Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3221 (ore 14,43)
PRESIDENTE. Invito la senatrice Segretario a dar lettura del parere espresso dalla 5a Commissione permanente sugli emendamenti riferiti al disegno di legge in esame.
AMATI, segretario. «La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminati gli emendamenti relativi al disegno di legge in titolo, trasmessi dall'Assemblea, esprime, per quanto di propria competenza, parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sulle proposte emendative 1.62, 1.97, 1.98, 1.99, 1.405, 1.0.400 e 1.0.401.
Sull'emendamento 1.20, il parere non ostativo è condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, all'inserimento di un'apposita clausola d'invarianza finanziaria.
Sui restanti emendamenti il parere è di nulla osta».
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'ordine del giorno G100, già illustrato nel corso della discussione generale.
MALAN (PdL). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MALAN (PdL). Signor Presidente, vorrei modificare l'ordine del giorno, poiché mi pare che in qualche modo si arriverà all'approvazione del comma 2, ovvero alla sua non cancellazione. Vorrei modificarlo nell'impegno al Governo, come segue: «a non introdurre altre norme a tutela di trattamenti previdenziali prima di aver risolto la questione dei lavoratori i quali abbiano aderito ad accordi di esodo volontario o collettivo...».
PRESIDENTE. Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sull'ordine del giorno in esame, come riformulato.
VICARI, relatrice. Signor Presidente, su questa nuova formulazione ci rimettiamo al Governo.
DE VINCENTI, sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico. Signor Presidente, il Governo propone una riformulazione rispetto anche all'ultima versione del senatore Malan, articolata come segue: «impegna il Governo a valutare gli interventi necessari a risolvere il problema dei lavoratori i quali abbiano aderito...».
PRESIDENTE. Il presentatore accoglie la proposta di riformulazione testé avanzata dal Governo?
MALAN (PdL). Signor Presidente, questo impegno il Governo l'ha già preso il 13 febbraio in modo anche assai più perentorio di quanto sia scritto qui. Fare adesso una copia sbiadita di quell'impegno andrebbe quindi nella direzione opposta.
Io chiederei al Governo di valutare la mia proposta, cioè che, dato per scontato questo intervento, che peraltro è ormai in vigore da parecchie settimane, essendo un decreto-legge, e visto che il Governo ha preso un impegno non soltanto parlamentare, ma direi pubblico, a risolvere la questione degli esodati, non si facciano altri interventi di salvataggio di situazioni non proprio di bisogno come sono quelle qui illustrate prima di aver risolto la questione degli esodati. È cosa ben diversa dal valutare la possibilità di esaminare, quando il Governo si è impegnato a risolvere e non a valutare la possibilità di esaminare. (Applausi dai Gruppi PdL e PD).
DE VINCENTI, sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE VINCENTI, sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico. Sulla questione degli esodati siamo d'accordo, senatore Malan. Il problema è che la formulazione da lei enunciata è estremamente vincolante, nel senso di escludere possibilità che potrebbero proporsi successivamente. Avanzo allora un'ulteriore proposta di riformulazione: «invita il Governo a valutare l'opportunità di non procedere ad altre...».
MALAN (PdL). Insisto sulla formulazione che ho proposto (quella contenente la modifica di cui ho dato ora lettura, e non quella presente nel testo stampato).
PRESIDENTE. I relatori hanno rimesso la valutazione al Governo. Il Governo che valutazione dà, signor Sottosegretario? A questo punto non si può procedere con la trattativa: bisogna dare una valutazione positiva o negativa o rimettersi all'Aula
DE VINCENTI, sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico. Il Governo si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Passiamo dunque alla votazione dell'ordine del giorno G100 (testo 2).
LI GOTTI (IdV). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LI GOTTI (IdV). Signor Presidente, onorevoli colleghi, la mia è una dichiarazione di voto brevissima, con cui annuncio il voto favorevole del nostro Gruppo all'ordine del giorno presentato dal senatore Malan. Si interviene, con questo provvedimento, a salvaguardare il trattamento pensionistico - con una formulazione scritta a dir poco maluccio, anzi, diciamo che è scritta male - di coloro i cui stipendi sono stati riportati al tetto sino a 298.000 euro. Con un decreto si interviene a tutelare queste posizioni mentre il Governo, parlando degli esodati, dice che deve riflettere. È un problema di moralità. (Applausi dai Gruppi IdV e PdL e del senatore Palmizio).
