SERRA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SERRA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Signor Presidente, mi consenta anzitutto di esprimerle le congratulazioni più sentite a nome del Gruppo e mio personale (lei sa la stima che ho nei suoi confronti), garantendole nel contempo la massima collaborazione del Gruppo e mia.
Mi soffermerò sul tema delle piccole e medie imprese e su quello correlato delle banche, sottolineando anche che mi sarei aspettato dal Governo una maggiore apertura ed una maggiore elasticità sull'emendamento presentato dall'Italia dei Valori. In questo momento, la stretta creditizia alle piccole e medie imprese rappresenta un freno forte alla crescita economica. È evidente che le banche, istituzioni private, perseguono il proprio lucro; tuttavia esse hanno ricevuto sovvenzioni pubbliche provenienti dalla Banca centrale europea per mantenere in equilibrio il sistema finanziario. Riteniamo quindi corretto che, oltre ad esercitare la propria attività di impresa, le istituzioni bancarie tengano a mente il proprio ruolo sociale, fondamentale nella rimessa in moto dell'economia italiana.
Alle banche si chiede oggi di tornare a servire il tessuto produttivo, le famiglie, i pensionati, tutti i soggetti economici e sociali. Nell'attuale frangente è loro compito valutare con attenzione la richiesta di credito che proviene dal territorio ed evitare un'eccessiva prudenza che rischia di sfociare nella riduzione sproporzionata della circolazione monetaria e nell'impossibilità, per i singoli cittadini, di effettuare quegli investimenti tanto necessari al Paese.
Questo provvedimento ha il merito di venire incontro all'esigenza, avvertita nel tessuto produttivo, in particolare nel mondo delle piccole e medie imprese, di rendere più efficienti e più semplici le procedure di erogazione dei finanziamenti da parte delle banche. Riteniamo equo quanto previsto dall'emendamento alla prima parte dell'articolo 1 presentato in Commissione dal relatore, che prevede, a particolari condizioni di garanzia e per una durata massima di sette giorni, una deroga al pagamento delle commissioni da parte di famiglie titolari di conto corrente.
Per rispondere invece all'allarmante questione della stretta del credito, riteniamo assolutamente condivisibile la decisione del Governo di prevedere l'istituzione di un ufficio pubblico tecnicamente qualificato, quale l'Osservatorio sull'erogazione del credito alle imprese. Tale organismo potrà attivarsi per richiedere informazioni utili a valutare le criticità nel procedimento di concessione dei finanziamenti. E le banche saranno di conseguenza obbligate, nel rispondere, a motivare le ragioni di eventuali dinieghi.
È meritevole di nota che tale disposizione non comporti oneri per la finanza pubblica: l'Osservatorio è infatti istituito presso il Ministero dell'economia ed è composto da rappresentanti di tale Dicastero, oltre che del Ministero dello sviluppo economico e della Banca d'Italia, che partecipano anch'essi a titolo gratuito nell'ambito delle attività istituzionali. È importante inoltre che anche gli altri soggetti coinvolti nelle dinamiche della concessione del credito, cioè l'ABI e le associazioni delle imprese e di categoria, siano chiamati a partecipare all'Osservatorio, senza diritto di voto, con funzioni informative e di rappresentanza degli interessi. Riteniamo poi molto utile che l'organismo, oltre ad attivarsi d'ufficio, possa farlo su segnalazione delle imprese che lamentano l'ingiustificata mancata concessione di un credito o la sua ingiustificata revoca.
Diventa fondamentale quindi che l'Osservatorio sull'erogazione del credito da parte delle banche alle imprese diventi al più presto operativo e che la sua attività, ben pubblicizzata, venga svolta in maniera snella poiché è nota la riluttanza delle piccole e medie imprese a rivolgersi a strutture ministeriali, spesso considerate troppo burocratizzate e poco orientate all'efficienza.
Sarebbe dunque auspicabile che l'istituzione dell'Osservatorio si realizzi nel più breve tempo possibile, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del decreto, secondo quanto chiesto dalla Commissione industria, e che la competenza sia estesa a tutta la clientela delle banche, oltre che alle imprese.
È importante infine che l'attenzione venga rivolta anche alle peculiarità e differenze nell'ambito di diversità dovute al settore d'appartenenza, alle dimensioni delle singole imprese e alle diverse zone geografiche del territorio nazionale.
Auspichiamo quindi che l'Osservatorio possa rappresentare un primo e importante tassello nel processo di rimessa in moto dell'economia italiana, un gesto che dimostri che la crescita oggi è la priorità per tutti: Governo, parti politiche e parti sociali.
Per questo voteremo a favore. (Applausi dal Gruppo UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI).
PRESIDENTE. Grazie, senatore Serra, anche per le cortesi espressioni che ha inteso rivolgermi all'inizio del suo intervento.