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Legislatura 16 - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 720 del 09/05/2012


CAFORIO, BELISARIO, GIAMBRONE - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che:

in data 8 febbraio 2012 gli interroganti hanno presentato un atto di sindacato ispettivo, 4-06818, inerente alla revisione dell'assetto ordinamentale, organizzativo e didattico dei licei, prevista dal decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133;

detto atto risulta ancora inevaso dal Ministro in indirizzo;

tra i provvedimenti previsti dal citato decreto-legge vi è anche la rivisitazione dei criteri e dei parametri vigenti per la determinazione della consistenza complessiva degli organici del personale docente ed amministrativo, tecnico ed ausiliario (ATA). Misure che hanno ridotto la scuola pubblica in condizioni di estrema difficoltà;

considerato che:

ai problemi direttamente riconducibili alle difficili condizioni di lavoro dei collaboratori scolastici (ex bidelli), inerenti alle modalità di svolgimento delle loro funzioni e alle carenti condizioni di sicurezza in cui si trovano ad operare, se ne aggiungono altri: su tutti la concomitante presenza, all'interno degli istituti scolastici, di un numero di collaboratori ATA operante in orari di servizio, e di lavoratori cosiddetti ex LSU (lavoratori socialmente utili), svolgenti attività di pulizia esclusivamente fuori dall'orario scolastico e gestiti da cooperative esterne che, con la loro presenza, contribuiscono in modo decisivo alla riduzione sistematica del personale ATA;

i lavoratori ex LSU sono nati sulla base dell'idea che alla corresponsione, da parte della previdenza sociale, di un'indennità (cassa integrazione e mobilità) per lavoratori espulsi dal mondo del lavoro in seguito a crisi industriali e aziendali, dovesse corrispondere un impegno lavorativo di utilità sociale, di supporto e non sostitutivo, a favore di enti pubblici. Tale concetto è stato esteso anche a soggetti in particolari situazioni di disagio (disoccupati di lunga durata) come giustificazione per l'erogazione di forme di sostegno al reddito;

nel quinquennio 1996-2001 gli ex LSU hanno svolto all'interno delle scuole mansioni di vario genere, tutte assimilabili a quelle di collaboratore scolastico. Nel 2001 la condizione di questi lavoratori ha segnato una tappa negativa nel momento in cui sono stati costretti, pena l'estromissione dal progetto, a transitare dai Provveditorati scolastici (attuali Uffici scolastici provinciali - USP) alle aziende private mediante la sottoscrizione di un vero e proprio accordo "truffa", mascherato da "convenzione quadro". Tale accordo, siglato dai Ministeri dell'istruzione, dell'economia e del lavoro, da quattro grandi consorzi di cooperative (Ciclat - Manital - Miles - Cns) e da Cgil-Cisl-Uil, ha prodotto un notevole peggioramento delle condizioni lavorative dei lavoratori ex LSU, sottoponendoli a compromessi politici e privandoli dei più elementari diritti;

il decreto legislativo 1° dicembre 1997, n. 468, recante "Revisione della disciplina sui lavori socialmente utili", ha introdotto i concetti di "stabilizzazione" allo scopo di "svuotare" il bacino degli LSU che, nel frattempo, si era notevolmente accresciuto. Il sistema infatti è stato caratterizzato per molti anni dall'erogazione di un assegno di utilizzo che con il tempo si è esteso sia a causa dell'allargamento a soggetti non già titolari di prestazioni INPS sia perché continuava ad essere erogato (per effetto di continue proroghe) a quei soggetti già beneficiari di cassa integrazione e/o mobilità, anche oltre i periodi massimi previsti dalla legge per tali forme di sostegno al reddito;

nonostante il citato decreto legislativo, negli ultimi dieci anni non sono mai state messe in atto misure volte alla reale "stabilizzazione" degli LSU, al fine di sanare una condizione che è possibile definire di sfruttamento, di fatto praticata da tutti gli enti che hanno voluto beneficiare di tale tipologia di forza lavoro. Gli LSU non sono mai stati utilizzati come lavoratori di supporto, bensì per sostituire reali e strutturali carenze di organico, attraverso un assegno assai poco consistente erogato direttamente dallo Stato. Inoltre, nel 2012, gli ex LSU vedranno ulteriormente ridotto il loro reddito annuo, già al di sotto della soglia di povertà, di circa 1.800 euro per effetto della cassa integrazione;

considerato inoltre che:

è oggettivamente antieconomico continuare a far sopportare agli enti locali i costi esorbitanti dell'affidamento degli ex LSU ai servizi di cooperative le quali, a fronte di significative somme erogate, trasferiscono ai lavoratori retribuzioni nette pari a circa il 30 per cento di quanto ricevuto dagli enti locali, in luogo del possibile e più vantaggioso inserimento dei suddetti lavoratori già operanti all'interno degli organici ATA. A tal proposito gli interroganti hanno ricevuto svariata documentazione, relativa all'istituto scolastico "primo circolo G. B. Perasso" di Brindisi, e non solo, comprovante il sistema appena descritto e la sua palese antieconomicità per le casse dello Stato;

l'inserimento degli ex LSU nell'organico del Ministero dell'istruzione permetterebbe di risparmiare denaro pubblico (circa 60 milioni di euro annui) rispetto alla situazione attuale, caratterizzata dalla corresponsione della cassa integrazione e dal finanziamento di costosissimi appalti,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno porre in essere concrete iniziative volte a risolvere il problema oggettivo del precariato storico esistente all'interno della categoria di personale ATA, e mirate all'assorbimento da parte dello Stato degli operatori cosiddetti ex LSU, oggi già operanti in tutti gli istituti scolastici, come peraltro già accaduto in passato per altre categorie di personale esterne al comparto scuola, producendo un significativo risparmio per le casse dello Stato.

(3-02838)