Non si può fare un decreto per tutelare il trattamento pensionistico di chi guadagna 300.000 euro e riflettere quando si tratta di tutelare gli esodati: è un problema di moralità. Quindi voteremo a favore dell'ordine del giorno G100 (testo 2), presentato dal senatore Malan. (Applausi dai Gruppi IdV e PdL).
PALMIZIO (CN:GS-SI-PID-IB-FI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALMIZIO (CN:GS-SI-PID-IB-FI). Signor Presidente, intervengo brevemente per dichiarare il voto favorevole all'ordine del giorno del senatore Malan da parte del Gruppo di Coesione Nazionale.
SERRA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SERRA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Signor Presidente, anche il nostro Gruppo voterà a favore dell'ordine del giorno del senatore Malan.
GRAMAZIO (PdL). Viva Malan!
LI GOTTI (IdV). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LI GOTTI (IdV). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Li Gotti, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'ordine del giorno G100 (testo 2), presentato dal senatore Malan.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B). (Applausi dai Gruppi PdL, IdV e CN:GS-SI-PID-IB-FI).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3221
PRESIDENTE.
Passiamo all'esame dell'articolo 1 del disegno di legge.
Avverto che gli emendamenti si intendono riferiti agli articoli del decreto-legge da convertire.
Colleghi, la Presidenza, conformemente a quanto già stabilito in Commissione, dichiara improponibili, ai sensi dell'articolo 97, comma 1, del Regolamento, gli emendamenti: 1.3, 1.4, 1.5, 1.6, 1.7, 1.8, 1.9, 1.48, 1.49, 1.64, 1.65, 1.66, 1.67, 1.68, 1.69, 1.70, 1.71, 1.72, 1.73, 1.82, 1.83, 1.84, 1.85, 1.89, 1.93 e 1.109, in quanto estranei all'oggetto del decreto-legge in esame.
Per la medesima ragione, dichiara altresì improponibili gli emendamenti 1.0.400, 1.0.401, nonché l'emendamento 1.407, il quale incide su ambiti riservati all'autonomia degli organi costituzionali analogamente all'identico emendamento 1.100, già dichiarato improponibile in Commissione.
Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 1 del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare.
MALAN (PdL). Signor Presidente, ritiro l'emendamento 1.95.
PRESIDENTE. I restanti emendamenti si intendono illustrati.
Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.
VICARI, relatrice. Invito al ritiro di tutti gli emendamenti e subemendamenti presentati, altrimenti il parere è contrario, ad eccezione degli emendamenti 1.12, 1.200 (testo 2), 1.300 (testo 2), 1.52, 1.63 (testo 2) e 1.102, presentati dalla Commissione, su cui esprimo parere favorevole.
DE VINCENTI, sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico. Signor Presidente, il Governo esprime parere conforme a quello della relatrice.
PRESIDENTE. Stante l'assenza dei presentatori, l'emendamento 1.400 si intende decaduto.
Sull'emendamento 1.2 è stato espresso un invito al ritiro. Senatore Lannutti, accoglie tale invito?
LANNUTTI (IdV). Signor Presidente, per l'economia dei lavori, annuncio che non ritirerò nessuno degli emendamenti a mia prima firma e per tutti chiederò il voto elettronico. Mi riservo di illustrarne i contenuti in sede di dichiarazione di voto.
Dunque, non ritiro neanche l'emendamento 1.2, sul quale chiedo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Lannutti, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 1.2, presentato dal senatore Lannutti.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3221
PRESIDENTE. Gli emendamenti 1.3, 1.4, 1.5, 1.6, 1.7, 1.8 e 1.9 sono improponibili.
Passiamo all'emendamento 1.10, identico all'emendamento 1.11, su cui è stato espresso un invito al ritiro.
