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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 717 del 02/05/2012


MAZZATORTA (LNP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MAZZATORTA (LNP). Signor Presidente, grazie per aver concesso anche al Gruppo della Lega Nord di intervenire sul proprio emendamento soppressivo.

Sinceramente se bisogna attribuirgli un nome, visto che è invalsa la moda di attribuire ai decreti-legge del Governo Monti un nome, direi che questo è il «decreto-legge vergogna»: vergogna perché contiene due disposizioni di cui nessuno sente la straordinaria necessità ed urgenza e in cui c'è una contraddittorietà intrinseca.

Infatti abbiamo un intervento in merito alle commissioni bancarie che paradossalmente dovrebbe essere contrastato da chi l'aveva proposto. Il Partito Democratico con un emendamento aveva inserito nel cosiddetto decreto salva Italia la nullità delle clausole bancarie che prevedevano commissioni onerose; adesso vediamo lo stesso partito che invece vota a favore dell'emendamento del Governo Monti soppressivo dalla norma introdotta dall'emendamento del Partito Democratico. Qui davvero rasentiamo il ridicolo!

La seconda disposizione, quella su cui interveniamo adesso, è davvero ai limiti del surreale. Il decreto salva Italia aveva stabilito che bisognava fissare un tetto alle retribuzioni dei grandi manager di Stato, dei grand commis di Stato. Così è stato fatto faticosamente con un decreto legislativo del Governo Monti di poche settimane fa; faticosamente, perché nelle Commissioni di merito si sono espressi pareri su questo provvedimento con grande fatica, in quanto la lobby (quella che conta) dei grand commis di Stato è intervenuta in maniera pesante sull'iter di questo provvedimento. Ma ecco che, a questo punto, si dice che bisogna stare attenti, almeno tutelando la pensione dei grand commis di Stato.

Se questo provvedimento venisse spiegato dai giornali e dalle televisioni di regime ai cittadini, ai lavoratori e alle lavoratrici che nel dicembre 2011 hanno subito una riforma delle pensioni devastante, che ha avuto effetto retroattivo sui loro progetti di vita (perché la domanda di pensionamento vuol dire iniziare un percorso di vita nuovo, avere un progetto di vita, e non si può dall'oggi al domani cambiare le carte in tavola), altro che decreto vergogna! Probabilmente avremmo i forconi fuori dal Parlamento!

Ma bisogna tutelare la pensione dei grand commis di Stato (e non solo), che magari oggi fanno anche parte del Governo Monti e magari ricoprono anche qualche incarico importante a livello di composizione governativa e sono parte integrante di questo Governo. Ci si chiede di tutelare la loro pensione con un provvedimento di carattere straordinario e urgente.

Colleghi, tanto non creiamo problemi se queste persone, anziché 40.000 o 50.000 euro di pensione al mese, come accade oggi, ne percepiscono magari 5.000 o 10.000: sarebbe un gesto anche istituzionale e di cortesia nei confronti delle centinaia e centinaia di migliaia di cittadini massacrati dalla riforma delle pensioni del Governo Monti.

Chiediamo che i colleghi possano sostenere con il loro voto il nostro emendamento. (Applausi dal Gruppo LNP).