il settore spaziale italiano presenta oggi punte di alta qualità e leadership tecnologica, internazionalmente riconosciute, per la sua lunga tradizione scientifica, e rappresenta per il Paese un settore strategico anche per l'effetto traino che lo sviluppo delle alte tecnologie proprie del mondo spaziale produce nell'innovazione e nella crescita della qualità dei prodotti e delle strutture produttive industriali;
a conferma dell'importanza del settore aerospaziale italiano, il 13 febbraio 2012, si è registrato il successo del lancio inaugurale del lanciatore europeo Vega, sviluppato con il contributo decisivo del Paese (65 per cento dei costi) e la responsabilità industriale della realizzazione del lanciatore affidata ad Elv ed Avio dell'Avio Group, e con Vitrociset e CGS che hanno realizzato la base di lancio;
il Paese ha mostrato, pertanto, di aver raggiunto capacità scientifiche, tecnologiche e industriali in grado di sviluppare e gestire un sistema di grande complessità come quello del lancio di un vettore spaziale, anche grazie al contributo di molti giovani ingegneri formati nelle università italiane;
le attività spaziali italiane, grazie al programma del lanciatore Vega ed al programma Intermediate experimental vehicle (IXV), veicolo dimostratore di tecnologie per il rientro nell'atmosfera in sviluppo sotto responsabilità industriale di Thales Alenia Space Italia, consentono all'Italia di possedere un apparato industriale responsabile per l'intero ciclo di immissione in orbita bassa e rientro di veicoli spaziali;
considerato che:
l'eccellenza del settore aerospaziale italiano e la leadership guadagnata rischiano, tuttavia, di essere messe in discussione dal momento che si registra una progressiva acquisizione delle maggiori industrie aerospaziali nazionali da parte di compagnie europee, con il conseguente rischio di migrazione delle competenze sistemistiche e progettuali verso la Francia e la Germania e del mantenimento in Italia delle sole attività di manifattura;
in Thales Alenia Space Italia, la predominante presenza francese del gruppo sta, nei fatti, contrastando il mantenimento delle elevate competenze nazionali sistemiste e progettuali di questa azienda, puntando ad un sua ricollocazione in un ruolo essenzialmente manifatturiero nel settore satellitare, per cui nelle possibili attività internazionali è ancora indefinita una chiara scelta sia sul futuro della Stazione spaziale internazionale (Iss) che sul progetto Exomars;
lo stesso progetto Intermediate experimental vehicle (IXV), dimostratore di tecnologia per i veicoli di rientro atmosferico, è contrastato dal Centro nazionale di studi spaziali francese (Cnes) che non vuole lasciare all'Italia maggiori competenze su una tematica che può contenere aspetti strategici. Infine, nelle attività nazionali pesa l'indeterminazione su: Cosmo SkyMed seconda generazione il cui contratto della fase implementativa non è ancora emesso; Sigma, sistema per servizi di telecomunicazione per la pubblica amministrazione nazionale, che potrebbe rappresentare un trasferimento di tecnologia dalla Francia all'Italia per lo sviluppo nazionale di una nuova piattaforma Geo (utilizzabile per Sicral 2, Athena-Fidus ed i due Sigma) il cui contratto non è stato ancora assegnato; la non chiara vicenda di Asitel, che dovrebbe rappresentare una struttura di servizi per le telecomunicazioni;
la CGS è stata acquisita da OHB, gruppo su cui il Governo tedesco punta per riequilibrare la presenza francese nel settore spazio, vista anche la ormai preponderante presenza francese in Eads, seguita all'accordo franco-tedesco che ridefinì le componenti industriali del gruppo e oggi in Italia è la principale candidata per lo sviluppo di un satellite ottico finanziato dall'Agenzia spaziale italiana, le cui basi tecnologiche dovrebbero essere fornite dai partner tedeschi del gruppo;
in merito alla società ELV, partecipata da Avio al 70 per cento e dall'Agenzia spaziale italiana al 30 per cento, responsabile per lo sviluppo dell'intero sistema Vega, è oggi in discussione la sua vendita e al suo acquisto sono fortemente interessate la francese Snecma (altro leader europeo di questo settore, spesso diretto concorrente di Avio) per la parte lanciatori spaziali, e Safran e General Electric per la parte aeronautica;
la vendita del settore spaziale di Avio al suo diretto concorrente Snecma porterebbe in poco tempo all'annullamento delle capacità progettuali e sistemiste acquisite in questi anni grazie al progetto Vega e, quindi, al grande sforzo finanziario dell'Italia, per cui ad Avio resterebbe solo una presenza nella pura manifattura di propellenti solidi;
la vendita di Avio determinerebbe l'azzeramento del ruolo industriale di ELV, l'unica industria europea capace di competere con Eads-Astrium come industria sistemista responsabile dei progetti di lanciatori spaziali europei per cui Eads-Astrium (che ha già acquistato Space Engineering) acquisirebbe un regime di monopolio come responsabile dello sviluppo dei lanciatori e, più in generale, dei sistemi di trasporto spaziale;
rilevato che:
l'Agenzia spaziale italiana ha subito nel corso degli ultimi anni ripetuti tagli finanziari che hanno portato il budget al di sotto dei 500 milioni di euro, di cui più del 70 per cento è destinato all'Agenzia spaziale europea (Esa) con la conseguenza che si riduce sempre più l'autorità italiana in sede Esa e tende a scomparire ogni di attività a livello nazionale;
la prossima conferenza ministeriale dell'Esa, che si terrà in Italia alla fine del 2012, deciderà le linee di sviluppo del settore nei prossimi anni;
si registra un permanente e preoccupante ritardo da parte italiana nel definire i temi di maggior interesse per il consolidamento e lo sviluppo delle competenze nazionali e le necessarie strategie di convergenza con altri partner europei,
si chiede di sapere:
se il Governo sia a conoscenza del quadro delineato e quali iniziative intenda assumere al fine di salvaguardare l'eccellenza del settore aerospaziale ed evitare il suo progressivo smantellamento;
quali percorsi, atti e metodologie intenda assumere per migliorare il rapporto di trasmissione delle decisioni politiche di indirizzo tra la Presidenza del Consiglio dei ministri, il Ministro dell'istruzione, università e della ricerca e i Ministri che hanno in programma investimenti con impatti diretti o indiretti sul settore spaziale;
in che modo si intenda operare per superare quelle difficoltà interne al funzionamento dell'Agenzia spaziale italiana che rischiano di impedire un'efficace e tempestiva implementazione delle decisioni.
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