Senatore Lannutti, conferma la sua intenzione di non accogliere tale invito?
LANNUTTI (IdV). Sì, signor Presidente, e chiedo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Lannutti, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 1.10, presentato dal senatore Lannutti, identico all'emendamento 1.11, presentato dal senatore Cagnin e da altri senatori.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3221
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 1.12/100, sul quale è stato avanzato un invito al ritiro. Senatore Pinzger, accoglie tale invito?
PINZGER (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Signor Presidente, considerati i pareri espressi dalla relatrice e dal rappresentante del Governo, ritiro tutti gli emendamenti a mia firma. (Applausi dai Gruppi PdL e CN:GS-SI-PID-IB-FI).
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.12, presentato dalla Commissione.
È approvato.
Passiamo all'emendamento 1.13, su cui è stato formulato un invito al ritiro.
MURA (LNP). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MURA (LNP). Signor Presidente, faccio mio l'emendamento 1.13, e lo mantengo.
PRESIDENTE. Metto ai voti la prima parte dell'emendamento 1.13, presentato dal senatore Cagnin e da altri senatori, fino alle parole «n. 385».
Non è approvato.
Risultano pertanto preclusi la restante parte dell'emendamento 1.13 e l'emendamento 1.14.
Passiamo all'emendamento 1.15, sul quale è stato formulato un invito al ritiro.
MURA (LNP). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MURA (LNP). Signor Presidente, aggiungo la firma all'emendamento 1.15, e dichiaro che non intendo ritirarlo.
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.15, presentato dal senatore Cagnin e da altri senatori.
Non è approvato.
Gli emendamenti 1.200 (testo 2)/100 e 1.200 (testo 2)/101 sono stati ritirati.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.200 (testo 2)/102.
BUGNANO (IdV). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Bugnano, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 1.200 (testo 2)/102, presentato dai senatori Bugnano e Lannutti.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3221
PRESIDENTE. L'emendamento 1.200 (testo 2)/103 è stato ritirato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.200 (testo 2)/104.
BUGNANO (IdV). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Bugnano, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 1.200 (testo 2)/104, presentato dai senatori Bugnano e Lannutti.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3221
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.200 (testo 2)/105.
BUGNANO (IdV). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Bugnano, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 1.200 (testo 2)/105, presentato dai senatori Bugnano e Lannutti.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3221
PRESIDENTE. L'emendamento 1.200 (testo 2)/106 è stato ritirato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.200 (testo 2).
PASTORE (PdL). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PASTORE (PdL). Signor Presidente, intervengo per mettere in evidenza che approvando questo emendamento si preclude il mio, cioè l'emendamento 1.401. Ritengo che la formulazione adottata dalla Commissione sia preferibile anche se non sono molto entusiasta della creazione di questi organismi che si aggiungono ad altri e del fatto che all'origine vi è un intento quasi paternalistico, cosa che, nel campo dell'economia reale, credo sia poco raccomandabile.
Annuncio che esprimerò un voto favorevole sull'emendamento 1.200 (testo 2). Vorrei però richiamare l'attenzione dei relatori e del rappresentante del Governo su una questione sottesa all'ultimo comma dell'emendamento 1.200 (testo 2), in cui si richiama la responsabilità del prefetto con la possibilità di inviare segnalazioni all'arbitro bancario.
Presidenza del presidente SCHIFANI (ore 15,03)
(Segue PASTORE). Voglio far presente al Governo, ai relatori e ai colleghi, che quello bancario è un arbitro nel senso civilistico del termine e quindi decide controversie tra parti in lite, per cui giudica su ragioni, torti, diritti e obblighi. Trasformare questo arbitro in una sorta di supervisore di questioni che in maniera generica riguardano l'operatività del credito sul territorio mi sembra avere snaturato la natura di questo organo e anche l'istituto dell'arbitrato contemplato nel nostro ordinamento, che ha delle funzioni specifiche.
