;
in generale se non sia necessario rivedere l'organizzazione degli uffici dei consolati per migliorare e rendere più efficienti i servizi rivolti ai cittadini italiani.
(4-07433)
CARRARA, PALMIZIO - Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali - Premesso che:
i quasi 300 scoiattoli grigi dei parchi di Nervi, quartiere di Genova, originari del Nord America, sono stati importati in Piemonte nel 1948, poi in Lombardia e infine in Liguria, e popolano la provincia di Genova dal 1966;
tali scoiattoli sarebbero diventati una minaccia per quelli rossi, perché saccheggiano le loro riserve invernali e sono portatori di una malattia mortale per la specie europea;
considerato che per tale motivo il Dipartimento universitario di scienze, terra, ambiente e vita organizzerà la cattura degli scoiattoli, che saranno sterilizzati e poi trasferiti in bioparchi in cui rimarranno fino alla morte. Gli scoiattoli "sorpresi" fuori dai parchi di Nervi saranno invece abbattuti "con metodi eutanasici". Si sottolinea che la suddetta operazione avrà un costo di circa 2 milioni di euro,
si chiede di sapere come sia possibile, in un momento così delicato per l'Italia dal punto di vista economico, consentire una spesa così assurda per degli scoiattoli che possono essere controllati sia dalle Guardie provinciali, che dalle associazioni venatorie, mentre ci sono persone che non riescono ad arrivare alla fine del mese o non hanno copertura sanitaria sufficiente.
(4-07434)