la questione della toponomastica in Trentino-Alto Adige è stata già materia di attenzione dell'Esecutivo, non senza successi significativi, nell'arco di questa Legislatura;
a Sarentino, 16 chilometri a nord di Bolzano, in un vicolo adiacente corso Europa, via principale del paese, è sita una statua ritraente un soldato austro-ungarico del primo conflitto mondiale;
vi si leggono in un'epigrafe le seguenti parole: "In onorante memoria dei Cacciatori del Kaiser originari della Val Sarentino che nella 1a guerra mondiale caddero per Dio, l'imperatore e un Tirolo requiescat in pace. Essi morirono quali vittime del più grande tradimento di tutti i tempi, commesso il 26 aprile 1915 dal re italiano Vittorio Emanuele III e dal suo compare e ministro degli Esteri, l'ebreo barone Luigi Sidney Sonnino";
già nel 2012 la magistratura competente aveva posto la questione della compatibilità fra tali parole e la cosiddetta legge Mancino, di cui al decreto-legge n. 122 del 1993, recante "Misure urgenti in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa", convertito, con modificazioni, dalla legge n. 205 del 1993,
si chiede di sapere se, nell'ambito di quelli che sono i propri poteri in materia di Governo, non ritenga opportuno far rilevare al Presidente della Provincia autonoma di Bolzano come il termine "ebreo", usato qui a forma di accentuazione dell'ingiuria nei confronti del barone Sonnino, suoni come lesiva di quei valori di nazionalità e di convivenza nella libertà ai quali si ispira lo statuto speciale della Regione Trentino-Alto Adige.
(4-07421)