Credo quindi sarebbe opportuna una riflessione su questo ultimo punto che provoca uno snaturamento che, peraltro, incide sulla struttura già esistente, costituita e composta da soggetti, organismi e strumentazioni dediti alla soluzione di controversie in senso proprio e non alla prospettazione di problematiche più o meno ampie. Siccome non so se la Camera dei deputati avrà il tempo di modificare questo decreto, mi auguro si possa farlo qui in Senato per non consegnare alla Camera un testo che sicuramente potrebbe fare acqua in modo notevole. (Applausi dal Gruppo PdL).
CARUSO (PdL). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARUSO (PdL). Signor Presidente, anche con riferimento all'intervento che ha testé svolto il senatore Pastore, le chiedo di disporre, ove lei lo ritenga possibile, la votazione per parti separate di questo emendamento con l'esclusione dell'ultimo capoverso, cioè l'1-quinquies.
PRESIDENTE. Dunque, lei propone di votare fino al capoverso 1-quater in blocco, e poi l'1-quinquies a parte.
Chiedo al relatore ed al rappresentante del Governo di esprimersi al riguardo.
VICARI, relatrice. Signor Presidente, noi confermiamo il testo già approvato in Commissione e quindi chiediamo che l'emendamento venga votato nella sua interezza.
Vorrei poi fosse apportata una correzione al comma 1-bis. Chiedo che le parole: «dalla data di entrata in vigore del presente decreto» vengano sostituite dalle altre: «dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto».
PRESIDENTE. Una correzione di drafting condivisibilissima.
DE VINCENTI, sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico. Condivido la posizione della relatrice e anche la correzione di drafting che ha suggerito.
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.200 (testo 2 corretto), presentato dalla Commissione.
È approvato.
Risultano pertanto preclusi gli emendamenti 1.18, 1.20, 1.401, 1.23, 1.26, 1.31, 1.402, 1.37 e 1.39.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.41.
BUGNANO (IdV). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Bugnano, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 1.41, presentato dai senatori Bugnano e Lannutti.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3221
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.47.
BUGNANO (IdV). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Bugnano, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 1.47, presentato dalla senatrice Bugnano.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3221
PRESIDENTE. Gli emendamenti 1.48 e 1.49 sono improponibili.
Metto ai voti l'emendamento 1.50, presentato dal senatore Garavaglia Massimo e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 1.51, presentato dal senatore Garavaglia Massimo e da altri senatori.
Non è approvato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.300 (testo 2)/100.
BUGNANO (IdV). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Bugnano, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 1.300 (testo 2)/100, presentato dai senatori Bugnano e Lannutti.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3221
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.300 (testo 2)/101.
BUGNANO (IdV). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Bugnano, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 1.300 (testo 2)/101, presentato dai senatori Bugnano e Lannutti.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3221
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.300 (testo 2), presentato dalla Commissione.
È approvato.
Metto ai voti l'emendamento 1.52, presentato dalla Commissione.
È approvato.
Metto ai voti l'emendamento 1.53, presentato dal senatore Garavaglia Massimo e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 1.58, presentato dal senatore Cagnin e da altri senatori.
Non è approvato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.59.
BUGNANO (IdV). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Bugnano, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 1.59, presentato dai senatori Bugnano e Lannutti.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3221
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.61.
LANNUTTI (IdV). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LANNUTTI (IdV). Signor Presidente, intervengo per una brevissima dichiarazione di voto sull'emendamento 1.61. Posso permettermi di farla anche sull'emendamento 1.62?
PRESIDENTE. Le segnalo, senatore Lannutti, che sull'emendamento 1.62 la Commissione bilancio ha espresso parere contrario ex articolo 81 della Costituzione, ma lei è libero di fare la sua dichiarazione.
LANNUTTI (IdV). Grazie, signor Presidente.
Sappiamo qual è la situazione del Paese: una crisi profonda di imprenditori che arrivano a gesti estremi per la mancanza di credito. Le banche, infatti, non danno soldi alle imprese e alle famiglie. Quest'anno ci sarà un aumento dei pignoramenti e delle esecuzioni immobiliari. Le banche hanno avuto qualcosa come 268 miliardi di euro di crediti dalla Banca centrale europea: prestiti triennali al tasso dell'1 per cento. Non è chiedere troppo destinare una parte di quei fondi alle imprese strozzate e alle famiglie strangolate che andranno in mezzo a una strada.
