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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 719 del 09/05/2012


TORRI (LNP). Signora Presidente, il provvedimento oggi in esame trae origine dalla scelta, che ci impone l'Unione europea, di aprire le aziende italiane anche ai capitali esteri: è in tale contesto che, volendosi in parte salvaguardare le aziende italiane da quelli che potrebbero essere interventi inusuali che potrebbero metterle a disagio e in crisi, nasce questo decreto.

Dico subito che come movimento politico già alla Camera abbiamo percorso la scelta dell'astensione, di cui spiegherò i motivi. Per quanto riguarda in modo specifico il mio intervento, mi concentrerò sugli aspetti inerenti al sistema della difesa, ossia le aziende del sistema Italia che hanno a che fare con la difesa dello spazio a livello militare.

Affermo con convinzione - anche a rischio di essere interpretato in maniera strumentale - che probabilmente anche gli ultimi eventi che hanno riguardato alcune aziende italiane del settore, non ultima Finmeccanica (mi rifaccio alle pressioni che si sono verificate e ai chiacchiericci su indagini e su questioni interne alla Finmeccanica, che interagirebbe sulla politica in senso globale, quindi anche sui partiti italiani), potrebbero rappresentare una fonte di grande danneggiamento per l'azienda. Vorremmo capire se tutto questo ha il fine di fare luce e chiarezza o se, magari, l'obiettivo è creare un danno d'immagine a una grande azienda come Finmeccanica. Credo che i posti di lavoro e le aziende debbano essere tutelati. Detto ciò, se occorre fare chiarezza è corretto agire in tal senso, fino in fondo.

Siamo convinti che il decreto‑legge in esame sia in parte condivisibile, ma sia anche un po' debole. Questi sono i motivi per i quali già alla Camera abbiamo percorso la linea dell'astensione. Le misure che prevedono di arginare i rischi che ho paventato, infatti, non sono veramente forti. Siamo preoccupati per gli assetti proprietari, anche perché queste cose potrebbero risultare da delibere delle società. Non siamo molto convinti di aver affrontato nella maniera migliore la situazione, per evitare che vi sia una perdita importante per le nostre aziende.

Vi è anche un altro aspetto che riteniamo discutibile, relativo al settore del credito. Le aziende della difesa appartengono ad un comparto che ci ha consentito una grande visibilità, per le missioni ma anche per altre motivazioni. Dobbiamo ragionare molto seriamente. Le aziende del comparto garantiscono molti posti di lavoro, e si prevede che ne producano di ulteriori.

Riprendo il tema della discussione, che dovremo prima o poi affrontare, inerente i tagli e la modificazione del sistema difesa. Nel nostro Paese è in corso un dibattito serio che riguarda gli F-35. Noi della Lega siamo a favore di una rimodulazione dell'acquisizione di F-35, ma riteniamo anche che tale questione abbia riflessi molto importanti sulla tutela dei posti di lavoro e, sicuramente, anche sul versante strategico, poiché dà all'Italia la possibilità di essere uno dei primi Paesi d'Europa nel comparto della difesa. So che quando arriveremo a discutere questi argomenti si aprirà una fase pesante, ma tra le aziende che saranno coinvolte nel dibattito ci sarà Finmeccanica. Capite, quindi, che bisogna essere molto oculati nel cercare di evitare che vi sia il deprezzamento o la messa in liquidazione di un'azienda così importante.

Per quanto concerne gli altri capitoli, i miei colleghi saranno ancora più esaurienti.

Per quanto riguarda la difesa, le motivazioni che ho appena detto ci inducono all'astensione. Riteniamo che in questo importante momento per il Paese le scelte vadano fatte in modo oculato e serio, non dettate magari dal bisogno anche qualunquistico, diciamo così, della messa a posto dei conti, o da altre mille cose: quando si parla di aziende che esprimono leadership di settore, e sono italiane, dovremmo avere veramente l'umiltà di vedere fino in fondo i pro e i contro dei vari decreti che mettiamo in campo.

Per quanto ci riguarda, quindi, preannuncio a nome del Gruppo l'astensione. (Applausi dal Gruppo LNP).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Barbolini. Ne ha facoltà.