PRESIDENTE. È tutto chiaro. Mi devo per un attimo consultare con gli Uffici. (Il vice presidente Chiti si consulta con gli Uffici).
Senatrice Mazzuconi, penso lei abbia posto una questione seria che riguarda, da un lato, il ruolo dei singoli senatori. In questo caso, c'erano due emendamenti diversi come formulazione, anche se riguardavano lo stesso argomento; è stato rivolto un invito a ritirarli e trasformarli in ordine del giorno, invito che è stato accolto; poi, legittimamente, un senatore che riteneva che presentando un unico ordine del giorno vi fosse un diverso ordine delle firme - lo dico in modo esplicito perché è inutile avere infingimenti - ha deciso di fare in modo diverso. Questo è il primo punto, e fin qui non ci sono questioni.
Il secondo punto da lei sollevato è che però questo secondo ordine del giorno, per quanto riguardasse lo stesso argomento, non poteva essere identico nella formulazione.
MAZZUCONI (PD). Abbiamo ordini del giorno in prima e seconda stesura, dico che almeno la prima stesura, se è la trasformazione pari pari degli emendamenti dei senatori, deve essere diversa.
PRESIDENTE. Come ho detto, lei ha posto una questione che secondo me ha un fondamento. Gli Uffici lo chiariranno, perché bisogna vedere che cosa è intervenuto nell'altro senatore, dal momento che ogni senatore può presentare un ordine del giorno o un emendamento del tutto uguale ad un altro mantenendo, dal punto di vista della iniziativa, un intervento separato. Questo è consentito, ed infatti vedete quante volte ci sono emendamenti o ordini del giorno identici, che non sempre vengono unificati.
Il problema è se questa operazione è stata effettuata dagli Uffici per semplificare tecnicamente, e allora lei ha ragione, o se invece è stata fatta per volontà del senatore, ed allora è un'altra questione.
Nel pomeriggio sarà chiarito attraverso una ricognizione da parte degli Uffici.