Voglio ricordare che l'anno scorso una città come Monza - ripeto, una città come Monza - è quasi sparita a seguito di numerosi pignoramenti. E le banche, quando devono pignorare gli immobili perché c'è gente che non riesce più a pagare i mutui per la crisi, sono molto solerti e procedono immediatamente all'esecuzione dei pignoramenti; quando invece, al contrario, sono condannate a risarcire per anatocismo non pagano e bisogna presentarsi con un ufficiale giudiziario.
Chiedo ai colleghi di verificare, in coscienza, a fronte di gente che è costretta a suicidarsi per mancanza di credito (dall'inizio dell'anno oltre 25 suicidi), se non sia giusto che almeno il 50 per cento di questi prestiti, ricevuti all'1 per cento, venga dato con un ricarico del 300 per cento, quindi al 3 per cento, per far ripartire l'economia. Non mi sembra che questo intervento non sia fattibile o plausibile.
Invito ogni senatore a riconsiderare in coscienza queste contrarietà. Ritengo infatti che la questione bancaria sia il problema principale, e presto andremo davanti agli elettori e alle imprese con l'obiettivo di far ripartire l'economia del Paese.
Confermo quindi la richiesta di voto elettronico avanzata precedentemente e mi rimetto alla coscienza di ogni senatore per fare in modo che le banche che strozzano l'economia, facendo utili da capogiro con i soldi della BCE, possano invece aiutare il Paese a superare la crisi.
Mi auguro davvero che da parte del Parlamento e dei senatori di tutti i Gruppi, a prescindere dal colore politico, vi sia uno scatto d'orgoglio. (Applausi dal Gruppo IdV e dei senatori Gramazio e De Feo).
TOFANI (PdL). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TOFANI (PdL). Signor Presidente, chiedo cortesemente al senatore Lannutti di poter sottoscrivere gli emendamenti 1.61 e 1.62.
GRAMAZIO (PdL). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRAMAZIO (PdL). Signor Presidente, chiedo di sottoscrivere gli emendamenti 1.61 e 1.62 del collega Lannutti. Dichiaro altresì il mio voto favorevole sull'emendamento 1.61.
DE FEO (PdL). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE FEO (PdL). Signor Presidente, chiedo anch'io di poter sottoscrivere gli emendamenti del senatore Lannutti.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Lannutti, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 1.61, presentato dal senatore Lannutti e da altri senatori.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
GRAMAZIO (PdL). Vergogna!
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3221
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 1.62, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
LANNUTTI (IdV). Ne chiediamo la votazione.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione, avanzata dal senatore Lannutti, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
(art. 102-bis Reg.)
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 1.62, presentato dal senatore Lannutti e da altri senatori.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3221
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.63 (testo 2), presentato dalla Commissione.
E' approvato.
Gli emendamenti 1.64, 1.65, 1.66, 1.67, 1.68, 1.69, 1.70, 1.71, 1.72 e 1.73 sono improponibili.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.75.
MURA (LNP). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Mura, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 1.75, presentato dal senatore Garavaglia Massimo e da altri senatori.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3221
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.76.
MURA (LNP). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Mura, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 1.76, presentato dal senatore Garavaglia Massimo e da altri senatori.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3221
PRESIDENTE. Gli emendamenti 1.82, 1.83, 1.84, 1.85, 1.89 e 1.93 sono improponibili.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.94, identico agli emendamenti 1.96 e 1.403.
LI GOTTI (IdV). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LI GOTTI (IdV). Signor Presidente, onorevoli colleghi, poc'anzi quest'Aula all'unanimità ha votato affinché il Governo si impegnasse a non procedere ad interventi nel settore pensionistico prima della soluzione del problema degli esodati. Quest'Aula ha votato all'unanimità impegnando il Governo a non intervenire.
L'emendamento da noi proposto è soppressivo del comma 2 che interviene nella materia su cui il Governo si è impegnato, con un voto del Parlamento, a non intervenire. (Applausi dai Gruppi IdV, PdL e CN:GS-SI-PID-IB-FI). Abbiamo votato per dire che non si può fare, abbiamo impegnato il Governo a non farlo! Ora si tratta di votare l'emendamento soppressivo della disposizione con la quale si interviene in una materia nella quale il Governo non può più intervenire essendo stato votato all'unanimità in ordine del giorno neanche un quarto d'ora fa da quest'Aula.
Quindi, a questo punto mi affido ai colleghi e anche ai termini del Regolamento, signor Presidente, per capire in che modo si possa tradurre immediatamente un impegno votato all'unanimità su un testo normativo che contiene il contrario dell'impegno assunto. Questo è un caso di scuola, visto che in genere non vi è un riscontro immediato agli impegni assunti.
Noi abbiamo votato all'unanimità per fare il contrario di quello che stabilisce il comma 2, ossia per non intervenire. A termini di Regolamento ritengo che, per dare coerenza al voto di quest'Aula, si debba procedere alla soppressione di quel comma 2, perché così ci siamo già pronunziati. (Applausi dai Gruppi IdV, PdL e CN:GS-SI-PID-IB-FI).
MAZZATORTA (LNP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAZZATORTA (LNP). Signor Presidente, grazie per aver concesso anche al Gruppo della Lega Nord di intervenire sul proprio emendamento soppressivo.
Sinceramente se bisogna attribuirgli un nome, visto che è invalsa la moda di attribuire ai decreti-legge del Governo Monti un nome, direi che questo è il «decreto-legge vergogna»: vergogna perché contiene due disposizioni di cui nessuno sente la straordinaria necessità ed urgenza e in cui c'è una contraddittorietà intrinseca.
Infatti abbiamo un intervento in merito alle commissioni bancarie che paradossalmente dovrebbe essere contrastato da chi l'aveva proposto. Il Partito Democratico con un emendamento aveva inserito nel cosiddetto decreto salva Italia la nullità delle clausole bancarie che prevedevano commissioni onerose; adesso vediamo lo stesso partito che invece vota a favore dell'emendamento del Governo Monti soppressivo dalla norma introdotta dall'emendamento del Partito Democratico. Qui davvero rasentiamo il ridicolo!
La seconda disposizione, quella su cui interveniamo adesso, è davvero ai limiti del surreale. Il decreto salva Italia aveva stabilito che bisognava fissare un tetto alle retribuzioni dei grandi manager di Stato, dei grand commis di Stato. Così è stato fatto faticosamente con un decreto legislativo del Governo Monti di poche settimane fa; faticosamente, perché nelle Commissioni di merito si sono espressi pareri su questo provvedimento con grande fatica, in quanto la lobby (quella che conta) dei grand commis di Stato è intervenuta in maniera pesante sull'iter di questo provvedimento. Ma ecco che, a questo punto, si dice che bisogna stare attenti, almeno tutelando la pensione dei grand commis di Stato.
Se questo provvedimento venisse spiegato dai giornali e dalle televisioni di regime ai cittadini, ai lavoratori e alle lavoratrici che nel dicembre 2011 hanno subito una riforma delle pensioni devastante, che ha avuto effetto retroattivo sui loro progetti di vita (perché la domanda di pensionamento vuol dire iniziare un percorso di vita nuovo, avere un progetto di vita, e non si può dall'oggi al domani cambiare le carte in tavola), altro che decreto vergogna! Probabilmente avremmo i forconi fuori dal Parlamento!
Ma bisogna tutelare la pensione dei grand commis di Stato (e non solo), che magari oggi fanno anche parte del Governo Monti e magari ricoprono anche qualche incarico importante a livello di composizione governativa e sono parte integrante di questo Governo. Ci si chiede di tutelare la loro pensione con un provvedimento di carattere straordinario e urgente.
Colleghi, tanto non creiamo problemi se queste persone, anziché 40.000 o 50.000 euro di pensione al mese, come accade oggi, ne percepiscono magari 5.000 o 10.000: sarebbe un gesto anche istituzionale e di cortesia nei confronti delle centinaia e centinaia di migliaia di cittadini massacrati dalla riforma delle pensioni del Governo Monti.
Chiediamo che i colleghi possano sostenere con il loro voto il nostro emendamento. (Applausi dal Gruppo LNP).
CARLONI (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARLONI (PD). Signor Presidente, intervengo solo per segnalare che nella votazione dell'emendamento 1.76 del senatore Massimo Garavaglia ho sbagliato a votare: ho votato a favore anziché contro.
PRESIDENTE. La Presidenza ne prende atto.
CALIENDO (PdL). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALIENDO (PdL). Signor Presidente, credo che l'intervento del senatore Li Gotti non sia stato ascoltato. Ritengo che il collega abbia perfettamente ragione. In un momento di antipolitica, sarebbe veramente incoerente che il Senato della Repubblica votasse a distanza di qualche minuto una disposizione in senso contrario a quanto approvato in precedenza. (Applausi dai Gruppi PdL, LNP, IdV e CN:GS-SI-PID-IB-FI). Credo che il Governo dovrebbe avvertire la sensibilità, per non mettere il Parlamento in condizione di votare un abominio, di esprimere parere favorevole sull'emendamento soppressivo. (Applausi dai Gruppi PdL, LNP, IdV e CN:GS-SI-PID-IB-FI e della senatrice Sbarbati).
PRESIDENTE. Il Governo si è già pronunciato. (Brusìo). Colleghi, non siamo allo stadio. Stiamo trattando di argomenti delicati, che tra l'altro toccano anche diritti quesiti, discutibili o no.
LI GOTTI (IdV). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LI GOTTI (IdV). Signor Presidente, intervengo con riferimento alla questione dell'applicazione immediata di un atto di impegno approvato venti minuti fa da quest'Aula, afferente proprio questo comma. L'ordine del giorno G100 (testo 2) del senatore Malan impegnava il Governo a non legiferare in questa materia. Questo impegno, approvato all'unanimità, deve avere una sua traduzione.
PRESIDENTE. Senatore Li Gotti, si parlava di non introdurre altre norme: non è questo il caso.
LEGNINI (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEGNINI (PD). Signor Presidente, al di là del merito, sul quale ciascuno di noi può avere la propria opinione, e del fatto che il Governo abbia espresso parere contrario, di cui prendiamo atto, vorrei parlare del problema sollevato dal senatore Li Gotti con insistenza due volte.
La questione non si pone in alcun modo come il senatore Li Gotti ha detto. Gli ordini del giorno correntemente e costantemente sostituisco l'approvazione di un emendamento. Essi hanno anche questa funzione, per cui non si capisce quale sia la contraddizione tra l'approvare un ordine del giorno (che peraltro ha un contenuto un po' diverso dalla soppressione pura e semplice di questo comma) che impegna il Governo ad assumere un'iniziativa e la reiezione di un emendamento meramente soppressivo. Francamente non si comprende la ragione di tale insistenza sotto il profilo regolamentare.
Pertanto, penso sia opportuno votare, e ciascuno si esprimerà nel modo che riterrà.
PRESIDENTE. Sono d'accordo: l'emendamento va votato.
MURA (LNP). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MURA (LNP). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Mura, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 1.94, presentato dal senatore Belisario e da altri senatori, identico agli emendamenti 1.96, presentato dal senatore Cagnin e da altri senatori, e 1.403, presentato dalla senatrice Spadoni Urbani.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B). (Applausi dai Gruppi IdV, LNP, CN:GS-SI-PID-IB-FI e PdL).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3221
BIONDELLI (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BIONDELLI (PD). Signor Presidente, desidero segnalare che nella votazione testé svoltasi, per errore, ho espresso voto contrario anziché di astensione.
PRESIDENTE. La Presidenza ne prende atto.
Ricordo che l'emendamento 1.95 è stato ritirato.
A seguito della precedente votazione risultano preclusi gli emendamenti 1.404, 1.97, 1.98, 1.99 e 1.405, mentre l'emendamento 1.100 è improponibile.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.102.
CASTELLI (LNP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASTELLI (LNP). Signor Presidente, dichiaro il voto contrario su questo emendamento. Mi consenta però di esprimere la soddisfazione di un vecchio parlamentare che vede finalmente, almeno per una volta, ricostituita in quest'Aula quella maggioranza che è stata votata dal popolo italiano e che è stata buttata via... (Applausi dal Gruppo LNP e della senatrice Sbarbati).
PRESIDENTE. Va bene, la ringrazio, senatore Castelli stiamo votando l'emendamento 1.102.
CASTELLI (LNP). Mi deve lasciar parlare, signor Presidente, cortesemente.
PRESIDENTE. La prego, un minuto.
CASTELLI (LNP). Che minuto! Per Regolamento, in dichiarazione di voto mi deve lasciar parlare. Cortesemente, non mi tolga la parola.
PRESIDENTE. Lei non sta parlando sul Regolamento, sta facendo una dichiarazione politica che avrebbe dovuto fare al momento della votazione di quell'emendamento.
CASTELLI (LNP). Cortesemente, non mi tolga la parola.
PRESIDENTE. Le sto dando un minuto.
CASTELLI (LNP). Almeno questo minimo di democrazia lasciamolo!
PRESIDENTE. Io l'ho sempre mantenuto. Le do un minuto per dire la sua: ci mancherebbe.
CASTELLI (LNP). Almeno qui ci lasci parlare. (Applausi dei senatori Garavaglia Massimo e Davico).
PRESIDENTE. Prego, parli.
CASTELLI (LNP). La ringrazio molto, Presidente. Adesso però mi ha fatto perdere il filo del discorso, quindi mi dia qualche minuto in più, perché altrimenti non riesco elaborare un concetto. Io ho questo difetto: vede, se mi si interrompe, poi faccio fatica a rielaborare i concetti.
Stavo dicendo che finalmente è stata ricostituita questa maggioranza che è stata buttata giù da un vero e proprio golpe, come sappiamo e come facciamo finta di ignorare. Mi complimento vivamente con i colleghi del PdL che finalmente hanno votato coerentemente!
PRESIDENTE. La ringrazio. (Proteste dal Gruppo LNP). Ha già espresso il suo parere. Si è complimentato, l'abbiamo sentito tutti.
CASTELLI (LNP). Capisco che le dia fastidio quello che sto dicendo.
PRESIDENTE. No, non mi dà fastidio! Io devo far lavorare l'Aula. Lei ha già manifestato la sua opinione. L'abbiamo sentito tutti. Si è complimentato con il PdL. Più di questo, cosa devo fare?
CASTELLI (LNP). Mi consenta di ricordarle, anche se lei lo sa benissimo, che il Presidente del Senato è garante...
PRESIDENTE. Ma lo sono! E mi ci sento.
CASTELLI (LNP). ... affinché ciascuno possa esprimere in Aula le proprie idee.
PRESIDENTE. Ma lei lo ha fatto, ha già manifestato il suo pensiero. Non sta introducendo elementi nuovi.
CASTELLI (LNP). L'ho fatto continuamente interrotto da lei, Presidente. Mi dispiace molto e me ne rammarico.
PRESIDENTE. Sta facendo un comizio su quello che abbiamo votato.
Metto ai voti l'emendamento 1.102, presentato dalla Commissione.
È approvato.
L'emendamento 1.109 è improponibile.
Metto ai voti l'emendamento 1.406, presentato dal senatore Pastore.
Non è approvato.
Gli emendamenti 1.407, 1.0.400 e 1.0.401 sono improponibili.
CASTELLI (LNP). Chiedo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Senatore Castelli, su quale emendamento ha chiesto la votazione nominale con procedimento elettronico?
CASTELLI (LNP). L'ho chiesta sull'emendamento che ha messo ora ai voti.
PRESIDENTE. Si tratta di un emendamento improponibile. Le ricordo che non ci sono più emendamenti da mettere ai voti. È rimasta solo una proposta di coordinamento, che sarà posta in votazione dopo le dichiarazioni di voto.